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martedì 9 gennaio 2018

L'acquedotto di Genova alla Porta dei Vacca





Acquarello a seppia da "Aspetti di Genova nelle Vedute di P. D. Cambiaso" - di P. D. Patrone & G. L. Blengino.
P.D.Cambiaso ce lo mostra così, con un po' di macerie, sintomo di "lavori in corso", forse negli ultimi giorni della sua esistenza. Le terrazze di Marmo e la strada carrettabile Carlo Alberto faranno presto pulizia di gran parte di ciò che vediamo.


Siamo sulla strada della Ripa, rivolti a ponente. Le Torri della porta dei Vacca sono sulla destra ma noi vediamo solo il fianco della torre sud che regge l'arco dell'acquedotto che rifornisce la Darsena.
Da sotto l'arco spunta la "Porta della Darsena" un casotto fortificato che custodiva l'entrata della Darsena dalla parte della città. (lo trovate nella pianta del 1752)
L'acquedotto correva lungo le Mura del Vastato e poi lungo le mura che, fronteggiando il rio Carbonara, arrivavano alla porta dei Vacca e si legavano alla Darsena.
Quelle erano le famose Mura del Barbarossa, costruite in gran fretta (si dice) in soli 5 anni dal 1155 al 1159, e l'acquedotto ne sfruttava il percorso. 
Un ramo dell'acquedotto portava l'acqua alla Darsena, l'altro correva fino alle cisterne del Molo appoggiato al fronte delle case e dei portici della Ripa. Se non sbaglio, ne vediamo un pezzetto all'estrema destra con sopra dei vasi di fiori.

Nella  mappa del 1414 che segue vediamo il tracciato delle mura sopra descritto.

da "Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi ed. Sagep


Le "muragliette", a protezione della città sul fronte del porto, nella mappa del 1414 non ci sono ancora. Le inizieranno nel 1551 partendo dalla Porta del Molo e le termineranno solo più di 80 anni dopo, nel 1638, ricongiungendosi con la Darsena  (con calma e senza fretta... al contrario di quelle del Barbarossa...).
Ne vediamo un tratto sulla destra dell'immagine del Cambiaso (a destra dell'arco) .
Dove vediamo l'arco, in origine, c'era un pezzo delle "Mura del Barbarossa" che si congiungevano saldamente con quelle della Darsena.
Nel 1327 la cinta delle mura era stata ampliata e si chiudeva molto più a ponente, alla Porta di S.Tommaso, includendo la Darsena e rendendo quindi inutile quel tratto delle vecchie mura cui apparteneva la Porta dei Vacca.
A quel punto, la strada che passava lungo la Darsena, (via della Darsena) era stata collegata con la Ripa, attraverso l'arco che vediamo nell'immagine del Cambiaso .
Le Muragliette si vedono chiaramente nella pianta del 1752 che segue, che però omette il collegamento con l'acquedotto (l'arco del Cambiaso di cui stiamo parlando)

pianta del 1752 (Biblioteca Digitale Ligure-Pianta delle Vecchie Muraglie...)


Nel 1836 iniziò la costruzione della "strada carrettiera Carlo Alberto" e nel 1839 iniziò quella delle "Terrazze di Marmo". L'arco del Cambiaso e le Muragliette vennero spazzate via dal "progresso". Progresso che ci aiuta a datare il disegno del Cambiaso al 1836 ca. (chi ha detto che il progresso non serve a nulla? serve, serve...  serve a datare i disegni del Cambiaso, e non è poco...) 😉😃














sabato 5 settembre 2015

Ponte Morosini





Ponte Morosini

Nel cuore del Porto Antico, a levante del Vecchio Bacino di Carenaggio della Darsena, c'era una volta (nella seconda metà del 1800) il Ponte dei Salumi. Nel 1800 e fino a circa il 1930 vi ebbe sede la Capitaneria di Porto.

Pianta topografica della città di Genova 1879 di S.Muggiani (salumi)




Verso il 1870 il molo venne ribattezzato Ponte Morosini e la denominazione "Salumi" rimase per la sola adiacente "calata" (Calata Salumi). 

 cartina del TCI 1916







Nella seconda immagine (cartolina di Garzini e Pezzini Mi, del 1904) vediamo Ponte Morosini al centro dell'immagine con a sinistra il Bacino di Carenaggio ed a destra Calata Salumi.








 


La banchina era dotata di magazzini a più piani e gru (foto non datata, presumibilmente scattata fra le due guerre ?) 
 





La quarta immagine ci mostra l'imbarco nell'aprile del 1910 a Ponte Morosini della regina Alexandra moglie di Edoardo VII re d'Inghilterra.


L'immagine del Glascow Herald con traduzione sono gentilmente fornite da Marco Cazzulo





La quinta immagine è la trasformazione attuale del Ponte Morosini in ormeggio turistico. 









Al Ponte Morosini (come a molte altre parti del Porto) sono legati alcuni dei miei ricordi di gioventù. Era infatti lo scalo di due piccole navi della P&O che facevano la linea Inghilterra/Portogallo/Genova: l'Avocet e l'Avonmouth.





mercoledì 5 novembre 2014

Genova : Il Porto - la Darsena





La Darsena e L'Arsenale, iniziati a costruire nel 1283,  rappresentavano in antico la parte "militare"  del porto. Erano state create per la costruzione, ricovero ed armamento delle galee da guerra e rimasero "militarizzate"  a lungo anche dopo la perdita della loro funzione originale.
Qui ce le disegna Poleggi, come dovevano essere nel XV secolo.

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secolo X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep




Solo nel 1873 vennero "smilitarizzate" e passate al "servizio civile" diventando moli e magazzini commerciali.

Il museo Galata, a Genova, ospita alcune immagini interessanti fra cui i plastici di Darsena ed Arsenale in epoca medioevale.  Questo è l'arsenale:

Galata Museo Genova - foto degli autori


Ed ecco la Darsena delle galee:

Galata Museo del mare Genova - foto degli autori

Sempre del Galata Museo un dipinto con la darsena piena di galee:

Galata Museo del Mare - Genova - Foto degli autori


La Darsena aveva lo stesso problema del Mandraccio. A causa delle correnti e dei rivi che vi sfociavano tendeva ad "interrarsi" ed anche se le galee non avevano molto pescaggio, andava comunque periodicamente dragata.
In questo dipinto vediamo appunto le operazioni di pulizia del fondale effettuate mediante messa a secco del bacino stesso.

Darsena 1545 - tela di Cristoforo Grassi al  Galata Museo - tratto da: Una Storia Dipinta - ed. ggallery





Arsenale e Darsena nel 1537 dovevano presentarsi pressapoco così:

Particolare dalla Mappa di Antonio Lafrery-Roma 1537- copia a stampa del  1581 al Palazzo Rosso



Si trattava di strutture militari, quindi fortificate, come suggerisce l'immagine precedente ma sopratutto quella che segue, ovvero il  Bastione della Darsena (da un quadro del Dellepiane)

A questo bastione, in antico, era assicurato un capo della catena che sbarrava l'entrata del bacino portuale e che era tesa tra questo bastione ed il "Baluardo"  della Porta del Molo (Molo Vecchio).
I due grossi anelli che vediamo fissati alla base del bastione forse servivano proprio a reggere questa catena.

tratto da:   Genova Antica e Dintorni - ed. Mondani


Ancora un paio di immagini del XVIII secolo:

Antonio Giolfi : Inc. su carta 1769 Museo Galata- Genova



Particolare della Pianta di Giacomo Brusco - 1766 - dalla raccolta del Giolfi al Palazzo Rosso ufficio Belle Arti




E siamo nel 1840 con un particolare da un dipinto su tela di Carlo Bossoli - (Genova coll. privata)

Porto di Genova storia e attualità ed. SAGEP


Nel 1846 l'arsenale aveva perso ormai da molto tempo le sue caratteristiche di cantiere navale dove si costruivano e si riparavano le galee ed era stato totalmente interrato per ospitare magazzini della Marina Militare.
Le Autorità Militari non volevano cedere la Darsena e l'Arsenale al traffico commerciale nonostante queste aree ormai non fossero più utili ad una marina militare moderna.

Particolare dalla Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori


Intorno al 1850 a fianco della Darsena venne costruito il primo bacino di carenaggio in muratura di Genova, che qui vediamo in un dipinto conservato al Galata Museo del Mare

dipinto :  Galata museo del mare



E finalmente, nel 1873, Darsena ed Arsenale vennero cedute al porto commerciale che vi edificò nuovi magazzini portuali.

Nella foto del 1910 che segue vediamo la Darsena con il  "Ponte Reale"  (quello "nuovo", funzionale al Palazzo Reale, non quello antico con la fontana, che era situato davanti al Palazzo San Giorgio).

In fondo, al centro, Ponte Morosini.
 
cartolina 1910 - ed. Mangini



Ed ecco lo specchio della Darsena. Una nave è ormeggiata a Calata Di Negro dove vediamo il "quartiere" (magazzino) Cembalo.
A causa delle limitate dimensioni e dello scarso fondale (21 piedi)  al Cembalo potevano ormeggiare navi non più lunghe di 90 metri. I magazzini Cembalo erano serviti da due gru di banchina e dal 1916 erano dotati di magazzini frigoriferi.

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi




Quando la Darsena era stata ceduta dal Demanio Militare al porto commerciale vi si iniziarono a costruire i nuovi "quartieri":  Metelino, Tabarca, Cembalo, Caffa, ed infine lo Scio, terminato nel 1898.

Qui abbiamo la mappa dei "quartieri" commerciali nella Darsena  nel 1934

 GUIDA PAGANO 1934



 Sempre ai primi anni del 1900 risale questa foto con una diversa veduta della Darsena con al centro il "quartiere" Galata .

Delle vecchie strutture militari vennero recuperati e riadattati solo il Galata, che vediamo anche nella foto che segue, ed il Famagosta , lungo via Gramsci, che venne demolito nel 1962 per la costruzione della Sopraelevata.


da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi


il Galata visto da vicino

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi
L'interno del Galata

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi

Ancora il Galata

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi





Anni 50, ingresso della Darsena da Via Gramsci  e "quartiere" Famagosta
da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi




giovedì 2 ottobre 2014

Genova: il Porto - dalla Darsena al Mandraccio





Abbiamo già visto che il porto antico andava dalla Darsena al Molo ed abbiamo già visto gli sviluppi del Molo nel tempo.
Abbiamo già ricordato che la planimetria del porto non ha subito grandi mutamenti  dal medio evo fino all'inizio dei tempi moderni.
La seguente tela del 1640 "fotografa" la situazione del porto, che andava in pratica dalla Darsena al Molo Vecchio.


1640 Dipinto su tela di Domenico Fiasella



Il fronte, un tempo difeso solo da una catena tesa tra la Darsena al Molo, era stato fortificato con torri e mura tra la metà del 1500 e la metà del 1600e si presentava pressapoco così:

Immagine tratta da Guida Sagep n. 42



Abbiamo visto anche la costruzione in Darsena del primo Bacino di Carenaggio in muratura  che qui vediamo con sulla destra la Porta dei Vacca.

1850 Galata Museo del Mare


Lo stesso bacino fotografato in epoca più moderna e munito di gru elettrica,  (notare la Porta dei Vacca come nell'immagine precedente).

Immagine tratta da Guida Sagep n. 42



Altra immagini del Porto Antico, da prospettiva diversa,  sempre dalla stessa fonte

Immagine tratta da Guida Sagep n. 42



Da un dipinto d'epoca ospitato al Galata Museo del mare vediamo l'Arsenale, coperto da tetti di tegole, dove si costruivano e riparavano le galee militari. Nella Darsena venivano invece ospitate le galee pronte a prendere il mare e quelle in fase di "armamento ed approvvigionamento".

foto scattata al Galata Museo del Mare


Abbiamo già detto che il vecchio bacino portuale, dalla Darsena al Mandraccio aveva ciclici problemi di interramento per cui necessitava di periodiche operazioni di dragaggio del fondale per mantenere un accettabile "pescaggio" lungo i moli.

 Dal Galata Museo del Mare una tela del Grassi ci mostra le operazioni di approfondimento del bacino della Darsena (ci scusiamo per la qualità delle foto realizzate con poca luce, senza flash e "schiarite" elettronicamente).  Si può comunque vedere parte del bacino della Darsena messo in secca ed i lavoratori che scavano a mano il fondale e trasportano a spalla le coffe con il materiale estratto.
Più al largo, al  di fuori della Darsena, è al lavoro una draga.

1545 Cristoforo Grassi - foto scattata al Galata Museo del Mare



Anche il bacino del Mandraccio era stato approfondito con lo stesso metodo creando una palizzata "quasi" stagna tra il Molo Vecchio e il ponte Cattaneo.
Vediamo queste operazioni ben documentate nella tela di Dionisio de Martino del 1575. Possiamo notare lo scarico dei materiali su imbarcazioni a remi ed un pontone di sollevamento con argano a ruota. Vediamo inoltre le "cicogne"  , alti bilanceri sistemati sul molo con il compito di sollevare i secchi con cui una apposita squadra svuotava l'acqua che entrava nel bacino "quasi stagno" .

Dragaggio del Mandraccio nel 1575 - tela di Dionisio de Martino  Genova civico Museo Mavale - tratto da : il Porto di Genova ed. SAGEP



Al Galata Museo del mare abbiamo trovato anche un interessante plastico che riproduce la Darsena delle galee e l'Arsenale Navale

Arsenale Navale
Darsena delle galee



Vediamo ora qualche immagine più "moderna".
In questa abbiamo già una nave a vapore ormeggiata in Darsena, fuori dalla quale è già stato creato il Ponte Parodi. 
Non abbiamo una data precisa per questa immagine ma dal tipo di naviglio presente in porto azzardiamo una datazione appena precedente lo scoppio della prima guerra mondiale, diciamo intorno al 1910. Se qualcuno ha una idea più precisa è pregato di indicarcela e saremo lieti di correggere il testo.
Vediamo il bacino di carenaggio "vacante" e con la "porta" aperta.  Manca la gru elettrica che abbiamo visto nella foto precedente (che è molto più recente) ed al suo posto vediamo un bigo bianco sulla sinistra del bacino; non si distingue se è "fisso" oppure montato su rotaia.
 
Cartolina Ed. Bianco&Pancaldi - non circolata



In questa immagine del 1904: da sinistra, l'antico Bacino di Carenaggio che in questo momento ospita una nave ed ha la "porta" chiusa;  si vede il "bigo" che è sostenuto da una strana struttura che vediamo ergersi in sezione triangolare sulla banchina di destra, tra il bigo ed il magazzino; al centro della foto vediamo  Ponte Morosini che all'epoca era  sede della Capitaneria del Porto;  a destra in calata vediamo una gru piccola ed una più grande alle prese con le solite chiatte ed infine un veliero ormeggiato al Ponte Calvi .

Cartolina Ed. Garzini e Pezzini Mi - sped. 1904



Questa immagine, del 1910,  tramanda la partenza da Ponte Morosini della regina  Alessandra d'Inghilterra (1844/1925) per imbarcarsi sul panfilo reale.

riproduzione fotografica -  autore sconosciuto - data da definire

La data delle foto ci è stata confermata da Marco Cazzulo con questo articolo:





Questa cartolina è stata spedita nel 1916  e ci mostra la Darsena e il Ponte Reale visti dal mare.

Cartolina Ed. EBG-GPM - sped.1916



La Darsena nel 1910 e il Ponte Reale;  più in là, il Ponte Morosini.

Cartolina Ed. Mangini - non circolata



Panoramica del "porto antico", da destra : Stazione Marittima (ora Ponte dei Mille),  Silos Granario con Ponte Parodi, Darsena, Ponte Morosini, Ponte Calvi, Ponte Spinola, Ponte Embriaco, Mandraccio, e infine il Molo Vecchio.  La cartolina non è datata ma, vista la struttura della Stazione Marittima di Ponte Federico Guglielmo ( ora Ponte dei Mille), azzarderemmo una data tra il 1910 ed il 1915.
Cartolina Ed. Dell'Avo - non circolata



Terminiamo con questo panorama della città e porto in cui si notano i magazzini di  Ponte Spinola e Ponte Embriaco, il Mandraccio ed il Molo Vecchio. La nave Andrea C  ormeggiata al Mandraccio,  ci fa collocare la foto tra il 1948 e il 1958.

Cartolina Ed. Sbarbo - non circolata



mercoledì 16 luglio 2014

Genova : Il Porto - Bacini di Carenaggio



I bacini di Carenaggio oggi - Google Map



Da sempre le navi hanno avuto l'esigenza di ripulire periodicamente lo scafo, specie nella sua parte immersa nell'acqua (opera viva), dove proliferano piccoli organismi marini che aderiscono alla carena, danneggiandola e riducendo la velocità della nave.  Da qui il "carenaggio" .

foto dal web - autore ignoto


Nelle navi in legno questa operazione era accompagnata dal "calafataggio"  che consisteva nel tappare le piccole fessure che a volte  si venivano a creare tra due tavole di fasciame contigue. Questa operazione consisteva nel cacciare a forza stoppa e pece nelle fessure per rendere stagno lo scafo.

Quando le navi erano ancora in legno e di piccole dimensioni , bastava tirarle in secco (anche usando scivoli ed argani) quindi inclinarle su un fianco e si poteva lavorare "comodi".

Carenaggio al Molo Vecchio - part. foto Luciano Lulli


Con l'aumento delle dimensioni (e del peso) delle navi l'operazione di  tirarle in secco divenne  difficoltosa  e non più conveniente economicamente.

Si studiarono quindi altri sistemi e nacquero così i bacini di carenaggio.

Ci scusiamo per la premessa che vuole essere una spiegazione (rapida,sintetica ed incompleta) per coloro  che non fossero già al corrente di  queste procedure.
Chi volesse approfondire ulteriormente  l'argomento può trovare utili notizie a questo indirizzo:
http://www.leganavale.it/portale/architetturanav_lez25.asp


Ma torniamo alle nostre immagini.


Il primo bacino di Genova fu costruito in Darsena nella prima metà del 1800 ed è ancora attivo.

Qui lo vediamo in una rappresentazione del 1850 ospitata al Galata Museo del Mare.





Più o meno coevo dovrebbe essere il bacino galleggiante in legno di cui abbiamo le seguente immagine (al centro della foto mentre sostiene un veliero a "secco") :

Cartolina Ed. Paganelli -  non circolata


Cartolina con Darsena e Bacino di Carenaggio circa fine 1800

Cartolina Ed. Bianco&Pancaldi - non circolata



Nelle due ultime decadi del 1800 si ebbe un ampliamento del porto che a levante portò alla costruzione del Molo Giano e dei nuovi bacini in muratura come possiamo vedere in basso a destra in questa  mappa del 1890





Venne così  "mangiato" un tratto di costa molto bello e caratteristico dove le mura della città strapiombavano sul mare come mostra questa immagine

Cartolina Ed. Mangini - non circolata



Il bacino n. 1 iniziò a lavorare nel 1891  mentre era ancora in corso la costruzione del n. 2  di cui abbiamo la seguente immagine.
Possiamo vedere che il bacino era già operativo e conteneva una nave a "secco"  prima ancora di essere completato.

Copertina di Pubblicazione Periodica




Ed ecco una veduta dei due bacini appena ultimati con una panoramica delle navi alla fonda e della rada fino alla Lanterna.
Sul centro/destra della foto si può notare anche un bacino galleggiante  dalla forma peculiare di cui di seguito mostreremo un primo piano.

Cartolina ed.MTB - circolata con francobollo da 2 cent. ma data illeggibile



Ecco il bacino galleggiante dalla forma peculiare (a L anzichè a U) cui abbiamo accennato più sopra.
La forma a L permetteva un risparmio sulle dimensioni in larghezza del bacino in quanto, mancando una sponda si aumentava la superficie utile per contenere navi di maggiori dimensioni a parità di ingombro del bacino stesso.  La nave quindi non veniva centrata rispetto al bacino ma prendeva una posizione più verso destra (la parte senza sponda). Questo serviva anche a bilanciare il peso della sponda destra, oltre a consentire al bacino di servire navi di larghezza superiore a quelle che avrebbe potuto ospitare avendo anche la sponda destra. 

Copertina di Pubblicazione Periodica - foto non datata



Questo invece è un bacino galleggiante in ferro dalla forma classica.
Era stato costruito nei cantieri di Sestri Ponente nel 1873 e demolito dai cantieri Carena nel 1900 sullo scalo Giovanni Bettolo a Sturla.

Cartolina Ed. non rilevato - spedita anno 1900



Ancora i due bacini in muratura, in piena attività.
Si nota sulla sinistra un battello a ruota.
Sulla destra invece si vedono le prime officine al servizio dei bacini, con un'alta ciminiera.

Cartolina Ed. ISFIM - non circolata



Il Bacino n 3  venne costruito nel 1928 ma fu ampliato nel 1931 per ospitare il Rex da 51.000 tsl.

SAGEP  -  Porto di Genova



Tanto per dare una idea,  qui si sta "dando acqua"  al bacino n. 3 

Foto archivio CAP messa in rete da Antonio Di Lorenzi


Una nuova serie di immagini ci arriva da Carlo Carletto Scaparone. Si tratta di una pubblicità dell'ente Bacini del 1928




Nel 1934, la Guida Pagano riporta la seguente piantina dei bacini delle "Grazie"

Bacini delle Grazie da Guida Pagano 1934



Il resto è storia recente, di cui parleremo un'altra volta.