sabato 19 dicembre 2015

Antica porta di San Bartolomeo




La Porta di San Bartolomeo si trova sul tratto di mura seicentesche ancora esistenti che prendono il nome dalla chiesa di San Bartolomeo.  La porta é situata su un antico percorso che partiva dalla Porta dell'Acquasola (mura del 1500) , passava per la chiesa di San Bartolomeo, inerpicandosi fino ad attraversare le mura di san Bartolomeo e scendeva sul versante opposto nella valle del Bisagno incrociando la strada per Piacenza un pò più a monte dell'attuale incrocio tra via Montaldo e via Piacenza (vedi mappe)

Secondo un'antica usanza dei genovesi riguardante il periodo della Pentecoste, dopo la messa alla chiesa di San Bartolomeo degli Armeni il popolino, passata la Porta, si dirigeva sui terrapieni (zona attualmente occupata dalla stazione ferroviaria di Genova - Casella) a far pranzo sull'erba, mangiando la tradizionale frittata con l'insalata selvatica. Verso la fine dell'ottocento, l'usanza del "mangià in sci terrapin" andò declinando.

La prima mappa è del 1846 e mostra la porta ed il percorso che da essa portava alla valle del Bisagno.
Vi abbiamo evidenziato in rosso la chiesa di San Bartolomeo degli Armeni, in bianco la villa Groppallo, ed in blu in Conservatorio delle Fieschine.
In basso, L'Acquasola e via Serra sono riportate sulla mappa.
Via Assarotti e Piazza Manin non sono ancora state costruite, e la zona è ancora allo stato "rurale" quindi possiamo dire che questo è l'antico percorso originario.

Part. della Mappa del Foppiani 1846 Genova Palazzo Rosso ufficio Belle Arti 


La seconda mappa ci mostra le prime importanti variazioni intervenute : Via Assarotti, Piazza Manin e via Armellini (allora "Principe Amedeo")  hanno sventrato la collina, tagliando le vecchie crose.
I nuovi collegamenti di Piazza Manin con la valle del Bisagno (via Montaldo e corso Monte Grappa) non sono ancora stati realizzati.

Pianta topografica della città di Genova 1879 di S.Muggian


Passiamo alla mappa del TCI del 1916 che ci mostra le nuove realizzazioni, ovvero l'aperura del varco tra piazza Manin e la vallata del Bisagno con la nuova via Montaldo già percorsa dal tram.
Manca ancora Corso Monte Grappa e si scande per Borgo Ingrociati con la stretta e scoscesa via Pittamuli.
Il nuovo "varco" a due fornici comincerà col tempo ad essere erroneamente denominato "Porta di san Bartolomeo", nonostante la vecchia porta San Bartolomeo esista ancora e venga correttamente segnalata nella cartina del TCI.

part. Cartina TCI 1916

Persino una carta di sicura affidabilità come la U.S.WARMAP del 1943 si sbaglierà in proposito come vediamo dallo stralcio di mappa che segue.


U.S. WARMAP 1943 (part)




Anche le cartoline hanno dimenticato la "Porta storica"  ed adottano la terminologia errata per il "nuovo varco" di Manin   come vediamo qui di seguito.






Ora la Porta San Bartolomeo è un pò nascosta. Ci si arriva da via Cesare Cabella.  Salendo, sulla destra, quasi sotto la mole del castello Mackenzie, un vicoletto ci porta ad un passaggio sotto le mura e ad una scaletta che sale sulle mura stesse.







Il passaggio è proprio l'antica porta che nel 1920, esternamente, conservava ancora il ponte levatoio sostenuto da catene.





Oggi è ormai priva del suo ponte levatoio. Anche il fossato è stato interrato e solo il riquadro della porta "esterna" ci fa intendere che quel passaggio ha una storia da non dimenticare.












1 commento:

  1. me la ricordo benissimo... ci passavo sempre con mia nonna che da via montaldo mi portava su sino ai giardinetti del righi a giocare a pallone...ci voglio ripassare uno di questi giorni e rivedro' la mia infanzia... che non c'è piu' ....

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