venerdì 6 luglio 2018

Genova e l'aeroporto




Abbiamo già parlato degli Idrovolanti nella "puntata" relativa all'Idroscalo.  Oggi parleremo invece dell'Aeroporto di Genova.
Il primo progetto "serio" che conosciamo risale al 1934 e l'abbiamo trovato sull'Archivio Storico del Cap vol. II -1903-1945.
Correva l'anno 1934, si stava costruendo il Porto di Sampierdarena (allora Bacino XXVIII Ottobre o Bacino Mussolini)  e si pensava di attaccarci l'Aeroporto, dalla foce del Polcevera al Castello Raggio, spostando anche l'Idroscalo alla foce del Polcevera.
Qui abbiamo il progetto e la relativa didascalia.



Come abbiamo letto nella didascalia, venne giudicato prioritario il progetto dell'IRI per la siderurgia a Cornigliano e l'aeroporto "scivolò" verso ponente.

Passarono 4 anni ed ecco il nuovo progetto del CAP.  La costa di Cornigliano sembra miracolosamente libera da banchine industriali, ma si tratta di un "miracolo" solo cartaceo, visto che a rovinare Cornigliano ci doveva provare l'IRI, il CAP, nel suo progetto, lo ignora.
Chiaramente si progettavano piste a misura degli aeroplani di allora, con una priorità agli idrovolanti ed un "micro-porticciolo" petroli, giusto un assaggino.
Come avrebbero dovuto entrare ed ormeggiare le petroliere in quel "buchino" on ci viene spiegato. Forse nella intenzione del progettista era solo un deposito per il rifornimento degli idrovolanti.



Questa volta ci sono anche i progetti per la diga che avrebbe protetto le nuove strutture




Si pensa in grande ed il tempo passa.   Nel 1939 soffiano già venti di guerra e si pensa bene di aggiungere due enormi hangar sotterranei sotto la badia di S. Andrea (A) e sotto la collina degli Erzelli (B)




Prima della guerra viene studiata una ulteriore variante allungando le piste (per il decollo dei bombardieri ? )  ed inserendo ulteriori accosti secondo noi "industriali" (in funzione delle acciaierie di Cornigliano e come queste colorate in verde)
Riportiamo anche la didascalia del CAP che parla di porto commerciale, secondo noi sbagliando.




Arriva la guerra ed i progetti languono, ci sono altre priorità.
Si ricomincia nel 1954 e nel 62 c'è una pista da circa 2300 metri ed una struttura prefabbricata che garantisce un minimo di servizi indispensabili.

Aeroporto- Il Porto Di Genova- Luglio1967 numero Speciale Della Rivista Del CAP 
Aeroporto- Il Porto Di Genova- Luglio1967 numero Speciale Della Rivista Del CAP



Foto da P.G.Gagna

Aeroporto- Il Porto Di Genova- Luglio1967 numero Speciale Della Rivista Del CAP

Aeroporto- Il Porto Di Genova- Luglio1967 numero Speciale Della Rivista Del CAP


Nel 1986 entrò in servizio la struttura attuale e qui si ferma in nostro racconto.






























lunedì 2 luglio 2018

Forte di Santa Tecla






Lo abbiamo visitato circa tre anni fa con una visita guidata dei volontari della Protezione Civile, che lo hanno in gstione e ne hanno fatto una delle loro basi operative.































































venerdì 9 marzo 2018

Cristofaro Grassi. Escavazione fondali nel porto - 1597.






Da "La città della Lanterna"- a cura di Serena Bartolucci-Luca Leoncini- De Ferrari Editore. 
Brochure della mostra tenuta al Teatro Falcone del Palazzo Reale.

Tempera attribuita a Cristofaro Grassi.
Escavazione fondali tra ponte Spinola e ponte Calvi 1597.

Opera in visione al Galata Museo del Mare, ma difficilmente fotografabile in sito, per cui ne approfittiamo per costruirci intormo un nuovo post.

Come vediamo l'area veniva messa "a secco" mediante palizzate (quasi) stagne e svuotata e tenuta costantemente vuota mediante le "cicogne". 






Questo ingrandimento ci è venuto sfuocato ma possiamo usare la tela di Dionisio de Martino del 1575, riferita ad una analoga operazione effettuata al Mandraccio,  per mostrare bene i dettagli.


Ed ecco che possiamo vedere chiaramente i lunghi "becchi" delle cicogne: ingegnosi e semplici aggeggi che usano il lungo becco per trasferire un grosso secchio pieno d'acqua dalla pozza interna allo specchio acqueo esterno. 
Ed ecco i "coffinanti" che, camminando sulle lunghe passerelle, trasferiscono le coffe piene di "bratta" nelle imbarcazioni che le svuoteranno al largo. 
E vediamo chiaramente anche la palizzata ed il modo con cui è stata costruita

E così possiamo capire che l'escavazione veniva fatta a mano (pala e coffe), ed i fanghi venivano caricati su imbarcazioni e scaricati al largo.

Apposite draghe erano usate per dragare i fondali al di fuori della palizzata.


Lasciamo per ora il dragaggio del fondale e torniamo alla prima  immagine, che ci da l'idea del modo di operare di allora. 
Vediamo il naviglio "leggero" ormeggiato ai moli mentre le "Navi Grosse" (Naves), che "pescavano troppo", restano ancorare in rada interna "al ridosso" del Molo.





 Noterete che il "golfo" è stato notevolmente ristretto dal pittore, portando la Lanterna molto vicina alla restata del molo. 
Manca il Molo Nuovo, (costruzione iniziata nel 1639) così come le Muragliette (all'epoca ancora in costruzione tra la Porta del Molo e Ponte Calvi).






Sguarnita di difese ci pare la costa tra San Teodoro e la Lanterna, dove le Muragliette vennero estese nel corso del 1600.    Anche la Porta della Lanterna sarà costruita fra il 1633 ed il 1643.


















domenica 11 febbraio 2018

P.D. CAMBIASO ed il PONTE DELLA LEGNA






Aspetti di Genova nelle Vedute di P. D. Cambiaso" - di P. D. Patrone & G. L. Blengino-





Sfogliando  "Aspetti di Genova nelle Vedute di P. D. Cambiaso" sono arrivato alla foto  "Ponte Legna",  e mi sono detto:   "si, ma quale "Ponte Legna"?.

Nella mia poca conoscenza del porto antico, di "Ponte della legna" o "Ponte dei legni", che dir si voglia, ne ho conosciuti almeno due.


Cito per primo quello con la denominazione più "antica" , riportato dalle mappe più antiche e descritto dal Poleggi
 
sec XIII da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep


Ma i nomi cambiano con il tempo ed a volte anche secondo la "destinazione d'uso" delle cose cui si riferiscono. 
Già nel XV secolo la rappresentazione dei moli e la loro denominazione era profondamente cambiata.

sec XV  da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep



Per le rappresentazioni successive il Poleggi smette di aiutarci e dobbiamo rivolgerci alla Mappa di Antonio Lafrery-Roma 1537- copia a stampa 1581 Palazzo Rosso...    Qui troviamo nuovamente il Ponte "de le Legna" (tra quello della Mercanzia e quello dei Chiavàri).






Ed eccoci al 1752 con una mappa militare già più volte pubblicata sul "Gruppo Omonimo" che ci mostra un ponte dei Legni che geograficamente coincide con il Ponte Calvi.  






E lo stesso dice il Brusco nel 1766 e lo copia il Guidotti nel 1769.  Ancora nel 1846 lo mostra  la mappa stampata dalla libreria Grondona,  confermata dalla Allodi del 1855, e Armanino del 1863. 

Libreria Grondona 1846



Mentre invece le mappe dal 1872 in poi tornano a definirlo "Ponte Calvi".  Forse che , da quel momento in poi, di legna se ne sbarcava meno o la si sbarcava altrove?  Sta di fatto che da allora in poi di ponti "della legna" non sentiamo più parlare.  Anche l'ex (ex) "Idroscalo", quando ci sbarchevamo i tronchi negli anni 60/80, lo chiamavamo "idroscalo" e basta.
 





Ma torniamo al Ponte Calvi:  come tale lo hanno bombardato gli "alleati" nel corso della WW2.

U.S. warmap 1943



E come tale lo ricordano, come me, tutti quelli che hanno frequentato il porto fino al 1990 quando il comune e Renzo Piano (bontà loro) hanno pensato bene di spazzarlo via dalla memoria collettiva della città. 

Attingiamo quindi a piene mani dalla "memoria collettiva",  quella che dovrebbe rendere giustizia alle cose "perdute".  Per il ponte Calvi (Legna) abbiamo dovuto ricorrere ai "ritagli" in quanto la memoria collettiva non è stata generosa con questo molo, poco fotogenico in verità, che è stato poco ritratto in antico e poco fotografato in tempi moderni.  Abbiamo comunque trovato qualche "ritaglio"  sullo sfondo di altre cose più "fotogeniche" e ve lo proponiamo in ordine cronologico.

Qui in uno scorcio, visto da levante, dai disegni di Daniel Roberts, (1822), ancora con la sua "porta fortificata" sulle "murette" a protezione dell'ingresso in città, e l'altrettanto anacronistico magazzino fortificato sulla testata del molo. 





Qui, visto da ponente, in una stampa (1841?) in cui non sono riucito a decifrare autore ed incisore, postata sul gruppo omonimo da Pietro Cassani.





Ne abbiamo trovata anche una versione a colori di Carlo Bossoli del 1846 ca. 

da Paesaggio e Immagine di Genova - Ennio Poleggi - Sagep


Dettaglio da Robert Rive 1874 ca.

Foto Pubblicata sul web da Alberto Maria Di Salle

Come vedete, ravattando attentamente, un pò di buone immagini del Ponte della Legna, coetanee al disegno del Cambiaso, siamo riusciti a metterle insieme.
Purtroppo la "fantomatica legna", che avrebbe cambiato nome al Ponte Calvi per più di un secolo, non si vede proprio in nessuna delle immagini proposte.

Invece è stato più difficile trovare foto relativamente moderne di Ponte Calvi da che ha recuperato il suo nome in poi.

Per ora abbiamo questa, uno sfondo ingrandito alla meglio sul quale abbiamo indicato i particolari per una migliore individuazione  o , se preferite,  "un atto di fede" .