sabato 26 dicembre 2015

Porta Soprana





Questo post nasce dalla pubblicazione su FB di una foto di Porta Soprana da parte di Guido Santini.
Vi sono momenti in cui una immagine ti da una sensazione particolare, ti dice qualcosa, ti fa sorgere un pensiero che altrimenti non avresti pensato.


Una bella foto, un gradevole colpo d'occhio per un "foresto" di passaggio... Genova è bella anche così. Ma a chi "vive" Genova questa immagine può dare anche una impressione diversa: la mole della porta sembra voler proteggere i vicoli retrostanti da un'ulteriore assalto dei "tempi moderni" . I "tempi moderni" .... così si definivano all'epoca gli anni a cavallo tra la fine del 1800 e l'inizio del novecento quando, in nome della "modernità" sono iniziati gli sbancamenti selvaggi che hanno sconvolto il tessuto secolare di questa parte della città. Ed in nome del "progresso" sono continuati per tutto il novecento per terminare con la costruzione dei famigerati "giardini di plastica". Ci rinfreschiamo un pò la memoria? La porta Soprana o porta di S.Andrea faceva parte delle mura del Barbarossa al riparo delle quali i genovesi hanno vissuto e prosperato per diversi secoli.
  
Questa era la porta e la zona circostante intorno al 1400. (sec XV da "Una città portuale del Medioevo" di Bianchi e E.Poleggi ed. Sagep )

sec XV da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep

 


Mura e Porta che, dopo secoli, persa ormai la loro funzione militare,  erano stati fagocitati da una città in crescita, affamata di spazi edificabili.

Porta Soprana primi 1800 da: "viaggio nei Caruggi" di Riccardo Navone - fratelli Frilli editore



Qui la vediamo da vico Dritto Ponticello, trasformata in abitazione prima del 1890 .
 
 cartolina di B&C Zurich non circolata



Negli ultimi anni del 1800, sotto la direzione di Alfredo D'Andrade, la porta viene restaurata togliendo le precarie sovrastrutture abitative che vi si erano in qualche modo sovrapposte nel corso dei secoli.
Sarebbe stata buona cosa se, quasi contemporaneamente non si fosse iniziato a porre mano al "risanamento edilizio" della zona.  In realtà ci andarono con "mano pesante" (ne abbiamo parlato già altrove, De Ferrari..... via e Piazza Dante.... fino ai famigerati "giardini di plastica").

Qui vediamo la porta in fase di restauro mentre è in corso lo sventramento della collina di S. Andrea e della parte "a monte" di vico Dritto Ponticello, di cui si salverà solo la "casa di Colombo" .


 Demolizioni S.Andrea e Ponticello da "Viaggio nei Caruggi" di Riccardo Navone -  Frilli ed.



In questa cartolina, spedita nel 1934, vediamo la Porta restaurata. Le case lato mare (sinistra, salendo) ci sono ancora (per poco) mentre a destra vediamo la "Casa di Colombo".

cartolina,  edit. VAT , spedita nel 1934



Ancora una immagine con la palazzata sinistra di vico dritto Ponticello, la "Casa di Colombo" ed il ricostruito chiostro di S.Andrea negli anni 30.

Cartolina edit.   Brunner Como , non circolata

Questa storia finisce così.  Inutile ripetere cose che abbiamo già raccontato nei post precedenti.

Una nota: qui ho usato il singolare perchè, contrariamente agli altri, questo è un post scritto "ad una mano sola"  mia l'ispirazione, mio il racconto, Loredana stavolta è del tutto innocente.







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