domenica 14 febbraio 2016

Il Santuario di Nostra Signora della Guardia sul Monte Figogna





La Guardia, così noi genovesi chiamiamo familiarmente il Santuario sul Monte Figogna, meta di tante visite devozionali ma anche di tante gite e scampagnate.

Tutto cominciò nel lontano 1490, quando al pastore Benedetto Pareto apparve la madonna e gli chiese di costruire una cappella. Seguirono alcuni avvenimenti "prodigiosi" in seguito ai quali la comunità locale decise di dar luogo alla costruzione.
Nel 1530, venne eretta una chiesetta, con annesse alcune pertinenze atte ad ospitare i custodi ed i pellegrini.

da "Genova Antica e Dintorni" editore Mondani



Nel corso dei secoli, l'aumentata devozione e l'accumulo di ex voti, richiese ulteriori ampliamenti.

da "Genova Antica e Dintorni" editore Mondani





 Infine, nella metà del 1800 venne deciso di costruire un nuovo complesso di edifici. I lavori andarono per le lunghe e furono terminati solo nel 1890.  Qui in una foto d'epoca.

da "Genova Scomparsa" Mondani editore


Nel corso degli anni  successivi il complesso subì ulteriori rifacimenti ed ampliamenti. Qui vediamo, rispetto alla foto precedente il rifacimento dell'ala destra  (faccia alla chiesa)

cartolina edita dal Santuario , non circolata


cartolina, tipografia Lega Eucaristica,  spedita 1926



Qui una visione "invernale"

 da "Liguria in cartolina" di F.Amirante e P.De Novi -   edit. Luna


Una cartolina con l'interno della chiesa. Non conosciamo la data dello scatto.

cartolina, edizioni Santuario,  non circolata






Nel 1929 venne inaugurata la "guidovia"  con partenza da Serro (San Quirico) ed arrivo al Santuario, ed il "pellegrinaggio" diventò una facile e piacevole gita per molti genovesi.

da "Genova Antica e Dintorni" editore Mondani


cartolina, edizioni Santuario, non circolata


cartolina, edizioni Santuario,spedita 1939

cartolina, edizioni Santuario, non circolata


cartolina tipografia Lega Eucar. sped 1930

cartolina tipografia Lega Eucar. sped 1931

cartolina ed. Santuario 1923,  spedita nel 1934

cartolina,  ed Santuario -  sped. 1941


cartolina - ed.Santuario -  sped. 1944




La guidovia venne dismessa nel 1967, e sostituita da una strada asfaltata.
Oggi,  a volo d'uccello (o di "drone"),  la vediamo così. 

Foto pubblicata su FB da Guido Santini



lunedì 8 febbraio 2016

Forte di San Giorgio






Il forte di San Giorgio era stato costruito sul bastione di San Giorgio che faceva parte delle mura del 1500 di cui costituiva l'apice nord-occidentale. Esso aveva sostituito la precedente torre di San Giorgio, appartenente alla cerchia di mura del 1350.

Le vecchie mura del 1350, ormai inadatte a resistere alle artiglierie in uso nel 1500,  furono infatti rinforzate ed ammodernate negli anni intorno al 1530 per volontà di Andrea Doria,  e venne istituìta una apposita "magistratura" incaricata alla loro manutenzione.
Nel corso dell'opera le vecchie torri erano state sostituite da fortificazioni di nuova concezione e forma denominati "bastioni" (vedi pianta del 1732 più sotto).

Nemmeno un secolo dopo, questa cinta si rivelava di nuovo obsoleta rispetto al progredire della potenza e della gittata delle artiglierie e ne veniva costruita una nuova, più esterna e lontana dal centro della città.

Ma le "muraglie vecchie", come venivano allora chiamate, non vennero demolite ma rimasero ancora a lungo a delimitare lo spazio cittadino e l'espansione edilizia della città.
Qui vediamo una pianta del 1732 (Pianta delle vecchie Muraglie.... ) tratta dalla "Biblioteca Digitale Ligure"






Una curiosità sul Forte di San Giorgio
Subito dopo l'annessione al Piemonte, i Savoia videro l'opportunità di fortificare i baluardi della "Cinta Vecchia" , ancora praticamente intatta. Era chiaramente una misura che non andava a "difendere la città" come il rafforzamento della "Cinta Nuova" e la costruzione dei forti esterni ad essa, ma bensì a costituiva un monito ed una minaccia per la popolazione della città stessa.

Ma veniamo all'aneddoto: quando le autorità sabaude misero gli occhi sul bastione di San Giorgio lo trovarono "occupato", non da una milizia in armi, ma da un pacifico cittadino, tale Gio.Batta Tagliafico, che vi aveva costruito casa e giardino. Il povero Gio.Batta venne risarcito con lire 13.350 per l'esproprio dei suoi beni e perse la casa "con vista e giardino".
Fra i tanti genovesi scontenti del nuovo "padrone" il nostro Gio.Batta aveva un buon motivo in più per "mugugnare".

(foto da pubblicazione Istituto Idrografico della MM del 1998)
 
(foto da pubblicazione dell' Istituto Idrografico della MM del 1998)


In questa immagine vediamo il bastione di San Giorgio con ancora la casa del sig. Tagliafico.
Sotto vediamo l'ex convento della Provvidenza poi caserma della provvidenza poi caserma Avezzana; e sotto ancora l'Arsenale di Terra (ex convento di Santo Spirito). Quest'ultimo, affacciantesi su piazza Acquaverde, sarà demolito a fine secolo per far posto all'ampliamento della Stazione Principe.  Dalla parte opposta, in alto,  si vede la Scuola di Marina (ex convento Santa Teresa).
 (incisione di D.Del Pino e G.Piaggio - Archivio topogr. del Comune , inv. 819)

(foto da pubblicazione dell' Istituto Idrografico della MM del 1998)



Qui abbiamo il progetto del Genio Militare (1818-1828) per l' erigendo Forte di S.Giorgio

(foto da pubblicazione dell' Istituto Idrografico della MM del 1998)





Ancora una veduta di piazza Acquaverde, questa volta con il forte già costruito sul baluardo.
(Inc. di A.Pittaluga e D.del Re)

(foto da pubblicazione dell' Istituto Idrografico della MM del 1998)




In questo particolare di un'acquaforte di Nicolas Chapuy , abbiamo una veduta dalla terrazza a mare del Palazzo del Principe,  con la chiesa  ed il bastione di S.Michele ed il forte di S. Giorgio in data precedente il 1848.

Nicolas Chapuy dis.  A.St. Aulaire inc.



Durante i moti del 1849 il forte di S.Giorgio venne semi-distrutto dai genovesi in rivolta, come testimonia questo particolare del dipinto di Ippolito Caffi .   
 




Anche in questo disegno del Genio Militare vediamo prima il Forte distrutto e poi le ipotesi di ricostruzione.

(foto da pubblicazione dell' Istituto Idrografico della MM del 1998)




Negli anni successivi vennero vagliate diverse ipotesi di riutilizzo.  Infine, escludendo quella della ricostruzione di un presidio militare, venne decisa la costruzione di un osservatorio astronomico che venne completato fra il 1859 ed il 1861.
Qui ne vediamo il progetto.

(foto da pubblicazione dell' Istituto Idrografico della MM del 1998)


Qui l'osservatorio  in una foto del 1861 di Ghiglino

D.Ghiglino - osservatorio Regia marina - forte di San Giorgio


Nel 1872, con regio decreto, veniva costituito l'Istituto Idrografico della Regia marina, che nel 1873 prendeva sede nell'ex forte San Giorgio.

Due mappe per dare l'idea dei cambiamenti avvenuti nella zona nel corso degli anni.

 Pianta topografica della città di Genova 1879 di S. Muggiani - Milano -   (particolare)





Mappa TCI 1916





Torniamo alle foto:

In alto la mole del S.Giorgio con gli edifici dell' Istituto Idrografico. In basso la "nuova" chiesa di S.Tommaso e gli edifici di corso Ugo Bassi nel 1931





Cartolina "ufficiale" dell'Istituto Idrografico spedita nel 1931



Una visione inconsueta con la scalinata "al passo dell'Osservatorio" che costeggia quel che rimane delle mura "tagliate" da piazza S.Ugo





Nel 1973 veniva festeggiato il centenario dell'Istituto Idrografico

(foto da pubblicazione dell' Istituto Idrografico della MM del 1973)



Nel 1998, per festeggiare i 125 anni di attività, L'Istituto Idrografico della Marina indiceva una Mostra Celebrativa al Porto Antico, ai Magazzini del Cotone, dal cui catalogo sono state tratte molte delle immagini di questo post.



Chiudiamo con la prima carta "nautica" di Genova pubblicata dall'Istituto Idrografico nel 1884
Abbiamo la stessa carta appesa alla parete, però è la ristampa di 4 anni dopo nel 1888.








sabato 6 febbraio 2016

Sampierdarena - I Giardini di Villa Imperiale Scassi " la Bellezza "








I giardini di Villa Imperiale Scassi "la Bellezza"

Il Mondani ce li fa vedere a fine 1800 (era stata acquisita dal comune nel 1886) dal suo libro "Genova scomparsa" (prima foto, la villa vista da "monte") .





La seconda immagine è una cartolina di G.Tortarolo (non datata) che ci mostra i giardini "a monte", probabilmente visti dalla villa stessa (l'attribuzione della villa a Galeazzo Alessi riportata sulla cartolina è errata).






Buon peso, aggiungo un'altra cartolina di Alterocca Terni, purtroppo anch'essa non datata che estende la visuale un pochino più a valle.








Purtroppo, nei primi anni del 1900 la parte bassa dei giardini è stata devastata, prima per la costruzione del campo di calcio della Sampierdarenese e poi per la costruzione di via Cantore. La parte alta ha subito sorte analoga per la costruzione dell'Ospedale.



Ed ecco il campo sportivo:





Qui invece stanno preparando il fondo di via Cantore davanti a Villa Scassi, il campo di calcio è stato già smantellato.

da GENOVA SCOMPARSA  -  ed. MONDANI




da GENOVA SCOMPARSA  -  ed. MONDANI



Via Cantore e villa Scassi anni 50







giovedì 4 febbraio 2016

Sampierdarena ed il mare - le spiagge







C'era una volta...... San Pietro D'Arena ed il suo mare.

A Sampierdarena si respirava da sempre l'aria salata che il vento portava a riva strappandola alle onde che si frangevano sulla battigia.
Aria salata che arrivava dalla lunga spiaggia;  una spiaggia erta e breve, continuamente erosa dalle correnti e dalle mareggiate.

Lorenzo Centurione 1863 - via litoranea di Sanpierdarena (oggi v.Sanpierdarena) vista da levante





L'arrivo della ferrovia, nel 1854,  portò la prima di molte "servitù d'uso" a cui gli abitanti non erano certo abituati:  i binari.  Binari che la attraversavano correndo, sopraelevati e paralleli alla costa, dal Polcevera alla galleria scavata nel colle di S.Benigno.

Era la prima galleria che collegava Sampierdarena a Genova, una vera rivoluzione nella allora "difficile comunicazione" tra i due comuni limitrofi.

Difficile comunicazione che anticamente avveniva attraverso "l'erta" di San Benigno oppure, alternativamente, (e col tempo buono) con un breve viaggio via mare.

"Difficile comunicazione" anche in seguito, quando lungo il mare era stato aperto il percorso che da Sampierdarena portava a Genova passando sotto la lanterna, percorso ben guardato dalla "porta della Lanterna" e dalle incombenti fortificazioni della città.  Fortificazioni che sembravano dire ai Sampierdarenesi : "noi (Genovesi) siamo dentro..... voi siete fuori....""

Una "difficile comunicazione"  tradizionalmente accettata da secoli dalle due comunità, vicine per contiguità di territorio, somiglianza di lingua e di tradizioni e comunanza di interessi, ma ben "separate" nel sentirsi cittadini di due entità ben distinte e "diverse".

("andiamo a Genova"....  si usa ancora dire da queste parti;  n.d.r = informazione per i "foresti".... Sampierdarenesi e Genovesi di ciò "nascono già "informati"" )

Qui la ferrovia con vagoni in sosta e la galleria ferroviaria sul lungomare. Questa linea ferroviaria che è di epoca posteriore a quella "originale" (1910?) dà ancor meglio l'idea della "servitù d'uso" imposta agli abitanti da questa "invadente novità".  (da GENOVA SCOMPARSA -ed. MONDANI)

tunnel ferroviario da GENOVA SCOMPARSA -ed. MONDANI



Ma la galleria ferroviaria non bastava, il ponente si stava, suo malgrado, ingrandendo. Servivano migliori comunicazioni con il capoluogo.  Così nel 1878 venne costruita la galleria del tram, qui in una immagine del 1904, perché non ne ho di più vecchie.

 1904 da Genova in cartolina di V.E. Petrucci ed. Sagep




Ormai siamo al cambio di secolo e cominciano a venire di moda i bagni di mare.
Quella che era solo una spiaggia di pescatori diventa, nella buona stagione, un punto di ritrovo e di divertimento, in barba alla ferrovia che taglia ormai il percorso dalle case al mare.

cartolina di Vierbucher Milano  sped 1900


cartolina di Rommer&Jonas Dresden sped 1902


Arrivavano industrie e cantieri, arrivano nuove persone da fuori, si costruiscono nuove case, ma Sampierdarena ha ancora il suo bene più prezioso, il suo sbocco al mare.  E col mare i suoi pescatori ed i suoi stabilimenti balneari.
Anche Sampierdarena, come tutto il ponente, è stata un centro turistico balneare: se oggi ci riesce difficile immaginarlo ci aiuteremo con un pò di cartoline:

parte orientale di un trittico-cartolina  editore Minoli





parte occidentale di un trittico-cartolina editore Minoli



cartolina di Manzoni Milano, non circolata

cartolina edita da ISFIM - non circolata

Cartolina - immagine tratta da Liguria in cartolina di F.Aamirante e P.De Novi edit. Luna - ho una veduta identica nei particolariin in una cartolina in BN spedita nel 1913 il che daterebbe lo scatto a prima del 1913. Ho preferito pubblicare questa perchè è colorata


immagine tratta da GENOVA SCOMPARSA -ed. MONDANI

l'interno dei Bagni, stessa epoca della foto precedente, da GENOVA SCOMPARSA -ed. MONDANI

Bagni Italia da GENOVA SCOMPARSA -ed. MONDANI

Bagni Savoia  da GENOVA SCOMPARSA - ed. MONDANI

Bagni Colombo - cartolina spedita nel 1923


Naturalmente i pescatori c'erano ancora  ed il pesce si vendeva in spiaggia, appena pescato.
Un metodo caratteristico, usato in tutta la riviera, ma oggi ormai in disuso, era la "sciabica"
Le barche tendevano la rete parallela alla costa  e poi portavano i due bordi esterni a riva. Sulla spiaggia , con gran concorso di popolo, a forza di braccia, si tirava la rete a riva, dove si raccoglieva, selezionava, e vendeva il pescato. Una piccola quota di pescato (di minor valore commerciale) andava ai "volontari"  che avevano aiutato a tirare la rete. Da piccolo ho assistito spesso a questa procedura sul lungomare di Chiavari.

da GENOVA SCOMPARSA - ed. MONDANI

sciabica da Liguria in cartolina di F.Aamirante e P.De Novi edit. Luna


Questo era il mare di Sampierdarena, libero ed accessibile. Poi venne ampliato il porto a ponente.... ma questa è un'altra storia.