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lunedì 1 agosto 2016

Il Tombarello



Il "tombarello" è stato il il più semplice, razionale, versatile, universale mezzo di trasporto prima dell'invenzione del "container". Insomma: il "toccasana dei trasporti su ruota".
Qui un tombarello carica il materiale di sterro durante la demolizione del convento e chiesa di San Domenico.
Piccone e tombarello hanno costruito la Genova del 1800 (dopo averla prima demolita...)



Non saprei dire in che secolo è stato inventato il tombarello ma l'inventore deve essere stato un vero genio. Un aggeggio semplice ed efficace: due ruote (grandi e robuste) che reggono un pianale con sponde. Due stanghe aggiogano un solo cavallo da tiro. 
Largo circa 120 cm, e lungo circa 2 metri, poteva passare dappertutto e portare qualsiasi tipo di merce. Quindi era usato sia per il trasporto di materiale edilizio che per merci in colli da nave a magazzino e viceversa. 
Economico da costruire ed altrettanto economico da mantenere (un solo cavallo).

Ne esistevano due versioni "speciali":  la "barra", per il trasporto carichi lunghi,  ed uno per il trasporto delle grandi botti da vino.

Qui vediamo la versione "barra".   Grazie alla struttura molto robusta (due grandi ruote ed un asse robusto) poteva trasportare carichi eccezionali, per i quali poteva aggiungere cavalli di "rinforzo" disposti in "fila indiana" come vediamo nel particolare di questa foto:


Part. di cartolina di Mangini da foto del 1900


Era anche pratico da scaricare nel caso di trasporto di materiale di sterro, ghiaia, sabbia, pietrame: bastava staccare il cavallo e il pianale si ribaltava all'indietro da solo scaricando tutto a terra, nel luogo voluto. 
Pratico anche il rimessaggio, perchè una volta staccato il cavallo il carretto si metteva in verticale da solo con le stanghe alzate occupando giusto lo spazio delle ruote o poco più.
Qui ne vediamo numerosi esemplari in sosta in piazza caricamento agli inizi del 1900 in una cartolina di Modiano, Milano.

venerdì 25 marzo 2016

Genova - una città in guerra - parte 13a - 22 ottobre 1942








bengala sulla città da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



22 ottobre 1942, una data che ormai pochi dei nostri lettori saranno in grado di ricordare.
Una data che a coloro che sono nati dopo la guerra non dice nulla di particolare; c'era la guerra,          si ma... l'oscuramento, le bombe, i racconti dei veccchi.... si sa.... racconti....
Abbiamo fatto ormai l'abitudine a sentir parlare di guerra come di una cosa remota. La guerra in casa degli "altri" ci è fin troppo familiare  ....... bosniaci, afgani, irakeni, africani, siriani....

Teatro Paganini in via Caffaro  da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Poi dai una occhiata a queste foto e provi un nodo alla gola, un magone.... vedi la guerra in casa tua, nei luoghi più cari, come è stata, come potrebbe essere ancora....

S.Maria in Passione da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Ma non vogliamo spaventare nessuno, solo mostrare le fredde immagini di ciò che è stato, senza "colonna sonora". Senza le sirene, gli scoppi ,le grida, il fischio delle bombe, il rumore dei crolli.

Vico Casana da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


I genovesi avevano passato un 1942 abbastanza tranquillo: qualche falso allarme, qualche esercitazione, e tanta propaganda che voleva convincerli che la vittoria era vicina e le privazioni passate sarebbero presto finite in gloria.

Pammatone da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Non sapevano che gli inglesi sarebbero presto passati al contrattacco e sarebbero stati proprio loro i primi ad assaggiare quel "menù di ferro e fuoco" che i tedeschi, con il "piccolo ma sincero" aiuto dell'aviazione italiana, avevano servito fino ad allora ai londinesi in primis ed agli inglesi in generale.

Pammatone da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Un centinaio di aerei, partiti dall'Inghilterra, attraversarono ad alta quota Francia Svizzera e pianura padana. Arrivati su Genova, dall'altezza di 4000 metri, sganciarono poco meno di 200 tonnellate di bombe sul centro della città andandosene indisturbati e lasciandosi dietro una città in fiamme.  Fiamme che in certi casi ardevano ancora il giorno dopo, in quanto erano stati usati spezzoni incendiari al fosforo.
Qui siamo in corso Sardegna e l'incendio è forse nel "nuovo" parco ferroviario di Brignole.

corso Sardegna da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Biblioteca delle Missioni Urbane da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Portici Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Pal. Ducale da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Pal. Reale da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2




Pal. Rosso da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Pal. delle Torrette, fronte Tursi, da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Villetta Di Negro da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


S.Agostino da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


S.Silvestro da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Un'altra incursione si verificò la sera successiva, ma un denso strato di nuvole protesse la città e limitò i danni in quanto la maggior parte dei bombardieri ripiegarono sugli obbiettivi secondari provocando ingenti danni a Vado e Savona e gli altri scaricarono a casaccio da sopra le nuvole.

Ma, mentre la notte del 22 si erano contati 39  morti e circa 200 feriti, il bilancio del 23 ottobre fu molto più pesante. Infatti ben 354 persone perirono nella calca, capestati o soffocati, sui 112 gradini che scendevano al rifugio della galleria delle Grazie. Le cause dell'incidente non furono mai chiarite, forse la fretta, i gradini scivolosi (chi disse che i cancelli inferiori erano ancora chiusi)....
Le indagini "ufficiali" si conclusero con un nulla di fatto.

La scala della morte della galleria delle Grazie  da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Rifugio della Galleria delle Grazie da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2









domenica 19 ottobre 2014

Genova: Piazza Caricamento






Abbiamo parlato del porto, che nei tempi antichi era compreso tra il Molo e la Darsena.
A quei tempi il porto era costituito solo da una stretta striscia di  moli, quindi le mura, e poi subito la città.

M.PGauthier 1818- da SAGEP  "Porto di Genova"


Va da sé che nelle immediate adiacenze del porto, al di là delle mura che ne costituivano anche la cerchia doganale, si svolgevano buona parte delle operazioni che riguardavano le merci imbarcate e sbarcate nel porto stesso.

Questi spazi ora si chiamano Sottoripa, piazza Caricamento e piazza Cavour.
Il fulcro della vita commerciale della città era il Palazzo San Giorgio, situato proprio tra piazza Caricamento e piazza Cavour, a cui dedichiamo un post a parte come pure un post è dedicato alla piazza Cavour .

Torniamo quindi a "Caricamento" , come viene chiamata oggi la piazza oggetto di questo post.
Questa piazza era una volta lo specchio acqueo interno del porto in quanto il mare arrivava davanti agli attuali portici di "Sottoripa" ovvero alla "ripa".



Con il tempo i moli sono stati prolungati in acque più profonde e lo specchio acqueo è stato interrato a formare l'attuale Piazza Caricamento.

La vediamo nella nostra cartina del 1846, chiamata appunto "Piazza della Dogana e dello scaricamento"


Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori
 


Ed ecco la prima delle cartoline che ci mostrano la piazza gremita di carri merci a trazione animale .
Non abbiamo la data dell'immagine, comunque posteriore al  1893, data dell'inaugurazione del monumento all'armatore e patriota Raffaele Rubattino, i cui due piroscafi Lombardo e Piemonte furono usati da Garibaldi per la Spedizione dei Mille.
In fondo a destra vediamo Palazzo San Giorgio.

Caricamento - ed.  Modiano Milano - non circolata



Ma facciamo un salto indietro di qualche anno per mostrarvi l'inaugurazione della ferrovia Torino-Genova, alla presenza del Re Vittorio Emanuele II nel 1854.


Il primo tracciato terminava appunto in Piazza Caricamento e serviva sia la linea merci che quella passeggeri. In seguito vennero create la stazione Principe e la derivazione portuale per il servizio merci da e per il porto.

Nella immagine non vediamo il treno ma il palco reale ed i palchi allestiti per le persone di "riguardo"
e sistemati a coprire i portici di Sottoripa.

Come al solito il pittore di corte tende a rappresentarci la "pompa" del cerimoniale, trascurando il "fatto" per cui la gente si era riunita.
 Questa infatti è l'immagine della parte della piazza tra il Palazzo S.Giorgio ed il palco reale che era al centro della piazza.

Caricamento inaugurazione ferrovia - 1854 -  Una Storia Dipinta ed. ggallery




I treni invece si fermavano nella prima parte della piazza come mostra questa altra immagine che abbiamo tratto dalla pubblicazione "Le più belle Strade di Genova" edita dalla Nuova Editrice Genovese.
Qui vediamo infatti  ben 4 "vaporiere" fumanti esibite sui binari davanti al palco reale.

Caricamento. Inaugurazione della "Strada Ferrata Ligure - Subalpina", acquarello di C.Binelli





Questa ristampa di cartolina (non circolata) ci da una vista di piazza Caricamento, via Gramsci, la terrazza panoramica sul porto ed i magazzini retro-portuali nel 1875.

 Caricamento e terrazza sopraelevata - 1875 - ed. Mangini - non circolata



La foto precedente non rende merito ai portici sotto alla terraza stessa (lato città) che costituivano una passeggiata coperta e davano accesso alla sovrastante terrazza. Li vediamo in una foto gentilmente fornitaci da Giuseppe Ruzzin.
Foto fornitaci da Giuseppe Ruzzin



Ancora Mangini ci propone una veduta della terrazza e dello specchio portuale in una panoramica della città in cui notiamo in alto a sinistra il Forte S.Giorgio (ora Istituto Idrografico della Marina Militare).
Sotto al Forte S. Giorgio, un pochino a sinistra, si nota una grande costruzione (non più esistente) che tendiamo ad identificare come la Caserma Avezzana (ex Arsenale di Terra?)  che ha dato il nome alla via Avezzana, tuttora esistente.

Caricamento - ed.  Mangini - non circolata



Sempre Mangini ci mostra la prospettiva contraria, partendo da via Carlo Alberto, ora via Gramsci, dove vediamo un vagone ferroviario  fermo sui binari.

La terrazza panoramica si vede in tutta la sua lunghezza ma è quasi deserta, quindi non è giornata di  "passeggio".

In porto, sulla destra, si vedono i velieri con il "cagnaro" montato (telone anti-pioggia per proteggere le merci in stiva dalla pioggia quando i "boccaporti sono aperti). Questo significa che ha piovuto di recente, e spiegherebbe anche perché la terrazza è così deserta.

Nel panorama cittadino notiamo la torre di Palazzo Ducale, il campanile di S.Lorenzo, e la cupola della chiesa di Carignano.  Al termine della terrazza vediamo il Palazzo S.Giorgio.

Caricamento - ed. Mangini - non circolata




 Sempre a proposito della terrazza di marmo notiamo nella foto precedente che nell'angolo interno, verso il porto, c'è una struttura semicircolare che possiamo vedere qui nel dettaglio (foto fornitaci da Pier Giorgio Gagna). All'interno c'erano le scale che dall'angolo via Carlo Alberto/piazza Caricamento salivano alla terrazza.

Foto fornitaci da Pier Luigi Gagna



Altra immagine di Caricamento, qui chiamata Piazza Carlo Alberto, nel pieno delle attività commerciali.
Sulla palazzata, davanti ai portici, si vedono le costruzioni "posticce" degli "scagni" di agenti e spedizionieri.

Caricamento - ed.  SCAF - non circolata



Qui la piazza viene chiamata Piazza del Banco S.Giorgio.
Piena di carretti a mano e carri a cavalli . Al centro della foto, un carro chiuso espone la dicitura "commissionario Genova-Bolzaneto".
La garitta a destra mostra sopra alla porta la dicitura ""CESSI"".
La garitta sulla sinistra non espone cartelli e resta per noi un mistero.





Una immagine dei portici di Sottoripa, subito dopo il loro restauro avvenuto nel 1900.


 portici sottoripa ripristinati 1900 - da I quartieri di Genova Antica - ed Tolozzi



Non abbiamo la data, e qui la chiamano piazza S.Giorgio .... ma l'editore è svizzero e va scusato....
I pali sulla destra sorreggevano fili elettrici ?

 Caricamento - ed. B&C Zurich - non circolata



Un particolare della palazzata ci viene offerto da questa immagine che immortala l' Hotel Feder
Purtroppo non abbiamo una datazione certa ma valutiamo sia negli ultimi anni del 1800.
L'edificio era stato costruito nel XVII secolo per Emanuele Filiberto Di Negro.
Il palazzo era iscritto nei ruoli dei "rolli" dal 1614 ed ospitava una preziosa quadreria.
Nel 1800 era stato adibito ad albergo e vi soggiornò fra gli altri anche lo scrittore statunitense Herman Melville.
In fondo a via  intravediamo piazza Banchi con una parte della facciata del Palazzo della Borsa, ora sede di mostre ed eventi culturali.

caricamento - I quartieri di Genova Antica ed Tolozzi



Finalmente un riferimento temporale, in questa cartolina spedita nel 1908, che ci mostra la solita moltitudine di carriole e carretti, i binari del tram, ed un chiosco adibito a bar.

Caricamento -  sped. 1908 - editore non rilevato



Sempre nel 1908, o poco prima, notiamo la coesistenza di tranvaietti a cavalli e tram elettrici

Caricamento - sped. 1908 - ed. non rilevato



Altra immagine da una cartolina spedita nel 1914. Vediamo i tram dalla forma un pochino più moderna ed i soliti carretti.

 Caricamento -  ed. Alterocca Terni - sped. 1914




Cartolina non circolata  che dateremmo prima del 1910 data la contemporanea presenza di tram abbastanza moderni e di carri merci a cavalli, mentre mancano automezzi con motore a scoppio.

 Caricamento -  ed. Scrocchi Milano - non circolata



Questa immagine è più moderna della precedente (anni 30)
 anche se il modello dei tram sembra lo stesso.
Notiamo però una nuova aiuola intorno al monumento a Rubattino ed un paio di motoveicoli.
I carretti a mano sono quasi spariti..... 

Caricamento - editore e data non rilevate




Abbiamo uno stralcio dalla cartina del TCI del 1916 che ci mostra la zona in quell'epoca e ci da il doppio nome della piazza, sia  come  "Piazza Banco San Giorgio"  che come "Caricamento" (fra parentesi).


Piantina del 1916 -  ed  TCI


 

Anche in questa cartolina, spedita nel 1932,  troviamo ancora impiegati i cavalli da tiro, ma ci sono anche un paio di veicoli a motore.
Interessante il primo piano della fontanella con gli abbeveratoi per i cavalli, che non avevamo notato nelle immagini precedenti.

Caricamento -  ed. Scrocchi Milano -  sped 1932



In questa cartolina, spedita nel 1936, l'abbeveratoio è sparito come pure ci sembra sparita l'aiuola davanti al monumento di Rubattino, ma forse è solo nascosta dai veicoli parcheggiati attorno alla statua.
Oltre a due carri a cavalli vediamo diverse auto ed autocarri a rimorchio.
L'editore, Calì, ci riporta di nuovo la dicitura : "Piazza Banco S. Giorgio"

Caricamento - ed. Calì -  sped. 1936


Poi venne la guerra, con le sue distruzioni e le sue "ricostruzioni"  quasi mai azzeccate, come nel caso della nostra piazza su cui ora torreggia una brutta costruzione moderna che fa "a pugni" con l'ambiente circostante.

 Qui vediamo gli effetti a Caricamento del bombardamento del 22.10.1942

dalla Rivista del Comune del Novembre 1942




Ecco la stessa zona in una foto del dopoguerra, a macerie già sgomberate

Archivio fotografico CAP

Ed ecco il risultato della "ricostruzione" post-bellica a conferma del detto che "a volte fan più danni gli architetti che le bombe"

2016 - foto degli autori



Poi arrivò la sopraelevata, necessaria quanto brutta a vedersi (ma coniugare l'utile col bello non è cosa di quest'epoca in questo mondo).

Caricamento anni 70


La dismissione delle strutture del vecchio porto e la conseguente riutilizzazione delle aree, pianificata da Renzo Piano alla fine degli anni 80, ha migliorato la "vivibilità" della zona creando vaste aree di passeggio e di svago lungo i moli.  Ma la completa pedonalizzazione ha trasformato la Piazza Caricamento in una area poco utilizzata, quasi sempre deserta,  tanto che molti rimpiangono il traffico caotico e la confusione d'un tempo...
Per pura combinazione, la foto che ho scelto mi smentisce in quanto ritrae invece la piazza durante un evento che la riguardava, gremita di gazebo e padiglioni. 

foto recuperata dal Web