domenica 25 novembre 2018

via Garibaldi




1901 da Liguria in cartolina di F.Amirante e P.De Novi edit. Luna

Era la metà del 1500.  I Genovesi si erano da poco (1528-resa di Teodoro Trivulzio) liberati dal "pesante" dominio francese a favore di un più "leggero" "protettorato" spagnolo.
 
Il Castelletto era stato "rovinato", in spregio alla odiata dominazione straniera. Ma la struttura di base era ancora solida e Carlo V premeva su Andrea Doria affinché venisse ripristinato.  Ripristinato e ri-armato per tornare a "garantire il potere costituito" dai mutevoli umori di un alleato per sua natura poco obbediente.

da Strada Nuova, di Ennio Poleggi - Sagep ed.-  Cristoforo Grassi fine XV sec.. (part). Castelletto S.Francesco Torre Luccoli poi Baluardo S.Caterina


Il "partito" filo-francese era stato ridotto al silenzio e le grandi famiglie genovesi facevano affari d'oro con la Spagna e le sue guerre.  La nuova costituzione promulgata da Andrea Doria portava la stabilità interna e l'alleanza con la Spagna garantiva la stabilità dei confini.

Abbiamo esordito con una pillola di storia per descrivere il clima genovese dell'epoca.  Clima di rinnovata fiducia e relativa sicurezza, che favoriva nuovi investimenti in città da parte delle famiglie più abbienti che ora potevano manifestare il proprio "status" con nuove ed imponenti costruzioni.

Quattro famiglie della "nobiltà vecchia" Pallavicino, Lomellini, Grimaldi, Spinola di Luccoli, si fecero paladine di un grande progetto edilizio: La strada Nuova.  Una nuova e larga strada costeggiata di lussuose dimore, una strada da "andarci in carrozza".

Lo spazio c'era, proprio sotto il "Castelletto"  una zona periferica, poco abitata; spazio in gran parte demaniale ed ortivo, con poche abitazioni ed un quartiere malfamato il "postribolo".

Insediamenti Nobiliari al 1414 - da Una città portuale del Medioevo... di Bianchi e E.Poleggi-



E qui c'era l'idea vincente:  trasferire i bordelli nel Castelletto.  In pochi mesi e con poca spesa  si poteva riadattare quel che rimaneva nel forte alle "necessità"  del postribolo. (convincendo gli spagnoli che sarebbe stato facile trasferirci truppe e cannoni in caso di necessità, dato che le strutture delle mura erano rimaste intatte. (facile e dilettevole... per la truppa).
Inoltre, siccome la costruzione di una zona "di pregio" avrebbe fatto aumentare il valore degli edifici adiacenti, si pensò ad una apposita tassa da esigere in zona a cose fatte (siamo a Genova dove si cavano soldi anche dalle pietre...)

mappa lottizzazioni - da Strada Nuova di Ennio Poleggi - Sagep-



Oltre alle rimostranze da parte dei proprietari dei terreni da espropriare, la maggiore opposizione al progetto venne dai conventi della zona, che temevano la frequentazione delle loro chiese da parte della gente dei bordelli (che prima andavano alla Maddalena) avrebbe allontanato i frequentatori abituali (elemosine, donazioni, messe, matrimoni, etc. portavano introiti significativi).

Chiaramente l'ebbe vinta il "consorzio dei nobili costruttori" anche perché la vendita dei terreni demaniali e la nuova tassa avrebbero portato un grosso introito, da destinarsi alle riparazioni urgenti della Cattedrale di S.Lorenzo.  (cattedrale batte monasteri 1 a 0)
Qui vediamo le demolizioni in giallo e le nuove costruzioni in marrone.

Postribolo in Castelletto - da Una città portuale del Medioevo... (già citata)

Nata con il nome di  "strada Maggiore" venne sempre nominata "strada Nuova" e come tale è passata alla storia finché non fu deciso di intitolarla alla memoria di Giuseppe Garibaldi, e come tale la troviamo oggi.
Giusto a titolo di curiosità aggiungiamo altre piantine che non abbiamo "approfondito", quindi  non chiedeteci perché differiscono in certi particolari.

da Strada Nuova di Ennio Poleggi - Sagep-
da Strada Nuova di Ennio Poleggi - Sagep-
Gerolamo Bordoni_attrib.-(part) 1616- da StradaNuova_Poleggi - Sagep
via Garibaldi strada Nuova da viaggio nei Caruggi di Riccardo Navone - fratelli Frilli editore

Pubblicata sul web da Pietro Cassani



Abbiamo sintetizzato una vicenda durata quasi 40 anni (1551-1588), e per ora ci fermiamo qui.
Le descrizioni e le storie dei singoli edifici richiederanno singoli post, che scriveremo pian piano, nei prossimi mesi.
Vi lasciamo con alcune delle immagini più significative fra quelle contenute nei nostri files:

strada nuova - A.Giolfi - acquaforte sec. XVIII - da "Attori e strumenti del credito in Liguria"- vista da piazza "Amorosa"

 G.Bonatti - guida Alizeri 1846 - da Strada Nuova di Ennio Poleggi- Pal. Tursi a sn. visto da levante

da GENOVA SCOMPARSA -ed. MONDANI - vista da ponente

 da Liguria in cartolina di F.Amirante e P.De Novi edit. Luna- vista da ponente

Via Garibaldi - Oggi - foto dal web





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