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martedì 1 ottobre 2013

Piccapietra, Piccon dagghe cianin





Il nome "Piccapietra"  evoca nei genovesi una ferita recente e quindi più difficile da "mandar giù".

Ma partiamo, come al solito, da lontano .... addirittura dal Barbarossa, che ha dato il nome alla cinta di mura cui facevano  parte sia la "porta dei Vacca"  che la "porta Soprana" , entrambe ancora esistenti.

Di quella cinta faceva parte anche la porta "Aurea" alias porta D'Oria perché costruita su terreni appartenenti a questa celebre famiglia.  Questa porta, pur secondaria e meno monumentale delle precedenti, vantava anch'essa due grosse e solide torri.

Nel corso dei secoli la zona prese il nome da questa porta e "porta D'Oria" venne contratto nella parlata comune  in "port'Oria" , oggi Portoria.

Per secoli, essendo fuori dalle "mura del Barbarossa", fu un un borgo operoso,  abitato da artigiani e piccoli commercianti, dalle cui attività presero il nome le vie che vedremo in dettaglio.

La piantina che segue ci mostra la situazione nel secolo XV  con le attività principali della zona (fucine e tintori). Per maggior chiarezza abbiamo evidenziato: Salita Piccapietra (freccia blu) ; Piano di Piccapietra (freccia viola) entrambi entro la cerchia delle mura "del Barbarossa" ;  poi la Porta Aurea (due torri gialle) ed infine la salita Cannoni (freccia verde) che però dalla porta Aurea al "futuro" Pammatone  andava in discesa. Questo perché la Porta Aurea e le relative mura erano poste sulla sommità di un crinale. (Il Pammatone non c'era ancora).



Le successive mura cinquecentesche inglobarono il "borgo" nella cerchia cittadina ma il quartiere mantenne invariate le sue caratteristiche e la tipolologia di occupazioni.

La porta "Aurea", cessata la sua funzione militare con la costruzione delle cinte murarie successive, fu inglobata nel tessuto abitativo del "borgo" (ci piace chiamarlo così) fino alla definitiva demolizione della zona avvenuta negli anni 60 del secolo scorso (1960 ....)

Qui di seguito ne vediamo una immagine presa dal Piano di Piccapietra con una persona che sta transitando sul piano di Piccapietra verso la Porta stessa, diretto alla salita Cannoni che percorrerà in "discesa" fino a Pammatone.

La foto è stata scattata fra le due guerre, quando la Porta Aurea era ancora inserita nel tessuto vivo del quartiere,  e poi .....

cartolina - ed. Mangini - non circolata


..... e poi .... il momento della demolizione, in cui una torre si erge ancora, circondata dalle rovine, in un panorama che dà ancora una stretta al cuore a chi, come noi, nel 1960  era lì a guardare....

foto d'epoca  -  al centro della foto la porta Aurea in demolizione


Il "sestriere" di Portoria occupava un'area più vasta, che andava dall'attuale via Roma alla via Madre di Dio, includendo le aree di Piazza Dante e via XX Settembre;  di alcune di queste abbiamo già parlato, di altre parleremo a suo tempo, ma oggi ci limiteremo alla zona di Piccapietra, che è l'oggetto di questo post.

Piccapietra era una zona di Portoria che prendeva il nome dalla principale attività che vi si svolgeva. Vi  "tenevano bottega"  numerosi scalpellini che lavoravano pietra, marmi, e sopratutto l'ardesia che veniva cavata in Val Fontanabuona.  Ci aveva  casa e bottega anche un nostro bisnonno che lavorava l'ardesia di Uscio, di cui la famiglia era originaria.

Per miglior riferimento pubblichiamo due stralci di mappe.

La prima è tratta dalla nostra solita mappa del 1846 che ci fa vedere la zona prima della costruzione di via XX Settembre.
La lettera D contrassegna gli edifici di pertinenza dell'Ospedale Pammatone.
La Lettera F contrassegna gli edifici di pertinenza dell'Ospedale degli Incurabili.
Via Ettore Vernazza non c'è ancora.

Particolare dalla Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori



La seconda,  maggiormente dettagliata della precedente, mostra già  via XX e via Vernazza completate ed in grigio le due chiese sopravvissute al "massacro degli anni 60" e di cui parleremo nel corso del post:  San Camillo al centro mappa e Santa Caterina (Santissima Annunziata) sulla destra.
Vediamo anche che gli edifici del Pammatone non hanno ancora cambiato "destinazione d'uso".
Stranamente non è evidenziato l"Ospedaletto" che pur ci risulta fosse in quegli anni ancora in attività e che è "coperto" dalla scritta "Accademia di Belle Arti"  .

dettagli dalla cartina del Touring Club Italiano 1916

Ma qui abbiamo avuto una "sorpresa" in quanto due gentili lettori ci hanno fatto notare che la cartina qui sopra é sbagliata in quanto chiama genericamente Salita di Piccapietra quelli che in effetti erano tre luoghi distinti ovvero:
1) Salita di Piccapietra :da  via Cebà (o meglio da Galleria Mazzini)  al Piano di Piccapietra.
2) Lo stesso Piano di Piccapietra: da sal. Piccapietra a salita Cannoni.
3) Salita Cannoni: dalla Porta Aurea, sul piano di Piccapietra, (in discesa) verso la Piazza dell'Ospedale o Piazza Pammatone che dir si voglia (abbiamo trovato entrambe le denominazioni su documenti diversi)

Al momento della "contestazione" mancavamo di documentazione che potesse contraddire la cartina del TCI in nostro possesso, ma fidandoci della buona memoria dei nostri lettori, abbiamo cercato ed infine trovato  due documenti:
a)  un "collage" fatto da noi con due pagine di una Guida Pagano del 1928 scovata alla Biblioteca Berio. Le due pagine avevano orientamento e scala diversa quindi in collage non è venuto benissimo ma lo riportiamo perchè ricco di particolari e di nomi.
b) una mappa di Portoria  dell'Ufficio Igiene del Comune di Genova edita nel 1906 e gentilmente  fornitaci dal sig. Enrico Bertazzoli.

Riportiamo per primo il "collage" dalla Guida Pagano che mostra chiaramente lo sviluppo contorto della prima parte della Salita di Piccapietra da Gall.Mazzini a via Cebà, mentre da via Cebà la salita proseguiva erta e diritta fino al Piano di Piccapietra.
Tra il Piano e la Salita Cannoni (accanto al civico 18) si vede la posizione della Porta Aurea che abbiamo visto in una foto precedente.




Ed ecco la mappa dell'Ufficio di Igiene del Comune di Genova del 1906, che viene a confermare ed ufficializzare quanto mostratoci dalla Guida Pagano anche se qui  il Piano di Piccapietra non viene evidenziato né menzionato.

Genova - Zona 15° pubblicazione del 1906 dell'Ufficio d'Igiene del Municipio di Genova

A questo proposito possiamo anche aggiungere (postuma, ma benvenuta) questa foto che ci mostra l'inizio di Salita Piccapietra dal lato di via Cebà.  Il Palazzo a sinistra appartiene alla Galleria Mazzini.

Foto pubblicata  su FB da Corallo Giorgio.




Ma ora  torniamo indietro nel tempo per fare un po' di storia.
Nel 1412 in vico Pammatone, Bartolomeo Bosco fondò l'Ospedale "della Beata Vergine della Misericordia" (passato però alla storia come l'Ospedale di Pammatone) che, ingrandito nel tempo grazie anche ai lasciti di numerosi benefattori, rimase per quasi 5 secoli il più grande ospedale della città.
Accanto all'ospedale sorse la chiesa della Santissima Annunziata, che oggi conosciamo come chiesa di Santa Caterina (contiene la spoglie mortali di S.Caterina Fieschi Adorno, che dedicò vita e beni alla conduzione dell'ospedale dal 1478 al 1510).
Poco distante dal "Pammatone", in salita Piccapietra, nel 1499, Ettore Vernazza fondò l' Ospedale degli Incurabili per ospitare i malati "cronici" (che all'epoca consistevano essenzialmente in sifilitici, malati mentali ed epilettici)  anche chiamato "Ospedaletto".

Qui vediamo piazza Pammatone, nel 1905,  con la facciata dell'Ospedale ed il monumento a Balilla. 

cartolina -  ed. Mangini, 1905  -  non circolata


La seguente immagine è la meno peggio che abbiamo trovato del monumento al nostro "fantomatico" Balilla, che avrebbe meritato scatti di miglior qualità .
Qui, a parte i bimbi che giocano in piazza, si vede l'insegna della "trattoria Balilla", proprio sotto l'insegna stradale della  "Salita del Cannone"  (proprio "del Cannone" al singolare (la "fantasia" delle targhe stradali non smette mai di stupire);  di seguito, a destra l'insegna di una ricevitoria del lotto.
Non riusciamo ad interpretare bene l'insegna del locale sulla sinistra dell'immagine ma ci sembra una rivendita di vini.

cartolina -  ed.  Bianco&Pancaldi - sped 1910

Ci chiediamo come il  Paradossi abbia preteso di vendere una cartolina con una foto così malfatta, eppure qualcuno l'ha comprata, anche se poi non ha trovato il coraggio di spedirla.....

cartolina - ed. Paradossi - non circolata

Questa inquadratura è leggermente migliore della precedente, a parte i curiosi in posa, in attesa di passare, gratis, alla storia.
La targa stradale sulla sinistra, ben leggibile ci conferma che quella era proprio la "Salita del Cannone" ( alias "salita Cannoni" ). 

cartolina - ed. Brunner Como - non circolata


 Questo è il cortile interno dell'Ospedale Pammatone in una litografia dell'epoca

litografia - ed. Orsolini



Qui siamo di nuovo all'esterno, sull'angolo dell'ospedale e vediamo la chiesa di San Camillo (all'epoca risparmiata dal piccone e tuttora esistente)  sull'altro lato della strada.

copertina di pubblicazione periodica - ed. Tolozzi


Con la creazione dell'Ospedale di San Martino, e del nuovo manicomio, nei primi anni del 1900,  entrambi i complessi ospedalieri furono man mano dismessi e  dedicati ad altre attività (facoltà universitarie ed uffici pubblici)

Gravemente danneggiati dai bombardamenti della seconda guerra mondiale i due complessi vennero demoliti con il resto del quartiere di Piccapietra per dar "vita" ad un nuovo"quartiere direzionale".

Ma le demolizioni erano cominciate già prima, perchè, nei primi anni del 1900, con la costruzione di via XX Settembre erano stati demoliti gli edifici prospicienti via Giulia sostituendoli con imponenti palazzi di nuova costruzione e creando via Ettore Vernazza .
L'edificazione  di via Vernazza (gli attuali  palazzi lato monte) fu completata poi negli anni 60, insieme al resto della "nuova Piccapietra".

Questa, stando alla nota a piè di foto, dovrebbe essere una immagine dello stato dei lavori nel 1899 durante le demolizioni degli edifici adiacenti via Giulia.
Usiamo il condizionale in quanto ci mancano riferimenti topografici noti,  anche se possiamo pensare che gli edifici ancora in piedi a centro immagine appartengano al retro del complesso dell'Ospedale degli Incurabili, demoliti in seguito, negli anni 60.

riproduzione fotografica non annotata


Ma non possiamo parlare di Piccapietra senza menzionare il Rio Torbido, che scendendo da Manin attraversava piazza Corvetto e percorreva Via S.Giuseppe e via di Portoria per sbucare in Piazza Campetto. Rivo che venne tombato fin dai tempi antichi e che venne ricostruito negli anni 60, durante i lavori  di "riedificazione " della zona,  come vediamo dalla foto che segue.





Come sempre, saremo ben lieti se qualcuno fosse in grado di fornirci maggiori particolari, notizie o correzioni.

Finora abbiamo parlato  di grandi ospedali e chiese e torri, ma Piccapietra non era solo queste cose, era un quartiere popolare, con abitazioni modeste, stretti vicoli in salita dove viveva e lavorava tanta gente modesta ed operosa, bravi artigiani di cento mestieri.
Oltre ai già citati scalpellini (il bisnonno "teneva bottega" proprio in piazza Piccapietra) c'erano di sicuro i tintori  (vico Tintori)  ed i fabbri (vico delle Fucine) .
Un tessuto sociale vivo e vitale che è stato cancellato per sempre sradicando le persone dal loro ambiente per disperderle in case-dormitorio nelle estreme periferie che una cementificazione selvaggia andava creando sulle colline.  
 
Ma non siamo qui fare sterili polemiche (anche se a volte ti verrebbe uno  "scciuppon de futta")  ma per mostrare quello che non c'è più.

Qui abbiamo la scalinata Casacce.
Sull'archivolto si intravede traccia di una edicola votiva
Quello piastrellato e con tettoia in metallo, sulla scalinata, dovrebbe essere un orinatoio (?).
Caratteristico anche il balcone verandato sopra alla macelleria, la quale espone un prosciutto appeso proprio all'entrata (oggi l'Ufficio di Igiene avrebbe qualcosa a ridire...).
Due manifesti sull'angolo: una ragazza pronta a tuffarsi dal trampolino ed una reclam di un panettone ?

foto d'epoca



Ed ecco vico Tintori, che ci mostra sulla destra il portone signorile di un edificio che aveva visto tempi migliori .

da Genova antica e dintorni -  ed.  Mondano


 Salita Piccapietra, di cui abbiamo parlato più sopra.

da Genova antica e dintorni - ed.  Mondani

Vico Fucine

Foto pubblicata su FB da Corallo Giorgio, che ringraziamo.



Vico Pellissoni, con fruttivendola

vico Pellissoni foto d'epoca da viaggio nei Caruggi di Riccardo Navone - fratelli Frilli editore


Vico Zuccarello, la foto non è nostra ma pubblicata sul nostro "gruppo gemello" su FB da Pietro Cassani che ringraziamo.




Siamo nel 1960, e le vecchie case di via Bartolomeo Bosco sfidano la ruspa, sventolando orgogliose... ...i panni stesi.

cartolina - ed. Mangini - non circolata