sabato 16 novembre 2013

Piazza Acquaverde



Piazza Acquaverde, un nome un po' desueto, poco usato, per un posto molto frequentato.
Ma quasi nessuno dice : vado in piazza Acquaverde .... tutti usiamo dire vado a Principe....

La stazione Principe prevale sulla piazza  e le impone il suo nome.....
? sarà forse perché "l'acqua verde" non è un nome gradito perché richiama un che di sgradevole, stagnante, puzzolente ?
Mentre invece "Principe"  è un nome altisonante, positivo, specialmente riferito a "quel principe" , quel Principe Andrea Doria che rese nuovamente Genova grande fra i grandi prima della inesorabile decadenza, delle occupazioni straniere, dell'annessione all'odiato Savoia.

La Stazione prende il suo nome dalla Piazza del Principe che si trova sul lato sud della stazione e su cui danno le entrate di servizio alla stazione stessa.
Con il "senno del poi"  pensiamo che il lato della stazione che da sulla piazza del Principe avrebbe meritato, se non proprio l'entrata principale, almeno un ingresso passeggeri ed una architettura scenograficamente  migliore.
Una architettura che fosse all'altezza della scenografia del luogo: dell'adiacente Palazzo del Principe e della vicina Stazione Marittima (anche se quando è stata costruita la stazione ferroviaria, nel 1860, la Stazione Marittima non era nemmeno in progetto).
 Abbiamo già parlato della origine di piazza Acquaverde parlando di via Balbi ma qui ci ripetiamo (repetita juvant ?)

Prima del 1600 piazza Acquaverde non esisteva come vediamo in questa mappa.

particolare dalla Mappa di Antonio Lafrery-roma 1537- copia a stampa del  1581 - Palazzo Rosso


Il Rio S.Ugo, scendendo con forte pendenza dalle alture circostanti si impantanava in uno stagno d'acqua verdastra prima di proseguire e sboccare a ponente della Darsena
A seguito della costruzione di via Balbi la zona venne bonificata incanalando il rio S.Ugo e creando la piazza che vediamo segnata nella mappa che segue, che mostra anche il percorso di via Prè.

particolare dalla Pianta di Giacomo Brusco - 1766 - dalla raccolta del Giolfi a Palazzo Rosso - ufficio Belle Arti


 Ed ecco finalmente una immagine di piazza Acquaverde, prima della costruzione della Stazione Ferroviaria che ne stravolgerà la fisionomia con la demolizione delle strutture dei conventi e dell'Arsenale Militare.  Notiamo le rampe che salivano verso le colline  e la sagoma massiccia del Forte San Giorgio, tuttora esistente (ospita l'Istituto Idrografico della Marina Militare).



 La ferrovia Torino-Genova fu ultimata nel 1853 e la tratta Di Negro - Principe completata nel 1854 come vediamo da questa immagine relativa alla inaugurazione della tratta.

  tratto da  "Una Storia Dipinta" ed.   ggallery


La Stazione Principe venne inaugurata nel 1860, nella forma che vediamo nella seguente cartolina.
A sinistra dell'entrata principale c'erano l'arco ed il colonnato, simmetrici a quelli di destra.
Vediamo che sotto l'arco di sinistra c'era giusto il passaggio per due binari del tram, il che era forse appena sufficiente anche per lo scarso traffico di allora,  ma l'effetto scenografico era notevole.

cartolina - ed. B&C Zurigo -  non circolata


Nel 1900 il parco binari venne ampliato con uno scavo a monte come documenta la cartolina  che segue, spedita nel 1901.
Al centro il monumento a Cristoforo Colombo, costruito a "più mani"  durante ben 16 anni ed inaugurato nel 1862.

cartolina - editore non rilevato - spedita 1901


Piazza Acquaverde con monumento e carrozze.
Vediamo anche il Grand Hotel Savoia "prima maniera"  con sulla destra i lavori in corso per un già progettato ampliamento.
A destra del Savoia vediamo anche il London Hotel che sarà demolito per la sistemazione del nodo viario tra via Balbi e salita Provvidenza.


cartolina - ed. VAT  - non circolata

Il dettaglio del monumento, con sfaccendati in posa.

cartolina - ed. non rilevato - spedita 1907



Questa immagine del 1919 ci mostra invece le "vetture di cortesia"  degli alberghi in attesa dell'arrivo dei treni.

cartolina - ed Dell'Avo - sped.  1919


Anche questo è uno scatto "interessante" perché ci mostra sulla destra un edificio che non c'è più: la palazzina con l'entrata dell'Hotel London.


cartolina - ed. non rilevato - non circolata


In questa immagine vediamo la posizione dell'edificio di cui abbiamo parlato prima: si trovava proprio sul bordo delle piazza, davanti alla struttura più grande su cui capeggia l'insegna dell'Hotel London.

cartolina - ed. Blommler &Jenas , Dresden - non circolata


Era un modesto edificio a due piani, quasi un anacronismo nella nostra "Genova verticale"
Lo vediamo anche in questa pubblicazione del Mondani, in una prospettiva leggermente diversa, che ci mostra anche un pezzetto di via Balbi.
Entrambi gli edifici del London Hotel verranno demoliti e la stessa sorte toccherà alla bella palazzina di fronte  della NGI (Navigazione Generale Italiana) ma questa sarà demolita in un'ottica diversa, non per ragioni di traffico urbano ma per fare posto alla gigantesca struttura del Grand Hotel Columbia.



Gli stessi edifici, visti da via Balbi.

da:  i Quartieri di Genova Antica -  ed. Tolozzi


A fine demolizioni e ricostruzioni salita Provvidenza risultava unita a via Balbi da una strada a due corsie che nella mappa dell'ACI del 1916 abbiamo trovato segnata come via dell'Osservatorio.
Qui la vediamo con le vetrine della nota Thos Cook & Sons sulla destra. In seguito gli uffici della Cook si sposteranno sotto i portici della stazione e quelle diverranno le vetrine della Farmacia Pescetto.



Anche questa, del 1931, è una immagine della risistemazione della piazza, con la costruzione del Columbia in cima di via Balbi

cartolina -  ed. Brunner Como - sped 1931


Con un punto di vista ruotato di pochi gradi vediamo ora sulla sinistra il "prolungamento" del Savoia con accanto un edificio di nuova costruzione.

cartolina - ed.Peloso - sped 1938





La stessa inquadratura, un po' allargata, qualche anno dopo ci presenta una scena un po' più "moderna", con i filobus, le "corriere" e le auto che si usavano subito prima e subito dopo la seconda guerra mondiale.  Saremo negli anni 40 o negli anni 50?
In compenso abbiamo la visione "intera" del Savoia dopo l'ampliamento

cartolina - ed.  VAT  - non circolata



Ma ora torniamo all'alro lato della piazza, nel 1924, per vedere una vettura tramviaria appena uscita dall'arco di via Andrea Doria ed un'altra più indietro, che si appresta ad attraversarlo.
Vediamo anche carrozze e calessi di varie forme ed un "omnibus" a cavalli.

cartolina - ed.B&C Zurich - spedita nel 1924

Lo stesso arco visto da via Andrea Doria ci da uno scorcio imperdibile sul Monumento a Colombo.

cartolina - ed.  Bianco&Pancaldi - sped. 1919


Ed ecco un primo piano del monumento con due lussuose auto.
Non conosciamo la data dello scatto, ma se può aiutare, dietro  al monumento, a sinistra si intravedono le strutture della "Caserma G. Avezzana" che ora non c'è più....

cartolina - ed.  IGDA Novara - non circolata



Un'altro salto avanti nel tempo ci porta a vedere l'edificio della stazione privato del suo arco di sinistra (peccato, ci avevamo fatto l'abitudine a vederlo in cartolina, anche se non lo abbiamo mai visto con i nostri occhi).
Anche qui abbiamo una foto a colori con filobus e corriere.... alcune auto hanno un profilo del dopoguerra, ci sembra persino di scorgere un "maggiolino" azzurro .....  anni 50 ??

cartolina - ed. VAT - non circolata


Speriamo che i "salti temporali non vi scombussolino troppo (a noi questo effetto invece lo fanno ancora ....) perché torniamo indietro nel tempo per parlare dell'interno della stazione.

Nel 1860 la linea ferroviaria che proveniva da Torino si divideva prima di Di Negro, ancora in galleria.  Un ramo, scendeva al porto ed un'altro andava verso la stazione Principe dove  terminava la linea.

La stazione era coperta da una cupola a  volta  in ferro ed era una stazione "terminale" (stazione di testa) a "binari tronchi" ovvero costituiva un "capolinea"  dove tutti i treni terminavano il loro viaggio per poi "tornare indietro" .
Nel 1872,  terminata la costruzione della "galleria Traversata"   la linea poté proseguire verso la stazione Brignole e da qui verso sud.
Vennero quindi approntati nuovi binari verso monte, fuori della cupola,  per servire questo nuovo traffico di "transito"  e la stazione diventò una "stazione mista"  (con binari di testa e di transito).
Ecco come si presentava la stazione fino al 1900, con un servizio promiscuo, merci e passeggeri.
La cupola in ferro venne demolita nel 1940 per recuperare ferro per l'industria bellica.

cartolina -  ed. Cartoleria Genovese - non circolata

La sede ferroviaria fu ampliata una prima volta nel 1900 (vedi cartolina del 1901) con sbancamento della collina a monte.
Ne da testimonianza anche questa carolina di dubbio gusto spedita nel 1922 che a nostro parere avrebbe potuto spedire solo un ingegnere ferroviario ad un altro  ingegnere ferroviario.....

cartolina - ed. VAT - spedita 1922






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