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lunedì 26 giugno 2017

...e la Lanterna sta a guardare...




...e la Lanterna sta a guardare...

Queste poche parole, in un post di Gianfranco Dell'Oro Bussetti, mi hanno provocato l'impellente necessità di iniziare questo post, senza sapere come andrà a finire. Uso il singolare per questo post perché non si tratta della solita ricerca a "due mani e due teste" ma una cosina che faccio "di getto" e... come viene... viene.

La Lanterna, questo antico simbolo di Genova, è nata in un angolo del golfo, per segnalare ai naviganti un approdo sicuro.
Non conosciamo la data esatta della sua prima costruzione né abbiamo l'immagine della sua forma iniziale. Era certamente una torre, abbastanza alta sul mare, sulla cui sommità si accendeva un fuoco, visibile da lontano.
la Lanterna stava lì, a sorvegliare arrivi e partenze, a segnalare pericoli, a vegliare sulla città, adagiata sul versante opposto della baia.

Mappa di Antonio Lafrery-Roma 1537- copia a stampa 1581 Palazzo Rosso ...


Di recente è stato restaurato all'Archivio di Stato questo disegno, che è la più antica immagine della Lanterna finora pervenutaci e che risale al XIV secolo. Questa immagine ci ricorda che in quei tempi la Lanterna c'era già, e proprio nel 1320 era stata disposta la sua illuminazione ad olio anziché a legna.

Lanterna 1320 da Storia di Genova e della Liguria di M.Dolcino ed.ERGA


Fuoco di fascine, lampade ad olio...il tempo passava... e la lanterna stava a guardare...

...nel 1481 La lanterna stava a guardare la partenza, e nel 1482 vide il ritorno vittorioso della flotta che aveva riconquistato Otranto sotto il comando di Paolo Fregoso, su mandato del papa Sisto IV.

1597 C. de Grassi ridipinge il Ritorno da Otranto della flotta di Paolo Fregoso partita nel 1481


e, ...mentre la Lanterna stava a guardare...

...vennero i Francesi e, nel 1507, costruirono la "Briglia",una truce fortezza accanto alla Lanterna per controllare l'accesso al porto e alla città ...
Alla Lanterna la cosa non piaceva, ma portava pazienza... e stava a guardare...

Domenico Pezzi 1513 particolare con briglia
Giorgio Vigne inizio sec. XVII Museo Navale Pegli Part. de La Briglia francese



Poi Andrea Doria cambiò "padrone" e cacciò i francesi nel 1513 distruggendo la Briglia a cannonate. Di cannonate ne prese tante anche la Lanterna, che era lì vicino e ...stava a guardare...

Ci volle qualche anno e tanti soldini del Banco di San Giorgio, ma finalmente, nel 1543 la Lanterna venne ricostruita. Il faro assunse così l'aspetto attuale, legato stilisticamente al mondo rinascimentale.

cartolina propagandistica della Società Alleanza Assicurazioni



E vennero i Savoia, spianarono il monastero di S.Benigno e ci costruirono le loro Caserme, bruttine e minacciose e la Lanterna... stava a guardare...

1812ca Garibbo dis, Pittaluga inc. parte di una acquaforte e acquatinta acquerellata - Monastero di S.Benigno 


Lanterna e Caserme di S.Benigno



Con il tempo il porto cresceva, circondando la Lanterna, con piazzali e moli...e la Lanterna stava a guardare...




Poi venne la guerra, con distruzioni e vittime, ma la Lanterna non subì danni e si limitò... a stare a guardare.

calata Bettolo 1943


Arrivarono i containers portando cambiamenti epocali nell'attività del porto... e la Lanterna stava a guardare.




Dinamite e ruspe hanno demolito la collina di San Benigno ed al suo posto sorgono come funghi i grattacieli...e la Lanterna sta ancora a guardare...

foto di Bruno Tore

Quante cose ha visto la Lanterna nella sua lunga vita... quante cose potrebbe raccontare... ma lei preferisce osservare in silenzio, dall'alto, questi piccoli esseri bipedi che si affannano a costruire ed a distruggere.  Forse, nel suo cuore di pietra, ride dei nostri entusiasmi e delle nostre paure.
Il nostro piccolo frenetico mondo continua a cambiare... e la Lanterna sta a guardare...



sabato 24 maggio 2014

Genova : il Porto dal 1850 al 1900






Con l'Unità d'Italia qualcosa si muove,  forse sono solo  i tempi che cambiano, l'industrializzazione del nord del paese,  o le diverse esigenze delle nuove navi a vapore,  chissà ?  (nel 1853 si inaugura la ferrovia Torino/Genova e "nasce" a Genova l'Ansaldo e nel 1880 viene fondata  la Piaggio)
O forse è  l'apertura del Canale di Suez, avvenuta nel 1859, che riporta in auge i porti del Mediterraneo riportandovi, dopo alcuni secoli bui, gli importanti traffici marittimi provenienti dall'Oriente.

Comunque sia,  anche a seguito della generosa donazione di 20 milioni da parte di Raffaele De Ferrari, Duca di Galliera, partono i progetti per l'ammodernamento del porto come mostra la seguente mappa del porto datata 1876 che "dovrebbe" essere tratta dalla guida ufficiale del Consorzio Autonomo del Porto di Genova (ci scusiamo per il condizionale ma non abbiamo ancora  avuto modo di verificare)



Vi si nota:

l'allungamento del Molo Nuovo verso levante 
l'allargamento della Darsena e la creazione una calata unica con riempimento a mare dalla Darsena fin quasi alla Lanterna ovvero il banchinamento di quasi tutto lo specchio portuale.
E finalmente possiamo mostrare qualche immagine fotografica dell'epoca con i lavori in corso per il banchinamento delle prime calate.

Sulla destra si vedono le calate degli Zingari e di Santa Limbania ancora incomplete.
In fondo la Lanterna e le caserme di S.Benigno; sulla destra la Cava della Chiappella
Copertina di Pubblicazione Periodica



Ancora Calata S.Lazzaro in costruzione e sulla destra la Passaggiata Panoramica  sopra ai magazzini portuali.

Cartolina Ed: Leonar - non circolata




La stessa epoca e zona ma vista dalla Lanterna 

Genova Antica e dintorni  ed. Mondani




Altra immagine di ampliamento portuale.
Tolozzi fa riferimento alla costruzione di Calata Lazzarini anche chiamata  S.Lazzaro
Copertina di Pubblicazione Periodica


La situazione nel 1883 è ben descritta da questa planimetria proveniente da un album acquarellato di Pietro Giaccone ( archivio CAP).
Vi si nota la Cava della Chiappella, da dove venivano estratti  i materiali necessari alla costruzione dei nuovi moli; il prolungamento in corso di Molo Lucedio (Duca di Galliera)  ed il banchinamento parziale del Molo Nuovo (molo al Passo Nuovo). Inoltre: un abbozzo del Ponte Federico Guglielmo (Stazione Marittima, ora Ponte dei Mille); Ponte S.Teodoro (ora Andrea Doria) e Ponte S.Lazzaro (ora Ponte Colombo) ed il Ponte Parodi, davanti alla Darsena, appena impostato (in costruzione).
Cosa ancor più importante, si vede il Molo Nuovo, poi Diga di Galliera, ancora in fase di prolungamento a doppio angolo per proteggere il porto dai venti meridionali (libeccio e scirocco). Operazione che verrà completata a breve con la costruzione del Molo Giano, che partendo dalle costa si allungherà verso la nuova diga per proteggere un nuovo ampliamento del porto a Levante.
Ma di questo parleremo diffusamente in un altro post. 


Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep


Piano delle cave della Chiappella nel 1883 da un album acquarellato di Pietro Giaccone ( archivio CAP).
Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep

Rappresentazione della costruzione della diga foranea da un album acquarellato di Pietro Giaccone (archivio CAP).
Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep



Contemporaneamente (1883/1888) veniva creato un nuovo molo a levante, il Molo Giano, che proteggeva l'ingresso del porto a est  del Molo Vecchio.  Qui vediamo i lavori di fondazione in corso.  In rada la nave scuola   "Scuola Officina Redenzione" (Garaventa).

Cartolina Ed. Leonar - non circolata




E finalmente, nel 1890,  terminati i lavori ed i fondi concessi dal Duca di Galliera, la rada interna fu completamente banchinata e dotata di moli sporgenti dalle calate.  come possiamo vedere dalla mappa seguente, anche se in questa data (1890) molte delle strutture riportate non erano ancora operative ed alcune erano solo in costruzione o persino solo in progetto  Col tempo ( e fondi permettendo) i moli sarebbero stati equipaggiati con capienti magazzini e moderni mezzi di lollevamento (almeno per il metro di allora).
 


 Con questa configurazione il porto era finalmente protetto dalle mareggiate di scirocco e libeccio, e presentava strutture portuali all'altezza delle esigenze industriali dell'epoca, anche se il paesaggio era stato snaturato ed aveva perduto il fascino d'un tempo.

Era finita l'epoca dei velieri ed iniziava l'epoca del ferro e del cemento.


Cartolina Ed. Brunner Zurigo


 Il porto nel 1900 sarà oggetto di un altro post,