lunedì 1 marzo 2021

Il seno di Giano

 

 

LeCittàNellaStoriaD'Italia-Genova-E.Poleggi+P.Cervini1981LaterzaEdit


                              Genaua-Kainua-Genua-Ianua,  quattro nomi per una città:  Genova.

L'ultimo, il più leggendario: Ianua,  ha origini medioevali, quando storia, mitologia e leggenda erano confuse in unico mix culturale che comprendeva eroi, draghi, basilischi ed altre creature mitologiche. 

In questo contesto, una città che si rispetti doveva avere un fondatore celebre: Ercole, Enea, e via dicendo.

Per una città che voleva farsi un nome, e trovare un posto nella storia, ci voleva un nome antico ed importante che le desse una patina di antichità alle sue origini.  Così da questo calderone, era venuto fuori Giano, che era approdato alla foce del Rivo Torbido,  aveva fatto una passeggiata fino alla vicina collina di Castello, e vi aveva fondato la Città.

Al luogo di approdo venne dato il nome del fondatore:  Seno di Giano  ed è appunto di questo luogo che parleremo in questo post.

 

 

1 Pianta altimetrica e geologica di Genova di T.Mannoni e E.Poleggi-Lancaster1976 fig2  SAGEP .....

 Come vediamo nella mappa precedente il Seno di Giano  era stretto tra due promontori rocciosi scavati dal Rio Torbido che scendeva dalle alture con una discreta pendenza e scaricava le le sue acque in mare in una zona di acque profonde e piene di scogli.  L'approdo consisteva in una piccola spiaggia sassosa e il rio non era navigabile.  Era frequentato da imbarcazioni di piccola taglia che potevano essere spiaggiate e, all'occorrenza,  tirate a secco. Qui il Barbieri ce la mostra nella "mappa zero"  con una spiaggia molto limitata, che presumibilmente nell'anno mille sarà avanzata di qualche metro.

Forma Genuae-Barbieri_stampata a cura del municipio di Genova 1938

 

L'evoluzione della spiaggia del "nostro" Seno di Giano in epoca preromana, romana, e medioevale, deve essere stata piuttosto lenta.  Conosciamo l'effetto delle alluvioni, mareggiate  ed erosione della costa ai nostri giorni e possiamo supporre che la creazione della spiaggia sia stato piuttosto lenta. 

Quindi possiamo passare a questa mappa del XI secolo, perfettamente confrontabile con la "mappa 0"  del Barbieri

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secoli X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep

 

 Un ulteriore confronto si può fare con questa mappa del XIII secolo (dalla stessa fonte), dove troviamo le prime strutture edilizie alla foce del Rivo. (probabilmente connesse allo scalo commerciale e all'esercizio della pesca) 

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secoli X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep


Saltiamo, sempre con Bianchi&Poleggi al XV secolo e troviamo il rivo tombato ed edificato :

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secoli X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep

 

Sempre il XV secolo, da un'altro libro, un disegno della valletta del Rio Torbido ci mostra le abitazioni dell'epoca.  Vediamo a sinistra un tratto delle Mura del Barbarossa con le prime case "del Colle". A destra la chiesa e convento di Santa Margherita. 

XVsec.- da:  Ritratto di Genova nel '400- E. Poleggi + I. Croce-Sagep 2008

 

Un secolo dopo (dal 1536...) vennero costruite le mura sul mare ed anche il Seno di Giano fu attraversato dalle mura della città che si portarono via quasi tutta la spiaggia .

Ne abbiamo una immagine dal dipinto del De Grassi che rappresenta il ritorno in parata della flotta organizzata dal Papa SistoIV e comandata da Paolo Fregoso nel 1482.  Ovviamente nel 1482 le mura non c'erano ancora, ma il De Grassi ha ridipinto il quadro nel 1597,  aggiornando il paesaggio. 


Come possiamo vedere, davanti alle mura c'è una nave, il che fa pensare che il tradizionale traffico commerciale sia continuato nel Seno di Giano attraverso un portello che dalla spiaggia immetteva alla valle.  A questo proposito, nel gruppo FB omonimo, abbiamo avuto una lunga discussione fra "possibilisti" e "negazionisti", che ha lasciato alla fine ognuno sulla propria posizione iniziale. 

Noi, del "partito possibilista", pubblicheremo qui di seguito alcune immagini che appoggiano l'ipotesi che un portello sia rimasto aperto nelle mura per permettere il traffico locale. a cominciare da questi due ritagli di giornale pubblicati da Antonino Vallone.



Questa immagine databile al 1850 ca., ci mostra la piazza della Marina ed un porta monumentale chiusa, forse murata, come ci mostrerà l'immagine successiva.

Immagine di Ruggero Caracciolo - autore a noi ignoto


Chiaramente scattata dopo la metà del 1800 questa foto di una grande porta murata con un uomo in piedi. Si vede a destra in basso una entrata più piccola  o lo scarico del Rivo Torbido (?).

Foto di Ruggero Caracciolo


La "spiaggia" del Seno di Giano, con barche, scale ed operai :  Opere di manutenzione alle mura ?.

Approdo Seno di Giano - Marina-William Stanley HaseItine - 1835-1900-GiorgioGioli


Una immagine con una imbarcazione che lascia il Seno di Giano... 

Carlo Binelli (attivo nella prima metà del XIX secolo)- Mura della Marina

Qui è fin troppo chiaro che la barca sta portando qualcosa a terra, sulla spiaggetta del Seno di Giano, Merce trasbordata da una imbarcazione più grossa qui fuori campo a sinistra ma ben visibile nel dipinto completo.  Inoltre  il pescatore lì non ce l'avranno calato con una fune.  Lo scoglio Campana qui è un tantino fuori posizione ma fa la sua bella figura.

 1854 william Parrot (part), da Una Storia Dipinta ed ggallery

 

E se non bastasse abbiamo pure la testimonianza dello sbarco delle truppe francesi nel Seno di Giano... non si saranno certo arrampicati sulle mura con corde e scale... ma avranno avuto un accesso comodo alla città per entrarvi con armi e bagagli... non credete?  

Foto dalla raccolta Di Salle


 

Questa foto è stata datata da Alberto Maria Di Salle: Degoix 1870, ed è forse l'ultima  "istantanea"  del Seno di Giano e dello scoglio Campana. 

Foto dalla Raccolta Di Salle

Con queste immagini siamo arrivati già nella seconda parte del 1800, il secolo del "Progresso Industriale" della città.  Ed il progresso richiese nuove vie di comunicazione, ampie e veloci, che collegassero il porto con l'entroterra, in tutte le direzioni.  Verso levante venne costruita la "Circonvallazione a Mare" che da piazza Cavour arrivava alla Piazza D'armi, sulla riva del Bisagno. Qui siamo circa ne 1873-4 e ne vediamo il primo tratto, da Cavour alle Mura delle Grazie iniziato nel 1871.

foto da "Genova Antica e Dintorni" edita da Mondani


Al Seno di Giano la Circonvallazione arrivò piano piano... questa foto è databile ai primi anni del 1880 e ci mostra il muraglione di contenimento completato e l'inizio del riempimento del piazzale a livello della nuova strada, una decina di metri superiore a quello della vecchia Piazza della Marina. Non sappiamo quali progetti c'erano inizialmente per questo piazzale, creato negli anni 80 del 1800 e successivamnente svuotato, almeno in parte, nei primi anni del 1900. Ma dello svuotamente parleremo dopo.

da:  "I quartieri di Genova Antica" edito da Tolozzi


 Sta di fatto che nel 1890 il primo tratto della Circonvallazione era completato e prendeva il nome dallo sfortunato Principe Oddone (ora corso Quadrio).  Qui lo vediamo poco dopo l'inaugurazione già alberato e con il grande terrapieno che sovrastava la piazza della Marina e la via delle Mura della Marina nel tratto che scendeva fino alla piazza.

Foto dalla Raccolta Di Salle

Foto dalla Raccolta Di Salle


 Un terrapieno senza un progetto di utilizzo? in una città avara di spazi? Fu subito occupato da sfaccendati e giocatori di bocce.


                                               Foto dal 1892 al1902 - Raccolta Di Salle

 

 Ormai il Seno di Giano era stato cancellato, ma a ricordarne per sempre il nome, al di là delle mura della circonvallazione a mare, stava sorgendo un nuovo molo. Ce lo presenta in anteprima , già nel 1879 la "Pianta topografica della città di Genova" di S.Muggiani:


 


Il porto industriale stava avanzando con le sue industrie di riparazioni navali ed i bacini di carenaggio, trasformando quello che una volta era il Seno di Giano in un molo sporgente dal profilo della costa

1890-95 - Raccolta Di Salle
 

 E venne il giorno in cui si decise di costruire nel ex Seno di Giano due nuovi palazzi: L'Albergo Popolare Cesare Battisti  e la Casa dela Gente di Mare. Il primo ospitava gli emigranti in partenza ed il secondo ospitava i marittimi disoccupati in attesa di imbarco.

Qui la posa della prima pietra dell'Albergo Popolare nel 1905 (l'alto edificio fu iniziato l'anno successivo) :

da Genova come era 1870-1915 di Luciana Frassati Carige

Naturalmente le fondamenta andavano posate su tereno solido, non certo su quella terra da riporto, quindi il terrapieno fu demolito ed i palazzi ebbero il piano terreno all'altezza di piazza della Marina, una decina di metri al di sotto della Circonvallazione a Monte. Qui li vediamo in costruzione: 

Foto pubblicata da Leti Gagge

Foto pubblicata da Leonardo Zuppardo

 

 A lavori finiti gli edifici si presentavano così:


                      2 foto del 1916 da "Genova Antica e Dintorni" edita da Mondani


Sempre del 1916 è la mappa del TCI  che useremo per cotestualizzare la situazione della zona:



Il tempo è passato, il molo Giano si è ingrandito con nuovi capannoni e nuovi bacini.  I due palazzi sulla Circonvallazione a Mare hanno perso la funzione per cui sono stati costruiti e sono invecchiati.  Non chiedeteci se potevano essere salvati, riconvertiti ad altri usi... invece... sono state demolite. Prima la Casa della Gente di Mare e poi,  nel 1982,  l'Albergo Popolare, meglio conosciuto come Caserma dei Pompieri...

Foto dal web

  

Quello che ne è venuto fuori può piacere oppure no, penso che tutti i genovesi lo conoscono... ma lo pubblichiamo ugualmente per concludere il discorso.

google maps








venerdì 26 febbraio 2021

Santa Brigida, una visionaria di passaggio ed il suo Monastero Genovese


Santa Brigida è qui sopra raffigurata nel suo tipico "clichè" :  riceve una visione e prende nota.  

Cosi la possiamo immaginare quando, nel corso di uno dei tanti suoi viaggi, si fermò a Genova, "di passaggio".   Ma di certo non doveva avere uno scrittoio quando, nel corso di una passeggiata sulle alture del Peralto (Righi) ebbe la visione dei ruderi  di una Genova distrutta...  Da cui la sua profezia del viandante che...      

Chissà, magari nel convento di San Gerolamo di Quarto aveva dormito male e.. mangiato peggio.. e la visione le è venuta di conseguenza...   Del resto anche "il sommo poeta"  ci ha messi tutti all'inferno per aver avuto il "braccino corto"...

Lasciamo stare le profezie ed il "braccino dei genovesi", e torniamo alla Genova di fine 1300, (per fortuna non ancora in rovine) dove l'ordine "del Santissimo Salvatore di Santa Brigida" , venuto in possesso di un ampio appezzamento di terreno sulla collina di Pietraminuta, (più o meno da via Balbi a Corso Dogali) decise di costruirvi un insolito monastero di clausura, con una sezione femminile ed una maschile e la chiesa in comune. 


 

Nacque così il Monastero di Santa Brigida, un insieme di costruzioni piuttosto "rebigato"  nato dalla necessità di garantire due clausure separate con tutti i relativi servizi, in un unico complesso e con una chiesa in comune.  Ne parla qui il Poleggi in "Una città portuale del Medioevo - Genova nei secoli X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep."



 

Qui di seguito una delle rare immagini del complesso conventuale che ci sono pervenute.  Parte del dipinto del De Grassi del 1597 C. rappresentante  il ritorno nel 1482 a Genova da Otranto della flotta organizzata da SistoIV e comandata da Paolo Fregoso.


 

Dobbiamo annotare che questo regime di "clausura mista",  diede adito a non poche dicerie e sospetti,  e terminò  nel 1606, con la cacciata dei frati, (per sospetto di cattiva condotta?).  Le suore allora si disfarono della parte inferiore del terreno, dove i Balbi costruirono la loro strada.  Qui un rilievo della strada Balbi sul terreno del convento



Una immagine precedente al 1602 col progetto di Via Balbi (tratteggiato) sovrapposto alla vecchia strada che portava in collina. Via Balbi invece piega a sinistra verso la Porta di San Tommaso.


 

Una mappa del 1650 ca. con i confini di tutti i monasteri della zona. Possiamo vedere che, ai bordi della appena costruita via Balbi,  c'era una netta prevalenza di  Monasteri.


 

 

Poi, a fine del 1700, il governo della "Repubblica Democratica"  cacciò anche le suore di S.Brigida,  svendendo gli immobili, che subirono ulteriori "rebighi".

E siamo giunti ai "rebighi",  che hanno dato origine a questo piccolo "studio". Infatti, sul gruppo FB omonimo si era fatta "confusione"  fra la "piazza S.Brigida"  e  la "piazza dei Trogoli di S. Brigida, perchè tutti conoscevamo la "famosa" e plurifotografata piazza dei "trogoli" che di nome esattamente fa "piazza dei trogoli di Santa Brigida.  Quasi nessuno invece sapeva che sull'altro lato di via Balbi esiste la "piazza di Santa Brigida" (senza trogoli), un "luogo privato", tra due palazzi, con un accesso "segreto".  Si trova anche sulle mappe moderne, ma a noi piacciono le cose vecchie, quindi ve la mostriamo prima sulla mappa Pagano del 1937, di prima della "guerra", che tante cose ha cambiato.   La trovate in cima di via Balbi, dietro al palazzo dell'attuale Bar Cavo, e vi si accede da un portone anonimo ed un passaggio voltato del pomposo nome di "Archivolto di S. Brigida".


Quindi, lo scomparso Convento di S. Brigida ci ha lasciato in eredità 2 piazze e 2 archivolti (gli archivolti hanno lo stesso identico nome): 




Ancora: abbiamo una salita di S. Brigida con porta e statua (ultimo resto del convento).


 

 Buon peso, abbiamo anche un "vico di S. Brigida" di cui però non siamo riusciti a trovare l'immagine (nemmeno su google) ma che è certificto da diversi stradari, incluso il "Dizionario Delle Strade Di Genova-2aEdiz.-Tomaso Pastorino+Bianca Maria Vigliero-1973-Tolozzi edit." e sullo stradario delle "pagine gialle".


 

Riepilogando: in circa 100 metri,  S.Brigida compare ben sette volte, una vera inflazione, che comunque ci ha dato motivo di fare un bel ripassino sulla toponomastica della nostra bella Genova.