martedì 16 aprile 2013

C'era una volta il Bisagno..... (parte seconda - la Foce)




C'era una volta .... il Bisagno...

.... un torrente oggi snaturato, privato del suo alveo naturale ed infine .... nascosto

Ma andiamo con ordine, anzi , al contrario.   Perchè nel post precedente abbiamo parlato del suo  corso medio, partendo dall'alto, da Prato a Ponte S.  Agata.

Ora vorremmo partire proprio dalla Foce e risalire il torrente fino a ricongiungerci al post precedente appunto al Ponte di S. Agata.

Questo perchè vorremmo mostrare per prima in questo post una vera "chicca": L'Oratorio delle Anime Purganti costruito nel 1609 sulla Foce del Bisagno proprio sotto al curvone dell'odierno Corso Aurelio Saffi.

Oratorio delle Anime Purganti in un acquarello di Domenico Cambiaso (copertina di Pubblicazione Periodica)


Era stato costruito dalla Confraternita dei Disciplinanti di S. Francesco nel 1609 con il nome di Oratorio delle Stimmate di San Francesco (o Oratorio dei 72 Discepoli)  accanto ad un sepolcreto ivi esistente ove  venivano inumate le salme delle persone che morivano nel vicino "Lazzaretto".
In quegli anni  iniziarono a venirvi sepolte anche le salme provenienti dall'ospedale di Pammatone.

Detto luogo era chiamato prato dei lanaiuoli   perchè i suddetti vi stendevano la lana che lavavano proprio in quel punto del Bisagno, e si trovava proprio sulla sponda destra della foce, quasi in riva al mare, dal lato opposto al  "Lazzaretto" che ospitava i malati contagiosi ed i viaggiatori in "quarantena".

L'oratorio era quindi il luogo dove molte persone  andavano a pregare per il suffragio delle anime dei parenti defunti colà "ospitati" e finì per diventare un luogo di grande devozione da parte dei Genovesi tanto che ancora nella metà dell'800 la confraternita riceveva elemosine per la celebrazione di 7500 messe all'anno.
Per cui, con il  tempo,  l'Oratorio finì per essere conosciuto solo con il nome di Oratorio delle Anime Purganti  e le altre denominazioni caddero in disuso.

 Dopo alterne vicende fu definitivamente demolito nel 1891 a seguito della costruzione di Corso Aurelio Saffi.

Ne abbiamo ricavato l'esatta ubicazione grazie alla Carta Topografica della Città di Genova edita dalla Libreria Grondona nel 1846 di cui pubblichiamo di seguito due "particolari"

Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona - di proprietà degli autori


A proposito del "Lazzaretto":  cito wikipedia testualmente:
"""" quote""""
Nel XV secolo** nella piana sulla sponda sinistra del Bisagno fu edificato un lazzaretto per l’isolamento e il ricovero dei malati contagiosi e dei passeggeri delle navi giunti in porto e soggetti a quarantena, soprattutto in occasione di epidemie di peste. L’imponente edificio, ampliato all'inizio del XVI secolo per iniziativa di Ettore Vernazza e con il contributo del doge Ottaviano Fregoso, più volte modificato, svolse la sua funzione fino alla metà dell’Ottocento.
Durante l’epidemia di peste che colpì Genova negli anni 1666-1657, il frate cappuccino sestrese Padre Antero Micone scrisse del contagio e del lazzaretto, immortalato anche sulla tela dal pittore Domenico Fiasella.
Nel Settecento fu ospitato nel lazzaretto anche il filosofo francese Jean-Jacques Rousseau che accennò alla sua drammatica esperienza in un brano delle “Confessioni”.
Con gli sviluppi della medicina, a metà dell’Ottocento le funzioni del lazzaretto furono trasferite al nuovo ospedale di Pammatone; l’edificio fu demolito, consentendo l’ampliamento del cantiere navale già da tempo esistente sulla spiaggia della Foce.
""""" Unquote""""""

** A PROPOSITO DELLA FONDAZIONE DEL LAZZARETTO - EMILIANO BERI - CI HA PRECISATO CHE LA DATA DELLA "FONDAZIONE" VA POSTICIPATA AL 1522 (XVI SEC.) IN QUANTO SOLO IN QUELLA DATA è STATO EMANATO IL RELATICO DECRETO: """Giovanni Assereto ("Per la comune salvezza dal morbo contagioso. I controlli di Sanità nella Repubblica di Genova", ed. Città del Silenzio 2014, pp. 68-69) scrive che la realizzazione del Lazzaretto inizia nel 1522 quando Ettore Vernazza, tornato da Roma due anni prima su invito del doge Ottaviano Fregoso, ottiene i finanziamenti necessari dal Banco di San Giorgio e individua l'area idonea ad ospitare la struttura alla Foce. Il decreto con cui viene deliberata la costruzione del Lazzaretto è del 28 novembre 1522"""

Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona - di proprietà degli autori



Il lazzaretto, la chiesa di San Pietro alla Foce ed il suo piccolo borgo come dovevano apparire a metà del 1700.

 Antonio Giolfi Inc su carta 1769 Museo Galata







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