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sabato 19 novembre 2016

Santa Zita





C'era una volta la vecchia chiesa di Santa Zita , con il suo Borgo Pila, ed il suo mercato.

C'era una volta, possiamo ben dirlo, in quanto il borgo nacque nel XIII secolo per ospitare un gruppo di "setaioli" lucchesi, artigiani ben accetti dalla Repubblica. 
Si stabilirono sulla sponda sinistra del Bisagno, allo sbocco del ponte Pila, più o meno coevo all'isediamento dei lucchesi.
Fondarono un oratorio (San Cristoforo) che col tempo venne ingrandito e diventò una chiesa che nel 1287 venne dedicata a Santa Zita, lucchese di "fresca canonizzazione"
La chiesa venne distrutta da una alluvione nel 1452 ma fu immediatamente  ricostruita nella forma che possiamo ancora vedere nelle foto del 1800.

Non abbiamo immagini delle epoche antiche ma questo disegno del 1637 rende bene la situazione, mostrandoci un piccolo borgo in mezzo ad una piana fertile ed intensamente coltivata.

 A.Baratta 1637 da Paesaggio e Immagine di Genova di Ennio Poleggi - Sagep editore




Il ponte come lo vedevano gli antichi, notare il guado usato in tempi di magra.

ponte Pila - da "I quartieri di Genova Antica" edito da Tolozzi


La chiesa si presentava con un aspetto modesto, consono all'ambiente circostante. Attorno ad essa nacque un mercato molto fraquentato da "cittadini" e "valligiani".






Qui un angolo della fiera dedicato al bestiame

da Album fotogradico di Genova antica - Mondani editore


Sempre il borgo Pila in una "veduta da Albaro" del Torricelli nel XVIII secolo.




Qui il borgo in un disegno del 1800

Borgo Pila da LA GRANDE GENOVA - BOLLETTINO MUNICIPALE 1929


Dalla seconda metà del 1800 iniziò la nuova urbanizzazione della zona e nel 1874 iniziò la costruzione della nuova chiesa con ingresso sul, appena "ribassato",  Corso Buenos Aires.

La nuova chiesa venne dedicata alla Nostra Signora Assunta e Santa Zita.

Per mancanza di fondi, la chiesa fu inaugurata nel  1899 senza la cupola. Qui vediamo come rimase il tetto senza cupola fino al 1926

S.Zita senza cupola da LA GRANDE GENOVA - BOLLETTINO MUNICIPALE 1929




Nel 1926 iniziò la costruzione della Cupola, terminata nel 1929.




Cupola in avanzata costruzione.




La cupola terminata nel 1929

S.Zita cupola  da LA GRANDE GENOVA - BOLLETTINO MUNICIPALE 1929



 

Il vecchio Portale dell'antica chiesa, è stato salvato e rimontato sul piccolo ingresso della nuova chiesa su via di Santa Zita.   Conserva sull'architrave il Crocifisso con ai lati la Madonna e S.Giovanni Battista (statue del XVI secolo)

Foto di Roberto Crisci

 






lunedì 20 ottobre 2014

Genova : il Bisagno nel 1637







A proposito di alluvioni.... siamo andati a vedere come era il Bisagno prima della cementificazione del suo alveo ed abbiamo trovato questo bel disegno eseguito da A. Baratta nel 1637, per il quale dobbiamo ringraziare il sig. Marco Capurro e la sua raccolta di mappe antiche disponibili in rete http://digilander.libero.it/capurromrc/mappegen.html .





Come si può vedere dall'immagine, il ponte di Sant'Agata arrivava direttamente al borgo omonimo e le aree delle odierne corso Galliera, piazza Manzoni, piazza Giusti, corso Sardegna e la prima parte di via Giacometti facevano parte del corso normale del fiume.  Inoltre c'era una ulteriore grande area ortiva e scarsamente abitata che poteva consentire al torrente di esondare in condizioni di piene eccezionali, che avvenivano allora, così come avvengono nei tempi attuali.

Quest'area esondabile, essendo molto ampia, praticamente pianeggiante, e scarsamente edificata, in caso di alluvione permetteva all'acqua di espandersi nella piana mantenendo un basso livello ed  una bassa velocità.

Oggi, al contrario, l'alveo ristretto, e la mancanza di un'area esondabile amplificano il problema, velocizzando il flusso delle acque e la loro forza distruttiva.

Sulla sinistra dell'immagine vediamo che la città era difesa, anche dalle alluvioni, dalla cinta  di mura e dalla speciale conformazione delle Fronti Basse, che "rompevano" il flusso delle acque rallentandone la furia distruttiva su quel lato.
   

In alto il ponte di S.Agata con l'omonimo monastero e il borgo.

Più in basso il ponte Pila porta al borgo di Santa Zita che vediamo arretrato rispetto al borgo di S.Agata per permettere inalterata la larghezza dell'alveo fluviale.

Alla foce, il Lazzaretto stona nel panorama agreste ma evidentemente il torrente esondava prima di raggiungerlo e il flusso residuo non costituiva un pericolo per l'edificio che era completamente circondato da solide mura

Nell'immagine che segue abbiamo ingrandito la parte relativa al basso corso del Bisagno per mostrare meglio i dettagli.






La situazione rimase immutata fino alla seconda metà del 1800.  Il Bisagno straripava innondando la piana, ed ogni tanto tirava giù un ponte come nel 1822 in occasione del "diluvio di san Crispino.

1822 distruzione del ponte Pila - Luigi Garibbo da La Valbisagno ed. Stringa-

Ma la memoria della gente, notoriamente è corta, e meno di 50 anni dopo si progettava di restringere gli argini ad 1/3 della portata massima del torrente e costruire sulle spianate così ricavate.

Via Libertà prog.Pellas 1863 - da ALBARO E LA FOCE di  R.Luccardini  SAGEP  edit.


E, quando venne fatta la copertura i nuovi argini e buona parte delle costruzioni c'erano già e la copertura era stata fatta in modo da lasciare al torrente la stessa "luce" che aveva il Ponte Pila all'epoca. (ovvero 500 mc/sec)

1928 Ponte Pila e costruzione della copertura del Bisagno.



La cementificazione selvaggia delle colline, avvenuta nell'ultimo  dopoguerra, ha aggravato ulteriormente il problema annullando l'assorbimento delle acque piovane sulle pendici delle colline ed accelerando la discesa delle acque piovane a valle.

Qui, da uno studio internazionale, l'alluvione del 1822 e quella del 1970 messe a confronto:





"C'era una volta Genova", con la sua valle del Bisagno fertile ed ubertosa. Quella valle é cambiata ma il suo torrente, dalle piene improvvise e selvagge, é sempre lo stesso  e bisogna tenerne conto.

Date le premesse dubitiamo che il progettato "scolmatore del Bisagno", insieme al già realizzato "scolmatore del Fereggiano",  possano definitivamente risolvere i problemi causati da due secoli di edificazione sconsiderata ed irresponsabile.

2019 - scolmaore del Fereggiano


Gli scolmatori potranno senza dubbio essere d'aiuto nella maggioranza dei casi, ma siamo convinti che, in presenza di una vera alluvione, (con più di 1200 mc/sec), il fiume tornerà a riprendersi il suo alveo antico,  riempiendo strade, garages e cantine di viscido fango.



Bisognerà quindi alzare il livello di guardia (e di prudenza da parte di tutti i residenti nelle zone a rischio) per evitare danni gravi e sopratutto la perdita di ulteriori vite umane.



martedì 17 settembre 2013

Corso Buenos Aires




La strada che diventerà Corso Buenos Aires, era stata realizzata nei primi anni del 1800 per collegare le ville e gli orti di Albaro alla città. Prese dapprima il nome di strada Reale ed in seguito quello di via Minerva.
La strada correva diritta dalla collina di Albaro al Bisagno, passando a monte del borgo Pila, ed  era sopraelevata di circa 4 metri rispetto al piano della campagna circostante per evitare di essere allagata dalle cicliche piene del Bisagno.

Particolare dalla Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori


Passava a monte del borgo  in linea ideale con Porta Pila , e questo permise la realizzazione dell'asse rettilineo da De Ferrari a Tommaseo in quanto il Ponte Pila (distrutto nel 1822) venne ricostruito nel 1836 in ferro, con direzione in asse con via Minerva e porta Pila .

Particolare dalla Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori


Dalla metà del 1800  in via Minerva vennero costruiti diversi edifici fra cui ricordiamo la "Corte Lambruschini", l'imponente "casermone" popolare a corte, unico del suo genere a Genova.
Qui la vediamo in una cartolina spedita nel 1903



 Nell'ultimo decennio del 1800, con la costruzione di via XX settembre e via Cadorna, via Minerva fu abbassata di circa 3 metri per metterla sullo stesso livello di via Cadorna e piazza della Vittoria e per l'occasione cambiò nome in Corso Buenos Aires.
Mondani ci mostra una foto dei lavori di abbassamento presa nel 1896, con il tipico trenino a scartamento ridotto che sbuffa trainando un carico di terra appena scavata.

E fu così che le cantine furono promosse a negozi ed i negozi si ritrovarono al primo piano......
Interessante vedere le passerelle provvisorie che permettevano di raggiungere portoni di ingresso e negozi durante gli scavi.

Anche qui, come ai giorni nostri, quelli che dirigono, controllano  e commentano sono più numerosi  di quelli che scavano ......

dall'Album Fotografico di Genova Antica - ed. Mondani


Con la costruzione di Corso Buenos Aires il borgo venne raso al suolo e ricostruito, a cominciare dalla chiesa,  che venne ricostruita con il portale sul corso, leggermente arretrata rispetto alla strada come possiamo vedere in questa immagine presa da levante in cui possiamo intravedere anche l'asse viario fino al Ponte Monumentale.

Cartolina - ed. Gianbruni - sped 1919 ?
Qui abbiamo corso Buenos Aires visto dal centro di Piazza Tommaseo.
Al centro una carrozza a due cavalli precede un tram elettrico fermo che sta imbarcando passeggeri; a destra la piazza è transennata in modo provvisorio con  una "ringhiera" di tavole sostenute da paletti di legno; l'Emporio Vini Monferrato reclamizza un prodotto a lire 10 (o 16?) per xxx litri (non vedo bene).
Alle persiane delle finestre notiamo panni stesi ad asciugare
A sinistra un tizio è stato sorpreso in una posa strana in mezzo alla strada .... fossimo ai giorni nostri direi che sta scattando una foto col cellulare ... ma all'epoca gli apparecchi fotografici erano molto più ingombranti.... quindi forse sta solo salutando il vetturino ... o forse avvisa il conduttore del tram ...aspettami che arrivo....




Riproduzione fotografica di cartolina (non originale)



Questa è vista invece da ponente, all'altezza di Piazza Paolo da Novi.
Notiamo la collina d'Albaro sullo sfondo;  in primo piano un calesse, con i lampioncini ad olio ed il vetturino con tuba, precede un tram elettrico;  sulla sinistra non riusciamo a leggere l'insegna completa del ristorante (Gerolamo?) ;  sulla destra vediamo un palo che sostiene una lampada elettrica al centro strada; a destra del palo una finestra aperta mostra un materasso messo a prendere aria:


riproduzione fotografica di cartolina (non abbiamo l'originale)


A destra, nella immagine precedente, si scorge l'inizio di piazza Paolo da Novi, oggi ridotta ad affollato posteggio auto. Qui Vediamo Corso Buenos Aires per intero con la piazza sulla destra e la chiesa di Santa Zita ancora senza la cupola.  Ma della chiesa parliamo diffusamente in un altro post.






domenica 8 settembre 2013

Borgo Pila




Da Porta Pila, attraversando l'omonimo ponte, si incontrava il Borgo Pila. Da qui si andava a levante  verso Albaro oppure a sud verso la Foce.

Il borgo Pila era una frazione del comune di S.Francesco d'Albaro che venne annesso al comune di Genova nel 1874.
Il borgo era sorto nel XIII secolo ad opera di un gruppo di Lucchesi che lavoravano la seta. Era composto di poche case ed una chiesa che i Lucchesi dedicarono alla loro patrona, Santa Zita.

Qui vediamo una immagine del ponte e del borgo  in una incisione del 1769, piuttosto imprecisa circa la collocazione dei due ponti, Pila e S.Agata, che nella realtà erano fra loro più distanti (licenza prospettica ?).

Particolare da incisione su carta di Antonio Giolfi - 1769 - Museo Galata, Genova


In questo particolare di una carta topografica del 1846 vediamo riportate le distanze reali anche se il Ponte Pila qui riportato è quello in ferro, costruito nel 1836 in quanto il precedente ponte era stato distrutto dalla piena del 1822.

Il ponte in ferro venne costruito in asse con la "via alla porta Pila"  ovvero dava a nord del borgo, mentre il precedente dava sulla piazza della chiesa e sulla strada che attraversava il borgo.
Questo ha permesso poi la realizzazione dell'asse viario rettilineo da Piazza De Ferrari a Piazza Tommaseo attraverso via XX Settembre, via Cadorna e Corso Buenos Aires.

Particolare dalla Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori



La vecchia chiesa di Santa Zita costituiva il cuore del borgo, come vediamo nel particolare dell'immagine precedente.

Particolare dalla Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori


Nella piazza della chiesa si teneva il mercato locale come rileviamo dalla cartolina che segue.

Cartolina ed. Mangini - non circolata


Vi si teneva anche una fiera annuale nel mese di aprile, ancora oggi molto frequentata.

All'epoca questa fiera primaverile era molto importante per la gente della vallata che vi accorreva a trattare sopratutto bestiame, attrezzi e sementi.

Vediamo il "reparto bovini" con alcuni uomini che esaminano la "merce" ed un codazzo di curiosi, sopratutto bambini.
Una mucca è sdraiata, separata dalle altre. Forse è già stata comprata e pensa : ""la mia bella figura l'ho già fatta, ed ora mi riposo.""

dall'Album Fotografico di Genova Antica - ed. Mondani


La stada che diventerà Corso Buenos Aires, era stata realizzata nei primi anni del 1800 per collegare la città alle ville ed agli orti di Albaro, e prese dapprima il nome di strada Reale ed in seguito quello di via Minerva.   La strada era sopraelevata di circa 5 metri rispetto al piano della campagna circostante per evitare di essere allagata dalle cicliche piene del Bisagno

Con la costruzione di Corso Buenos Aires il borgo venne raso al suolo e ricostruito, a cominciare dalla chiesa,  che venne ricostruita con il portale sul corso.



 

martedì 28 maggio 2013

Piazza della Vittoria e copertura del Bisagno (parte prima)



A partire dal 1929 a Genova si mettono in cantiere due grandi opere:
la copertura del Bisagno dalla Foce alla ferrovia e la realizzazione di Piazza della Vittoria con il Monumento ai Caduti.

Fino al 1929, a valle della ferrovia, per attraversare il Bisagno, erano in uso due ponti  (ponte Pila e ponte Bezzecca) ed una passerella pedonale.

Mappa TCI 1916



Qui il Ponte Bezzecca, negli anni 20.

Ponte Bezzecca in piazza d'Armi dal Dizionario delle strade di Genova ed. Tolozzi



Veduta del Bisagno a ponte Pila, piazza Verdi, stazione Brignole nel 1907

Ed. Trenkler Lipsia - sped 1907



veduta del Bisagno a ponte Pila, piazza Verdi e stazione Brignole
cartolina ed. Circolari - sped. 1917



La Passerella tra Piazza Verdi e via Archimede nel 1916.




Ancora la passerella da un altro punto di vista

Foto da FB   (Massimo Pderni)




A fine Marzo del 1928 i lavori cominciano in Piazza di Francia (poi Piazza della Vittoria) con la demolizione del Teatro Andrea Doria.

1928-marzo-Demolizione Teatro Andrea Doria.- Bollettino Municipale - di Cesare Maria Vecchi




I lavori per la Copertura all'altezza di Piazza Verdi  nel 1929

Cartolina ed. non rilevabile - non circolata


 La serie fotografica della Copertura gentilmente concessaci da Renzo Bonzini











La copertura del Bisagno venne inaugurata ufficialmente il 28.10.1930

foto da FB



Circa la stessa area della cartolina precedente con la pavimentazione quasi ultimata.

Cartolina ed. Calì - sped. 1933

Stessa zona e stessa epoca
Cartolina ed. non rilevato - non circolata

La copertura del Bisagno vista dalla Stazione Brignole verso Corte Lambruschini
Cartolina ed. Calì - non circolata


Una vista dall'alto:  anni 30 , la copertura del Bisagno è stata ultimata, si notano le aiuole centrali.
A destra vediamo il Monumento ai Caduti ed il palazzo INPS in costruzione.
A sinistra, in basso, una interessante veduta della Corte Lambruschini

foto da FB



Negli stessi anni veniva eretto il Monumento ai Caduti della prima guerra mondiale.

Monumento ai Caduti in via di ultimazione; si nota sullo sfondo a destra la copertura del Bisagno già ultimata.

Cartolina ed. FAP - non circolata


 Inaugurazione del Monumento ai Caduti nel 1931

cartolina  ed. Elios - non circolata

Stessa veduta con campo più ampio, si noti che  la piazza verso mare ancora in terra battuta
Cartolina ed.Elios - non circolata

Cartolina ed. Federazione combattenti -non circolata

Nella cripta del monumento ha sede un oratorio officiato dalla Parrocchia dei Diecimila Martiri Crocifissi di Borgo Incrociati.
Dal libro edito dalla Parrochhia nel 2019



Un'altra veduta della copertura del Bisagno più a valle con la panoramica dello sviluppo della città a levante;  si riconoscono la nuova chiesa di S. Zita e quella di N.S. del Rimedio di piazza Alimonda.
A destra in alto si intravedono il Santuario della Madonna del Monte La cava sotto Forte dei Ratti e Camandoli. Forte Richelieu e Forte Santa Tecla si lasciano solo "immaginare" perchè sappiamo che ci sono. San Martino ci appare troppo confuso per poterne evidenziare i particolari. Forse qualcuno più esperto della zona ci potrà illuminare.
Invece, in primo piano vediamo la struttura del Mercato del Bestiame, un pò pomposamente definito "Foro Boario" , sismesso nel 1910 ma non ancora demolito. 

Cartolina ed.non rilevato - sped. 1935