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martedì 7 marzo 2017

Chiesa del Gesù






La chiesa del Gesù ha origini antiche in quanto risalgono alla fuga da Milano del clero locale a seguito delle persecuzioni longobarde.

Il vescovo di Milano si trasferì a  Genova  nel 569 stabilendosi nel quartiere dei pollaioli vicino alla cattedrale di San Lorenzo.  L' esilio genovese durò fino alla metà del VII  secolo.
La presenza dei milanesi in città necessitò di una chiesa che fu costruita nel loro quartiere e intitolata a sant'Ambrogio.

La chiesa "insiste" sui ruderi di una villa "romana" del II sec. DC finora solo parzialmente indagati.

In questa mappa il Poleggi ci mostra sa situazione cittadina nel sec. XI e vediamo la chiesa del Gesù quasi al confine delle mura del IX secolo.

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secolo X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep sec XI




L'edificio passò poi nelle mani dei  Gesuiti, giunti a Genova nel 1522, che lo ristrutturarono fino alla forma attuale arricchendo la chiesa di pregevoli capolavori.  Alla loro presenza si deve il cambiamento del "titolo" in "Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio ed Andrea".  (oggi meglio conosciuta col più breve nome di Chiesa del Gesù).  La "intravediamo" in questa "mappa" del XVI sec.

Anonimo sec.XVI- chiesa del Gesù + Palazzo Ducale




La facciata venne completamente rifatta nella seconda metà del XIX secolo dopo la demolizione della cortina di Palazzo Ducale  (dalla quale, in precedenza, un  archivolto metteva in comunicazione diretta il palazzo  con la chiesa del Gesù. Questo passaggio, realizzato nel XVI secolo,  entrava direttamente nella facciata della chiesa).  Qui lo vediamo in un disegno di Domenico Cambiaso






 La Nuova facciata fu completata nel 1894 e vi vennero inserite le due statue  di sant'Ambrogio e sant'Andrea.
da  "strade Ritrovate"  -  pubblicazione della Regione Liguria



 La chiesa era situata proprio al limite delle zone da demolire per realizzare la nuova piazza De Ferrari e Via Dante,  che abbiamo cerchiato in rosso in questa piantina del 1846.

Carta topografica della città di Genova 1846 ed. Libreria Grondona di proprietà degli autori


Dopo le prime demolizioni la chiesa divenne parzialmente visibile da piazza De Ferrari, qui nel 1909.

da Album fotografico di Genova Antica edito da Mondani




Nel 1916, le demolizioni erano quasi terminate ed i nuovi palazzi costruiti, meno quella della Navigazione Generale Italiana che verrà "appiccicato" alla chiesa a formare un tutt'uno con essa.
Intanto vediamo la piantina del 1916:

Mappa del TCI 1916


Il palazzo della N.G.I. (poi Italia di Navigazione) verrà appunto costruito nell'area tratteggiata a forma di L rovesciata che contorna la chiesa. Chiesa che qui vediamo, nel 1914, con ancora dei vecchi caseggiati appoggiati al campanile.

cartolina edita da STA  spedita nel  1914


Dopo la WW1 iniziarono le demolizioni delle case ancora appoggiate alla chiesa e facenti corpo unico col campanile. Così anche il campanile dovette essere demolito e poi ricostruito insieme al nuovo Palazzo della N.G.I.  In questa (cartolina del 1920), vista da Piazza De Ferrari , la chiesa si presentava così, senza campanile:

Cartolina edita da Mangini



Nel 1924 viene completata la costruzione del palazzo della N.G.I. nelle modalità prima descritte, qui lo vediamo un una cartolina spedita nel 1925.  La chiesa non è più visibile da piazza De Ferrari. e ne vediamo spuntare solo la cupola.  Evidentemente il campanile non era ancora stato terminato.

29 pal. Nav.Gener.Ital. by Dell'Avo sped 1925 r (2)


Una foto dall'aereo scattata nel 1930ca ci mostra questo "strano accoppiamento" con il campanile terminato .

DeFerrari dall'aereo by Traldi MI 1930 ca.



Una immagine più recente , purtroppo non datata, con il campanile in corso di restauro.
da  "strade Ritrovate"  -  pubblicazione della Regione Liguria


La chiesa ospita numerosi capolavori, ma dell'interno parleremo in una prossima occasione.


















martedì 14 aprile 2015

Genova - Palazzo Ducale







Anonimo XVI sec. - Palazzo Ducale


Il Palazzo Ducale visto qui sopra ci appare diverso da come lo conosciamo ed ancora più diverso ci sarebbe sembrato nei secoli precedenti.

Nel 1291 i capitani del Popolo acquistarono gli edifici che si affacciavano sulle odierne salita dell'Arcivescovado e via Tommaso Reggio nonché l'adiacente palazzo di Alberto Fieschi, dotato di una torre in seguito detta "Grimaldina", già utilizzato come sede dai capitani del Popolo a partire dal 1272 a causa dell'esilio dell'aristocratico. L'accorpamento portò alla realizzazione del palazzo degli abati, del quale è visibile parte del Loggiato su via Tommaso Reggio.

Ma meglio di noi lo spiega il Poleggi, illustrando i passaggi più salienti con una serie di mappe .







 






Per chi non avesse tempo e voglia di seguire le dotte spiegazioni del Poleggi, abbiamo preparato un nostro "riassuntino" del quale  speriamo perdonerete eventuali omissioni ed inesattezze.
  
Il palazzo, che con la nomina nel 1339 del primo Doge aveva assunto il nome di "ducale",  subì una serie di trasformazioni a partire dalla seconda metà del XIV.  L'edificio venne ingrandito con l'aggiunta di nuovi corpi di fabbrica a est, a formare una sorta di "C" intorno all'odierna piazza Matteotti, e a nord, fino a occupare uno spazio corrispondente all'attuale corpo centrale. Gli interventi voluti dall'Adorno non variarono l'accesso principale del palazzo, che continuò a essere mantenuto su via Tommaso Reggio. (quindi a quell'epoca il palazzo assunse grossomodo la configurazione attuale).

Una nuova importante trasformazione ebbe luogo verso la metà del XV secolo con la costruzione della cosiddetta  "cortina"  un corpo di fabbrica destinato a ospitare la guarnigione che collegava le ali a est e a ovest di piazza Matteotti, di fatto trasformando la piazza in un cortile fortificato e rendendo il palazzo una sorta di cittadella del potere isolata dal resto della città.
Non si conosce con esattezza la data di realizzazione della cortina, ma la nomina nel 1470 di un "capitano della porta di palazzo" fa pensare che a quel tempo la sua costruzione fosse terminata. Con la realizzazione della nuova ala infatti venne chiuso l'accesso da via Tommaso Reggio e il nuovo ingresso venne posto al centro della nuova costruzione.

Qui vediamo la Cortina in un disegno di Domenico Cambiaso

tratto da:   "Strade Ritrovate" -  pubblicazione a cura della Regione Liguria

1777- Pietro e Gaetano Cantoni- rilievo del Corpo di Guardia del Palazzo Ducale - particolare - china color seppia su carta vergata


Giusto per dare una idea pubblichiamo la pianta del palazzo nel 1729 (piano terra + piano nobile)

1729- pianta redatta dal cap.no ing.re Tallone




Da notare che via S.Lorenzo non esisteva ancora e dal Ducale al mare (la Ripa) si andava per vicoli: via T.Reggio o Canneto il Lungo. (questo per circa tre secoli, con pochi mutamenti).
La mappa del 1766 di Giacomo Brusco ci sembra una buona base per capire dove siamo e contestualizzare edifici e viabilità dell'epoca.

Vediamo  S. Domenico (12) e strada Giulia;  la cattedrale di S.Lorenzo (40) e la chiesa del Gesù (53).
La piazza ora si chiama "piazza Nuova"  ed è stata creata nel 1527 demolendo il "Carrubeus Ferrariorum" che ospitava botteghe di fabbri e calderai, spostate sotto i nuovi edifici porticati creati appositamente.  La piazza prese il nome di "Piazza Nuova di Ferreria" per poi restare come "Piazza Nuova" anche in seguito, per i successivi tre secoli, quando ormai le attività artigianali di "ferreria" avevano abbandonato il sito.


Pianta di Giacomo Brusco 1766 - dalla raccolta del Giolfi - Palazzo Rosso - ufficio Belle Arti



Questa mappa del 1846 ci mostra il Ducale ancora con la cortina (aperta al centro?) ma qualcosa è cambiato: è stata aperta via San Lorenzo, con il nome di Strada Carlo Alberto (già, sono arrivati i Savoia.....)

Carta Topografica della Città di Genova -  ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori



Già, sono arrivati i Savoia, ed il Ducale ha ormai perso le sue funzioni di Palazzo del Governo della Repubblica.  La "cortina"  non serve più .... e verrà demolita negli anni 1840 dando così più respiro alla piazza (divenuta piazza Umberto I) che si allarga fino alla scalinata d'ingresso, proprio come la vediamo adesso ed in questa cartolina spedita nel 1907.

cartolina , editore Dellepiane - spedita 1907


Continuiamo con una immagine "Pasquale"  di cui non siamo riusciti ad interpretare la data del timbro postale. (Data l'affrancatura da 2 cent. dovrebbe risalire agli ultimi anni del 1800)

cartolina - editore Testa - data illeggibile



Di Piazza Nuova, abbiamo recentemente "acquisito" una interessante immagine pubblicata su FB da Pietro Cassani che la data 1880



Dell'inizio del 1900 è invece questa immagine con il carosello dei tram davanti al Palazzo Ducale in piazza De Ferrari. La facciata fu ridipinta nel 1938 nel corso dei restauri su altre parti del palazzo  a cura di Orlando Grosso. 

Foto pubblicata su FB da Gianna Levati




Questa cartolina di Taraldi-Milano, non circolata ci mostra il palazzo Ducale dall'aereo. Non siamo in grado di datarla con esattezza, possiamo solo dire che è stata scattata tra le due guerre.

cartolina edita da Taraldi.Mi- non circolata



Anche il Palazzo Ducale fu bombardato durante la seconda guerra mondiale

Rivista Comunale gennaio 1943



Riparato nel Dopoguerra, il palazzo venne completamente restaurato in occasione delle Celebrazioni Colombiane del 1992.

Questo, anche se non datato, è piuttosto recente.

foto dal web



Le statue di Andrea e Gianni Andrea Doria erano state poste all'entrata del Palazzo Ducale su Piazza Nuova.  Nel 1797, durante i moti che portarono alla proclamazione della Repubblica "Popolare", vennero fatte a pezzi. Le parti che erano state salvate alla distruzione sono state restaurate nel 2010 e ricollocate sul primo pianerottolo dello scalone del Palazzo.
Nella stampa di Berlendis Giuseppe, che segue, vediamo le statue sui piedistalli in una "ricostruzione virtuale"
Berlendis Giuseppe-1828-facciata PalazzoDucale "con statue"


 

Cinzia Vassallo ci ha informato che, intorno al 1999/2000 in occasione della mostra El Siglo de los Genoveses furono collocate all'esterno di palazzo Ducale in piazza Matteotti sui basamenti originali (ne curai la cerimonia) due copie perfette delle statue di Andrea Doria e di Giovanni Andrea Doria, realizzate dallo scultore Lorenzo Garaventa, che però scomparve prima di completare l'ultima statua. che venne ultimata dalla sua allieva Luisa Caprile.
Le statue in gesso sono nel deposito di via Fillak ed un vero peccato perchè sono di altissima qualità. Le forme in vetroresina che ne vennero ricavate pare siano state date alla Villa del Principe.

Al momento non possediamo foto delle copie ma solo quelle degli  originali mutilati

foto degli autori


foto degli autori




Risalendo lo scalone sulla destra troviamo il vecchio stemma della Repubblica ed i grifoni con le code alzate.

foto degli autori



Aggiungiamo, a titolo di curiosità, alcune informazioni :

Il palazzo Ducale era provvisto di viveri e munizioni tali da resistere ad un assedio ed aveva grandi riserve di acqua nelle cisterne sotterranee.






Inoltre nei fondi del palazzo erano conservate le riserve di olio della intera città

Foto di Elio Berneri


Il Palazzo ha ospitato, dal 1935 al 1997, il barchile di piazza Ponticello, prima che lo stesso fosse spostato nella attuale posizione in Campetto.






E con queste ultime immagini pensiamo di essere arrivati in fondo alla nostra storia a completamento della quale segnaliamo questo filmato su YOUTUBE: https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D3N4uBiPS_Cc& .  
oppure: https://youtube.com/watch?v=3N4uBiPS_Cc&fbclid=IwAR1IeQ3Q89d7eavviT9szq-evZzd1ertXnsYpqBmCPVg_uUXLCsNeRAaB2k










venerdì 4 ottobre 2013

Via San Lorenzo, Piazza Matteotti e Palazzo Ducale


Piazza Ferreria - 1600ca.

Abbiamo esordito con un bel dipinto di piazza Ferraria nel 1600 ca. (poi piazza Nuova, poi Umberto I poi Matteotti) perché è una bella immagine e presenta il post in maniera più allegra della sfilata di mappe che verrà dopo.  Già che la vediamo la commentiamo. Poi, con un bel salto indietro nel tempo, cercheremo di partire dal principio (o quasi...)
Piazza Ferreria in un giorno di mercato ... a destra la palazzata di Vico Paglia. A sinistra il Palazzo Ducale con la "cortina", realizzata nella prima metà del 1500. Dietro occhieggia la chiesa del  Chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio ed Andrea, che con il successivo abbattimento della "Cortina" tornerà a "farsi vedere! a filo dell'ala destra del Palazzo. Prego notare la fontana in fondo alla piazza. Per non ripeterci ne parleremo più avanti.

Abbiamo parlato della Cortina costruita nella prima metà del 1500 (1532 ?) . Perché prima della Cortina la piazza non c'era.  C'era la "ferraria" un quartiere di vicoli e casupole, botteghe ed abitazioni dei fabbri ferrai, e calderai il "Carrubeus Ferrariorum. Lo spiazzo così creatosi prese il nome di "Piazza Nuova di Ferreria" ed era dotato di portici sotto i quali trovavano posto botteghe e banchetti. Nella piazza si trovava anche una fontana, che in seguito venne trasferita di fronte alla chiesa di San Domenico.  Quando tale edificio fu demolito durante i lavori che portarono alla realizzazione del teatro Carlo Felice la fontana fu nuovamente spostata in Piazza Marsala.
  (qui in grigio l'area del Ducale a fine 1300)

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secolo X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep



Per proteggere il Palazzo dai frequenti disordini politici dell'epoca... Opizzino D'Alzate, che reggeva il governo di Genova  in nome del Duca di Milano, chiuse l'entrata del Ducale fortificandola con la costruzione della "Cortina" e fece piazza pulita delle costruzioni antistanti. Così il quartierino di "ferraria" divenne "piazza Nuova di Ferraria"

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secolo X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep




Prendiamo ora la mappa di Giacomo Brusco, che qui riportiamo in versione "quasi" integrale per miglior riferimento.

Siamo nel 1766, quasi alla fine della indipendenza della Repubblica Genovese, almeno di quella oligarchica "vecchia maniera".

Già da una prima occhiata "da lontano" si evince che la rete stradale cittadina è complessa, intricata, tortuosa, poco agevole, come si addice ad una città tutta arroccata in posizione difensiva. L'eredità di una città costruita per "fazioni" per "divisioni" con il rifiuto intrinseco di un omogeneo piano regolatore.

L'accesso da ponente è bloccato dalla collina di San Benigno, che rende precari i collegamenti stradali con il ponente.
L'accesso da levante è condizionato dall'imbuto creato dalla porta degli Archi, ottimo per la difesa ma deleterio per lo sviluppo del traffico stradale.
Un carro carico di merci che dal "porto franco"  volesse raggiungere l'entroterra (o viceversa) avrebbe vita dura in queste condizioni viarie.

Pianta di Giacomo Brusco 1766 dalla raccolta del Giolfi Palazzo Rosso ufficio Belle Arti


Ad esempio, venendo da porta d'archi, si trovava via Giulia, abbastanza carrabile fino a piazza S. Domenico, poi giù lungo il Palazzo Ducale per via dei Sellai (via Cardinal Boetto) fino alla "Piazza Nuova"  e San Lorenzo .... poi ??  Poi si andava a piazza Campetto e di lì a Banchi e finalmente in Sottoripa. Il resto erano viuzze e vicoli.
Avete appena letto la "new entry" : Piazza Nuova.  Già i "ferrai"  erano traslocati in Piccapietra, quindi la "ferraria" si perse col tempo e rimase "piazza Nuova" (nome che faceva "pendant" con la "Via Nuova" due cose "nuove" in una città per altro avara di "novità.

P.D. Cambiaso_da Strade Ritrovate - ediz. Reg.Liguria


Ma i tempi stavano per dare una brusca svolta. Arrivata e trascorsa la "meteora napoleonica" i Genovesi si trovarono "annessi" al nemico di sempre, il Regno Sabaudo, e dopo la breve e sanguinosa rivolta del 1849 dovettero far buon viso alla nuova situazione. Situazione che, nonostante l'orgoglio ferito per la perduta indipendenza, portava con se anche  indubbi vantaggi commerciali.

Il primo vantaggio era che, non dovendo più difendersi dalle minacce esterne, la città poteva dedicare più energie al proprio sviluppo urbanistico e commerciale, favorito quest'ultimo dalla nascente industrializzazione e dal fatto che il porto diventava il principale emporio del Regno Sabaudo.

Già nel 1835 Carlo Alberto autorizzava la costruzione della "carreggiabile Carlo Alberto" che copriva il percorso delle attuali  via Gramsci e via San Lorenzo creando un collegamento diretto e veloce tra la zona portuale e Piazza Nuova (p. Matteotti)  come vediamo nella immagine seguente datata 1846. Qui vediamo anche che si sta aprendo la "Cortina" per cui a piazza assunse l'odierna forma a T negli anni immediatamente successivi.

particolare della Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori

Via San Lorenzo venne creata ex novo,  mutilando brutalmente antichi palazzi in modo da creare una carrabile a due corsie tra la Raibetta e la Piazza Nuova 

2 via S.Lorenzo da viaggio nei Caruggi di Riccardo Navone - fratelli Frilli editore


Come vediamo dalla mappa qui sopra, con l'occasione, venne allargata, abbassata e ripavimentata anche la Piazza San Lorenzo.  Durante i lavori vennero ritrovati interessanti resti archeologici. (solo per questi servirebbe un post a parte.
 1839 s.Lorenzo da Genova Preromana di Piera Melli




Abbiamo "divagato" a lungo, andando fuori tema col parlare di viabilità e ce ne scusiamo.

Torniamo in "Piazza Nuova"  usando il nome che abbiamo letto nelle mappe precedenti e cercheremo di restare in tema.

La località dove sorge la piazza era abitata fino dai tempi antichi come confermano reperti databili al primo secolo d.C.

La chiesa ora chiamata "chiesa del Gesù e dei Santi Ambrogio e Andrea ha anch'essa una storia antica in quanto costruita dal clero milanese fuggito a Genova nel 569 d.C. per evitare le persecuzioni longobarde.

La cattività genovese durò fino alla metà del VII secolo e la presenza dei milanesi in città necessitò di una chiesa che fu costruita nel loro quartiere e intitolata a sant'Ambrogio.

L'edificio passò poi nelle mani dei Gesuiti, giunti a Genova nel 1522, che la ristrutturarono fino alla forma attuale che risale al 1589 arricchendola di pregevoli capolavori.

Qui abbiamo la chiesa  ed un angolo del Palazzo Ducale nel 1904.  A destra notiamo i vecchi palazzi demoliti  agli inizi del 1900 per far posto alla Via di Porta Soprana.
Ci mettiamo solo una foto perché la chiesa merita un post a parte, tutto suo, che trovate altrove.

cartolina -  ed.  non rilevato - sped. 1904

Anche del palazzo Ducale abbiamo parlato in un post a parte, qui ci limiteremo a pochi cenni indispensabili.
La costruzione del Palazzo Ducale ha inizio  alla fine del XIII secolo, all'apice della potenza militare della Repubblica, vittoriosa nel 1284 sui Pisani alla Meloria e sui Veneziani nel 1298 a Curzola.

Giunto alla nostra epoca attraverso numerose ristrutturazioni, ha da sempre l'entrata principale su piazza Matteotti e quella secondaria su Piazza De Ferrari.
Il palazzo era inoltre chiuso da una "cortina"  che ne limitava l'accesso dalla parte di Piazza Matteotti. Detta cortina fu demolita nel corso della creazione della già citata "strada Carlo Alberto" nel tratto di via S. Lorenzo, dando alla piazza la sua forma attuale.

cartolina - ed.  Dellepiane - sped 1907




 Agli inizi del XX secolo Piazza Nuova  fu ribattezzata Piazza Umberto I in onore del re d'Italia, come vediamo nella cartolina che segue, che non siamo riusciti a datare ma che si colloca senz'altro più vicina alla prima che alla seconda guerra mondiale.

cartolina -  ed. Alterocca Terni non circolata

Anche via San Lorenzo, che si intravede nella immagine precedente, deve la sua forma attuale alla costruzione della Strada carreggiabile Carlo felice del 1840.



La Cattedrale di S.Lorenzo è stata consacrata nel 1118 sul luogo dove sorgeva un cimitero con una cappella dedicata al Santo.
Questa è la versione della facciata realizzata nella metà del XIX secolo

da Genova Antica e Dintorni ed. Mondani

Questa invece è l'odierna versione  della facciata , dopo l'ultimo restauro che ha eliminato il terrazzino che univa la loggia al campanile.

2013 - foto degli autori


Anche  alle vicende di  San Lorenzo è stato dedicato un apposito post.