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venerdì 2 ottobre 2015

Il Conservatorio di Nostra Signora del Rifugio




da: Virginia Centurione Bracelli- di Gianluigi e Riccardo Magaglio-Edisigma editore-Genova


Virginia Centurione Bracelli è figlia del doge Giorgio Centurione, di nobilissima famiglia genovese. Nasce a Genova il 2 aprile 1587 e qui muore il 15 dicembre 1651.
Pur desiderando una vita ascetica e claustrale, per obbedienza al padre va in sposa al nobile Gaspare Bracelli e da questi ha due figlie: Lelia ed Isabella.
Rimane vedova a soli 20 anni e all’invito del padre a seconde nozze ella si oppone fermamente e va a stare con la suocera Maddalena Lomellini dove tra preghiera e vita santa di madre e di vedova, sistema le due figlie e si offre a Dio al servizio dei poveri del suo tempo.

Accoglie nella sua casa ragazze che bussano alla sua porta, ferite nel corpo e nello spirito, per trovare aiuto e rifugio. Quando questa è insufficiente, cerca tra le nobili conoscenze una sede per dar loro indirizzo, certezza e retta vita.
Nel 1630 chiede ed ottiene da Donna Placida, moglie del duca Doria e sua amica, il convento e la chiesa del Monte Calvario in affitto. E’ la domenica della Palme del 13 aprile 1631 quando Virginia lascia il palazzo Lomellini e con le prime 40 sue figlie fa ingresso nella chiesa del Monte Calvario.
Qui nasce la grande opera di S. Virginia e la Prima Congregazione: “Casa di Santa Maria del Rifugio al Monte Calvario”. (pallino bianco, in alto a sinistra, sulla mappa del Brusco)

G.Bruschi 1789 - da: La portinaia santa delle Brignoline Suor Maria Repetto - di Giulio Venturi


 Tale denominazione è voluta dalla stessa Santa ed approvata dal governo del tempo e dal Pontefice Urbano VIII. Infatti in una nota del 1633 S. Virginia testimonia in questa Casa la presenza di un noviziato di centoventi giovani che si avviano ad un cammino di consacrazione  come "terziarie francescane".    Qui vediamo le suore nell'abito originario in una tela di G. David 1743-1790 che rappresenta la Vergine del Rifugio.
 


Il convento del Calvario esiste ancora oggi, poco sopra via Balbi  e possiamo vederlo in questa foto

da: Virginia Centurione Bracelli- di Gianluigi e Riccardo Magaglio-Edisigma editore-Genova





Le ristrettezze economiche non permettono a S. Virginia di comprare detto complesso. Esauriti tutti i suoi beni si dà all’elemosina e per il bene delle giovani accetta l’aiuto di alcuni protettori, tra i quali il ricco Emanuele Brignole, da cui proviene l’aggiuntivo "brignoline".

I Protettori, con i propri mezzi, acquistano  un edificio con giardino in una zona periferica ai piedi della collina di Montesano dotandolo di chiesa e laboratori.

da: Virginia Centurione Bracelli- di Gianluigi e Riccardo Magaglio-Edisigma editore-Genova



Il complesso era situato proprio sull'incrocio tra via Serra  e via Galata (all'epoca della carta denominata "strada del manicomio")   La cartina riporta inoltre il nome della piazza come S.M. del Rifugio anzichè l'attuale piazza Brignole. 
Particolare della  Mappa del Foppiani 1846 - Genova Palazzo Rosso ufficio Belle Arti


Dopo la morte di Virginia, seguendo le Regole di Emanuele Brignole,   la suore del  Conservatorio si dedicarono all'assistenza degli infermi e dei bisognosi prestando la loro opera nel Lazzaretto, nell'Albergo dei Poveri, e negli altri ospedali cittadini, conosciute e nominate dal popolo come le "Brignoline". (l'Archivio Storico del Comune conserva dette Regole "" Istruzioni delle povere figlie di Maria del Rifugio serve dei poveri figli di Gesù nell'Albergo di Carbonara con le regole comuni dell'Opera"")



A destra in basso abbiamo il Conservatorio delle Brignoline e più in alto il conservatorio delle Fieschine.

Particolare da tela di L.Garibbo 1830 ca




Ma il progresso stava avanzando, sotto forma della ferrovia e delle sue ineludibili priorità. Così le monache ricevettero l'ingiunzione di abbandonare la struttura e trasferirsi altrove.

da: Virginia Centurione Bracelli- di Gianluigi e Riccardo Magaglio-Edisigma editore-Genova



Le demolizioni iniziarono subito, come ci mostra ancora D.Cambiaso.






Il Conservatorio Brignole fu attivo in quella sede fino al 1868, quando iniziarono i lavori per la sua demolizione. Al suo posto, in piazza Brignole, fu creata la Stazione Orientale delle ferrovie, che prese il nome di Stazione Brignole, nome che è stato mantenuto anche nella attuale sede di piazza Verdi.
  





Le suore si trasferirono a Marassi, in viale Virginia Centurione Bracelli, dove risede tutt'ora la Casa Madre dell' Ordine.  (qui in una foto del 1980 ca)

da: La portinaia santa delle Brignoline Suor Maria Repetto - di Giulio Venturini - Aegis Editrice


Col tempo l'Opera si sviluppò in due congregazioni religiose: le Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario, con sede a Genova, e le Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario, con sede a Roma.


mercoledì 6 maggio 2015

L'Albergo dei Poveri di Genova





Fino al 1652  la carità pubblica a Genova si avvaleva di numerose associazioni benefiche sparse per la città,  che si occupavano degli indigenti, sani e malati, ciascuna a seconda delle finalità stabilite dai lasciti dei fondatori e/o principali benefattori delle associazioni stesse.

L'amministrazione pubblica, che in parte contribuiva ai bilanci di varie associazioni, specie quando pubbliche calamità e carestie aumentavano il numero dei bisognosi, avvertiva l'esigenza di razionalizzare, per quanto possibile, la gestione di queste attività filantropiche, unificandone la gestione.

Per questo la proposta di Emmanuele Brignole, di costruire un edificio adatto ad ospitare la maggior parte dei bisognosi, provvedere all'istruzione dei minori, avviare al lavoro gli ospitati secondo le singole attitudini e possibilità, incontrò l'approvazione del Senato nel 1652.

L'area fu individuata al di fuori delle mura cinquecentesche, nella valle del rio Carbonara, una zona allora di scarso pregio edilizio e ben lontana dal centro cittadino.
Furono acquistate "tre ville rustiche" ed i terreni circostanti e nel 1656 si mise mano all'opera con la posa della prima pietra e la costruzione del vasto terrapieno di contenimento, perpendicolare al corso della valle.  Nelle ville rustiche vennero da subito ospitati dei bisognosi, che vennero utilizzati come manodopera non specializzata in ausilio alle maestranze professionali.

Nella nostra mappa vediamo l'Albergo dei Poveri nel 1846 ancora fuori dalle mura. Rispetto alla viabilità attuale mancano la parte bassa di via Brignole De Ferrari e via Polleri e l'Albergo è raccordato con l'Annunziata solo dall'attuale via Bellucci.

Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori



Purtroppo, appena iniziati i lavori iniziò una epidemia di peste che ritardò le operazioni e rischiò di mandare tutto a monte, anche per una sopravvenuta mancanza di fondi, destinati in quei giorni ad emergenze più gravi. Si dice che si dovette persino utilizzare il terrapieno in costruzione come fossa comune per circa 10.000 cadaveri di appestati.

Finita la pestilenza nel 1657 i lavori ritrovarono lena in quanto , di tasca propria, E.Brignole finanziò l'opera con 100.000 lire dell'epoca.  Nello stesso anno venne deciso di erigere una chiesa in onore della Madonna, Patrona della Città come ringraziamento per il cessato pericolo. Allo scopo avvenne una raccolta pubblica di fondi ed anche a questa il Brignole contribuì sostanziosamente. Venne stabilito che la chiesa, intitolata all'Immacola Concezione sarebbe stata costruita al centro dell'Albergo dei Poveri.

L'edificio fu più volte ampliato nei secoli successivi, in particolare nel 1677, nel 1689, nel 1702 e solo nel 1835 assunse l'attuale aspetto.
L'Albergo, a pieno regime, ospitava dai 1600 ai 1800 assistiti  di cui circa la metà in grado di espletare lavori utili di pulizia e manutenzione dell'edificio o impiegati nelle manifatture tessili ed artigiane all'interno dell'edificio stesso.


Soprattutto nei primi anni della costruzione, l'Albergo fu utilizzato anche per altri scopi, specie durante il bombardamento navale della flotta francese nel 1684, quando vi si rifugiarono i rappresentanti della repubblica genovese trasferendo provvisoriamente all'interno dell'edificio gli antichi e pregiati beni pubblici genovesi quali il  Tesoro di S.Lorenzo e le ceneri di S.Giovanni Battista.

Nel 1672 vi furono alloggiati circa 2000 prigionieri savoiardi e nel 1746 ben 4000 prigionieri austriaci.

Il frontale del palazzo era decorato da un affresco di G.B.Carlone, ormai illeggibile.
Qui una immagine di fine 1600

da: Genova Antica e dntorni  -  ed.  Mondani


ancora da circa la stessa prospettiva, nel secolo successivo

da:  GENOVA SCOMPARSA  -   ed. MONDANI




Via Brignole De Ferrari  con l'Albergo dei Poveri

da:   GENOVA SCOMPARSA -  ed. MONDANI

Negli anni 1990, smessa la sua funzione di ricovero, l'edificio è stato affidato alla Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Genova che lo ha già parzialmente occupato mentre  sta continuando a restaurarlo.

Ed ecco come si presenta l'edificio a maggio 2015:

La facciata con lo stemma cittadino



L'interno della chiesa ripreso dal sottotetto




L'altare scolpito da Francesco Schiaffino, è sormontato dalla statua una statua dell' Assunta dello scultore Pierre Puget di Marsiglia

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Particolare della statua dell'Assunta




La cupola sopra l'altare





Il soffitto rifatto in legno con copertura in ardesia.




Cortile interno, si vede la parete esterna della chiesa e la cupola.





La nuova Biblioteca Universitaria.





Il complesso dell'Albergo disegnato da Michele Poggi in una stampa della seconda metà del 1600.
Si vedono in basso le mura cinquecentesche della città sul cui angolo destro vediamo due cannoni, originariamente destinati a proteggere la vicina porta della città........poi lasciati lì forse a monito per gli "ospiti" dell'Albergo.




Ed ora il ritratto di Emanuele Brignole (che indica con la mano l'Albergo dei Poveri) eseguito da Bernardo Carbone.  (Emanuele Brignole, rifiutando ogni onore postumo, volle essere sepolto sotto una lapide anonima nella corsia degli uomini).



Queste foto sono state scattate dagli autori il 17-5-2015 nel corso di una visita guidata alla parte già restaurata del  complesso.