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venerdì 13 marzo 2015

Genova - Piazza Cavour






Non sapremmo dire quando nasce questo spazio che oggi chiamiamo Piazza Cavour. 
Certamente c'era già in tempi molto antichi uno spazio interno alle mura funzionale allo smistamento delle merci che venivano sbarcate nel bacino del Mandraccio e sul Molo Vecchio. 

Nel 1766 l'attuale Piazza Cavour era ancora chiamata Piazza del Molo, come rileviamo da questa mappa, e questo ci porta ad immaginare che questo fosse il nome originale di questo spazio urbano arrivato fino a noi pur avendo subito mutamenti di forma e funzione.

Part. dalla Pianta di Giacomo Brusco 1766 - dalla raccolta dei Giolfi  - Palazzo Rosso ufficio Belle Arti



Con l'annessione al Regno di Sardegna, intorno al 1850, la piazza venne ampliata mediante la demolizione di alcune vecchie (antiche?) costruzioni che davano verso il porto e nel 1854-55 viene riportata come Piazza Raibetta nella mappa del Foppiani che segue. Questo per ottenere uno spazio maggiore per la raccolta e lo smistamento delle merci sbarcate e destinate all'imbarco, nonché il punto di raccordo tra la carrettiera Carlo Alberto e la "futura" circonvallazione a mare.  Era il tempo delle "grandi strade carrabili" , gli assi di comunicazione che "aprivano la città" verso il "nuovo Regno".

Foppiani - tip. Armanino-(da "Città vecchia e Città - il tesoro della memoria figurata" di Ennio Poleggi)



 
Pochi anni dopo viene ribattezzata "Cavour"  come possiamo vedere già nella mappa del 1862ca. che segue. 

 P.Allodi 1855 (part)




Vedremo ora tre "momenti pittorici" della antica Piazza del Molo che documentano aspetti della sua "trasformazione" nella attuale Piazza Cavour.



1- acquarello a seppia con le demolizioni in corso
da Aspetti di Genova nelle Vedute di P. D. Cambiaso - di P. D. Patrone & G. L. Blengino

 
2- la cosiddetta "casa del Boia" o "casa di Agrippa" (acq. a seppia)
da Aspetti di Genova nelle Vedute di P. D. Cambiaso - di P. D. Patrone & G. L. Blengino




Olio su cartoncino a demolizioni terminate.  da Aspetti di Genova nelle Vedute di P. D. Cambiaso - di P. D. Patrone & G. L. Blengino

 


Nella stessa epoca, 1860, veniva costruito in piazza Cavour, proprio sul giro delle Mura, l'edificio della "Casa Balnearia" che vediamo in questa immagine.

 la CASA BALNEARIA di piazza Cavour inaugurata nel1860 - da Genova Curiosa di Aidano Schmuckler



La vediamo di scorcio, sulla sinistra, anche nella immagine che segue e che ci mostra la piazza vista verso mare, con alla destra il Porto Franco e la Marinetta e di fronte l'ultimo palazzo di via del Molo.
Al centro la rampetta che portava sulle mura di Malapaga.
L'edificio della Casa Balnearia occupava più o meno il posto del successivo "mercato del Pesce".

 p. Cavour da GENOVA SCOMPARSA - ed. MONDANI




Ancora una vista della Casa Balnearia qualche anno dopo, subito dopo l'apertura di corso Quadrio (allora corso Principe Oddone).
Si vede ancora la breccia aperta nelle Mura della Marina, collegate da una passerella provvisoria, probabilmente ad uso pedonale.


 p. Cavour da GENOVA SCOMPARSA - ed. MONDANI



Questo edificio e la sua collocazione ci hanno incuriositi non poco. Lo abbiamo cercato e trovato anche in altre immagini che pubblichiamo per chiarire la sua collocazione, anche se queste immagini non hanno una stretta attinenza con la piazza Cavour.
Qui lo vediamo appena a destra del centro della foto.

 Le Grazie e scoglio Campana 1875 - edit. Mangini




Anche qui lo vediamo, sulle mura, proprio all'imbocco della costruenda Circonvallazione a Mare.
Anche qui possiamo notare la breccia nelle mura con la sovrastante passerella pedonale, proprio in corrispondenza dell'edificio in questione.

da Genova antica e dintorni  ed. Mondani



Terminata la "caccia all'edificio misterioso"  torniamo a vedere p. Cavour , stavolta da levante.
La foto dovrebbe essere della fine del 1800 in quanto si vedono quasi in primo piano i "nuovi" edifici dall'ampio porticato di via Turati costruiti dopo il 1865 demolendo la "ripa di coltelleria".

A sinistra la lunga cancellata che da sul piazzale portuale della Marinetta  è quasi nascosta da carri e carretti pieni di merci diretti al Molo.

 P.Cavour - da "album fotografico di Genova antica" - ed.Mondani




Facciamo un salto temporale di mezzo secolo per trovarci nello stesso luogo e pressapoco nella stessa situazione.
I carri a cavalli sono stati sostituiti da veicoli a motore ed il traffico ci pare meno caotico e più ordinato.

Cartolina - ed. Marconi - non circolata




Piazza Cavour ospita i resti di un edificio antico, risalente al XI-XII secolo, comunemente chiamato "casa del Boia"  in quanto si dice che nel medio evo vi risedesse il boia e/o vi si effettuassero le esecuzioni capitali.  La casa è anche chiamata impropriamente "casa di Agrippa"  da una antica iscrizione romana trovata nei pressi, che riportava appunto il nome di Marco Vispanio Agrippa, genero di Augusto.

casa di Agrippa p. Cavour - da Genova Curiosa di Aidano Schmuckler



Vicino alla casa del boia troviamo una costruzione comunemente (ed erroneamente) denominata "Porta della Marina", che forse si apriva sulle ancora esistenti Mura delle Grazie che proteggevano il versante della città prospiciente il mare. Diciamo "forse" perché non abbiamo ancora trovato alcun riscontro della sua presenza e presunta funzione nelle mappe ed illustrazioni finora da noi esaminate.  Perso ormai da tempo il suo valore strategico, la "porta"  ha subito diverse variazioni d'uso fino a diventare un ristorante.

Porta Marina  . da "GENOVA SCOMPARSA" -ed. MONDANI




Sul lato mare, prospiciente alle mura di Malapaga troviamo la caserma San Giorgio della Guardia di Finanza, costruita in stile "eclettico neo-gotico" tra il 1912 ed il 1915  (citando pari pari la sopraintendenza delle belle arti di Genova).







Quasi di fronte troviamo l'edificio del Mercato del Pesce  costruito nel 1933 nel tipico stile del "ventennio" . 










martedì 31 dicembre 2013

Genova : Il Porto di Genova - fino al 1600





Roma non fu costruita in un giorno, recita un vecchio adagio, che potremmo applicare anche al porto di Genova.
In questo post cercheremo di ricostruirne l'evoluzione nel tempo attraverso mappe e disegni, perchè dell'epoca di cui palriamo, le foto non c'erano ancora.
Se lo trovate troppo tedioso passate oltre, nessuno se ne accorgerà.

Incominciamo dalla preistoria (chi ben comincia....) 
Questa pianta topo-idrografica  ci da una idea di come poteva essere il territorio della città e del porto prima che la "civiltà" avesse il sopravvento sulla natura.

Vediamo che il punto di attracco più favorevole è proprio il seno naturale del Mandraccio, dalla cui estremità occidentale inizierà la costruzione del Molo, che verrà  man mano allungato (ed allargato) per seguire le sempre maggiori esigenze del traffico marittimo della Città.

da: Genova Antica e dintorni -  periodico ed. Mondani


Dai primi pontili in legno, il porto si sviluppò lentamente nel corso dei secoli acquisendo pontili e moli in pietra ma non abbiamo documenti di quell'epoca per poterne documentare i progressi.

Ci vengono in aiuto gli studi del Poleggi che con alcune interessanti piantine.

Qui siamo all'anno zero del porto nel sec XI : non vediamo nessuna struttura permanente.
Le navi "spiaggiano"  sulla riva dei torrenti e nel seno di Giano, oppure stazionano all'ancora al riparo del promontorio che diverrà il seno del Mandraccio.

sec XI da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep


Ed ecco i primi sviluppi del Porto Antico , nel XII secolo:  vediamo la penisola che lentamente si trasforma in un molo atrezzato ad ormeggio e magazzini (61) e presto, a cura degli Streggiaporco, una chiesa (S.Marco).


sec XII da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep
Qui abbiamo anche un poco di legenda

crescita urbana sec XII tav II da Una città portuale del Medioevo di bianchi e Poleggi


La fase seguente, secondo il Poleggi avviene dal XII al XIV secolo.
Sembrerà "poco preciso" ai profani, "spalmare" su tre secoli la nascita di una struttura portuale, avvenuta certo per gradi, anno dopo anno, generazione dopo generazione, un molo dopo l'altro. Ma i documenti dell'epoca sono pochi e spesso confusi, e certe datazioni dubbie. Quindi procediamo "con i piedi di piombo" e seguiamo la prossima mappa del Poleggi:

crescita urbana sec XII-XIV tav.VI a da Una città portuale del Medioevodi Bianchi e Poleggi
crescita urbana sec XII-XIV tav  VIa da Una città portuale del Medioevodi Bianchi e Poleggi



Ed eccoci arrivati al sec, XV con l'ultima mappa del Poleggi che ci mostra i moli costruiti in questo secolo di forte espansione marittima. Abbiamo già la Darsena e l'Arsenale Una selva di moli mercantili e la penisola del Molo già munita di mura. (così come in parte la Darsena)

sec XV da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep 5



Fin qui abbiamo mostrato disegni  "contemporanei", ricostruzioni plausibili di strutture antiche di cui i documenti dell'epoca ci hanno lasciato solo lacunose informazioni .  Ma dalla fine del secolo XV iniziamo ad avere immagini "originali" dell'epoca come questa, che è probabilmente la più antica carta a stampa di Genova. E' stata pubblicata nel 1493 nelle Cronache di Norimberga di Hartmann Schedel,  ed una copia si trova nella Biblioteca Universitaria di Genova.


Vediamo la Lanterna, il Molo con la Torre dei Greci, la Darsena ed i "pennelli"  di ormeggio perpendicolari alla costa banchinata (oggi Caricamento e via Gramsci).  Ma il tutto è rappresentato in maniera piuttosto "fantasiosa", specialmente nella parte di ponente, raffigurando un golfo molto più angusto del reale con la Lanterna molto vicina alla testa del  Molo.







Il porto antico è più realisticamente illustrato da questa veduta del 1561 di Jan Massys conservata nel museo nazionale di Stoccolma che mostra un prolungamento del Molo al di là della Torre dei Greci.

Porto di Genova Storia e Attualità  - ed. Sagep


Anche in questa acquaforte del 1572 di Franz Hogenberg, per l'opera "Civitates Orbis Terrarum" di Georg Braund,  vediamo il Molo allungato ma non ancora fortificato.
 
Porto di Genova Storia e Attualità  - ed. Sagep


Con questa struttura il porto non era protetto dagli effetti delle tempeste da libeccio che facevano frequenti danni al naviglio ancorato nella rada.

Lo specchio d'acqua più protetto era il Mandraccio, che però aveva un diffetto: aveva poco pescaggio e si interrava facilmente a causa dell'apporto dei rivi che sboccavano nella rada. Questo rendeva necessari frequenti dragaggi e addirittura opere di scavo imponenti per i mezzi di allora, come lo scavo eseguito nel 1575, e testimoniato dalla seguente tela di Dionisio de Marino.

Vediamo la palizzata di contenimento dell'acqua posta tra il Molo e Ponte Cattaneo.   Lo scavo del fondale è eseguito a mano con conferimento dei detriti su imbarcazioni mentre una draga esegue il dragaggio del fondale al di fuori della palizzata.

Civico Museo Navale - Genova


Ma non tutte le navi potevano ancorarsi al sicuro al Mandraccio e per quelle ancorate nelle zone meno protette a volte erano guai....
Nella seguente  illustrazione di J.Furttenbach del 1627  vediamo descritta  (con una certa "licenza Pittorica")  la libecciata del 11 novembre 1613.
Una "licenza Pittorica" che restringe la rada e piega il Molo di 45°  verso sud-ovest ma in compenso ci mostra con buona approssimazione il Palazzo del Principe, Capo d'Arena, l'Arsenale, la Darsena ed i moli mercantili evidenziando la differenza delle condizioni del mare tra questi ultimi (al riparo) e la parte occidentale della rada, esposta alla mareggiata.

Porto di Genova Storia e Attualità  - ed. Sagep


In questo particolare di Civitas Janue (olio su tela del 1600 di G. Bordoni) vediamo il Molo fortificato con una  nave ormeggiata alla Marinetta. La Porta del Molo, le mura ed il carcere di Malapaga. In alto la Darsena e l'arsenale.
A differenza della immagine precedente il Molo è qui riportato nella direzione corretta rispetto agli altri elementi della costa.
Sul Molo la Torre dei Greci è già stata "spianata"  e l'estremità dotata di una batteria di cannoni che qui vediamo sparare a salve, ma sembra manchi di un faro che sarebbe utile per segnalare la posizione del Molo.

Palazzo San Giorgio è "con i piedi a bagno" munito solo di uno "sporgente" e circondato da piccole imbarcazioni ed il "fronte del porto" non è difeso da mura.

edit. SAGEP :  porto di Genova storia e attualità


Necessitano nuovi lavori, sia per difendere la rada dalle tempeste da Libeccio che per difendere il porto dai nemici vecchi e nuovi della Repubblica.