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domenica 3 gennaio 2016

Genova - una città in guerra - parte quinta





Siamo ancora nel 1939, siamo in piena autarchia, non c'erano ancora le "tessere annonarie" ma già scarseggiavano i beni di importazione e sopratutto la benzina.
Qui un'auto a "gasogeno" diretta alla Foce.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore



Per il resto, fra una adunata "patriottica" ed una sfilata militare, la vita scorreva "quasi" normale.
Qui i "gerarchi in bicicletta" danno il "buon esempio" in tema di "risparmio energetico".

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore



Sfilano in piazza Corridoni (Largo Zecca) gli "accademisti della Farnesina", una scuola speciale istituita dal fascismo per fornire ufficiali alla G.I.L. (Gioventù Italiana del Littorio) ed insegnanti di educazione fisica alle scuole.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore



Il cardinale Boetto, all'Ansaldo per il precetto pasquale.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore
 

Sempre il cardinale a Calcinara  nella scuola "Ansaldo" . Notare lo "sfondo" di chiara propaganda prebellica con cui è stata scattata la foto.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore




Delegazione di gerarchi nazisti in visita a Genova  in posa a De Ferrari

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore



A Marassi, oltre alle partite di calcio, si svolgevano gare di ippica. La foto mostra che all'epoca la tribuna e la gradinata nord erano separate.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore




Prosegue l'indottrinamento delle giovani menti, qui le premiazione di un "figlio della lupa"

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore



Processione per il Corpus Domini : chi prega per la pace e chi si prepara per la guerra......

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore

Sempre la processione, Questa è una delle poche foto del periodo in cui non si vedono camicie nere.
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore


Siamo già a settembre, con l'invasione tedesca della Polonia è scoppiata la guerra, l'Italia per ora si dichiara non belligerante

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1



Si dipinge il tricolore sulle fiancate e sui ponti delle navi onde rendere evidente il loro stato di neutralità nel conflitto. Qui il Rex  in partenza da Genova

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore



Intanto si marcia, si sfila, si marcia. Qui in 28 Ottobre.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore


Qui il 4 novembre. Avranno datto sfilare i muli per risparmiare benzina?

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore



Alla appena restaurata chiesa di San Agostino, trasformata in museo, la principessa Maria Josè visita la mostra della scultura lignea ligure o "delle Casacce" 

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore


Intanto a Sestri Ponente viena varata la corazzata "Impero" , che vine poi spostata a La Spezia per l'allestimento ed armamento.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore



Il 1939 si chiude con la spartizione della Polonia tra Germania e Russia e con l'aggressione russa alla Finlandia.  Francia ed Inghilterra hanno dichiarato guerra alla Germania ma nulla si muove ancora sul fronte occidentale.  Le forze navali tedesche tentano con discreto successo di tagliare le linee di rifornimento inglesi.  Aerei inglesi bombardano le basi navali tedesche subendo forti perdite.
Mussolini, annessa l'Albania, attende lo sviluppo degli eventi.

giovedì 4 giugno 2015

Palazzo Lomellini Patrone






Palazzo Lomellini Patrone in largo Zecca.








Palazzo Lomellini venne fatto edificare dal Doge Giacomo Lomellini accorpando due unità edilizie già esistenti, una delle quali nel 1588 era stata inserita tra le dimore dei Rolli. Fu per due secoli la residenza privata dei Lomellini, grandi mercanti. Nel secolo XIX fu residenza della famiglia Patrone.

Nel 1897 l’edificio fu ceduto dall’ultimo proprietario, Fausto Patrone, al Municipio di Genova. La storia di Palazzo Lomellini, fra il 1897, anno in cui divenne proprietà comunale, e il 1928, quando vi si stabilì la sede del Fascio, è agevolmente ripercorribile tramite i verbali di Giunta Comunale di quel periodo. Il 13 dicembre 1897 la Giunta deliberò l'acquisto del palazzo. Un acquisto necessario per poter effettuare l'allargamento del passaggio tra Largo Zecca e Piazza della Nunziata allo scopo di installarvi i binari del tram.
L'edificio fu quindi parzialmente demolito in maniera tale da arrecare il minor danno possibile al palazzo, sia all'esterno che all'interno: venne demolito, così, uno spicchio del palazzo eliminando ad ogni piano un salotto e il gabinetto attiguo. I due salotti che dovevano subire la mutilazione erano affrescati, quindi la Giunta deliberò di staccare e conservare i dipinti che, collocati entro apposite armature, vennero trasportati nel Museo di Palazzo Bianco.
I nuovi uffici comunali ebbero sede a Palazzo Lomellini fino al 1928, data in cui l'edificio venne destinato alla Federazione Provinciale Genovese dei Fasci. Dal 1945 Palazzo Lomellini è sede del Comando Militare dell'Esercito Italiano in Liguria.

 A me è piaciuto già l'atrio d'ingresso con le sue rastrelliere d'alabarde ed i piccoli mortai (bombarde?) che credo fossero ancora in uso nella prima WW (se sbaglio gli esperti mi "corrigeranno")
 













Gli affreschi che abbiamo potuto ammirare si basano sulla storia di Ester, un personaggio Biblico di cui accenno brevemente.
Ester è la figlia di Abicàil (cfr. Ester 2,15) della tribù di Beniamino, una delle due tribù che costituivano il Regno di Giuda prima della sua distruzione da parte dei babilonesi e la deportazione, nel 597, dell'elite del regno nelle province dell'impero persiano.
Alla morte dei genitori è adottata dal cugino Mordechai il quale occupa una funzione amministrativa nel palazzo reale a Susa. Avendo sentito che il re Assuero (normalmente identificato con il re persiano Serse) cerca una nuova sposa, Mordechai fa partecipare la cugina Ester alle selezioni. Ester viene scelta e diventa la sposa di Assuero (cfr. Ester 2,1-18).
Quando il primo ministro Aman decide di sterminare tutti i giudei del regno, Mardocheo, che ha sempre vegliato su Ester, la esorta a presentarsi al re per intercedere in favore dei propri connazionali. Sebbene fosse proibito con pena di morte accedere al re senza essere chiamati, dopo un digiuno di tre giorni Ester si presenta a lui per domandargli il favore di accettare il suo invito a cena con Aman. Durante la cena li invita nuovamente e durante il secondo banchetto informa il re di essere giudea e che Aman ha decretato lo sterminio di tutti i giudei del regno. Ottiene allora dal re il diritto per i giudei di difendersi il giorno in cui dovevano essere sterminati.
Mordechai stila un decreto con cui istituisce la festa dei Purim, perché la tristezza si è tramutata in gioia e il lutto in giorno di festosa letizia. Così, il 14 e il 15 del mese di adbar (marzo) sono giorni di allegria, nei quali, nelle sinagoghe, si legge il libro di Ester.

 Gli affreschi sono in buona parte opera del Fiasella e successivamente opera del Carlone che ne terminò l'opera.
Io chiedo perdono se ho fotografato un pò "a casaccio", senza seguire il senso della storia nei vari quadri, ed omettendone parecchi.


























sabato 23 novembre 2013

Funicolare del Righi





La funicolare del Righi collega il Castellaccio con Largo Zecca (via Targa).
Il suo percorso prevede le fermate intermedie di Corso Carbonara, San Nicola, Madonnetta, Preve e San Simone.

In origine vi erano due linee separate.  La prima, da San Nicola al Righi entrò in servizio nel 1895.
La seconda, dalla Zecca a S.Nicola, tutta in galleria, fu inaugurata nel 1897.

Solo nel 1966 la due linee vennero fuse in una unica  tratta.


L'ingresso da Largo Zecca si trova all'inizio di via Targa e lo possiamo scorgere a sinistra in questa cartolina del 1915

cartolina - ed. S.C. - 1915
 
 Questa è una veduta databile a fine 1800 del capolinea del Righi che "stranamente" coincideva con il "ristorante"

cartolina -  ed.  Alfieri&Lacroix Milano


La stazione del Righi all'inizio del 1900 in una cartolina del "ristorante"
Questo è il "fronte", ma vale la pena di vedere anche lo "stile" del "retro" della cartolina nella immagine successiva.



cartolina -  ed. Torta, Torino -  non circolata


Un paio di foto del Ristorante Righi, esterno e la grande terrazza panoramica

Ristorante Righi da Fotografi Liguri dell'ottocento - ed. G.Mondani

                                                                               
 
ristorante Righi  da Fotografi Liguri dell'ottocento - ed. G.Mondani
 

La funicolare nella tratta S.Nicola-Castellaccio nel 1904

cartolina - ed. non rilevato - sped 1904


cartolina - ed.  B&C  Zurich -  sped. 1925


Qui alla vettura hanno aggiunto i vetri, sarà la "versione invernale"?
cartolina - ed.  Bianco&Pancaldi - sped. 1919

Qui la vettura ha cambiato "livrea"  e presenta un artistico numero "2" dipinto sulla parte anteriore.

riproduzione fotografica non datata

E, visto che parliamo del Castellaccio, aggiungiamo un panorama "senza funicolare"

cartolina - ed.  Hannofper&Revelli - sped. 1927





mercoledì 30 ottobre 2013

Largo della Zecca e galleria Giuseppe Garibaldi




Largo della Zecca prende il nome dalla Zecca che era stata qui spostata nel 1805 ed è rimasta in funzione fino al 1860, quando fu chiusa per la demolizione dell'edificio che la ospitava.
"Povera" Zecca, sfrattata prima da Napoleone,  e poi definitivamente cancellata dalla apertura della galleria allora intitolata a V.Emanuele II.

Infatti, nella mappa  del Brusco (del 1766), la piazza ha ancora l'antica denominazione "Forni"  in quanto vi si trovavano i forni pubblici.  La piazza, fra le due "grandi guerre" fu anche intitolata a Filippo Corridoni. 
Oggi a Filippo Corridoni (sindacalista, combattente, medaglia d'oro al valore della prima guerra mondiale) è intitolata la strada che da Corso Gastaldi conduce a Montallegro.

Particolare dalla Pianta di Giacomo Brusco del 1766  - dalla raccolta del Giolfi - Palazzo Rosso ufficio Belle Arti (2)


Nella piantina del T.C.I. del 1916 vediamo ancora la dicitura "piazza Zecca"
Notiamo altresì la linea rossa tratteggiata ad indicare la galleria tramviaria fino al Portello.

particolare dalla piantina del TCI del 1916


Largo Zecca in una foto molto antica, ristampata a cartolina in epoca successiva dal Mangini.
Dalla fontana, due vie mattonate salgono fino al palazzo che oggi troviamo al n.4 di via Edilio Raggio.
La fisionomia della pazza cambierà completamente con la costruzione della galleria tamviaria, inaugurata nel 1897.

cartolina -  ed. Mangini - non circolata


La stessa identica foto, tagliata (con dubbio gusto)  nella parte superiore, ci viene fornita dal Mondani. (i carretti sono identici e posizionati nello stesso punto ed anche le ombre corrispondono per cui se si trattasse di due foto diverse si tratterebbe di due scatti successivi quasi contemporanei , ma siamo del parere che siano invece due "tagli" diversi dello stesso "vetrino" fotografico)

da Album Fotografico di Genova Antica -  ed.  Mondani


Ed ecco la galleria da poco terminata come si deduce dai materiali di costruzione che ancora si vedono davanti alla galleria e dal muraglione di via E.Raggio ancora da costruire.

La cartolina porta il timbro postale del 1908, ma dato che la galleria è stata inaugurata nel 1897,  ci sembra strano che i lavori di rifinitura siano così in ritardo. Probabilmente la cartolina è stata stampata qualche anno prima della sua spedizione.  Spedire cartoline "stagionate" sembra che all'epoca fosse di moda .... o forse le cartoline "vecchie" costavano meno..... (semmu de zena.....)

Il bar all'angolo di via Cairoli, di cui vediamo l'insegna,  può giustamente vantarsi di essere untracentenario.

cartolina - ed.  Modiano Milano - sped. 1908


Ed ecco che anche  il Mondani ci presenta la sua versione della galleria in un'epoca di  poco successiva, come si deduce dai materiali di costruzione che ancora si vedono davanti alla galleria e dal muraglione di via E.Raggio ancora da terminare.
da Album Fotografico di Genova Antica -  ed.  Mondani

Ed ecco la fase successiva, col muraglione terminato, anche se rimangono da togliere dei materiali che di intravedono in terra dietro al tram.
? forse che gli omini con i carretti a mano stanno provvedendo alla bisogna?
c'è anche una carriola posteggiata sotto il lampione all'inizio della salitina.

A sinistra, dietro al "Vittorio Emanuele" si intravede l'ingresso della funicolare del Righi.

cartolina -  ed. S.C.  - non circolata


Quasi la stessa inquadratura qualche tempo dopo
Le macerie sono sparite ed è spuntato un nuovo "fungo" , nel mezzo della piazza:  un alto palo di ferro, probabile sostegno dei fili elettrici dei trams.

cartolina - ed. S.T.A.  - spedita 1915


Nel 1926 la galleria fu allargata alle dimensioni attuali e l'edificio soprastante venne demolito e ricostruito come ci mostra questa immagine.  Nel frattempo si era pensato bene di cambiare il nome della Piazza, titolandola a Filippo Corridoni, come già accennato in precedenza. L'ampliamento della galleria fu terminato nel 1930.

Bollettino Municipale 1926


 Qui vediamo la galleria Terminata.


cartolina - ed. Marzari - sped 1939


Concludiamo con una immagine "moderna" fornitaci dal Secolo XIX

stampa -omaggio Secolo XIX  - 1978