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venerdì 22 gennaio 2016

Genova - una città in guerra - parte 9a - 9 Febbraio 1941




Era domenica mattina, il 9 febbraio 1941.
Era domenica mattina, le 8 e un quarto, ed i genovesi erano per la maggior parte a casa, alle prese con la "cicoria" il surrogato autarchico del caffè.
Se qualcuno ancora dormiva si svegliò di botto, alle prime cannonate.
Erano botti che non si potevano non sentire, quelli dei cannoni da 381 delle due corazzate inglesi che a poche miglia dalla costa, ben nascoste dalla foschia, in poco meno di mezz'ora, vomitarono ben 273 di quei grossi "confetti" sulla città inerme. A questi si aggiunsero 1182 proiettili di calibro minore sparati, sempre in mezz'ora dalle stesse corazzate e dalle unità di scorta.

Le batterie costiere, prive di radar spararono qualche colpo a casaccio; di copertura aerea neanche a parlarne.  In mezz'ora tutto era finito, restavano le macerie, i morti , i feriti e la solita propaganda.
La squadra navale italiana andata ad intercettare gli inglesi mancò il bersaglio sia all'andata che al ritorno ed anche gli aerei italiani mandati all'inseguimento non trovarono la flotta inglese.

Una chiara azione dimostrativa, senza obbiettivi militari, per far sapere che loro (gli inglesi),  "per mare andavano dove volevano e colpivano quando volevano".    Azione forse fatta anche per dissuadere il "generalissimo" Franco, (atteso per quei giorni in visita in Liguria), dall' entrare in guerra al fianco dell' "asse" (e salvare quindi Gibilterra dalle mire di Hitler).

Fosse quel che fosse, quella "azione" costò ai genovesi 250 edifici distrutti, 4 navi affondate in porto, 72 morti, 226 feriti, 2500 senzatetto e sopratutto l'impressione di essere assolutamente indifesi, quasi abbandonati alle rappresaglie del nemico, nonostante la propaganda bellica si sforzasse di affermare il contrario.

Ho usato il termine "rappresaglie" perché non tutti sanno (ed io appunto lo ignoravo) che il Duce, entrando in guerra, pubblicizzò la sua richiesta ad Hitler di avere l'onore di partecipare al bombardamento su Londra.  "Onore" che ci fu concesso, con la dislocazione lungo la Manica e nelle Fiandre di bombardieri e caccia del CAI  che parteciparono alle operazioni contro l'Inghilterra.
Mi vien da pensare che i caccia sarebbero stati meglio impiegati sui cieli di Genova, dove invece i nemici la fecero sempre da padroni in totale assenza di difesa aerea da parte nostra.

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1



Ora qualche immagine del bombardamento navale:



Immagine di repertorio di corazzate inglesi in azione. Non so dire a quale azione questa foto si riferisce ma la metto perché nel libro c'era e da l'idea della potenza di fuoco.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2



Foto in diretta dell'esplosione di un proiettile il 9 febbraio
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


Casa sventrata in zona del Molo
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Bombe sull'ospedale Galliera
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1


Bomba inesplosa in San Lorenzo  (la freccia bianca evidenzia il foro prodotto dal passaggio del proiettile):

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1
come sopra
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1

Sede del Giornale di Genova
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Zona S.Croce
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Ancora zona S.Croce 
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Via Galata ?
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1

Zona via Cesarea
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Bomba ripescata in porto
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


Immagini di case bombardate senza indicazioni del luogo.


Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2
Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1



Nelle due foto che seguono invece dovremmo essere in viale Aspromonte
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1



Un colpo centrò anche il palazzo dell'Accademia, sfondando i tetto e devastando gli interni. Inutile, quasi patetica, la protezione fatta ai portici (che vediamo nella foto) di fronte alla potenza distruttiva del proiettile di grosso calibro. Da notare che, come le bombe, anche le cannonate piovevano dall'alto.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Dalle "occhiaie vuote" del palazzo dell'Accademia vediamo il Carlo Felice, per ora intatto.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




Qualcuna delle foto precedenti potrebbe riferirsi a piazza e via Colombo dove si è verificata la maggior densità di danni. Tanto che questi luoghi sono stati in seguito rinominati "9 Febbraio 1941 come vediamo nelle immagini che seguono.

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Storia fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1


Qui abbiamo una foto della principessa Maria Josè in visita alle zone bombardate. Qui siamo in via Palmaria e sullo sfondo vediamo l'ingresso meridionale del mercato Orientale.

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1


Qui invece la vediamo in via Galata






Avevamo accennato alle possibili ragioni di politica internazionale che potrebbero aver motivato questa azione bellica.  Sta di fatto che quando il generalissimo Franco ebbe un incontro con Mussolini il 12 febbraio a Bordighera declinò "l'offerta" di entrare in guerra dicendo che lui la guerra la aveva appena fatta e la Spagna non era in grado di farne un'altra.
Qui la foto di Franco a Bordighera.

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari Valenti editore vol 1









giovedì 19 settembre 2013

Carignano



Il quartiere di Carignano sorge su una collina alta mediamente 50 metri sul livello del mare la cui urbanizzazione risale alla metà del 1800.

Fino al 1500 si trovava addirittura fuori delle mura della città e vi fu incluso solo con la costruzione delle mura cinquecentesche, di cui costituiva un ottimo baluardo naturale.

Nonostante l'inclusione nella cinta muraria,  fino alla metà del 1800 la zona superiore era piena di orti e giardini, ed edificata con ville, chiese e monasteri.

La parte bassa, a ponente, di rimpetto al colle di Sarzano costituiva invece la parte orientale del "Borgo dei Lanaioli" che  occupava entrambi i versanti della valletta del Rivo Torbido, tra i colli di Carignano e Sarzano.
 La strada che lo attraversava prendeva varie denominazioni (via dei Lanaioli, via dei Servi, via Madre di Dio e via della Marina). Via Madre di Dio, proprio sotto al ponte di Carignano, era la strada più conosciuta, con la quale era spesso identificato l'intero quartiere.
Il borgo comprendeva anche le antiche case della "Marina", in parte sopravvissute alle demolizioni, affacciate sull'insenatura detta "seno di Giano" (interrata alla fine del 1800 per l'ampliamento del porto), in cui sfociava il torrente.
Ma in questo post ci concentriamo sulla parte alta della collina, mentre della zona  di Via Madre di Dio ci occuperemo in seguito.

particolare dalla Pianta di Giacomo Brusco 1766, dalla raccolta del Giolfi Palazzo Rosso ufficio Belle Arti

 
Dal Galata Museo del Mare abbiamo "piratato" alcune vedute dell'epoca (1766) che riteniamo utile mostrare (ci scusiamo della cattiva qualità delle foto scattate con poca luce e senza flash)

La prima è una vista da ponente

particolare da Antonio Giolfi, incisione su carta 1769 Museo Galata

Ne abbiamo eleborato un ingrandimento per far meglio notare in basso a sinistra "l'oratorio delle Anime Purganti" di cui abbiamo già parlato trattando della Foce

particolare da Antonio Giolfi, incisione su carta 1769 Museo Galata


La seconda è vista da Levante con in basso a sinistra lo "scoglio campana" ed il "seno di Giano" , di cui abbiamo già parlato in "circonvallazione a mare"

particolare da Antonio Giolfi, incisione su carta 1769 Museo Galata

 Nelle immagini precedenti avremo già notato l'inconfondibile struttura della chiesa di Santa Maria Assunta di Carignano  che possiamo rivedere in questa immagine (Noack 1865ca.), ancora circondata da orti e giardini.
Strane le colonnine a destra fra due muri, a che servivano ? .... resti di un colonnato che portava ad una villa antecedente alla chiesa?.... certo non lapidi in quanto non ci risulta vi fossero sepolture davanti alla chiesa .... (?)

Album Fotografico di Genova Antica ed. Mondani

Mentre in questa immagine vediamo un piazzale pulito ed ordinato. Peccato che Mondani non ci ha indicato la data di questa stampa che comunque definisce "antica" .

da Genova Antica e Dintorni ed. Mondani

Il ponte e la strada intitolata dal 1937 a "Madre Eugenia Ravasco" (fondatrice della  "congregazione delle Madri Cristiane), che vediamo nell'immagine qui sopra furono costruiti tra il 1727 dalla famiglia Sauli, per collegare in modo veloce i loro possedimenti di Carignano alla città.


Anche la chiesa di Carignano fu fatta edificare dalla famiglia Sauli su terreni di loro proprietà, come espressione della propria potenza economica. 

A questo proposito riporto da "wiki":


"""Secondo una leggenda popolare, la decisione di far costruire una chiesa sulle alture di Carignano venne decisa nel 1478 quando la moglie del patrizio Bendinelli Sauli, avendo chiesto ad una nobildonna della famiglia Fieschi di attenderla, ritardando di qualche tempo la celebrazione della messa nella vicina chiesa di Santa Maria in via Lata (gentilizia dei Fieschi), si sarebbe sentita rispondere: "Chi vuole dei comodi se li procuri a sue spese".
Il rifiuto, accolto come un'offesa dai Sauli, avrebbe fatto nascere in loro il desiderio di costruire una propria chiesa gentilizia che superasse in bellezza quella dei Fieschi e così Bendinelli Sauli nel 1481 lasciò un legato, stabilendo che il moltiplicato dei capitali iscritti alle Compere di San Giorgio fosse destinato alla costruzione della chiesa, il che avvenne solamente nel 1549[6], quando ormai la famiglia rivale, dopo la fallita congiura di Gianluigi Fieschi ai danni di Andrea Doria, era stata privata delle sue proprietà in Carignano."""

La costruzione della chiesa,su progetto di Galeazzo Alessi, durò a lungo e fu terminata solo nel 1603, originando un detto locale che recitava più o meno "lunga come la fabbrica di Carignano"

Una veduta dall'alto della zona, prima dell'inizio delle demolizioni di Via Madre di Dio; se qualcuno riesce a datarla meglio è pregato contattarci.
Oltre alla chiesa ed il ponte notiamo l'imponente complesso delle Suore Ravasco con la scuola, il monastero, il giardino interno, la chiesetta e la villetta della fondatrice dell'ordine.

cartolina, ed. Traldi Milano , non circolata


Della sunnominata chiesa di Santa Maria in Via Lata pubblichiamo questa immagine non datata con precisione, ma databile ante 1859 data la presenza del campanile.

Foto gentilmente concessaci da Antonino Vallone


La chiesa fu edificata nel 1340 a seguito di un lascito del cardinale Luca Fieschi. Accanto ad essa i Fieschi edificarono un grande palazzo, ampliato ed abbellito in successive riprese, che ospitò il re di Francia Luigi XII nel 1502 e nel 1538 il Papa Paolo III.
A seguito della congiura dei Fieschi il palazzo venne demolito ma la chiesa rimase comunque giuspatronato della famiglia genovese come commenda, titolo che si estinse solo nel  1858  con la morte dell'ultimo abate, il cardinale Adriano Fieschi.
La chiesa fu danneggiata dai bombardamenti del 1943;   restaurata negli anni 80 non è stata più restituita al culto.
Qui in un'altra immagine non datata  edita da Tolozzi
 
S.Maria in Via Lata , dal Dizionario delle strade di Genova ed. Tolozzi


Peggior sorte è toccata alla chiesa di San Giacomo, eretta nel 1154 da Ansaldo Spinola su un poggio prospicente il mare, quale chiesa "gentilizia" della famiglia .

Dopo alterne vicende, nel corso di più di 700 anni, nel 1890, essendo ormai inagibile, venne ceduta al comune che la demolì nel 1905 per far posto al "poggio della Giovine Italia".  Il "titolo Parrocchiale" fu trasferito nella vicina chiesa del Sacro Cuore di Gesù che entrò in funzione nel 1896  in via Jacopo Ruffini.

Il poggio con la chiesa prima del 1905 visto dalla Rotonda di Carignano

chiesa di S.Giacomo by Mangini



così si presentava il poggio nel 1935 con il monumento ai caduti della prima guerra mondiale

poggio della Giovine Italia ed. Calì sped 1935


Una veduta aerea della "Rotonda di Carignano", via Corsica e dintorni.
Di fronte al palazzo d'angolo con la torretta a cupola c'è il "palazzo delle 4 stagioni" così definito per gli affreschi sulle pareti esterne .

Come al solito la veduta non è datata ma è anteriore al 1930 in quanto è ancora presente, subito a ponente della rotonda,  la "batteria della Cava" , che è stata smantellata nel 1930.

da Genova antica e dintorni ed. Mondani


il palazzo delle 4 stagioni in questa foto del 1918 si presentava già alquanto "scolorito"

Palazzo delle 4 Stagioni, cartolina ed.Brunner Como sped. 1918
poi gli è stata data una mano di colore ocra chiaro .... e le 4 stagioni non si vedono più ......

Foto 2013 degli autori




Sempre restando in via Corsica (in data imprecisata), passato il palazzo delle 4 stagioni, (qui a destra)
possiamo vedere la chiesa del Sacro Cuore di Gesù , in quanto non ci sono altre costruzioni su questo lato a nasconderne la vista (Mondani spesso per le date ... se la cavava con "tanto tempo fa....)

da Genova Antica e dintorni ed. Mondani

E proseguendo incontriamo via Nino Bixio ancora in cantiere nel 1875

da Album Fotografico di Genova Antica ed. Mondani

Più o meno nella stessa epoca, nel 1878, la  marchesa Maria Brignole Sale, Duchessa di Galliera, dava il via ai lavori di costruzione dell'ospedale di S. Andrea (ospedale Galliera), inaugurato nel 1888.

cartolina, ed. Tasca sped 1901


Primi del 1900, via Mura di S. Chiara  e convento; in fondo vediamo l'entrata principale dell'Ospedale Galliera.

da: Album Fotografico di Genova Antica  ed.  Mondani


Abbiamo accennato in precedenza alle Suore  Ravasco ma stavamo parlando di chiese e non abbiamo avuto modo di inserire questa immagine dell'istituto scolastico spedita nel 1956.

Cartolina,   Ist. Ravasco, sped 1956

Le immagini di villa Mylius  le abbiamo già pubblicate parlando della Circonvallazione a Mare, così come altre inquadrature di Carignano vista dal mare e non vogliamo annoiare chi ci segue con troppe ripetizioni. 
Su Carignano ci sarebbero tante altre cose da dire e da mostrare e ci piacerebbe farlo, ma  ci dobbiamo limitare a pubblicare e commentare il materiale in nostro possesso.  Abbiamo già fatto un'eccezione "piratando" qualcosina al Galata Museo del Mare (che ringraziamo per "l'involontaria" collaborazione)  e,  strano a dirsi,  non ne siamo per nulla pentiti .... ma non deve diventare un'abitudine.