venerdì 1 maggio 2015

Resti romani e medioevali ai Giardini Luzzati



Il 1° Maggio abbiamo visitato il cantiere archeologico dei Giardini Luzzati, che è stato aperto ad una visita pubblica dalla Sopraintendenza ai Beni Archeologici di Genova, in collaborazione con il Comune di Genova (proprietario del sito).

Si è trattato di una visita guidata, a gruppi di una trentina di persone  per volta e si è avvalsa delle interessanti e circostanziate spiegazioni del personale della Sopraintendenza.
Nonostante la giornata piovosa c'è stato un gran concorso di folla, che si è assiepata all'entrata in attesa del proprio turno.





Riportiamo il testo che segue dal sito ufficiale del comune di Genova mentre le (poche) foto sono fatte da noi.


Le fasi dei ritrovamenti archeologici

La più antica
Muro rettilineo (30 metri) con contrafforti e due facce a vista in corsi regolari e riempimento in scaglie di pietra legato da malta poco tenace; l’intonaco sul lato esterno era del tipo  indicato da Vitruvio come rivestimento per cisterne e vasche e su un lato non aveva altri muri, ma le tracce di un fossato. Si presume sia riferibile a una struttura legata alla raccolta delle acque e alla loro conservazione: i materiali nella sua fossa di fondazione lo datano a un periodo tra I aC e I dC. Il muro si perde alle due estremità perché distrutto da costruzioni moderne.




Fase due
Muro ellittico conservato per circa 70 metri con una soglia fiancheggiata da due pilastri. Interpretato come anfiteatro con un ipotetico sviluppo verso salita Re Magi. Avrebbe dovuto avere assi di 40 x 60. Costruito a corsi regolari legati da malta tenace  fondazioni spesse 95 cm.  alzato conservato per un massimo di 1.20 e con spessore di cm 60.
La faccia intera era rivestita di intonaco bianco Alla base del muro una serie di buche di palo poste ad intervalli regolari  Databile al I secolo dC e cade in disuso tra la fine del III e gli inizi del IV secolo.






Terza fase
Collasso e flessione del muro ellittico per pressione del muro retrostante e rottura della parte alta del muro rinvenuta nell’arena; nei conoidi di frana resti di intonaci colorati del I secolo dC.






Tra il IV e V secolo l’area cambia funzione e vi viene costruito un pozzo con tecnica preantelamica e colmato nel XV sec. Le fasi successive sembrano indicare un impaludamento dell’area fino al XI secolo e dilavamenti quando i documenti parlano dell’area di S Donato e dei Balnea Sancti Donati (info datata 1286).






Quarta fase secoli XII e XIII
La città si espande e i quartieri abitativi interessano anche quest’area con la costruzione di 13 cisterne e cantine. Nella copertura di una canaletta un’epigrafe funeraria di suor Magdalena morta nel 1679.





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