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sabato 4 aprile 2020

La fine di una Repubblica 1797-1815 - 7





1805, alla fine di giugno Napoleone, Re D'Italia, viene in visita a Genova, capitale della "nuova provincia", appena annessa alla Francia.

da La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.



Proveniente dal nord , attraverso la Val Polcevera, con la moglie Giuseppina ed un vasto entourage, il convoglio di carrozze attraversava San Pietro D'Arena alle 10 del mattino ed arrivava alla Porta della Lanterna, davanti alla quale era stato eretto un arco di trionfo posticcio ma spendidamente ornato.

da La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


Qui veniva accolto dalle autorità cittadine.
Faceva gli onori di casa Luigi Crovetto, nella sua nuova carica di Presidente del Consiglio del Dipartimento di Genova.

Elizabeth Frances Batty - porta vecchia della Lanterna 1817




Crovetto, da il benvenuto al nuovo "Cesare", cui l'ex Doge (ora Sindaco) Michelangeno Cambiaso offre le chiavi della città, che Napoleone respinge dicendo che erano già in "mani sicure".

Il Doge in carica, Gerolamo Durazzo, parlando in nome della intera Liguria, gliela offre come Provincia Imperiale, cosa peraltro già decisa e firmata ma tanto valeva fare un pò di scena... .

Prossima tappa a San Teodoro, dove lo attendeva il cardinale Giuseppe Spina  ed una nutrita rappresentanza di religiosi.
Il Cardinale Spina, simpatizzante di Napoleone, era quello che aveva convinto Pio VII a firmare il concordato.  Qui il cardinale si supera, con la cerimonia dell'incensazione, quasi a divinizzare il molto poco cattolico Imperatore.

Antica Chiesa di San Teodoro -  P.D. Cambiaso 1850ca.


Finalmente il corteo potè ritirarsi e guadagnare il meritato riposo nella Villa del Principe Doria a Fassolo, dove a Napoleone fu riservata la stessa camera (se non proprio lo stesso letto?) che a suo tempo aveva ospitato Carlo V re di Spagna ed Imperatore del Sacro Romano Impero. (speriamo che gli abbiano cambiato almeno le lenzuola).  Questo particolare piacque molto al novello "cesare" che lo raccontò spesso.

1769 Giolfi Ravera Guidotti-Villa del Principe - Coll.CARIGE -  da LA MIA GENTE omaggio del Secolo XIX


Crovetto che, dall'inizio della rivoluzione era stato l'attento "regista dietro le quinte", anche quando aveva rifiutato cariche ufficiali, ed aveva evitato che la rivoluzione degenerasse, pilotandola secondo i desideri di Napoleone, venne premiato con la nomina di Consigliere di Stato e Ministro delle Finanze e lasciò Genova per  Parigi.

da La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


La visita si concluse il 5 Luglio con una parata di 4000 soldati francesi sull'arenile di San Pietro D'Arena.

Napoleone visitò minuziosamente la città ed i dintorni disponendo la costruzione di strade carrozzabili di comunicazione litoranee e verso Piemonte, Lombardia, ed Emilia.

da La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


Inoltre delineò l'idea di "Genova Piazzaforte" con la costruzione delle fortificazioni avanzate.
Tutti programmi che furono ripresi e portati avanti dai Savoia dopo in 1815.

Ma questa è un'altra storia...








venerdì 3 aprile 2020

La fine di una Repubblica 1797-1815 - 6







Nella precedente puntata eravamo arrivati al 1802, con la "mezza restaurazione" voluta da Napoleone che si stava riappacificando con la nobiltà mediante la concessione  dell'immunità generale, la restituzione dei beni confiscati in cambio di un pagamento del 15% del loro valore, ed il ritorno di un "nuovo Doge" a capo della repubblica.
In compenso il controllo francese su tutte le attività, inclusa la censura, era totale e capillare.


-Andrea_Appiani_(1754-1817)_Ritratto_di_Napoleone_Bonaparte, re d'Italia,_Pinacoteca_Ambrosiana,_Milano

Nel 1803 si ricostituiva l'Università degli Studi di Genova, istituzione che era rimasta sospesa dalla "rivoluzione" in poi.

stampa a cura di  Giolfi-Torricelli 1769  da LA MIA TERRA omaggio del Secole XIX- 1981-  (oggi ex biblioteca)


Si cercava di pacificare gli animi preparando l'annessione diretta alla Francia ed il passaggio di Napoleone da "presidente della Repubblica Italiana" (1802) a "Re d'Italia" , conclusisi con la "singolare incoronazione" del 1805  (Dio me l'ha data, guai a chi la tocca).

Incoronazione di Napoleone a Milano - Appiani -  wikipedia


Il 1805 fu per Genova un anno cruciale, con l'annessione "plebiscitaria" alla Francia con 4500 voti favorevoli e 28 contrari.  I giacobini più accesi erano già da tempo in esilio e quelli rimasti sono prudentemente rimasti ben chiusi in casa.

Napoleone_Bonaparte_re_d'Italia - wikipedia


La rivoluzione era praticamente finita fin dal 1800 ed ora se ne sanciva la definitiva cancellazione.
Il ceto borghese abbiente aveva ottenuto indubbi vantaggi economici e possibilità di carriera, il tutto facilitato dalla modernizzazione dello stato e dalle nuove leggi (Codice Napoleonico)

da wikipedia



Il porto ora lavorava a discreto ritmo, ma princialmente al servizio delle necessità militari

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.



La nobiltà aveva salvato la "testa" e buona parte dei beni ed entrava a pieno titolo nella nuova nobiltà dell'impero con interessanti possibilità di carriera e di affari. Il Doge  Girolamo Luigi Durazzo fu contento di dimettersi dal suo effimero incarico in cambio della nomina a "Prefetto del Dipartimento di Genova" e poi a senatore dell'Impero.



Il clero invece ne era uscito fortemente impoverito, privato dei precedenti cespiti e  privilegi e diminuito nelle sue prerogative e funzioni civili (anagrafe, scuola, etc) in quanto il Concordato imposto al Papa Pio VII metteva praticamente la chiesa al servizio dello stato.

Gérard_-_Signature_du_Concordat_entre_la_France_et_le_Saint-Siège,_le_15_juillet_1801 - wikipedia -


E il popolo minuto?  Ah c'è anche il popolino... , quasi dimenticavo... per il Popolo facciamo subito una bella "coscrizione obbligatoria", così teniamo la gente occupata a marciare, diminuiamo la disoccupazione,  e ci prepariamo un bel pò di "carne da cannone" già vestita ed addestrata per la prossima guerra.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.

E' scritto piccolo? Si vede male? Non si legge? Mica dovete leggere... , dovete solo firmare il modulo d'arruolamento, e poi marciare e morire per la gloria dell'impero.



Per gli artigiani c'era invece abbondante lavoro

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.




 Nelle fabbriche di cannoni alloggiate nel ex Monastero di San Tommaso



da: Il porto di Gemova - Antiche Carte - Rubra S.r.l.



E  nei cantieri navali alla Foce, nei quali si costruivano 3 navi alla volta e si programmava di aggiungere altri due scali di costruzione

Il porto di Gemova - Antiche Carte - Rubra S.r.l.



""" Come vedete Io,  Napoleone, Imperatore dei francesi e Re d'Italia, avevo pensato a tutti.
Ho messo anche da parte un pò di piombo per i giacobini superstiti;  Io mica mi dimentico degli amici... """













martedì 31 marzo 2020

La fine di una Repubblica 1797-1815 - 5




Ci eravamo lasciati com Massena che se ne andava da Genova con l'onore delle armi e "la coda fra le gambe" esclamando: "ritorneremo" ... e fu buon profeta.

Il 6 giugno gli austriaci avevano già nominato una "Reale ed Imperiale Reggenza" composta di sette elementi della aristocrazioa genovese, che si dovevano occupare dell'amministrazione della ex Repubblica.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


Ma Massena era stato "buon profeta" e meno di  10 giorni dopo Napoleone in persona sconfiggeva gli austriaci a Marengo costringendoli a lasciare Genova in tutta fretta, non senza aver ottenuto dai genovesi, una "buonuscita" di 550 mila lire a titolo di "rimborso spese" (per piombo e polvere da sparo, naturalmente).  A pagare ci eravamo abituati... amici o nemici che fossero...  del resto meglio un pacifico "rimborso spese" che un cruento saccheggio...
Gli inglesi, più "signorilmente" non persero tempo a contrattare una "buonuscita" ma si portarono via tutte le navi da guerra presenti in porto.

I francesi, rientrati il 24 giugno, abolirono l'effimera struttura amministrativa messa su dagli austriaci e ripristinarono l'amministrazione precedente, come vediamo dall'apposito decreto.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.

In autunno, con 3 mesi di ritardo rispetto agli austriaci, per il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, e sopratutto con le provviste arrivate a blocco finito, andò via anche il colera.
Fra le altre notizie dobbiamo rilevare che, a fine blocco, vittime della ritrovata abbondanza, alcuni genovesi morirono di indigestione ("danni collaterali?").

Restavano, sempre come "danni collaterali", alcune bande armate di ex "combattenti volontari" di entrambi i campi, che avevano rifiutato di farsi disarmare e si dedicavano con successo al brigantaggio. Problema che diede filo da torcere alla Guardia nazionale per un pò, finchè il gruppo principale che faceva capo a Luigi Domenico Assereto, non decise di cambiare aria andando a fare danni altrove.

Problematica restava la gestione degli ospedali genovesi, che prima facevano quadrare i bilanci con le "offerte" dei nobili; offerte che ora venivano a mancare. Le soluzioni prese, diminuire il personale e le razioni di cibo al Pammatone - Incurabili - ed Albergo dei Poveri, non riuscirono a pareggiare i bilanci e crearono malcontento e problemi di gestione.

Pammatone - Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.

Intanto Napoleone, esaurito lo "spirito rivoluzionario", stava già cullando "sogni imperiali" e nel 1802 ripristinò a Genova il dogato nella persona di  Girolamo Luigi Durazzo, riservando per sè la carica di Presidente della Repubblica Italiana.

Girolamo Luigi Durazzo - Foto dal web

 
I giacobini genovesi ormai si ritrovavano in una Repubblica Democratica di facciata, governata da un Doge aristocratico, dove imperava la censura politica francese e tutto veniva deciso a Parigi.











lunedì 30 marzo 2020

La fine di una Repubblica 1797-1815 - 4




1800  Veduta del Borgo di S. Pier d’Arena sulla riviera del Fiume "Polcevera” disegnata dal vero dal Cittadino Salucci, Ufficiale Toscano - durante l'assedio di Genova  - Acquerello-

immagine pubblicata sul web da Alberto Maria Di Salle



Abbiamo visto finora la nascita della Repubblica Democratica e la sua affermazione, grazie all'appoggio dell'esercito francese e  nonostante l'opposizine della nobiltà terriera e del clero del contado.
I primi due anni sono trascorsi tra feste popolari e difficoltà finanziarie che non sono state risolte neppure con la confisca dei beni ecclesiastici.
Era stata una rivoluzione anomala, quasi incruenta, appoggiata da parte del clero cittadino, sopportata e benedetta (a denti stretti) dal vescovo locale. Una rivoluzione che aveva visto la partecipazione di parecchi elementi della nobiltà cittadina, specie nella persona dei giovani figli cadetti, che avevano subito il fascino delle nuove idee e che avevano meno da perdere nella loro messa in pratica, mentre i "patriarchi", chiusi nei loro palazzi, attendevano pazienti gli sviluppi del caso, forti delle loro relazioni e della loro influenza in tutti i ceti sociali.

Piazza del Principe Doria - chissà come l'avevano battezzata i Giacobini? -  Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit. -  Autore non citato.


Insomma, nonostante qualche "incidente", finora ai genovesi era andata "di lusso", da una parte le feste e bisboccie, dall'altra tasse esagerate e stagnazione economica, ma la vita continuava a scorrere senza troppe scosse.
I genovesi si sentivano dalla parte vincente (Napoleone) e pensavano che la situazione sarebbe presto migliorata.

I francesi si esercitavano alla guerra ed i borghesi passeggiavano tranquilli e soddisfatti  nella "Piazza della Libertà".

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit. - ma ho usato la foto di Alberto Maria Di Salle che riprendeva un campo più largo.


Invece il 1798 fu l'inizio di un periodo negativo. La disfatta della flotta Francese ad Abukir fu seguita dalle sconfitte dell'armata francese sul Trebbia e Novi Ligure, che costrinsero Massena ad arroccarsi a Genova, assediato dagli autro-piemontesi che premevano dai monti e dalla flotta inglese che bloccava il porto dal mare.

Intanto il debito dei Genovesi per la "protezione" francese cresceva, in maniera proporzionale ai rovesci bellici dell'armée,   e nel 1799 era arrivato alla "fantastica" cifra di 20 milioni di lire.

Il 7 dicembre 1799 l'inizio dei guai fu preannunciato dallo scioglimento del "Direttorio" ed i francesi assunsero direttamente il potere tramite un "collegio" di 9 membri di loro nomina.

Senza rifornimenti, con solo 12mila soldati contro 40 mila autriaci Massena resistette il più a lungo possibile per dare tempo a Napoleone di riorganizzare l'esercito e tornare in Italia.

Bombardamento notturno da parte delle navi Inglesi - Foto Umberto Basevi


Gli austriaci, promettendo libertà, indipendenza e prosperità, ottennero anche l'appoggio di molti valligiani, che già prima avevano espresso, con le sollevazioni dei "viva Maria", la propia avversione per le idee giacobine.  Li armarono e li organizzarono in brigate di supporto.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


Qui di seguito un proclama austriaco. Chissà perchè "tutti" ci amavano e volevano proteggerci e liberarci, ma nel frattempo, per il nostro bene, non ci lasciavano vivere in pace, ci affamavano e ci prendevano a cannonate.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.
Entrambi gli eserciti si trincerarono. Attacchi, contrattacchi sortite e colpi da mano, si susseguirono per mesi con gran spargimento di sangue da entrambe le parti.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


Dal punto di vista militare si era giunti ad una fase di stallo, ma a Genova, una volta divorati cani, gatti, topi e pipisrelli, la fame ed il colera fecero più vittime  dei proiettili austriaci. (le fonti parlano di 15 mila civili morti di fame e malattie)

1800 - Bardi inc. - mappa trinceramenti francesi (Alberto Maria Di Salle)
Il blocco navale inglese da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit



Di fronte alla prospettiva di una strage per inedia, e pressato dalla popolazione civile, Massena riusci a negoziare la resa che prevedeva l'immunità per la guardia nazionale ed i civili genovesi che avevano combattuto a favore dei francesi.   Era il pomeriggio del 4 giugno, sul ponte di Cornigliano.

Massena firma la resa - Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.
Il giorno seguente i circa 4000 francesi superstiti sfilavano in armi fra i reggimenti austriaci silenziosamente schierati e si imbarcavano per Nizza  su cinque navi corsare genovesi. L'imbarco veniva salutato dalle salve di cannone dei forti, ormai in mano austriaca.




domenica 29 marzo 2020

La fine di una Repubblica 1797-1815 - 3



Genova nel 1769 - stampa di Giolfi - Torricelli 


Eravamo alla fine del 1797 alle prese con la travagliata stesura della nuova Costituzione, che venne redatta sulla falsariga di quella francese, ed approvata il 2 dicembre dai "comizi popolari".

Secondo la nuova Costituzione, il potere legislativo era attribuito a due assemblee:
1) il Consiglio dei Giuniori (o dei Sessanta, in quanto composto da 60 membri)
2) il Consiglio dei Senatori (30 membri).
I due consigli eleggevano un Direttorio di 5 membri, detentore del potere esecutivo. Il Direttorio svolgeva le proprie funzioni attraverso un Segretario Generale e un certo numero di ministri.
Il passaggio di consegne, con la definitiva uscita di scena del Brignole, avvenne il 17 gennaio 1798.
I cinque nuovi "Direttori" furono Luigi Emanuele Corvetto, Nicolò Litardi, Paolo Costa, Agostino Maglione, e Giorgio Ambrogio Molfino.



Il nuovo governo si trovò subito a dover far fronte alla pesante crisi finanziaria ereditata dalla gestione precedente. Situazione aggravata dalle spese di mantenimento delle truppe francesi e da quelle dei prolungati festeggiamenti dell'anno appena trascorso.
Le entrate dal commercio erano scarse perchè i pirati barbareschi e la flotta inglese imperversavano nel mediterraneo, rendendo problematico il traffico marittimo ed i commerci.
Già si erano aumentate le tasse sui redditi di lavoro e capitale ad un livello eccessivo (si erano tassate persino le finestre dei caseggiati al punto da indurre alcuni proprietari a murare quelle non indispensabili).

foto da Google Maps



Inoltre la repubblica, in primavera,  si era cacciata in una piccola, costosa ed infruttuosa guerra con i Savoia, (la guerra di Carrosio) nata dal tentativo dei giacobini nostrani di far insorgere i giacobini piemontesi ed istallarvi una repubblica popolare.  La reazione dei Savoia fu pronta ed efficace.
I Genovesi rischiarono di perdere tutto il Ponente e solo l'intervento dei reparti francesi presenti in Liguria potè riportare  la situazione allo "status quo ante".

Il paese di Carrosio, da cui iniziarono gli scontri - Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.



Si iniziò a battere moneta... ma all'epoca la moneta voleva dire "argento" e l'unico posto dove l'argento abbondava era nelle chiese e nei monasteri, sotto forma di arredi religiosi ed ex-voto.



In questa situazione venne promulgato il decreto del 6 aprile 1798 che requisiva i beni appartenenti a chiese e conventi. Solo che nell'area di Sampierdarena, Cornigliano e Rivarolo si raccolsero 666,11 libbre d'argento e 2,25 d'oro.

Oggetti d'argento dell'epoca sopravvissuti alla fusione ed oggi inseriti a museo -  foto degli autori del post -


Purtroppo la maggior parte di queste "risorse" presero la via della Francia per sostene le sue campagne militari,  ed ai genovesi restarono le tasche vuote.
Così in ottobre venne emanato un nuovo decreto che ordinava la concentrazione di suore e monaci in pochi monasteri ed i sequestro dei restanti edifici e dei loro beni.

Secoli di storia della devozione genovese presero ancora la "via della Francia" ed inestimabili capolavori di pittura restarono ad adornare stalle, caserme, teatrini, magazzini e fucine.



Improvvisati speculatori ricavarono cospicui guadagni trasformando antichi conventi in case di abitazione  

Uno degli "adattamenti residenziali a S.Maria di Castello da:  S.MariaDiCastello-e-Il-Romanico-a-Genova-Ennio Poleggi


Tutte le rivoluzioni hanno le loro "vittime" e questa finora si era dimostrata poco "cruenta", limitandosi  a sequestri e "deportazioni" di beni artistici.  Un prezzo che i genovasi avevano pagato, come sempre, mugugnando;  ma contenti di non dover vedere in azione tutti i giorni la ghigliottina, come era successo ai loro "colleghi" parigini.

Ma il "bello" (da bellum latino=guerra) sarebbe arrivato presto, seguendo le alterne vicende della "guerra italiana" di Napoleone.
La città avrebbe pagato un tremendo prezzo di sangue, carestia ed epidemie. Nonchè "pecunia".  Ma di questo parleremo nella prossima puntata.











sabato 28 marzo 2020

La fine di una Repubblica 1797-1815 - 2




Repubblica di Genova e Feudi Imperiali



Ci eravamo lasciati con l'erezione dell'Albero della Libertà ed il popolo in festa.
Ma "passata la sbornia", i genovesi si trovarono a dover pagare il conto... e le casse erano vuote.

Inoltre serviva "subito" una nuova costituzione, che regolarizzasse i recenti cambiamenti e ponesse le basi di una Repubblica Democratica su modello francese.

E subito si diffusero le voci che , sull'esempio francese, i soldi sarebbero stati trovati sequestrando le terre ai feudatari ed i beni ecclesiastici.
Questo scatenò la "reazione" di feudatari e religiosi, che nel settembre 1797,  riunirono fittavoli e parrocchiani e marciarono, ognuno per suo conto, in tempi diversi, in ordine sparso, ed in perfetto disordine, sulla città.
Qualcuno fu dissuaso dal vescovo stesso, gli altri furono affrontati e dispersi da ben organizzati reparti francesi.  Il tutto con gran scandalo dei giacobini cittadini che non mancarono di riprovare queste "rivolte reazionarie".

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.

Comunque i genovesi si trovarono (come al solito) divisi in due partiti : giacobini e progressisti contro conservatori e reazionari, due fronti con mille sfacettature, da chi propugnava il dialogo a chi cercava la rissa. Ma Genova è stata abituata da sempre alle lotte interne di fazioni. Fazioni che, per prevalere, non avevano scrupolo di assoggettare la città alle potenze straniere più influenti del momento.
Mentre i "reazionari" erano in maggioranza nelle campagne, in città prevalevano i "progressisti" che stampavano le loro "ragioni" su nuove quanto effimere pubblicazioni (questa sopravvisse 5 settimane).

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


In attesa della nuova Costituzione, che doveva nascere dal difficile accordo fra conservatori e progressisti (e che piacesse anche a Napoleone),   erano stati presi alcuni "provvedimenti di facciata".
Ad esempio:  Piazza Acquaverde era diventata "Piazza della Libertà"

Biblioteca Digitale Ligure

I servitori dei nobili avevano smesso di vestire le tradizionali livree,  ed improvvisati scalpellini si erano accaniti sulle statue dei due Doria poste "a guardia" del Palazzo Ducale, facendole a pezzi.

Prima della "cura"
quel che ne rimane oggi


Inoltre, gli instancabili scalpellini, si accanirono su pubbliche insegne, stemmi e portali che rammentavano il passato dominio della nobiltà.  Ma era già "buona cosa" che la furia del popolo oppresso se la prendesse con i simboli, invece che innalzare patiboli. O forse i giacobini nostrani avevano capito l'esempio parigino e tenevano in buon conto il vecchio proverbio: "chi di spada ferisce..." (spada o "ghigliottina" ... il concetto è lo stesso...)


La nuova Repubblica riceveva intanto un "piccolo dono" da Napoleone in quanto, il 17 ottobre 1797 con il Trattato di Campoformio, l'imperatore d'Austria, Francesco II, rinunciava ai feudi Imperiali liguri accettando la loro unione alla Repubblica Ligure.






Repubblica di Genova e Feudi Imperiali


Un segnale importante era stato dato nel campo della scuola dove l'istruzione gratuita era stata garantita (almeno in teoria) a tutti i fanciulli. Ma al momento gli unici insegnanti disponibili appartenevano agli ordini monastici: Scolopi, Barnabiti e Gesuiti, che da sempre avevano esercitato quella "missione" e mancavano strutture laiche in grado di tradurre le intenzioni in realtà.

Si sarebbe ovviato parzialmente al problema assegnando a questi istituti altre sedi sussidiarie ricavate dalla chiusira dei monasteri di clausura come nel caso di S. Andrea, riassegnato temporaneamente agli Scoplopi ad uso scolastico .

da:  Monastero-Carcere di S.Andrea - Anna Maria Dagnino


Altra misura che andava incontro alle apettative popolari fu l'approvazione di progetti di costruzione di pubblici lavatoi (troeggi) il cui più illustre esempio sono stati i "lavatoi del Barabino" in via dei Servi, eratti appunto nel 1797.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


Intanto gli scontenti mugugnavano fra loro senza farsi troppo notare mentre la "propaganda di regime" cercava di attirare consensi:

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.

A volte un modo serioso ed altre volte assumendo toni satirici,

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.

ed a volte in modo molto "formale" come in questo caso in cui il ministro della pubblica istruzione cerca di sedare i malumori sorti in seno ad alcune istituzioni scolastiche genovesi.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


I contro-rivoluzionari improvvisati del mese di settembre vengono graziati  con una speciale amnistia, mentre i "capetti" identificati, vengono condannati a morte in contumacia. Non sappiamo dire se i detti contumaci siano poi stati catturati o siano riusciti a sfuggire alla pena.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


E qui vi lasciamo con la promessa di tormare presto a raccontare come finisce il 1797 ed inizia un 1798 pieno di importanti novità per i sempre più tartassati genovesi.