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mercoledì 22 ottobre 2014

Genova: il Porto - La Stazione Marittima






Proprio qui, tra Capo D'Arena e la Villa del Principe,  sorgeranno le strutture della Stazione Marittima,  inaugurata nel 1889  con il nome di Ponte Federico Guglielmo.
Nell'immagine vediamo Capo D'Arena con la Chiesa di San Tommaso ed uno scorcio della Villa del Principe visti dalla passeggiata a mare di San Teodoro vicino a villa Rosazza (particolare da una tela ad olio Luigi Garibbo 1832 -  collezione CARIGE)

Particolare da tela ad olio Luigi Garibbo 1832 (collezione CARIGE)




Qui vediamo il complesso ecclesiale di San Tommaso che sorgeva sul promontorio di Capo D'Arena
accanto alla Villa del Principe di cui vediamo uno scorcio della terrazza sulla destra in basso.
Il promontorio verrà spianato e la chiesa demolita nel 1884 per far posto all'ampliamento del porto con la costruzione della prima Stazione Marittima, il  Ponte Federico Guglielmo (ora Ponte dei Mille).

Chiesa di S.Tommaso e Palazzo del Principe - da  I quartieri di Genova Antica - ed. Tolozzi




Una cartina del 1877 Fornitaci da Elio Berneri ci mostra che in quel anno  bastione e chiesa di San Tommaso esistevano ancora e non erano ancora circondati dai nuovi moli.






Ed ecco i primi lavori di riempimento davanti alla villa del Principe, purtroppo non abbiamo una data esatta per questo scatto.
 




Un'altra mappa, del 1884, ci mostra già il primo sporgente denominato Ponte San Tommaso, dall'omonima chiesa e Bastione antistanti demolitie spianati  proprio in quello stesso anno.

Mappa di Elio Berberi




La nostra prima immagine del nuovo pontile è del 1884  e non era ancora dotato di una Stazione Marittima. Vediamo l'imbarco degli emigranti per le "Meriche". Povera gente, ammassata sul molo, senza alcun riparo per loro stessi e le loro povere cose.

 da LA MIA GENTE omaggio del Secolo XIX



Ben altro "apparato di accoglienza" veniva riservato agli "ospiti illustri"
Qui vediamo l'arrivo del re nel 1886.  La didascalia da già il nome di Federico Guglielmo alla banchina, con tre anni di anticipo sulla costruzione della prima stazione Marittima destinata all'accoglienza dei passeggeri in arrivo ed in partenza.





Il nome di Ponte Federico Guglielmo è comunque confermato nel 1889 dopo la costruzione della  nuova Sala Passeggeri.

Nel  1900 la banchina era già in fase di ampliamento, con la gettata che si può vedere alla destra del molo.
Calata Zingari è già fornita di magazzini, binari e grue mentre è difficile intravedere le strutture di Ponte Andrea Doria che ancora non ha assunto le caratteristiche di scalo di "navi passeggeri".

Cartolina Ed. Mangini - non circolata




In questa immagine l'ampliamento sulla destra è stato completato e la banchina si presenta ben più larga di prima.

Cartolina Ed. non rilevato - non circolata



Nel 1910, dietro la Stazione Marittima vediamo la Villa del Principe ed il Miramare.

Cartolina Ed. Varietas - sped 1910



Questa immagine, purtroppo non datata, ci fa vedere l'imbarco dei passeggeri alla Stazione Marittima intorno al 1900.

Cartolina Ed. Rossi - non circolata



In questa foto, di poco anteriore al 1910, vediamo la Stazione Marittima in piena attività con gli ormeggi al completo.
Notiamo che l'accesso per i passeggeri non è ideale in quanto davanti alla Stazione Marittima sostano vagoni merci e carretti vari con operai intenti alle operazioni di carico e scarico.

Cartolina Ed. Vedrani - sped 1910



Una nave è in partenza dalla Stazione Marittima.  A destra altre navi sono ormeggiate al Silos Granario del quale si nota l'imponente e lunga struttura.

Cartolina Ed. A.P. Zurich - sped 1913



Una veduta un pò "fumosa" di una Stazione Marittima "assediata"  da treni "merci" che poco hanno a che fare con la funzione dello scalo passeggeri.
Sulla sinistra, dietro la vecchia Stazione Marittima, sul prolungamento della banchina, notiamo una costruzione nuova (sale per i passeggeri e la dogana)

Cartolina Ed. Modiano - sped 1915



Testata della Stazione Marittima con il  monumento a memoria dell'Impresa dei Mille.
Venne eretto nel 1910  nel luogo dove Nino Bixio "prelevò"  il Lombardo ed il Piemonte iniziando così la spedizione che doveva portare all'Unità d'Italia.
Per il monumento venne usata una antica colonna portata a Genova dall'Oriente all'epoca delle Crociate.

Cartolina Ed. Calì - sped. 1916



Testata della Staz. Marittima e Silos.  Strana la garitta e la chiatta pontata con passerella. Farebbe pensare ad un imbarcadero provvisorio per piccoli natanti da passeggeri  (un vaporetto turistico ?).

La dicitura "Ponte Carlo Alberto del Belgio" lascia perplessi....  Federico Guglielmo durante la prima Guerra mondiale non era più un nome "popolare"?  Non è così. Nel 1914 era stato costruito un nuovo "prolungamento" alla banchina con una nuova Stazione Marittima intitolata appunto al re del Belgio.
E per un certo periodo la due Stazioni Marittime mantennero i loro nomi, finchè, intorno agli anni 20 l'intera struttura non prese il nome di "Ponte dei Mille" che mantiene tutt'oggi.

Cartolina Ed.non rilevato - sped. 1918

Ed ecco la piantina del TCI del 1916 che illustra il commento precedente, anche se la "nuova Stazione Marittima"  non riporta ancora la dedica a "Carlo Alberto del Belgio"  (semplice "dimenticanza" ?)





Cartolina spedita nel 1920 ma stampata in data precedente dato che qui manca nuova stazione Marittima "Carlo Alberto" sul prolungamento della banchina, già presente nella precedente cartolina di Modiano spedita nel 1915.

Cartolina Ed. Calì - sped. 1920



Siamo nel 1920 e vediamo che la dicitura sulla cartolina riporta già il nome "Ponte dei Mille"  anzichè quello di Alberto del Belgio o Federico Guglielmo. Questo ci fa supporre che il nome sia stato cambiato nuovamente. Ma non abbiamo dati esatti in merito... aspettiamo fiduciosi...

Cartolina Ed. Calì - sped 1920



Una nave con 4 ciminiere? o due navi gemelle affiancate? Noi siamo per la seconda ipotesi.

Cartolina Ed. Paganelli - sped. 1921



Un'altra nave alla stazione marittima imbarca passeggeri. La cartolina è stata spedita nel 1922  ma  pensiamo che la foto sia stata scattata qualche anno prima  (porta ancora la dicitura "Ponte Federico Guglielmo").  Non si butta via niente... siamo a Genova.

Cartolina Ed. B&C Zurich - sped. 1922



Sembra un particolare della foto precedente ma la nave non è la stessa ... però la successione delle immagini rende bene l'atmosfera dell'epoca.


Cartolina Ed. VAT - non circolata



Un'altra veduta a colori della Stazione Marittima intorno al 1925.

Cartolina Ed. Calì - sped. 1925




La stazione marittima, così come si presentava nelle immagini precedenti, non era più sufficiente a garantire l'operatività delle grandi navi passeggeri per cui nel 1924 si cominciò a costruire la nuova Stazione (l'attuale stazione marittima di Ponte dei Mille) che fu inaugurata nel 1930 e comprendeva gli Uffici delle Dogane e della Polizia di Frontiera oltre alla Capitaneria del Porto.
Qui ne vediamo il progetto.







 E qui la realizzazione , con i suoi nuovi collegamenti stradali al piazzale superiore. Si realizzava così finalmente la divisione tra il Servizio Passeggeri, che accedevano alla Stazione dal Piazzale Superiore, ed i Servizi Ausiliari (equipaggi, operai, merci, provviste etc) che accedevano alle navi dalle banchine.

Cartolina Ed.non rilevato - non circolata



Il nuovo edificio della Stazione Marittima e Capitaneria del Porto.

Cartolina Ed. Calì - non circolata



In questa immagine, di poco posteriore al 1930 vediamo il nuovo edificio della Stazione Marittima e Capitaneria del Porto.
Possiamo notare l'accesso sopraelevato al piazzale da Via Adua anch'essa di nuova costruzione e la nuova strada sopraelevata che dal piazzale della Stazione Marittima di Ponte dei Mille porta a quello della nuova Stazione Marittima di Ponte Andrea Doria. D'ora in poi abbiamo due Stazioni Marittime contigue e collegate fra loro da una strada unicamente dedicata ai passeggeri.

Cartolina Ed. Sbarbo - non circolata



La Villa del Principe;   Ponte dei Mille e Ponte Andrea Doria collegati con la strada sopraelevata.

Cartolina Ed. Sbarbo - non circolata



Interessante veduta d'insieme (prima della seconda guerra mondiale):
Il nuovo edificio della Stazione Marittima, il Silos, la Stazione Principe, S.Benigno e la Lanterna

Cartolina Ed. FAP - non circolata



Transatlantici alla calata Zingari ed un pontone di sollevamento in movimento.

Cartolina Ed. Calì - sped 1936



Ponte dei Mille e ponte Andrea Doria.  Due navi militari ormeggiate di poppa a Calata Zingari. (Ci informano trattarsi degli incrociatori pesanti Trento e Trieste).
Diga Foranea, Molo Vecchio e Bacini di Carenaggio con il bacino n. 4 in costruzione.

Cartolina Ed. non rilevato - sped 1940



Il Conte di Savoia a Ponte Andrea Doria sta facendo provviste via mare da alcune imbarcazioni che si vedono sottobordo.  Un pontone sta caricando a bordo qualcosa di "pesante".
Alla calata Zingari parcheggiano numerose chiatte e barche vuote.

 Cartolina Ed. Sbarbo - non circolata




Primo piano del Ponte dei Mille.

Cartolina Ed. WDG - non circolata



Siamo già nel dopoguerra.  Da sinistra Ponte Andrea Doria; più lontano, quasi al limite del visibile, Ponte Spinola e Ponte Embriaco con la curva del Mandraccio cui è ormeggiata una nave "bianca" ;
dietro alle chiatte si vede  l' Andrea C   ormeggiata al Molo Vecchio.
Sullo sfondo i grattacieli e la chiesa di Carignano.

Cartolina ed. WDG - non circolata




Ponte dei Mille e la "sopraelevata" intorno al 1970. C'é già la "Sopraelevata".

Cartolina omaggio del Banco di Roma - non circolata


mercoledì 24 settembre 2014

Genova : Il Porto nel 1900 da P. Colombo al Passo Nuovo






Abbiamo visto lo sviluppo del bacino portuale negli ultimi anni del 1800 e ci siamo lasciati con
Calata S. Lazzaro che qui vediamo qualche anno dopo, ormai munita di magazzini, rete ferroviaria  e grue idrauliche di banchina.
Al centro della foto notiamo la ciminiera della centrale idraulica che faceva funzionare le grue idrauliche per mezzo di una rete di tubature interrate lungo le banchine.
La forza motrice meccanica stava man mano affiancando e sostituendo quella manuale dei caravana e dei camalli, ma ci vorrà ancora quasi un secolo e l'affermazione del "container" per cambiare del tutto le "regole del gioco".
Lungo la calata numerose chiatte sono ancora adibite al carico e scarico della merce sui vagoni ferroviari posizionati sul ciglio della banchina. Segno questo che lo sbarco su chiatta, il magazzinaggio in chiatta e l'imbarco da chiatta sono pratiche ancora comuni, rese necessarie dalla cronica carenza di ormeggi in banchina e di spazio nei magazzini.
Sulla destra non possiamo non notare l'ampio (per quei tempi) parco ferroviario con i vagoni in sosta in attesa di essere smistati lungo i moli.
Ancora dietro la palazzata di via Milano. A sinistra la ciminiera del Cementificio si staglia sullo sfondo della cava della Chiappella.

Cartolina Ed. Brunner Como - non circolata

In questa veduta, anteriore al 1907, abbiamo Ponte Andrea Doria e Ponte Colombo ormai completamente operativi, con piroscafi e velieri attraccati ai moli ed altre navi ormeggiate "in andana" (con i cavi di poppa sulle testate delle banchine e le due ancore  prodiere a mare).
L'ormeggio "in andana" mostrato in questa foto è una prova della carenza di ormeggi. Questo perchè era un ormeggio di ripiego, solo parzialmente operativo, in quanto non consentiva di operare direttamente in banchina, ma solo di imbarcare e sbarcare merci via chiatta (un passaggio in più).
Ne conseguiva un allungamento dei tempi di sosta ed un l'aumento dei costi rispetto ad un ormeggio affiancato alla banchina il quale permetteva invece di imbarcare e sbarcare direttamente su camion o vagone o magazzino.
Il porto, sia pure così ingrandito, non riusciva a smaltire l'enorme sviluppo dei traffici di quegli anni ed il numero delle chiatte (1000 nel 1890) era raddoppiato nel 1910, superando le 2000 unità, tanto che ben la metà delle merci sbarcate doveva essere movimentata via chiatte.
Sulla sinistra vediamo il parco ferroviario con la copertura a volta della Stazione Principe che sembra una galleria sul fianco della città.
Sulle alture vediamo il Righi, Forte dei Ratti, ed il complesso dell' Istituto "Camandoli" (Piccolo Cottolengo di Don Orione) sotto al Forte Richelieu.

Cartolina Ed. Brunner Como - sped. 1907

Qui abbiamo una bellissima vista del Ponte Colombo e Calata Chiappella.
Anche qui notiamo le chiatte che lavorano lungo banchina mentre le navi sono ormeggiate in "andana" e lavorano su chiatta. Problemi di pescaggio??,  oppure un "uso di piazza" che permette di rifornire di merce diverse navi contemporaneamente con molte chiatte  invece di mettere al lavoro in banchina una nave sola  e far aspettare le altre in rada? Questa soluzione permette di dividere disagio e spese fra un numero maggiore di soggetti e potrebbe giustificare la procedura di ormeggio che la cartolina ci fa vedere.
Un vero e proprio  "mare di chiatte" si intravede davanti al Molo Vecchio su cui troneggiano i Magazzini del Cotone.
La Chiesa di Carignano spicca alta sul suo colle, a dominare la città vecchia che degrada fino al porto.   
La cartolina è stata spedita nel 1909 ma la foto  è antecedente al 1905 in quanto vediamo, sopra Corso Aurelio Saffi ancora in costruzione, il campanile della chiesa di San Giacomo che è stata demolita nel 1905, come abbiamo già menzionato nel post sulla Circonvallazione a Mare
Cartolina Ed. Trenkler Lipsia - sped 1909

Da sinistra Calata Passo Nuovo e Ponte Caracciolo , entrambi ancora da completare.
La Lanterna spicca ancora isolata fuori dal porto, a seguire vediamo le caserme di S.Benigno  e lo squarcio della cava della Chiappella.
Un piroscafo entra in porto assistito da due rimorchiatori mentre un veliero si destreggia da solo in mezzo al porto.
Notiamo la presenza in porto di molti velieri come in tutte le altre foto dell'epoca.

Cartolina Ed. Brunner Como - non circolata


Altra veduta da Ponte Parodi al Passo Nuovo.





Ponte Assereto e Ponte Caracciolo  nel 1929. La foto non ci dice molto se non per un grosso serbatoio cilindrico di cui ignoriamo lo scopo.

Cartolina Ed. SCAF - sped 1929



Altra veduta, finemente aquarellata, di P. Assereto e P. Caracciolo con Calata S. Benigno, le Caserme di S. Benigno e la Lanterna

Cartolina Ed.non rilevato - non circolata

Dal Silos alla Lanterna fra le due guerre.
Silos, Ponte dei Mille, Ponte Andrea Doria, Ponte Colombo, Ponte Assereto, Ponte Caracciolo, Calata Passo Nuovo, la Lanterna. Si intravedono gli ampliamenti a Ponente con i nuovi moli per le rinfuse e la Centrale Termoelettrica  nonchè le Caserme di San Benigno in demolizione.
Alla Calata Bettolo ci sono già gli "Elevatori"  per le rinfuse e si intravede il bacino della Lanterna.


Cartolina Ed. Sbarbo - non circolata



sabato 24 maggio 2014

Genova : il Porto dal 1850 al 1900






Con l'Unità d'Italia qualcosa si muove,  forse sono solo  i tempi che cambiano, l'industrializzazione del nord del paese,  o le diverse esigenze delle nuove navi a vapore,  chissà ?  (nel 1853 si inaugura la ferrovia Torino/Genova e "nasce" a Genova l'Ansaldo e nel 1880 viene fondata  la Piaggio)
O forse è  l'apertura del Canale di Suez, avvenuta nel 1859, che riporta in auge i porti del Mediterraneo riportandovi, dopo alcuni secoli bui, gli importanti traffici marittimi provenienti dall'Oriente.

Comunque sia,  anche a seguito della generosa donazione di 20 milioni da parte di Raffaele De Ferrari, Duca di Galliera, partono i progetti per l'ammodernamento del porto come mostra la seguente mappa del porto datata 1876 che "dovrebbe" essere tratta dalla guida ufficiale del Consorzio Autonomo del Porto di Genova (ci scusiamo per il condizionale ma non abbiamo ancora  avuto modo di verificare)



Vi si nota:

l'allungamento del Molo Nuovo verso levante 
l'allargamento della Darsena e la creazione una calata unica con riempimento a mare dalla Darsena fin quasi alla Lanterna ovvero il banchinamento di quasi tutto lo specchio portuale.
E finalmente possiamo mostrare qualche immagine fotografica dell'epoca con i lavori in corso per il banchinamento delle prime calate.

Sulla destra si vedono le calate degli Zingari e di Santa Limbania ancora incomplete.
In fondo la Lanterna e le caserme di S.Benigno; sulla destra la Cava della Chiappella
Copertina di Pubblicazione Periodica



Ancora Calata S.Lazzaro in costruzione e sulla destra la Passaggiata Panoramica  sopra ai magazzini portuali.

Cartolina Ed: Leonar - non circolata




La stessa epoca e zona ma vista dalla Lanterna 

Genova Antica e dintorni  ed. Mondani




Altra immagine di ampliamento portuale.
Tolozzi fa riferimento alla costruzione di Calata Lazzarini anche chiamata  S.Lazzaro
Copertina di Pubblicazione Periodica


La situazione nel 1883 è ben descritta da questa planimetria proveniente da un album acquarellato di Pietro Giaccone ( archivio CAP).
Vi si nota la Cava della Chiappella, da dove venivano estratti  i materiali necessari alla costruzione dei nuovi moli; il prolungamento in corso di Molo Lucedio (Duca di Galliera)  ed il banchinamento parziale del Molo Nuovo (molo al Passo Nuovo). Inoltre: un abbozzo del Ponte Federico Guglielmo (Stazione Marittima, ora Ponte dei Mille); Ponte S.Teodoro (ora Andrea Doria) e Ponte S.Lazzaro (ora Ponte Colombo) ed il Ponte Parodi, davanti alla Darsena, appena impostato (in costruzione).
Cosa ancor più importante, si vede il Molo Nuovo, poi Diga di Galliera, ancora in fase di prolungamento a doppio angolo per proteggere il porto dai venti meridionali (libeccio e scirocco). Operazione che verrà completata a breve con la costruzione del Molo Giano, che partendo dalle costa si allungherà verso la nuova diga per proteggere un nuovo ampliamento del porto a Levante.
Ma di questo parleremo diffusamente in un altro post. 


Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep


Piano delle cave della Chiappella nel 1883 da un album acquarellato di Pietro Giaccone ( archivio CAP).
Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep

Rappresentazione della costruzione della diga foranea da un album acquarellato di Pietro Giaccone (archivio CAP).
Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep



Contemporaneamente (1883/1888) veniva creato un nuovo molo a levante, il Molo Giano, che proteggeva l'ingresso del porto a est  del Molo Vecchio.  Qui vediamo i lavori di fondazione in corso.  In rada la nave scuola   "Scuola Officina Redenzione" (Garaventa).

Cartolina Ed. Leonar - non circolata




E finalmente, nel 1890,  terminati i lavori ed i fondi concessi dal Duca di Galliera, la rada interna fu completamente banchinata e dotata di moli sporgenti dalle calate.  come possiamo vedere dalla mappa seguente, anche se in questa data (1890) molte delle strutture riportate non erano ancora operative ed alcune erano solo in costruzione o persino solo in progetto  Col tempo ( e fondi permettendo) i moli sarebbero stati equipaggiati con capienti magazzini e moderni mezzi di lollevamento (almeno per il metro di allora).
 


 Con questa configurazione il porto era finalmente protetto dalle mareggiate di scirocco e libeccio, e presentava strutture portuali all'altezza delle esigenze industriali dell'epoca, anche se il paesaggio era stato snaturato ed aveva perduto il fascino d'un tempo.

Era finita l'epoca dei velieri ed iniziava l'epoca del ferro e del cemento.


Cartolina Ed. Brunner Zurigo


 Il porto nel 1900 sarà oggetto di un altro post,