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lunedì 18 maggio 2026

Via GARIBALDI (ex Strada Nuova)

Strada Nuova, così venne chiamata nel momento della sua edificazione. 

Postata da Guido Bruzzone


Una strada "Nuova" nel nome e nei fatti.  Per la Genova dei carruggi nasceva un concetto nuovo: una strada ampia, carrozzabile, fiancheggiata solo da magnifici palazzi, ognuno dei quali era degno di di essere la dimora di un principe.

1846 G.Bonatti-guida Alizeri 1846- da "Strada Nuova" di Ennio Poleggi

1760ca.strada nuova A.Giolfi acquaforte-da Attori e strumenti del credito in Liguria

Immagine dal Web


Un vero progetto "rivoluzionario" per una città abituata agli spazi ristretti dei vicoli ed alle famiglie importanti arroccate nelle loro zone di influenza con intorno i loro "sodali".

1441insediamenti nobiliari-Una città... Bianchi&Poleggi


Una "rivoluzione" dei ricchi, della "nobiltà vecchia" nel suo periodo di maggior potere politico (ricordiamo la rivolta dei "nobili nuovi" nel 1575 (con il conseguente trattato di Casale nel 1576).

Alla fine del 1400 la situazione della zona era  così:

da Strada Nuova di Ennio Poleggi - Sagep - Gristoforo Grassi fine XV sec.. part. Cstelletto S.Francesco Torre Luccoli poi Baluardo S.Caterina


Le famiglie maggiormente interessate a questa "operazione immobiliare" erano: Pallavicini - Spinola di Luccoli - Grimaldi e Lomellini, appoggiati dal doge Luca Spinola.

Nonostante l'opposizione dei frati del convento di San Francesco (per la ventilato trasferimento del "postribolo" nel Forte di Castelletto), e dei proprietari degli immobili e terreni da confiscare, il progetto della costruzione di Strada Nuova, presentato nel 1550 fu approvato l'anno successivo. 


1550 Le aree di Strada Nuova  "Una città portuale del Medioevo di Bianchi e Poleggi"


Diversi motivi concorsero alla approvazione del progetto 

Il Comune aveva urgente bisogno di soldi per riparare la cattedrale di San Lorenzo (proprietà del Comune) ed era già pieno di debiti causati dalla costruzione delle "Mura del 1500" (1536...) e dall'allungamento del Molo Vecchio (triplicato nel 1543). Inoltre si dovevano costruire la Porte del Molo (Alessi 1551-1553) e le Muragliette dalla Porta del Molo alla Darsena (per proteggere la città dagli assalti  via mare). 

Spostare il "postribolo" sul Castelletto non richiedeva praticamente nessun esborso in quanto le mura verso la città erano state parzialmente demolite ma l'interno era integro ed adatto al nuovo utilizzo.

da "Strada Nuova" di Ennio Poleggi - Sagep ed.


I terreni e le case da demolire erano di pochissimo valore mentre si sarebbe potuto lottizzare il tutto e vendere i lotti come edificabili per cifre molto superiori ai ricchi "pretendenti", e con la differenza tra quanto speso e quanto incassato, affrontare le nuove spese più sopra elencate.

Area approx. della lottizzazione-(sempre da "una città...)


Non solo, ma trasformando la zona da "malfamata" (in quanto vicinanze del Bordello)  in "Zona di Pregio" (date le nuove lussuose costruzioni), il comune impose una "tassa di Miglioria"  alle rimanenti costruzioni della zona, ricavando ulteriori introiti. 

da "Strada Nuova" di Ennio Poleggi - Sagep ed.

Come dalla mappa precedente, le lottizzazioni procedettero gradualmente mediante successive aste. 

Qui la parte di Levante della Strada: 

da "Strada Nuova" di Ennio Poleggi - Sagep ed.
e la parte di ponente:



ed ecco la strada completa:
da "Strada Nuova" di Ennio Poleggi - Sagep ed.

Ancora una mappa per capire meglio:

1550 ca. crescita urbana sec XVI-da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e Poleggi


Ed ecco una vista "artistica" della Strada Nuova e dintorni nel 1616 ca. 

1616 Gerolamo Bordoni-(part)-Strada Nuova da "Strada Nuova" di Ennio Poleggi - Sagep ed.
 

La Strada Nuova continuò a chiamarsi così fino al 1882, quando fu intitolata a Giuseppe Garibaldi. PerdoniamoCornelius Gullit che nel 1887 non ne era ancora informato.

  

parte nord orientale di Strada Nuova
-1887-Cornelius_Gurlitt-da Strada_Nuova -Ennio Poleggi


Per non dilungarci troppo non ci soffermiamo sulla descrizione dei singoli palazzi  che eventualmente verranno trattati in post specifici.



lunedì 30 settembre 2013

Via 25 aprile, via Roma e Galleria Mazzini



Anche stavolta partiremo da lontano ..... per arrivare pian piano alla meta.


Pianta di Giacomo Brusco 1766 dalla raccolta dei Giolfi Palazzo Rosso ufficio Belle Arti


Abbiamo già visto che la città disponeva di poche strade adatte ad essere percorse con carri merci o carrozze, cosa di cui già nel 1700 si cominciava a sentire l'esigenza sia per ragioni "logistiche" che per esigenze di "decoro personale".

Allo scopo possiamo ridare una occhiata alla pianta della città  stilata dal Brusco nel 1766 dove vediamo che la splendida "Strada Nuova", costruita nella seconda metà del 1500, in pratica non aveva ancora  sbocchi veicolari verso il resto della città.
L'odierna via Cairoli era ancora in costruzione (aperta nel 1799) e da piazza Amorosa (Fontane Marose) o si scendeva per la stretta via Lomellini, o si saliva attraverso la Salita Santa Caterina, fino alla Spianata dell' Acquasola da dove si poteva scendere verso il Bisagno e le ville del Levante.

Ma uno che volesse andare dalla Strada Nuova al Palazzo Ducale non ci poteva andare certo in carrozza....


Particolare dalla Pianta di Giacomo Brusco 1766 dalla raccolta dei Giolfi Palazzo Rosso ufficio Belle Arti

Già nel 1550 era stata resa carrozzabile la strada Giulia, che dalla porta degli archi portava in San Domenico e di qui al Ducale.
Mancava proprio una strada carrozzabile tra piazza Amorosa e San Domenico, ma i tempi erano grami perchè la Repubbilica, stretta nella morsa delle grandi potenze,  con la flotta e i commerci in crisi e  le finanze scarse, aveva ben altre "gatte da pelare".

Così lo sviluppo urbanistico della città dovette aspettare .... tempi migliori ??
Che l'anessione all'odiato Stato Sabaudo fosse foriera di "tempi migliori"  molti allora ne dubitarono e tanti ne dubitano ancora .... però è indubbio che dopo la forzata annessione la città ebbe un grande sviluppo industriale, commerciale ed edilizio.

Qui volevamo arrivare, allo sviluppo edilizio, di cui hanno fatto parte anche le strade di cui vogliamo parlare.
La  zona compresa fra piazza Amorosa, salita Santa Caterina e San Domenico fu completamente stravolta e riedificata.

Dapprima, (1825),  fu edificata la strada Carlo Felice (via 25 Aprile), da Piazza Amorosa al teatro Carlo Felice (inaugurato nel 1828) allargando piazza S.Domenico.

particolare dalla Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori

Via Roma e Galleria Mazzini non sono riportate nella piantina del 1846 in quanto costruite tra il 1866 ed il 1877, ma le vediamo in questo stralcio di cartina del Touring Club Italiano del 1916.

particolare della piantina di Genova del T.C.I. del 1916

ed ora qualche cartolina d'epoca, cominciando con galleria Mazzini ed il suo elegante passeggio.



cartolina - ed. Calì - sped 1928

 Ancora una cartolina di A.Scrocchi stampata nel 1942

cartolina - editore A.Scrocchi - Milano 1942




Accanto, Via Roma era subito divenuta una strada molto trafficata;
carrozze e carri merci ed anche un carrettino trainato da un ragazzino (lavoro minorile ?)
cartolina - ed. ISFIM - non circolata


cartolina - ed. Barberis - non circolata

Lo slargo triangolare  fra via Roma, via 25 aprile ed i portici del Carlo Felice prendeva un pò pomposamente il nome di piazza Carlo Felice

da Genova Antica e Dintorni - ed Mondani


cartolina - ed. STA -  sped 1917

cartolina - ed. Calì - sped 1930