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martedì 22 ottobre 2013

Via Madre di Dio





La zona nel sec. XIII  Da uno studio del Poleggi.  La mappa ci mostra la zona del Rivotorbido ancora spopolata.

Rivotorbido sec XIII da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep


Nel XV secolo le sponde del rio Torbido si erano già popolate di case ed attività artigianali e commerciali (tessitori, conciatori, tintori, lanaioli, etc)

sec XV da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep 9



Col passare del tempo un fitto agglomerato di case finì col popolare tutta la zona dal Rivotorbido, alle vechie  mura che ancora cincevano la zona di Sarzano.  Il Rivotorbido venne tombinato e divenne un percorso stradale che da ponticello scendeva al mare.

Abbiamo titolato semplicemente Via Madre di Dio, ma avremmo dovuto spiegarci meglio.
Ci riferiamo appunto  al suddetto percorso stradale che, seguendo il corso del rio Torbido, portava da Piazza Ponticello (Piazza Dante) al mare, passando sotto al Ponte di Carignano.

Percorso che, all'epoca,  prendeva tre nomi in successione:  Borgo dei Lanaiuoli,  via dei Servi, via Madre di Dio, sbucando in piazza Marco Reodano, fra le mura della Marina ed il retro dell'Albergo Popolare .  (qui illustrato da una cartina del 1916).

particolare della cartina del TCI  - 1916


Un percorso antico, che seguiva il corso del Rio Torbido, e dava origine ad un borgo che costeggiava le mura del Barbarossa e risaliva al XII secolo.

Un borgo originariamente abitato da tessitori di lana provenienti dalla Fontanabuona e perciò denominato Borgo dei Lanaiuoli.


Il borgo, infossato tra il colle di Sarzano e quello di Carignano,  mantenne nel corso dei secoli la sua caratteristica edilizia popolare: case alte che davano si viuzze strette su cui si affacciavano numerose "botteghe" artigiane.

Con la costruzione della chiesa di S. Maria dei Servi  (sec. XIV - officiata dall'Ordine dei Servi di Maria), il tratto prospiciente alla chiesa  prese il nome di via dei Servi.
La chiesa fu poi distrutta dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e fu ricostruita alla Foce.

Il tratto finale, che passa sotto il ponte di Carignano, era denominato Via Madre di Dio.
Prendeva il nome dalla chiesa e convento della Madre di Dio fondato nel 1680, che si trovava e (miracolo?) ancora si trova accanto ad un pilone del ponte di Carignano.

La chiesa subì numerose traversie e bombardamenti, a cominciare da quello francese del 1684 e finire con quello della Seconda  Guerra Mondiale. Nel dopoguerra rimase a lungo in abbandono e solo nel 2008, dopo gli opportuni lavori di restauro, divenne la sede della Biblioteca Franzoniana.

La parte superiore del quartiere, dall'inizio del Borgo dei Lanaioli fino all'altezza della chiesa dei Servi, era già stata "erosa" nel  1935 con la creazione di Piazza Dante. Qui la vediamo ancora intatta in una immagine di fine 1800.

cartolina ed Valenti  non circolata

Questa immagine, più o meno della stessa epoca della precedente, ci da una vista del campanile e del tetto a terrazza della chiesa dei Servi.



Sempre via Fieschi, nel 1910. A sinistra vediamo il campanile della chiesa dei Servi e le case adiacenti, giù giù fino a piazza Ponticello  

cartolina - ed.Ferro - sped. 1910   



In questa foto del 1935 la "torre Piacentini" (grattacielo di p.Dante) si è già mangiata il Borgo Lanaiuoli e guarda dall'alto in basso la chiesa dei Servi e via Madre di Dio.
Sulla sinistra la chiesa dei Servi, via Fieschi e la chiesa di Carignano.  Al centro, via dei Servi ci appare transennata all'altezza del portone della chiesa. Le rovine dell'edificio in basso al centro fanno da deposito all'attrezzatura del cantiere.
Dietro, nei vicoli,  la vita scorre normale, almeno per ora.

cartolina - ed.  Mangini - non circolata


Dicevamo poch'anzi che era un quartiere di abitazioni popolari, caruggi, per cui nonostante i tanti secoli di vita intensamente vissuta ci sono pervenute poche immagini del "borgo" e di via dei Servi.

Invece via Madre di Dio, aveva come "attrazione" il pluridipinto e plurifotografato Ponte di Carignano, per cui valeva la pena di fare e spedire una cartolina. Quindi vi faremo vedere via Madre di Dio  "in tutte le salse" .


1875 (sostiene il Mangini) - il ponte non ha ancora le inferriate anti-suicidi

cartolina - 1875 -  ed. Mangini - non circolara


 Questa immagine è la più bella in quanto rappresentativa della popolazione del quartiere.



In strada solo pochi bimbi ed alcune "comari" mentre un mulattiere conduce due muli carichi, ignaro di passare al ricordo dei posteri. In alto è una vera festa di panni stesi (giorno di bucato ??)

cartolina - ed. Mangini - non circolata

1902- bottegai (col grembiule), passanti e fanciulli, tutti schierati in posa in mezzo alla strada, fanno "pendant" con i panni stesi al secondo piano

stampa omaggio del SecoloXIX

La stessa inquadratura nel 1978, dopo lo scempio edilizio del "centro dei Liguri" e dei "giardini di plastica"
stampa omaggio del Secolo XIX




Due immagini  del quartiere ancora intatto visto dall'alto.

v.dei Servi prima della demolizione da GENOVA di E.Poleggi e P Cervini

immagine tratta da :  Viaggio Nei Caruggi di Riccardo Navone  -  ed. Fratelli Frilli


La chiesa della Madre di Dio prima della demolizione del quartiere.

riproduzione fotografica non annotata


La chiesa (a sinistra) a demolizioni iniziate

riproduzione fotografica  non annotata


Demolizioni in via dei Servi.
In alto via Fieschi e Carignano
In basso i "lavatoi dei Servi" (o del Barabino) così detti perchè sorgevano accanto alla chiesa dei Servi.  Costruiti nel 1797, ai tempi della Repubblica Ligure (di ispirazione giacobina), sono stati smontati e ricomposti dalla parte opposta della valletta, sotto la via del Colle, dove sorgeva la "piazzetta dei lavatoi del colle" anch'essi cancellati dal "progresso".

riproduzione fotografica non annotata

Una  "panoramica" degli sventramenti,  come la si vedeva in quegli anni dal grattacielo di piazza Dante

riproduzione fotografica non annotata


Non si salvò dal piccone nemmeno la casa natale di Nicolò Paganini, in vico del Colle di Gattamora.





I lavatoi dei Servi sono stati spostati sul lato opposto della valle, nei "giardini di plastica, sotto via del colle e lì abbandonati al vandalismo dei "nuovi barbari".

Foto degli autori


Risparmieremo ai lettori una foto dei famigerati "giardini di plastica" e dei palazzi che gli fanno da contorno e ci concentreremo su una simpatica iniziativa a perenne ricordo dello scempio edilizio commesso :  la targa ricordo posta a cura degli abitanti degli antichi quartieri.

foto degli Autori








sabato 19 ottobre 2013

Via Fieschi




Via Fieschi fu costruita nel 1868, su terreni appartenenti alla omonima famiglia, per collegare Carignano (pallino rosso) a Via Giulia (p.giallo), passando per piazza Ponticello (p.verde).

Primo riferimento la mappa del 1846, che ci mostra la zona pochi anni prima dell'inizio della costruzione di via Fieschi.

Vediamo, contrassegnato con la lettera "A", il seminario arcivescovile  mentre quella con la crocetta è la chiesa dei Servi che contrassegna il percorso "Bogo Lanaiuoli"- via dei Servi - via Madre di Dio.

Via Fieschi taglierà diritta dalla chiesa di Carignano a piazza Ponticello lasciandosi a sinistra la chiesa dei Servi ed a destra il seminario.

Come si nota nella piantina la parte verso Carignano non era edificata per cui quella parte di via Fieschi fu costruita senza fare grosse demolizioni, a parte il muraglione che la sosteneva tenendola ad un livello superiore di via dei Servi e delle costruzioni a lei pertinenti.  Infatti, come vedremo nelle immagini successive, il tetto della chiesa dei Servi era di poco superiore al piano stradale di via Fieschi.

Invece la parte vicina al seminario (a nord di salita San Leonardo) era edificata. Gli edifici sulla sinistra (Borgo dei Lanaiuoli) rimasero intatti (per il momento), mentre quelli sulla destra (verso il Seminario)  furono demoliti e ricostruiti.

particolare dalla Carta topografica della città di Genova 1846 ed. Libreria Grondona di proprietà degli autori

Secondo riferimento è la piantina del T.C.I. del 1916, che ci mostra via Fieschi costruita fino a piazza Ponticello.




Siamo in piazza Ponticello, spalle a via Giulia (v. XX Settembre).
Vediamo a sinistra via Fieschi, in salita, con in alto l'inconfondibile sagoma della chiesa di Carignano
A destra, in discesa, il borgo dei Lanaioli con via dei Servi e poi via Madre di Dio.

cartolina, fine 1800, ed. Valenti - non circolata


Via Fieschi a sinistra mentre a destra vediamo il tetto della chiesa di Santa Maria dei Servi che aveva l'ingresso nella sottostante via dei Servi.
Notiamo il dislivello fra via Fieschi e gli edifici che davano su via sei Servi e via Madre di Dio.
In questa zona via Fieschi era edificata solo sul lato sinistro della cartolina.  

Aggiungi didascalia



Ed ora una veduta dall'alto, siamo nel 1910.
In fondo alla strada c'è sempre piazza Ponticello ed a sinistra vediamo il campanile della chiesa dei Servi quasi nascosto da casette modeste.

cartolina - ed Ferro - sped. 1910


Nel 1934,  un'altra demolizione selvaggia faceva tabula rasa del quartiere di Ponticello ed al suo posto sorgevano i grattacieli. Nell'occasione via Fieschi veniva "prolungata" fino a via XX Settembre con la costruzione di nuovi palazzi per uffici.

La via veniva inoltre "livellata" abbassandone la parte finale cosicché i vecchi negozi al pian terreno si trovarono improvvisamente al primo piano.  Inizialmente l'accesso venne assicurato mediante scala e passerella di legno, finché le ex cantine non furono riadattate come negozi.
Qui vediamo la prima fase, con la scala e la passerella di legno per l'accesso ai negozi ed al portone dell'edificio.

Foto di Gianvi Spezia


Prolungamento di Via Fieschi all'altezza della ex Piazza Ponticello, di cui, a nostro avviso, avrebbero dovuto conservare il nome in questo slargo

omaggio del Secolo XIX








domenica 13 ottobre 2013

via Dante e piazza Dante


Questo post è composto da un "prologo" seguito da una conversazione fra l'ingegnere progettista ed il geometra che dirigeva i lavori. Conversazione inventata ma che, a suo modo, rifletteva la mentalità del tempo e "prevedeva" i fatti successivi.

 PROLOGO

Un pezzetto di via Dante era già stato fatto nei primi anni del 1900 con lo sbancamento della collina di S.Andrea e la costruzione dei palazzi della Borsa e del Credito Italiano in Piazza De Ferrari.

Quindi possiamo riprendere spunto dal particolare della cartina del T.C.I. del 1916 già pubblicata nei posts precedenti e di lì partire, armati di piccone, per "risanare" un'altro pezzo della storia di Genova.

particolare dalla cartina del T.C.I.  del  1916


Quindi partiamo da piazza De Ferrari e percorriamo il pezzetto di via Dante passando davanti ai bei palazzi del Credito Italiano ed della Banca D'Italia come certo avrà fatto, assieme al suo vice,  l'ingegnere che all'epoca era incaricato dei lavori .
Ci troviamo qui, (nella stellina rossa)  alla fine del pezzo di via Dante già costruito, di fianco alla casa di Colombo, unico "resto" della palazzata a monte di vico dritto Ponticello.  Sulla sinistra dell'immagine spunta lo spigolo del palazzo delle Poste. Tutto il resto è destinato al piccone, per lasciare il posto a palazzi da "signori"  da vendere ad un prezzo adeguato a coprire gli alti costi della demolizione. 

da "Viaggio nei Caruggi" di Riccardo Navone ed. Fratelli Frilli


Proprio il vico dritto di Ponticello sembra sbarrarci la strada. Una stradina stretta, in salita, con case vecchie e malandate, le cui fondamenta risalgono all'anno 1000, con qualche primo piano che risale anche al 1400 ....

foto e note di Pier Giorgio Gagna



    RACCONTINO:

(geom.)  "Robaccia malsana, che sta in piedi per miracolo con scale strette e servizi igienici messi su alla meglio nel corso dei secoli e di infiniti rabberciamenti e riadattamenti."

(ing.)    ""Pensa che c'è pure una casa che si dice fosse abitata dalla famiglia di Cristoforo Colombo, roba che sa di muffa e di umidità di secoli, tutto da "risanare" ...
no, qui il piccone non basta, ci vuole la dinamite, ci vuole la ruspa.... buttiamo giù tutto !!""

Cartolina di Brunner Como  -  non circolata




(ing.):  "Detto e fatto, finalmente un pò di spazio, così possiamo prolungare via Dante come si conviene ad una moderna città del XIX secolo ...."
(geom.):  "Peccato non aver potuto buttare giù anche quelle due inutili vecchie torri..... magari una prossima volta.... con tutto il quartiere dietro..... e spianare tutto fino al mare..... che bel quartiere direzionale ci verrebbe fuori....."

da : Viaggio nei Caruggi di Riccardo Navone - Frilli ed.


""..... e già che ci siamo scaviamo un altro pò in profondità, che mi ci voglio fare un bel garage ....""

cartolina - ed. Mangini - non circolata   (no, non è una miniera a cielo aperto, sono gli scavi di via Dante, nel 1936,)

""E ci facciamo anche una bella galleria, moderna, a 4 corsie, che neanche negli anni 2000 le faranno così bene.""

"Una galleria?? ma perchè non sbanchiamo tutto il colle di Carignano,  come abbiamo fatto con S.Andrea, dai, ormai ci abbiamo preso la mano.... bum!  bum!... e via .... "

""Non possiamo, ci hanno annullato il budget degli esplosivi, dicono che ci devono fare una guerra mondiale o qualcosa del genere, così in magazzino ce n'è rimasto al massimo  per finire la galleria e spianare piazza Ponticello, poi basta, finito....""

"Ca....o   (pardon) ..... quindi ..... dobbiamo spicciarci con la galleria, prima che l'esercito ci confischi anche il poco esplosivo che ci rimane,  ah!  eccoci all'entrata a monte."

via Dante in costruzione vista da galleria Colombo; copertina di pubblicazione periodica -  ed.Tolozzi


"ed ora controlliamo i lavori nel lato da da via Ippolito D'Aste"

da : Genova antica e  dintorni -  ed.  Mondani



"Pazienza, facciamoci quest'ultimo botto in piazza Ponticello ed aspettiamo che gli Americani ci "spianino" la città per benino;  poi noi interveniamo sul "pulito" dopo la fine della guerra....
Pensa che figata: esplosivi gratis, ""forniti e messi in opera"" a cura  e spese degli USA .... quasi quasi gli mando al Pentagono una cartolina con vista aerea della città ...... "

""Lascia perdere, ci abbiamo già pensato..... sono già ben documentati .... ""

US warmap 1943


"Allora occupiamoci di piazza Ponticello e poi via con i grattacieli .....
Ma, .... se poi ...  ce li bombardano??" .

""Non ti preoccupare,  "fare e disfare è pur sempre lavorare" .... ""

grattacielo - Genova Antica e dintorni  ed. Mondani  (che nel suo commento ha sbagliato la posizione di via Fieschi)


da:  Album Fotografico di Genova Antica -   ed. Mondani



cartolina - ed. Costella -  non circolata






cartolina - ed. WDG - non circolata

"Ecco fatto, tutto nuovo, pulito, disinfettato, complimenti, ingegnere "

""I miei complementi anche a lei , geometra,  un lavoro proprio ben fatto ""

Fine

sabato 12 ottobre 2013

Piazza Ponticello



Per parlare di Piazza Ponticello (pallino rosso) faremo riferimento alla mappa edita dal Grondona nel 1846 che ci mostra come questa piazza fosse in passato uno snodo importante nella viabilità cittadina.
Non c'era ancora Via Fieschi (1868) e si saliva in Carignano per crose e scalinate che, naturalmente passavano da piazza Ponticello.
Ugualmente si passava per Piazza Ponticello per andare da Via Giulia o dalla porta d'Archi al borgo del Lanaioli e via Madre di Dio (pallino verde).
E da questa piazza partiva pure il Vico dritto di Ponticello che andava alla Porta di S. Andrea (Porta Soprana - pallini blu) e di lì in San Lorenzo o in Sarzano.




 
Nella cartina del Touring del 1916 vediamo già diverse novità:
Via XX Settembre ha sostituito via Giulia e l'accesso a piazza Ponticello da via XX è stato allargato, diventando la parte inferiore di via Fieschi che, costruita nel 1868, prima terminava in piazza Ponticello mentre ora arriva fino a via XX Settembre.
Da De Ferrari la Via Dante, di nuova costruzione, attende di fare il balzo finale verso l'angolo sud del Seminario e la futura galleria Cristoforo Colombo.



Nel frattempo possiamo vedere alcune immagini dei luoghi citati

Cominciamo da Piazza Ponticello, con una foto annotata e datata 20 settembre1888 che ci mostra un padiglione inghirlandato nella piazza dove vi sono anche alcuni banchi di "bisagnine"

Foto delle festività del 20 sett.1888  -  di proprietà degli autori

Piazza Ponticello : a sinistra via Fieschi, a destra via dei Lanaioli/Servi/Madre di Dio.....


cartolina - ed. Valenti - non circolata

La piazza nel 1900.
Vediamo per la prima volta la fontana (barchile) che venne costruita nel 1643, in parte pagata dalla comunità locale con una sottoscrizione popolare. La fontana fu trasferita al Palazzo Ducale nel 1935 quando fu demolita la zona, e poi in piazza Campetto nel 1998.
Un chiosco in mezzo alla piazza vende probabilmente giornali, mentre un carro attraversa la piazza trasportando un pesante carico di sacchi.  A sinistra Borgo Lanaioli (a seguire via dei Servi e via Madre di Dio)  ; a destra vico dritto Ponticello.

cartolina - ed. Leonar - non circolata

cartolina - ed. Cicolari - sped 1909

E' del 1909 anche questa immagine, omaggio del Secolo XIX, che  mostra più in dettaglio l'inizio di via Fieschi, in piazza Ponticello.
Vediamo in alto, sullo sfondo la Chiesa di Carignano, rivediamo la fontana ed a destra le insegne di una trattoria e di una farmacia.  A sinistra le insegne di due sartorie e di un banco di pegni.

stampa da cartolina - omaggio Secolo XIX




Qui abbiamo cambiato prospettiva (siamo con le spalle a via Fieschi )
Vediamo edifici transennati ma non sono in demolizione.
Il secondo a sinistra, con i ponteggi solo al primo piano, è nuovo, costruito nel 1906 ad angolo con via XX Settembre ed esiste tutt'oggi. Evidentemente gli stanno levando i ponteggi.

In fondo a destra vediamo un edificio di via XX ancora in costruzione. (quello che sostiene l'arco su via V Dicembre), mentre quello di fronte (l'altro che sosterrà l'arco) è già edificato.

Gli altri edifici transennati e ponteggiati, evidentemente stanno facendo il "lifting" alle facciate, tanto per arrivare ancora in ordine al 1935, quando arriverà il piccone anche per loro, come per tutto il restante rione di Ponticello
Dietro al primo edificio a destra inizia via Porta D'Archi.


cartolina - ed. non rilevato - non circolata




 La stessa inquadratura della immagine precedente, qualche anno dopo .
Vediamo un'altra sartoria e le insegne di Bagnara e di un panificio a sinistra.
Al centro la solita fontana a sinistra della quale sembra esserci il banchetto di un arrotino.
Sulla tenda a destra spicca la dicitura "latteria Bonafede"; davanti alla latteria sembra essere in sosta il carretto del lattaio.

cartolina - ed. Mangini - non circolata

La fontana verrà presto portata via, quando, nel 1935 arriverà il "principio della fine" .
Un'altro quartiere vivo e vitale sta per essere raso al suolo ed  il tessuto sociale e commerciale ne risulterà stravolto.

Ma questa è un'altra storia.