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lunedì 9 gennaio 2017

San Vittore di Prè alias Nostra Signora della Fortuna e San Vittore






Una chiesa oggi scomparsa, il cui campanile ancora occhieggia sui tetti di Prè:  San Vittore.

San Vittore, articolo di Alessandra Frondoni su "Medioevo Demolito Genova 1860-1940" a cura di Colette Doufour Bozzo e Mario Mercenaro, Pirella editore.




La data di fondazione è incerta, si parla di una chiesa antichissima  sulle cui fondamenta i benedettini del monastero di San Vittore di Marsiglia eressero la loro chiesa genovese, sulla spiaggia, fuori delle mura di Genova, intorno all'anno mille.

San vittore XI sec, da Una città portuale del Medioevo - Bianchi e Poleggi - Sagep


La prima menzione della chiesa risale infatti al 1095 come "cella" del Monastero marsigliese.

Si trattava di una chiesetta orientata parallela alla spiaggia;  con una unica navata, appoggiata al terreno a monte della chiesa ed una ala, lato mare.
Un piccolo monastero sorto in una località disabitata, il cui unico "vicino" era la chiesetta di San Sisto, situata un poco più a levante, sulla strada costiera che oggi identifichiamo con via Prè

Bisogna arrivare al XIII secolo per vedere la zona stabilmente edificata  e dotata di "ogni comfort" come testimonia la cartina che segue.

San vittore XIII sec, da Una città portuale del Medioevo - Bianchi e Poleggi - Sagep

Verso la fine del 1200 sugli scali di Boccadebò cominciano a sorgere le strutture militari dell'Arsenale e della Darsena delle Galere.
Tra queste due strutture militari e l'abitato nasce quindi una stradina che su una mappa del Brusco troviamo col nome di "strada della Marina" (da non confondersi con quella delle Mura della Marina) mentre in altre mappe la troviamo come "strada lungo l'Arsenale".

Intorno al XIV secolo la chiesa venne sopraelevata, costruendo una nuova chiesa sopra quella preesistente. La nuova chiesa  venne questa volta realizzata con tre navate, espandendosi verso monte.
Nello stesso periodo  vi sono documentate le presenze di due Oratori.


La chiesa fu anche per qualche tempo la sede della confraternita "Morte ed Orazione" probabilmente insediatasi nella vecchia chiesa inferiore, all'epoca adibita  a cripta sepolcrale. In seguito la confraternita si trasferì in sede propria accanto alla chiesa di S.Sabina in via delle Fontane.

Una mappa di Bianchi e Poleggi  del XV secolo ci illustra la situazione sopra descritta.

San vittore XV sec, da Una città portuale del Medioevo - Bianchi e Poleggi - Sagep



La chiesa non godeva di una buona situazione economica, non avendo rilevanti rendite terriere nè funzioni parrocchiali ed avendo in pratica come unico benefattore la famiglia Centurione.

Poi, nel 1636, avvenne il "miracolo" della Madonna della Fortuna: una ragazzina caduta dalla finestra e rimasta miracolosamente incolume, sostenne di essere stata sorretta da una figura identica alla polena di una nave irlandese, che si trovava in un magazzino sottostante, dopo essere stata recuperata sulla spiaggia .

Il  miracolo venne riconosciuto dalle autorità ecclesiastiche e la statua/polena venne restaurata e posta in una cappella della chiesa costruita a spese di Cristoforo Centurione.

La statua fece la fortuna della chiesa generando pellegrinaggi e donazioni,  tanto da farle anche mutare il nome. Infatti nel 1735 la chiesa prese il nuovo titolo di " Santa Maria della Fortuna e San Vittore".
Nonostante ciò, alla fine del secolo, la chiesa era in cattive condizioni quando venne chiusa al culto nel 1799 in base alla legge del 1798 sulla soppressione degli enti religiosi.
La statua della madonna della Fortuna fu trasferita alla chiesa di San Carlo in via Balbi, inseme ad arredi e "titoli".  In questa cartolina del 1933 vediamo  la statua nella sua nuova collocazione .


N.S.della Fortuna - chiesa di S.Vittore e S.Carlo - v.Balbi 1933



La chiesa venne chiusa al culto e, dopo varie vicende che non staremo ad enumerare, venne incamerata nelle strutture del Palazzo Reale che i Savoia acquistarono nel 1823.



Dell'esterno della chiesa ci è pervenuta una sola immagine che abbiamo trovato nell'articolo di Alessandra Frondoni su "Medioevo Demolito Genova 1860-1940" a cura di Colette Doufour Bozzo e Mario Mercenaro, Pirella editore.  Trattasi della vista laterale dalla parte del mare. 

San Vittore, articolo di Alessandra Frondoni su "Medioevo Demolito Genova 1860-1940" a cura di Colette Doufour Bozzo e Mario Mercenaro, Pirella editore.



L'allargamento della via dell'arsenale per la costruzione della nuova  strada carreggiabile Carlo Alberto (1831-39) ne portò  via una bella fetta, ovvero tutta la navata destra, mentre la formazione della piazza dello Statuto,  davanti ai giardini reali,  richiese la demolizione di un pezzo della della parte anteriore dell'edificio.
Entrambi i lati sono stati "tamponati" con facciate di stile ottocentesco ancor oggi visibili.  Gli interni superstiti sono stati ristrutturati per ospitare pertinenze del Palazzo Reale ed una caserma della Guardia di Finanza. (da qualche anno traslocata altrove)
Solo il campanile esiste ancora nella sua forma originale.

Contemporaneamente a questi lavori,  veniva creato il "passaggio al Regio Arsenale" (terminato nel 1839 e collaudato nel 1840) che è entrato nel linguaggio comune dei genovesi come "ponte reale"   (da non confondersi con l'antico Ponte Reale situato davanti al Palazzo San Giorgio e noto per il suo "barchile" ) .
 Il disegno che segue non mi sembra molto chiaro  per quanto riguarda le demolizioni (o si tratta solo di un progetto "preliminare" poi cambiato)  in quanto la chiesa verrà poi "tagliata" a filo del "ponte reale"  su piazza dello Statuto come dimostrano le foto scattate a lavori ultimati.

San Vittore, articolo di Alessandra Frondoni su "Medioevo Demolito Genova 1860-1940" a cura di Colette Doufour Bozzo e Mario Mercenaro, Pirella editore.


Ed ora la sezione frontale della chiesa e il "ponte reale"

San Vittore, articolo di Alessandra Frondoni su "Medioevo Demolito Genova 1860-1940" a cura di Colette Doufour Bozzo e Mario Mercenaro, Pirella editore.


Noterete che il fornice del ponte è molto più stretto e di forma diversa da quella che eravamo abituati a vedere per tutto il 1900 fino alla demolizione.
Infatti all'inizio si presentava così:

Foto pubblicata su FB da Luca Dasso

 
Foto di Stefano Finauri


Carlo Bossoli - tempera - 1846


 Nel 1885-86, in concomitanza con l'abbattimento delle Terrazze di Marmo, la Carrettiera Carlo Alberto venne allargata ed i binari del treno furono spostati verso mare. A seguito dell'allargamento della strada anche il "passaggio al regio arsenale" dovette essere rifatto.
Ed ecco una foto presa da ponente che ci mostra la nuova facciata su piazza delle Statuto e l'allungamento del  "cosiddetto ponte reale".

parte cartolina edita da Mangini



Qui la Piazza dello statuto senza l'attuale mercato . Vediamo i giardini del palazzo reale ed il passaggio sopraelevato tra il palazzo e l'ex chiesa che conduceva al "cosiddetto ponte reale".

Foto trovata sul Web



Nel 2010, con il trasloco della Guardia di Finanza, i locali vennero messi a disposizione della Sopraintendenza ai Beni Archeologici che ha fatto ispezioni e rilievi e consentito visite guidate.
  
Non siamo a conoscenza di pubblicazioni ufficiali su questi studi, salvo quanto riportato in alcuni articoli giornalistici di cui riportiamo i links qui di seguito.
http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/03/24/news/chiesa_mille-2857061/
http://genova.repubblica.it/cronaca/2010/03/23/foto/sotto_via_pr_un_altra_commenda-2855379/1/



Abbiamo alcune foto degli scavi effettuati nella cripta della ex chiesa che riportiamo senza commenti.

Foo di Corallo Giorgio - la cripta

Foo di Corallo Giorgio - la cripta in fase di sgombero dei detriti




Il "cosiddetto ponte reale" , costruito allo scopo di consentire ai Savoia  un accesso diretto dal Palazzo alla Darsena  senza passare per la città,  fu poi demolito nel 1964 per permettere la costruzione della "Sopraelevata"

Foto di Giangavino Pinna su FB




Per il momento è tutto qui ma speriamo di trovare notizie sugli studi effettuati in questi ultimi anni.
Nel frattempo abbiamo potuto visitare quel che resta della chiesa, inglobato nel palazzo ottocentesco fatto costruire dai Savoia insieme al "passaggio alla Darsena"  (ex sede della guardia di Finanza).
Ne abbiamo fatto un post su FB che potete vedere cliccando qui:   https://www.facebook.com/groups/gianfranco.curatolo/permalink/1904464199597855/
Ne parla anche  l'amico Claudio Crisci, che come fotografo è molto più bravo di noi e se ci siamo dimenticati qualcosa la trovate di certo qui:   https://www.facebook.com/groups/gianfranco.curatolo/permalink/1905006906210251/




giovedì 8 gennaio 2015

Genova - Via Gramsci





Come possiamo vedere in questo particolare di mappa del 1766 la Porta S.Tommaso, che dava accesso alla città dal ponente, era collegata alla zona del porto commerciale da due stradine, poco più che due vicoli.

Particolare dalla Pianta di Giacomo Brusco - 1766 - dalla raccolta del Giolfi - Palazzo Rosso ufficio Belle Arti




Nel 1835 venne intrapresa la costruzione della Carrettiera Carlo Alberto che venne completata nel 1839 con la costruzione, sul lato mare, della "Terrazza di Marmo, lunga 400 metri , da Porta dei Vacca a Palazzo San Giorgio.

Terrazza sopraelevata - 1875 - edit.  Mangini - non circolata

  

Sotto la terrazza, lato mare, erano ospitati magazzini e negozi inerenti alle attività commerciali del porto.  Invece , dal lato della città, si apriva un porticato che costituiva una passeggiata coperta lungo via Carlo Alberto e Piazza caricamento e dava accesso alla terrazza stessa, come possiamo vedere il questa foto gentilmente fornitaci da Giuseppe Ruzzin.

Foto fortnitaci da Giuseppe Ruzzin



 La terrazza ebbe una vita breve in quanto fu smantellata tra il 1883 ed il 1886 per far posto alla linea ferroviaria portuale (fare e disfare......).
 
Terrazza panoramica nel 1875 da S.Giorgio a Porta di Vacca  ed.  Mangini



Nella foto precedente possiamo notare, nell'angolo interno della terrazza, verso il porto, una costruzione semicircolare che vediamo in dettaglio nella foto che segue.
Al suo interno ospitava la scala che dall'angolo via Carlo Alberto/piazza Caricamento portava alla terrazza. 

Foto fornitaci da Pier Giorgio Gagna



Fare e disfare..... già allora era di moda......
All'epoca infatti si smantellavano gli edifici, anche storici, con grande disinvoltura e siamo fortunati che per far posto alla "Carrettiera"  non abbiano smantellato anche la Commenda di Prè.
Infatti ci sono passati proprio vicini, lasciando per fortuna un congruo spazio pedonale davanti all'edificio, spazio che oggi  ci consente di ammirarne la struttura agevolmente, senza dover torcere il collo, come avviene per molte altre strutture "nascoste" nei vicoli.
Ecco due immagini dell'epoca.

Commenda - da "Genova antica e dintorni" - ed. Mondani


Via Gramsci e Commenda - edit: Trenkler Lipsia - non circolata



Questa piantina del TCI del 1916 ci mostra la sistemazione che abbiamo più sopra illustrato, successivamente alla distruzione della Terrazza Panoramica (alias Terrazza di Marmo) e la costruzione della linea ferroviaria portuale fino al Molo Vecchio.
Vediamo la Via Carlo Alberto, da Piazza Principe a Caricamento (Piazza Banco S.Giorgio).
Accanto ad essa si sviluppa la linea ferroviaria con la stazione merci di Caricamento.
Inoltre, vediamo segnato sulla cartina, in corrispondenza del Palazzo Reale,  il cosiddetto "Ponte Reale". Così era (impropriamente) chiamata la costruzione voluta dai Savoia per collegare il Palazzo Reale direttamente con la Darsena e la Ferrovia evitando il traffico cittadino.

particolare dalla piantina del TCI del 1916




Vista da ponente, con a destra il bacino della Darsena ed al centro il cosiddetto "Ponte Reale" che collegava il Palazzo Reale direttamente ai moli ed alla ferrovia.
Questa costruzione fu demolita nel 1964 per far posto alla "sopraelevata"

La vettura tranviaria, diretta verso Caricamento, traina a rimorchio un'altra vettura senza trolley, che potremmo chiamare "estiva" in quanto aperta sui due lati e schermata da tende. Questo "rimorchio" era familiarmente chiamato dai genovesi "rebellea" .

Gramsci-P.Reale - edit. Brunner Como - non circolata



Un'altra cartolina della stessa epoca "colorata" ci fa vedere il "Ponte Reale" più da vicino con un pezzetto del "Mercato Orientale" piuttosto affollato.
A centro strada uno spazzino é al lavoro. Traffico stradale quasi assente.







Qui invece abbiamo una foto (pubblicata su FB da Giangavino Pinna e che a cuor leggero, e senza autorizzazione qui "piratiamo") che mostra i lavori di costruzione della spraelevata e la contemporanea distruzione del "Ponte Reale" nel 1964.

Foto pubblicata su FB da Giangavino Pinna



Questa immagine di Valenti ci mostra via Gramsci agli inizi del 1900 vista da levante.
Sulla destra si indovina la presenza della Commenda, arretrata rispetto al piano stradale.
Sulla sinistra vediamo parte dei magazzini della Darsena. 


 via Gramsci primi 1900  Valenti editore




Qui vediamo via Carlo Alberto, piazza Statuto, e Palazzo Reale  nel 1903.  (Secondo noi piazza Statuto stava meglio senza l'attuale mercato). 

Via Gramsci - piazza Statuto sped. 1903



La didascalia  dice :  "Via Carlo Alberto" .  Per la precisione:  via Carlo Alberto era in fondo alla foto e proseguiva a sinistra verso la piazza del Principe mentre il fotografo ed il palazzo della Dogana (a destra) sono in via Rubattino (nel 1904 "rampa di San Tommaso", che collegava via Carlo Alberto alla stazione Marittima).
A destra vediamo il palazzo della direzione della Dogana che, sempre per la precisione, "guarda" su via Rubattino ma tecnicamente non è in via Rubattino in quanto  è compreso nella cinta portuale con ingresso dalla strada portuale sottostante. 

inizio via Gramsci - edit.  Garzini e Pezzini Milano -    sped. 1919




Spostiamo la visuale un pò più indietro per vedere l'inizio di via Carlo Alberto alla confluenza con via Andrea Doria in Piazza del Principe. Questo tratto di via Carlo Alberto oggi ha preso il nome di via "Bersaglieri d'Italia"

In primo piano vediamo la rampa d'inizio di via Lagaccio.

A destra si vede l'angolo del Palazzo del Principe e poi il Silos e l'edificio delle Dogane.

A sinistra sorge l'edificio dell'attuale albergo Crispi che mostra la reclame della "Francesco Parisi"sopra alle finestre  del secondo piano.

I due edifici al centro  appartenevano alla "Scuola Navale Superiore"  e non esistono più.


 
 inizio via Gramsci -  ed. Garzini e Pezzini Milano    sped 1919

Più o meno la stessa inquadratura, in tempi posteriori  (1935), ci mostra il "triangolo" stradale attuale
di v.Bersaglieri d'Italia/v.Fanti d'Italia/v.Alpini d'Italia al posto della vecchia Scuola Navale.

Da sinistra vediamo chiaramente  un pezzetto della Stazione Principe, poi l'edificio dell'albergo Crispi senza più la reclame della Parisi (che ha cambiato ufficio).  Quindi il palazzo della Dogana ed il Silos .

Nell'angolo basso a destra c'è la "dependance" del Palazzo del Principe.

Al centro in alto vediamo il grattacielo "piccolo" di Piazza Dante, ma non quello grande, ovvero la "Torre Piacentini" che evidentemente è ancora in costruzione. Questo ci ha fatto datare lo scatto nel 1935 (anno più/anno meno)

Come al solito, inconfondibile, spicca la sagoma della basilica di Carignano.


 via A.Doria e via Gramsci - ed.  Superfoto - non circolata



"Dulcis in fundo" (si fa per dire) abbiamo una immagine del 1978 con quella che ormai possiamo chiamare via Gramsci a pieno titolo sovrastata dalla Sopraelevata, costruita nel 1964.





mercoledì 5 novembre 2014

Genova : Il Porto - la Darsena





La Darsena e L'Arsenale, iniziati a costruire nel 1283,  rappresentavano in antico la parte "militare"  del porto. Erano state create per la costruzione, ricovero ed armamento delle galee da guerra e rimasero "militarizzate"  a lungo anche dopo la perdita della loro funzione originale.
Qui ce le disegna Poleggi, come dovevano essere nel XV secolo.

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secolo X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep




Solo nel 1873 vennero "smilitarizzate" e passate al "servizio civile" diventando moli e magazzini commerciali.

Il museo Galata, a Genova, ospita alcune immagini interessanti fra cui i plastici di Darsena ed Arsenale in epoca medioevale.  Questo è l'arsenale:

Galata Museo Genova - foto degli autori


Ed ecco la Darsena delle galee:

Galata Museo del mare Genova - foto degli autori

Sempre del Galata Museo un dipinto con la darsena piena di galee:

Galata Museo del Mare - Genova - Foto degli autori


La Darsena aveva lo stesso problema del Mandraccio. A causa delle correnti e dei rivi che vi sfociavano tendeva ad "interrarsi" ed anche se le galee non avevano molto pescaggio, andava comunque periodicamente dragata.
In questo dipinto vediamo appunto le operazioni di pulizia del fondale effettuate mediante messa a secco del bacino stesso.

Darsena 1545 - tela di Cristoforo Grassi al  Galata Museo - tratto da: Una Storia Dipinta - ed. ggallery





Arsenale e Darsena nel 1537 dovevano presentarsi pressapoco così:

Particolare dalla Mappa di Antonio Lafrery-Roma 1537- copia a stampa del  1581 al Palazzo Rosso



Si trattava di strutture militari, quindi fortificate, come suggerisce l'immagine precedente ma sopratutto quella che segue, ovvero il  Bastione della Darsena (da un quadro del Dellepiane)

A questo bastione, in antico, era assicurato un capo della catena che sbarrava l'entrata del bacino portuale e che era tesa tra questo bastione ed il "Baluardo"  della Porta del Molo (Molo Vecchio).
I due grossi anelli che vediamo fissati alla base del bastione forse servivano proprio a reggere questa catena.

tratto da:   Genova Antica e Dintorni - ed. Mondani


Ancora un paio di immagini del XVIII secolo:

Antonio Giolfi : Inc. su carta 1769 Museo Galata- Genova



Particolare della Pianta di Giacomo Brusco - 1766 - dalla raccolta del Giolfi al Palazzo Rosso ufficio Belle Arti




E siamo nel 1840 con un particolare da un dipinto su tela di Carlo Bossoli - (Genova coll. privata)

Porto di Genova storia e attualità ed. SAGEP


Nel 1846 l'arsenale aveva perso ormai da molto tempo le sue caratteristiche di cantiere navale dove si costruivano e si riparavano le galee ed era stato totalmente interrato per ospitare magazzini della Marina Militare.
Le Autorità Militari non volevano cedere la Darsena e l'Arsenale al traffico commerciale nonostante queste aree ormai non fossero più utili ad una marina militare moderna.

Particolare dalla Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori


Intorno al 1850 a fianco della Darsena venne costruito il primo bacino di carenaggio in muratura di Genova, che qui vediamo in un dipinto conservato al Galata Museo del Mare

dipinto :  Galata museo del mare



E finalmente, nel 1873, Darsena ed Arsenale vennero cedute al porto commerciale che vi edificò nuovi magazzini portuali.

Nella foto del 1910 che segue vediamo la Darsena con il  "Ponte Reale"  (quello "nuovo", funzionale al Palazzo Reale, non quello antico con la fontana, che era situato davanti al Palazzo San Giorgio).

In fondo, al centro, Ponte Morosini.
 
cartolina 1910 - ed. Mangini



Ed ecco lo specchio della Darsena. Una nave è ormeggiata a Calata Di Negro dove vediamo il "quartiere" (magazzino) Cembalo.
A causa delle limitate dimensioni e dello scarso fondale (21 piedi)  al Cembalo potevano ormeggiare navi non più lunghe di 90 metri. I magazzini Cembalo erano serviti da due gru di banchina e dal 1916 erano dotati di magazzini frigoriferi.

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi




Quando la Darsena era stata ceduta dal Demanio Militare al porto commerciale vi si iniziarono a costruire i nuovi "quartieri":  Metelino, Tabarca, Cembalo, Caffa, ed infine lo Scio, terminato nel 1898.

Qui abbiamo la mappa dei "quartieri" commerciali nella Darsena  nel 1934

 GUIDA PAGANO 1934



 Sempre ai primi anni del 1900 risale questa foto con una diversa veduta della Darsena con al centro il "quartiere" Galata .

Delle vecchie strutture militari vennero recuperati e riadattati solo il Galata, che vediamo anche nella foto che segue, ed il Famagosta , lungo via Gramsci, che venne demolito nel 1962 per la costruzione della Sopraelevata.


da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi


il Galata visto da vicino

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi
L'interno del Galata

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi

Ancora il Galata

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi





Anni 50, ingresso della Darsena da Via Gramsci  e "quartiere" Famagosta
da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi