Visualizzazione post con etichetta S.Maria in Passione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta S.Maria in Passione. Mostra tutti i post

lunedì 10 aprile 2017

La "passione" di Santa Maria In Passione






Un titolo provocatorio per un post provocatorio.





Ma cominciamo dal principio.
C'era una volta, a Genova... nel 1300,  una prima comunità religiosa delle monache agostiniane della Madonna della Pietà, poi di Santa Maria di Misericordia detta "in Passione". Non stavano proprio lì, dove vediamo quei "ruderi", ma abbastanza vicino, sulla collina di Castello.
Nel 1400 traslocarono in San Silvestro, in coabitazione con le Domenicane di Pisa.
Coabitazione difficile? non sappiamo, comunque appena possibile ri-traslocarono in una vicina casa degli Embriaci che adattarono a convento costruendovi una cappella con campana ed altare.  Nel 1462 il nuovo edificio era pronto e le monache vi si installarono.
La comunità crebbe, incamerando anche alcune congregazioni minori ed intorno al 1550 il convento venne ampliato e venne costruita una chiesa più grande.

Mappa da "S.Maria di Castello" di Ennio Poleggi - Sagep


 Successive modifiche in stile barocco modificarono gli interni con l'opera di importanti artisti genovesi come Valerio Castello, Domenico Piola e Lazzaro Tavarone.
Le "solite leggi napoleoniche" sfrattarono le suore. Nel 1818 L'edificio fu restituito al clero (vi si insediarono suore di un altro ordine). Ma nel 1886, con la legge del Regno d'Italia sulla soppressione degli ordini religiosi, le suore furono nuovamente sfrattate e l'edificio adibito a caserma.

A "vendicare" le suore ci pensarono le bombe inglesi della WW2 che danneggiarono il tetto, che venne rappezzato alla meglio con una guaina bituminosa.  La mancanza di una successiva manutenzione causò gravi infiltrazioni da parte della pioggia, causando il crollo della copertura e di parte dei muri.  Rimasero in piedi solo parte delle mura perimetrali ed il campanile.
Contrariamente  agli altri edifici limitrofi, questo non fu ricostruito (perché?) . Dopo decenni di abbandono vennero consolidate le murature pericolanti ed il campanile. Poi furono fatte (tardivamente) delle tettoie in vetro per salvare alcuni ambienti dagli agenti atmosferici.
E ci misero un tabellone.  Tutto qui ?

Cartellone esposto il piazza S.Maria in Passione

Mappa esposta in S.Maria in Passione




Esterno della chiesa


esterno della chiesa


vista da S.Silvestro



Uno spazio "importante" in una zona importante, abbandonato al degrado per mezzo secolo...

Dal 2014 è "sede"  della "Libera Collina di Castello" , una associazione che si definisce:  "uno spazio culturale, luogo d'incontro e autoformazione: dove studenti, abitanti e persone operanti nel mondo dell'artigianato, della cultura e dell'arte possono sviluppare il proprio lavoro e condividerlo con la città".
Per lo meno così è aperto al pubblico e dignitosamente pulito anche se solo parzialmente utilizzato rispetto alle potenzialità del sito.
Qui l'interno della chiesa.








Pulito, ma ci lasciano crescere dentro gli alberi che con le radici danneggiano le fondamenta ed a lungo andare provocheranno gravi lesioni alla struttura ancora in piedi.



Il campanile "come nuovo"



Il  "piano" superiore



il piano superiore, spalle alla porta di entrata. Vediamo la "nuova" facoltà di architettura al S.Silvestro.



Al piano superiore c'è un orticello ed un prato. Peccato che gli alberi non facciano "bene" alla struttura muraria sottostante.



Il prato, con altri alberi...



Sala sotterranea attrezzata a pranzo e cucina























Di qui si sale al campanile

Tutte le foto sono degli autori del post.

Ed ecco una vista dall'alto della situazione attuale:

Tratta dall'opuscolo della associazione Libera collina di castello




Peccato che non abbiamo immagini di quando la chiesa ed il convento erano ancora in funzione.

Invece l'opuscolo pubblicato dalla Libera Collina di Castello ci ha fornito alcune immagini fotografiche degli interni, prese prima della guerra:

Posizione non specificata


Parte anteriore sinistra della chiesa



Parte anteriore destra della chiesa e situazione attuale
















Parte posteriore della chiesa (libera collina di Castello)


posizione non specificata (libera collina di Castello)

ed alcune foto post-belliche, prese prima dei "consolidamenti"







Nel 2001 la Scuola di Specializzazione in Restauro dei Monumenti proprio ha fatto fare uno studio molto approfondito di Santa Maria in Passione con rilievo lingimetrici e fotogrammetrici e con mappature dei degradi, relazioni storiche e foto. 
Antonella Barbara Caldini ci ha fornito alcune foto di quei rilievi.






Presbitero - Corallo Giorgio

Soto di Gino Ratto

















venerdì 25 marzo 2016

Genova - una città in guerra - parte 13a - 22 ottobre 1942








bengala sulla città da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



22 ottobre 1942, una data che ormai pochi dei nostri lettori saranno in grado di ricordare.
Una data che a coloro che sono nati dopo la guerra non dice nulla di particolare; c'era la guerra,          si ma... l'oscuramento, le bombe, i racconti dei veccchi.... si sa.... racconti....
Abbiamo fatto ormai l'abitudine a sentir parlare di guerra come di una cosa remota. La guerra in casa degli "altri" ci è fin troppo familiare  ....... bosniaci, afgani, irakeni, africani, siriani....

Teatro Paganini in via Caffaro  da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Poi dai una occhiata a queste foto e provi un nodo alla gola, un magone.... vedi la guerra in casa tua, nei luoghi più cari, come è stata, come potrebbe essere ancora....

S.Maria in Passione da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Ma non vogliamo spaventare nessuno, solo mostrare le fredde immagini di ciò che è stato, senza "colonna sonora". Senza le sirene, gli scoppi ,le grida, il fischio delle bombe, il rumore dei crolli.

Vico Casana da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


I genovesi avevano passato un 1942 abbastanza tranquillo: qualche falso allarme, qualche esercitazione, e tanta propaganda che voleva convincerli che la vittoria era vicina e le privazioni passate sarebbero presto finite in gloria.

Pammatone da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Non sapevano che gli inglesi sarebbero presto passati al contrattacco e sarebbero stati proprio loro i primi ad assaggiare quel "menù di ferro e fuoco" che i tedeschi, con il "piccolo ma sincero" aiuto dell'aviazione italiana, avevano servito fino ad allora ai londinesi in primis ed agli inglesi in generale.

Pammatone da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Un centinaio di aerei, partiti dall'Inghilterra, attraversarono ad alta quota Francia Svizzera e pianura padana. Arrivati su Genova, dall'altezza di 4000 metri, sganciarono poco meno di 200 tonnellate di bombe sul centro della città andandosene indisturbati e lasciandosi dietro una città in fiamme.  Fiamme che in certi casi ardevano ancora il giorno dopo, in quanto erano stati usati spezzoni incendiari al fosforo.
Qui siamo in corso Sardegna e l'incendio è forse nel "nuovo" parco ferroviario di Brignole.

corso Sardegna da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Biblioteca delle Missioni Urbane da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Portici Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Pal. Ducale da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Pal. Reale da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2




Pal. Rosso da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Pal. delle Torrette, fronte Tursi, da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Villetta Di Negro da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


S.Agostino da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


S.Silvestro da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Un'altra incursione si verificò la sera successiva, ma un denso strato di nuvole protesse la città e limitò i danni in quanto la maggior parte dei bombardieri ripiegarono sugli obbiettivi secondari provocando ingenti danni a Vado e Savona e gli altri scaricarono a casaccio da sopra le nuvole.

Ma, mentre la notte del 22 si erano contati 39  morti e circa 200 feriti, il bilancio del 23 ottobre fu molto più pesante. Infatti ben 354 persone perirono nella calca, capestati o soffocati, sui 112 gradini che scendevano al rifugio della galleria delle Grazie. Le cause dell'incidente non furono mai chiarite, forse la fretta, i gradini scivolosi (chi disse che i cancelli inferiori erano ancora chiusi)....
Le indagini "ufficiali" si conclusero con un nulla di fatto.

La scala della morte della galleria delle Grazie  da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Rifugio della Galleria delle Grazie da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2