lunedì 12 novembre 2018

1929 il taglio di Via di Francia






via di Francia anni 60 - Foto dal web



Fin dalla seconda metà del 1800 si era provveduto a collegare Genova con San Pier D'Arena (allora comuni distinti con scarsa propensione a cooperare)  con gallerie ferro-tranviarie.

mappa TCI 1916


 
Ma, con il progressivo sviluppo dell'industria nel ponente, si sentiva la mancanza di un collegamento stradale rapido ed efficiente tra il porto (di Genova) e le industrie, tutte dislocate al di là del promontorio di San Benigno.



Cercando di mettere da parte neo-campanilismi e sentimentalismi diciamo in parole povere: a ovest c'erano le industrie, che necessitavano del porto, all'est c'era il porto, che lavorava per le industrie.
In mezzo c'era questo monte... erto, invalicabile, ingombrante, che rallentava i trasporti e ne faceva salire i costi.  Un problema per tutti...  bisognava risolverlo, darci un "taglio"


da LA GRANDE GENOVA - BOLLETTINO MUNICIPALE 1929


Quel "taglio" veniva finalmente dato nel 1929:   il "taglio del promontorio di San Benigno", fra Di Negro e Sampierdarena.  Ne conseguiva l'apertura di via di Francia, ampia, diritta, imponente, quale non si era mai vista prima da queste parti.  Uno "stradone",  che di fatto sanciva l'avvenuta integrazione del ex Comune di San Pier D'Arena nella nuova "Grande Genova".

A quei tempi FB non c'era ancora, la censura controllava i giornali... quindi ufficialmente erano tutti contenti anche se qualcuno a bassa voce, fra amici fidati avrà continuato l'antica tradizione del mugugno.

Naturalmente il Bollettino Municipale doveva essere in prima fila a lodare l'opera, i suoi artefici ed il suo (vero o presunto ideatore) anche se si trattava di un personaggio che i genovesi non avevano mai amato.  

Immagino che a pochi "piacerà" il seguente commento del Bollettino Municipale dell'ottobre 1929 (non è piaciuto nemmeno a me).
Ma vi prego di considerare il momento storico "particolare" in cui è stato scritto e risparmiarmi insulti e proteste verso il testo e colui che ha dovuto scriverlo. Tutti oggi conosciamo i fatti del 1849 e condividiamo orrore e sdegno per quanto avvenuto.
Ma dovete considerare che, all'epoca, questi fatti erano stati da tempo volutamente dimenticati dalla "storiografia ufficiale" e se ne poteva parlare solo in famiglia e con amici fidati.
Tanti , nel 29, effettivamente ignoravano, o avevano avuto un racconto "edulcorato" dell'accaduto, ed in buona fede vedevano il bersagliere non come "uno che aveva violentato la nonna" ma come un importante "artefice dalla unità della Nazione", concetto che a quei tempi godeva di una altissima considerazione presso l'opinione pubblica anche da noi.
Ricordate il motto : "Dio,Patria,Famiglia, esattamente in questo ordine (con buona pace della nonna )
In parole povere, quel nome (La Marmora) che noi oggi associamo alle parole "violenza e repressione" , nel 1929 era invece tenuto anche a Genova in grande considerazione.






Se siete riusciti ad arrivare sino a qui meritate qualche foto senza altre chiacchiere:







 da LA GRANDE GENOVA - BOLLETTINO MUNICIPALE 1929 
 


Ma non bastava. Pochi anni dopo iniziavano i lavori per la Camionale Genova-Serravalle e, nel 1935, via di Francia veniva affiancata e sormontata dalla "elicoidale" 

Foto dal web




Chiudiamo con una foto di repertorio fine anni 50, risparmiandovi la sopraelevata ed i successivi rebighi di cui parleremo (forse) una prossima volta.

Foto dal Web





sabato 3 novembre 2018

Trenino Genova-Casella Carrozza "storica"







Viaggiare come "una volta a Genova"  .....

Stamane siamo partiti con la "carrozza storica" da Manin per una gita organizzataci da INGE fino a S. Olcese..





La vettura è stata recentemente restaurata e messa a norma ma si presenta con un perfetto stile anni 30.


Come si usava allora, si presenta divisa in due classi: la prima, con i sedili di velluto, e la terza, con le panche di legno. Solo che ora il prezzo è unico, ovvero: chi prima arriva... meglio alloggia.

Il "prima classe" non viaggiano più i "signori" ... ma i più svelti a salire



Ma anche la terza classe ha il suo stile:









"scortati" da due simpatiche "guide"  della Associazione Amici ferrovia Genova-Casella, che ci hanno man mano illustrato le caratteristiche della vettura e del tortuoso percorso.



Eccoci in marcia:



Percorso molto panoramico e pure rilassante data la modesta velocità del mezzo.




Il trenino fa anche alcune fermate in punti panoramici per permettere a noi, fotografi improvvisati, di scattare qualche foto meno "mossa e sfocata" delle altre,  "prese al volo" nel corso del viaggio. (gli scossoni fanno parte integrante dell'avventura).





Ed in qualche punto si riesce anche a a scendere per fare foto e sgranchirsi le gambe










Non solo mare... anche il forte Puin, ci passiamo sotto...

e ci giriamo attorno:



Peccato che abbiamo il sole negli occhi


ed anche dentro l'obbiettivo, e manca la pratica per regolare la macchina per lo scatto controluce.







Un percorso d'altri tempi, con ritmi e modi d'altri tempi, ormai inusuali per noi che viviamo la città nel 2000, ed eccoci arrivati a S.Olcese. Si "sbarca" , pronti per "nuove avventure".



Dimentichevamo quasi di recuperare il nostro validissimo "pilota" dal suo "posto di comando" in coda al convoglio... 



Vi torneremo, la prossima volta col viaggio completo, fino a Casella.

venerdì 2 novembre 2018

Il "Complesso" di S. Ignazio: villa, noviziato, Archivio di Stato





Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004



C'era una volta la collina di Carignano, con le sue 54 ville, soggiorno estivo dei patrizi genovesi.
Alcune ville erano magnifiche, altre più modeste ma tutte erano circondate da giardini, orti e frutteti che rendevano la collina un vero paradiso.

Su tutte dominava la residenza estiva dei Fieschi, posta accanto alla chiesa di S.Maria in Via Lata fino alla sua distruzione nel 1547, dopo la congiura di Gian Luigi Fieschi contro Andrea Doria.  

Lì vicino,  accanto alla chiesa di S. Maria in Via Lata, era stata edificata in data imprecisata una villa estiva che Nicolò di Guiso cedette a Piero de Franceschi.  Questi, dal 1459 al 1468, fece modificare, ampliare e ridecorare la villa.

1584, affresco posto nel loggiato superiore del palazzo Doria-Spinola, opera di Felice Calvi.

Nel dipinto qui sopra vediamo al centro S.Maria Assunta in Carignano ancora incompleta (con un solo campanile)  e S.Maria in Via Lata senza la splendida villa/palazzo dei Fieschi ormai abbattuta.
La villetta segnata a destra del campanile sarà la "nostra" villa De Franceschi?

La pianta del piano nobile della villa. Ingresso con scale in via Santa Maria in Via Lata (destra)
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004


Prospetto (attuale) della facciata della Villa su via S.Maria in Via Lata
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004








Passano circa 200 anni.  Nel 1659 i Gesuiti comprano la villa per stabilirci un noviziato. Nasce così il Noviziato di S. Ignazio e subito comincia a crescere.
Si inizia con una bella mano di "tenacissima tinta rossa"  sugli affreschi dei soffitti (di cui parleremo più avanti),  per evitare ai novizi troppe "distrazioni" .  
Quindi si pone mano agli ampliamenti, con nuove sale e nuovi dormitori per i novizi.
Ampliamenti che stravolgono completamente la funzionalità degli ambienti precedenti adattandoli alle nuove esigenze.

Schema delle successive variazioni del complesso
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004




Prospetto ovest attuale del complesso di S.Ignazio
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004




Già sapete che ci piacciono le mappe ed anche qui ne faremo uso per vedere bene dove si trovavano gli edifici di cui stiamo parlando.  Nella mappa che segue vediamo la posizione del complesso di  S.Ignazio già ampliato. Anche se non espressamente segnata dovrebbe esserci anche la chiesa, che è stata costruita nel 1722.

particolare dalla Pianta di Giacomo Brusco 1766 (dalla raccolta del Giolfi Palazzo Rosso ufficio Belle Arti)


Qui invece la chiesa si vede chiaramente

Antonio Giolfi - Incisione su carta 1769 - Museo Galata

Nel 1773 la Compagnia di Gesù fu temporaneamente soppressa da Papa Clemente XIV ed il complesso divenne sede delle monache Convertite di Santa Maria Maddalena. Dopo l'annessione di Genova all'Impero Francese venne requisito e trasformato in caserma.  La chiesa, soppalcata in muratura, divenne dormitorio nella parte superiore e stalla in quella inferiore.

In questa tela del 1827, che ha per "protagonista" S. Maria in Via Lata, ci par di veder spuntare all'estrema destra la parte più antica del S. Ignazio, già adibita a caserma .
 S.Maria in Via Lata- Garibbo 1827


 ancora una mappa del1846



Anche in questa foto spunta la parte antica di S.Ignazio
 S.Maria in Via Lata ante 1859 - foto di Antonino Vallone


Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004

Come vediamo dalla foto qui sopra, ci  pensa la seconda guerra mondiale a "sloggiare" anche la caserma e le macerie restano "a prendere il sole" fino al 1986 quando si iniziarono i lavori di restauro, che resero possibile usufruire degli spazi già per le celebrazioni colombiane del 1992
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004

Il restauro ha cercato, sul piano artistico, di ridare alla "villa" ed alla chiesa il loro aspetto originario.

La soppalcatura della chiesa è stata demolita ricavandone un auditorio.
Qui il solaio/dormitorio  "prima della cura" (si nota il pavimento a metà delle colonne)
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004
Dopo la "cura"
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004
Nella ex villa si è provveduto a liberare gli antichi affreschi dalla "tenace vernice rossa" con cui erano stati ricoperti. Vernice rossa che doveva essere stata di ottima qualità per resistere tanti secoli (averne oggi la "ricetta"... ).  Alcuni sono stati poi felicemente restaurati, altri invece  ancora ci guardano tristi e sbiaditi.   Ne vedremo qui qualche esempio, gli altri possono essere ammirati facilmente in loco.

Ex salone piano nobile, ora sala di consultazione
Foto degli autori del post

foto degli autori del post

Loggia di Psiche
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004
Sala di Giacobbe
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004
Scala di accesso al piano nobile
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004

Per quanto riguarda la parte strutturale vorremmo mostrare un particolare interessante della struttura del tetto della chiesa.
Spazi Per La Memoria Storica –Archivio Di Stato 2004


Qui siamo nell'attuale cortile interno, e vediamo la facciata della antica villa che dava sul giardino, a nord della villa. Un tempo dalla loggia si godeva una vista aperta dal giardino alle colline. Poi i Gesuiti hanno costruito la due ali.  Infine un corpo di fabbrica costruito fra le due ali (che vedremo nella prossima foto) che fa corpo unico con la chiesa ha  cancellato il panorama.  La pavimentazione su due livelli ha poi cancellato il giardino.

Spalle alla loggia della foto precedente, guardiamo a nord, dove vediamo le due ali unite dal corpo di fabbrica che nasconde la chiesa e la terrazza superiore del cortile.
foto degli autori del post


Ci scusiamo se siamo stati poco chiari, ma non era agevole descrivere un edificio così complesso ed i suoi cambiamenti nel corso del tempo. Se siete rimasti dubbiosi e curiosi di saperne di più vi invitiamo a visitare il complesso.
Pensiamo che questa costruzione non ha messo in imbarazzo solo noi e siamo convinti che il personale dell'Archivio di Stato ha affrontato notevoli difficoltà per riadattare alla funzione di "archivio consultabile" una struttura così complessa e nata per altri scopi.
Una struttura tanto parcellizzata e frazionata, con lunghi corridoi, stanze e "rebighi", da sembrare un "labirinto" ad un visitatore occasionale.