sabato 23 novembre 2013

Funicolare del Righi





La funicolare del Righi collega il Castellaccio con Largo Zecca (via Targa).
Il suo percorso prevede le fermate intermedie di Corso Carbonara, San Nicola, Madonnetta, Preve e San Simone.

In origine vi erano due linee separate.  La prima, da San Nicola al Righi entrò in servizio nel 1895.
La seconda, dalla Zecca a S.Nicola, tutta in galleria, fu inaugurata nel 1897.

Solo nel 1966 la due linee vennero fuse in una unica  tratta.


L'ingresso da Largo Zecca si trova all'inizio di via Targa e lo possiamo scorgere a sinistra in questa cartolina del 1915

cartolina - ed. S.C. - 1915
 
 Questa è una veduta databile a fine 1800 del capolinea del Righi che "stranamente" coincideva con il "ristorante"

cartolina -  ed.  Alfieri&Lacroix Milano


La stazione del Righi all'inizio del 1900 in una cartolina del "ristorante"
Questo è il "fronte", ma vale la pena di vedere anche lo "stile" del "retro" della cartolina nella immagine successiva.



cartolina -  ed. Torta, Torino -  non circolata

La funicolare nella tratta S.Nicola-Castellaccio nel 1904

cartolina - ed. non rilevato - sped 1904


cartolina - ed.  B&C  Zurich -  sped. 1925


Qui alla vettura hanno aggiunto i vetri, sarà la "versione invernale"?
cartolina - ed.  Bianco&Pancaldi - sped. 1919

Qui la vettura ha cambiato "livrea"  e presenta un artistico numero "2" dipinto sulla parte anteriore.

riproduzione fotografica non datata

E, visto che parliamo del Castellaccio, aggiungiamo un panorama "senza funicolare"

cartolina - ed.  Hannofper&Revelli - sped. 1927




sabato 16 novembre 2013

Piazza Acquaverde



Piazza Acquaverde, un nome un po' desueto, poco usato, per un posto molto frequentato.
Ma quasi nessuno dice : vado in piazza Acquaverde .... tutti usiamo dire vado a Principe....

La stazione Principe prevale sulla piazza  e le impone il suo nome.....
? sarà forse perché "l'acqua verde" non è un nome gradito perché richiama un che di sgradevole, stagnante, puzzolente ?
Mentre invece "Principe"  è un nome altisonante, positivo, specialmente riferito a "quel principe" , quel Principe Andrea Doria che rese nuovamente Genova grande fra i grandi prima della inesorabile decadenza, delle occupazioni straniere, dell'annessione all'odiato Savoia.

La Stazione prende il suo nome dalla Piazza del Principe che si trova sul lato sud della stazione e su cui danno le entrate di servizio alla stazione stessa.
Con il "senno del poi"  pensiamo che il lato della stazione che da sulla piazza del Principe avrebbe meritato, se non proprio l'entrata principale, almeno un ingresso passeggeri ed una architettura scenograficamente  migliore.
Una architettura che fosse all'altezza della scenografia del luogo: dell'adiacente Palazzo del Principe e della vicina Stazione Marittima (anche se quando è stata costruita la stazione ferroviaria, nel 1860, la Stazione Marittima non era nemmeno in progetto).
 Abbiamo già parlato della origine di piazza Acquaverde parlando di via Balbi ma qui ci ripetiamo (repetita juvant ?)

Prima del 1600 piazza Acquaverde non esisteva come vediamo in questa mappa.

particolare dalla Mappa di Antonio Lafrery-roma 1537- copia a stampa del  1581 - Palazzo Rosso


Il Rio S.Ugo, scendendo con forte pendenza dalle alture circostanti si impantanava in uno stagno d'acqua verdastra prima di proseguire e sboccare a ponente della Darsena
A seguito della costruzione di via Balbi la zona venne bonificata incanalando il rio S.Ugo e creando la piazza che vediamo segnata nella mappa che segue, che mostra anche il percorso di via Prè.

particolare dalla Pianta di Giacomo Brusco - 1766 - dalla raccolta del Giolfi a Palazzo Rosso - ufficio Belle Arti


 Ed ecco finalmente una immagine di piazza Acquaverde, prima della costruzione della Stazione Ferroviaria che ne stravolgerà la fisionomia con la demolizione delle strutture dei conventi e dell'Arsenale Militare.  Notiamo le rampe che salivano verso le colline  e la sagoma massiccia del Forte San Giorgio, tuttora esistente (ospita l'Istituto Idrografico della Marina Militare).



 La ferrovia Torino-Genova fu ultimata nel 1853 e la tratta Di Negro - Principe completata nel 1854 come vediamo da questa immagine relativa alla inaugurazione della tratta.

  tratto da  "Una Storia Dipinta" ed.   ggallery


La Stazione Principe venne inaugurata nel 1860, nella forma che vediamo nella seguente cartolina.
A sinistra dell'entrata principale c'erano l'arco ed il colonnato, simmetrici a quelli di destra.
Vediamo che sotto l'arco di sinistra c'era giusto il passaggio per due binari del tram, il che era forse appena sufficiente anche per lo scarso traffico di allora,  ma l'effetto scenografico era notevole.

cartolina - ed. B&C Zurigo -  non circolata


Nel 1900 il parco binari venne ampliato con uno scavo a monte come documenta la cartolina  che segue, spedita nel 1901.
Al centro il monumento a Cristoforo Colombo, costruito a "più mani"  durante ben 16 anni ed inaugurato nel 1862.

cartolina - editore non rilevato - spedita 1901


Piazza Acquaverde con monumento e carrozze.
Vediamo anche il Grand Hotel Savoia "prima maniera"  con sulla destra i lavori in corso per un già progettato ampliamento.
A destra del Savoia vediamo anche il London Hotel che sarà demolito per la sistemazione del nodo viario tra via Balbi e salita Provvidenza.


cartolina - ed. VAT  - non circolata

Il dettaglio del monumento, con sfaccendati in posa.

cartolina - ed. non rilevato - spedita 1907



Questa immagine del 1919 ci mostra invece le "vetture di cortesia"  degli alberghi in attesa dell'arrivo dei treni.

cartolina - ed Dell'Avo - sped.  1919


Anche questo è uno scatto "interessante" perché ci mostra sulla destra un edificio che non c'è più: la palazzina con l'entrata dell'Hotel London.


cartolina - ed. non rilevato - non circolata


In questa immagine vediamo la posizione dell'edificio di cui abbiamo parlato prima: si trovava proprio sul bordo delle piazza, davanti alla struttura più grande su cui capeggia l'insegna dell'Hotel London.

cartolina - ed. Blommler &Jenas , Dresden - non circolata


Era un modesto edificio a due piani, quasi un anacronismo nella nostra "Genova verticale"
Lo vediamo anche in questa pubblicazione del Mondani, in una prospettiva leggermente diversa, che ci mostra anche un pezzetto di via Balbi.
Entrambi gli edifici del London Hotel verranno demoliti e la stessa sorte toccherà alla bella palazzina di fronte  della NGI (Navigazione Generale Italiana) ma questa sarà demolita in un'ottica diversa, non per ragioni di traffico urbano ma per fare posto alla gigantesca struttura del Grand Hotel Columbia.



Gli stessi edifici, visti da via Balbi.

da:  i Quartieri di Genova Antica -  ed. Tolozzi


A fine demolizioni e ricostruzioni salita Provvidenza risultava unita a via Balbi da una strada a due corsie che nella mappa dell'ACI del 1916 abbiamo trovato segnata come via dell'Osservatorio.
Qui la vediamo con le vetrine della nota Thos Cook & Sons sulla destra. In seguito gli uffici della Cook si sposteranno sotto i portici della stazione e quelle diverranno le vetrine della Farmacia Pescetto.



Anche questa, del 1931, è una immagine della risistemazione della piazza, con la costruzione del Columbia in cima di via Balbi

cartolina -  ed. Brunner Como - sped 1931


Con un punto di vista ruotato di pochi gradi vediamo ora sulla sinistra il "prolungamento" del Savoia con accanto un edificio di nuova costruzione.

cartolina - ed.Peloso - sped 1938





La stessa inquadratura, un po' allargata, qualche anno dopo ci presenta una scena un po' più "moderna", con i filobus, le "corriere" e le auto che si usavano subito prima e subito dopo la seconda guerra mondiale.  Saremo negli anni 40 o negli anni 50?
In compenso abbiamo la visione "intera" del Savoia dopo l'ampliamento

cartolina - ed.  VAT  - non circolata



Ma ora torniamo all'alro lato della piazza, nel 1924, per vedere una vettura tramviaria appena uscita dall'arco di via Andrea Doria ed un'altra più indietro, che si appresta ad attraversarlo.
Vediamo anche carrozze e calessi di varie forme ed un "omnibus" a cavalli.

cartolina - ed.B&C Zurich - spedita nel 1924

Lo stesso arco visto da via Andrea Doria ci da uno scorcio imperdibile sul Monumento a Colombo.

cartolina - ed.  Bianco&Pancaldi - sped. 1919


Ed ecco un primo piano del monumento con due lussuose auto.
Non conosciamo la data dello scatto, ma se può aiutare, dietro  al monumento, a sinistra si intravedono le strutture della "Caserma G. Avezzana" che ora non c'è più....

cartolina - ed.  IGDA Novara - non circolata



Un'altro salto avanti nel tempo ci porta a vedere l'edificio della stazione privato del suo arco di sinistra (peccato, ci avevamo fatto l'abitudine a vederlo in cartolina, anche se non lo abbiamo mai visto con i nostri occhi).
Anche qui abbiamo una foto a colori con filobus e corriere.... alcune auto hanno un profilo del dopoguerra, ci sembra persino di scorgere un "maggiolino" azzurro .....  anni 50 ??

cartolina - ed. VAT - non circolata


Speriamo che i "salti temporali non vi scombussolino troppo (a noi questo effetto invece lo fanno ancora ....) perché torniamo indietro nel tempo per parlare dell'interno della stazione.

Nel 1860 la linea ferroviaria che proveniva da Torino si divideva prima di Di Negro, ancora in galleria.  Un ramo, scendeva al porto ed un'altro andava verso la stazione Principe dove  terminava la linea.

La stazione era coperta da una cupola a  volta  in ferro ed era una stazione "terminale" (stazione di testa) a "binari tronchi" ovvero costituiva un "capolinea"  dove tutti i treni terminavano il loro viaggio per poi "tornare indietro" .
Nel 1872,  terminata la costruzione della "galleria Traversata"   la linea poté proseguire verso la stazione Brignole e da qui verso sud.
Vennero quindi approntati nuovi binari verso monte, fuori della cupola,  per servire questo nuovo traffico di "transito"  e la stazione diventò una "stazione mista"  (con binari di testa e di transito).
Ecco come si presentava la stazione fino al 1900, con un servizio promiscuo, merci e passeggeri.
La cupola in ferro venne demolita nel 1940 per recuperare ferro per l'industria bellica.

cartolina -  ed. Cartoleria Genovese - non circolata

La sede ferroviaria fu ampliata una prima volta nel 1900 (vedi cartolina del 1901) con sbancamento della collina a monte.
Ne da testimonianza anche questa carolina di dubbio gusto spedita nel 1922 che a nostro parere avrebbe potuto spedire solo un ingegnere ferroviario ad un altro  ingegnere ferroviario.....

cartolina - ed. VAT - spedita 1922






lunedì 11 novembre 2013

via Balbi



Cominceremo illustrando la planimetria del ponente della città nel 1600.

Genova ha sempre avuto una orografia complessa ed i problemi di "circolazione" non sono solo di oggi: a Genova le strade sono state da sempre poche, strette e tortuose.

E così era anche tra il 1000 ed il 1600. Nel 1600 la nuova cerchia di mura aveva allargato lo spazio abitabile e la ricchezza dei mercanti e sopratutto dei "banchieri" poteva essere ora investita nella costruzione di nuovi palazzi, e di nuove strade dando il via ad un periodo che vorremmo definire "delle strade nuove".

Già nel 1350 le mura erano state estese quasi a lambire il palazzo del Principe (a destra freccia bianca),  facendo perno su Capo D'Arena (freccia rossa).

Ma ancora esistevano le vecchie mura "del Barbarossa"  che partivano dalla porta  "dei Vacca" (freccia gialla), svoltavano ad angolo retto in piazza Nunziata (cerchietto rosso) e proseguivano verso Castelletto, con l'apertura della porta di S.Agnese (pallino giallo) che da via Lomellini dava accesso alla zona del Carmine.

L'unica "strada"  per il ponente era via Prè che da Porta dei Vacca portava alla Porta San Tommaso, davanti al palazzo del Principe (freccia arancio),  e che in questa piantina è nascosta dal complesso della Darsena (freccia blu) e dell' Arsenale di Marina.
Per miglior comprensione ne abbiamo segnato il percorso approssimativo con la linea gialla sottile fra i due "fiori" gialli.

particolare dalla Mappa di Antonio Lafrery-Roma 1537- copia a stampa del  1581 - Palazzo Rosso

Già nel 1550 si era cominciato a costruire la Strada Maggiore (poi Strada Nuova, poi Via Aurea, ora Via Garibaldi) sulla quale i "potenti" di allora avevano edificato lussuosi palazzi.

I Balbi non stettero a guardare:  tra il 1601 ed il 1618 fecero edificare i loro nuovi palazzi sulla nuova strada  a cui diedero il nome della loro famiglia: "Strada delli Signori Balbi".

Progettata da Bartolomeo Bianco, la strada parte da piazza della Nunziata (pallino rosso)e termina oggi in piazza Acquaverde , che non era ancora segnata sulla mappa precedente in quanto all'epoca era una specie di acquitrino d'acqua verde e stagnante (da cui il nome).
Il Rio S.Ugo, scendendo con forte pendenza dalle alture circostanti vi si impantanava prima di proseguire e sboccare a ponente della Darsena Per miglior riferimento abbiamo segnato la zona sulla mappa precedente con un cerchietto verde.
La zona venne bonificata incanalando il rio S.Ugo e creando la piazza che vediamo segnata nella mappa che segue, che mostra anche il percorso di via Prè.

particolare dalla Pianta di Giacomo Brusco - 1766 - dalla raccolta del Giolfi a Palazzo Rosso - ufficio Belle Arti


Ed infine una piantina un poco più dettagliata della zona intorno a via Balbi nel 1846.

particolare dalla carta topografica della città di Genova  - 1846 - ed. Libreria Grondona di proprietà degli autori


Passiamo alle foto, la prima che vogliamo mostrare è niente meno che un "arco di trionfo".
Un arco di trionfo in via Balbi?   mai visto.... infatti è durato poco....


Inaugurato il 15 ottobre 1859 (arch. Ignazio Gardella) alla presenza di Vittorio Emanuele II,
in cima di via Balbi a cura della Camera di Commercio in occasione della venuta a Genova del Re V.Emanuele II, mostrava  con le seguenti iscrizioni:

"A Vittorio Emanuele II / che il patto col suo popolo mantenne inviolato, l'onore del bel paese propugnò / il grido di dolore ne accolse e nei suoi prodi e nel suo diritto fidando si fè / primo soldato d'Italia simbolo di concordia e di unità / autore ed auspice di civile grandezza il Commercio Genovese C."
 

Sull'altro lato
"TE PRODIGO DELLA GRAND’ANIMA
PROSEGUI TREPIDANDO FRA LE PUGNE E LE VITTORIE
GENOVA TUA
CHE OGGI TI SALUTA
TRIONFATORE."


Per "fortuna" lo avevano eretto in un posto "scomodo" a fare da strozzatura al traffico di via Balbi in una zona molto trafficata in prossimità della stazione Principe, così che furono poi "costretti"  a demolirlo  per ragioni di "pubblica utilità" (ma non chiedeteci quando perchè a tale demolizione non fu fatta nessuna pubblicità.....)
 


Ai genovesi daltronde il monumento non piacque da subito. Non dimentichiamoci che Vittorio Emanuele II , è colui che, in una lettera scritta in francese a La Marmora complimentandosi delle atrocità commesse contro i Genovesi nella città abbandonata al sacco nell'aprile del 1849, definì la classe dirigente di Genova    «vile e infetta razza di canaglie» .

Ma un monumento in occasione della visita del Re ci voleva..... ed è stato eretto con il tipico atteggiamento da "Camera del Commercio" (guardiamo ai soldoni.... ovvero "le uova ormai sono rotte....tanto vale mangiarci la frittata....  i gusci li butteremo dopo.....)" 
1859, A. Godard, Arco trionfale in onore di Vittorio Emanuele II   da "Genova come era 1870-1915" di Luciana Frassati -  ed. Carige .


Ma, ora che abbiamo visto "il pezzo forte del post"  cerchiamo di andare con ordine, cominciando dal basso e troviamo un disegno del Giolfi (1770) che ci mostra l'inizio della via con un pezzetto della chiesa dell'Annunziata.




Questa cartolina invece è stata spedita nel 1917, e ci mostra la stessa veduta già con le prime auto: a  sinistra il palazzo di Gio Francesco Balbi ed a destra il palazzo Balbi-Durazzo, ora Cattaneo-Adorno.





Ci avviciniamo un tantino lasciandoci alle spalle la chiesa con una cartolina edita da Valenti e spedita nel 1914





Più in su troviamo il Collegio dei Gesuiti con la sua chiesa (oggi sede dell'Università) Sempre dall'album del Giolfi del 1770) , di cui parliamo in un altro post.

Giolfi :  collegio Gesuiti con chiesa ss.Gerolamo e Francesco Saverio da Attori e strumenti del credito in Liguria



Un poco più su, sul lato opposto della strada, troviamo il Palazzo Durazzo (poi "Reale").

dall'album del Giolfi del 1770





Risalendo ancora  via Balbi arriviamo all'altezza di piazza San Carlo , nel 1922, e vediamo un caratteristico veicolo con chiusura posteriore a "persiana genovese"  e vetturino in piedi a cassetta.


cartolina - ed. STA -  sped. 1922

























Non siamo riusciti a trovare una foto antica del frontone della chiesa di San Carlo (e Vittore) di cui parleremo in un prossimo post. Invece "ci hanno voluto dire che in via Balbi c'era anche un cinema, di cui abbiamo trovato la foto sul web. (comincia ad essere un vizio... quello di rubare immagini sul web... ma è così "comodo"... che a volte non riusciamo a resistere alla tentazione)

cine Eden1909-Principe1913-Astra1944-




Arrivati quasi in cima a via Balbi, non possiamo non ricordare la storica Farmacia Pescetto che qui vediamo in una foto forse già "centenaria" (o poco ci manca). La foto non è "nostra" e ce ne scusiamo, ma... non si può avere tutto nella vita.

foto pubblicata su FB da Adriano Meneghini



Ed eccoci arrivati in cima di via Balbi, con una foto presa da piazza Acquaverde dove vediamo due costruzioni che non ci sono più. A sinistra la palazzina dell'Hotel London, demolita per esigenze di traffico.  A destra la villa Faraggiana demolita nel 1937 per far posto all'hotel Colombia. 

da:  Genova antica e dintorni - ed. Mondani



Vogliamo concludere con una ennesima mappa (ci piacciono le mappe).  Questa è del del  Poleggi e ci mostra la situazione della zona prima del 1602 con maggior dovizia di particolari di quanto abbiamo potuto fare noi in apertura di post.  La presentiamo con la sua legenda, in chiusura di post, per chi avrà la pazienza di approfondire l'argomento.


Balbi prima del 1602  da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep