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venerdì 27 ottobre 2017

P.D. Cambiaso - La chiesa del Rimedio






Ancora una veduta (acquarello a seppia) del mio "amico" P.D. Cambiaso (ormai sto quasi più con lui che con mia moglie, potrò chiamarlo amico, non vi pare? :-) )

Da "Aspetti di Genova nelle Vedute di P.D. Cambiaso" di P.D.Patrone & G.L. Blengino, stavolta abbiamo la chiesa del Rimedio (dell'Angelo) in via Giulia vista da piazza S.Domenico (De Ferrari), una prospettiva per me nuova e quindi ancor più gradita.

 Via Giulia e la chiesa del Rimedio, entrambe spazzate via per la costruzione della "moderna ed elegante" via XX Settembre, nel quadro dei progetti di "risanamento" della città di fine ottocento.

La chiesa non era molto antica (XVII secolo) ed era stata "rimodernata" nel 1786 da Carlo Barabino. Un secolo dopo il "raddobbo" l'hanno tirata giù e ricostruita quasi uguale in piazza Alimonda, un quartiere nuovo, al di là del Bisagno, allora in pieno sviluppo edilizio, alla faccia delle ricorrenti piene del Bisagno. (secondo il concetto: io intanto ci costruisco, se poi si allaga... qualcun altro ci penserà...)


Non sono riuscito a decifrare la scritta sul fronte del basso edificio a destra della chiesa... qualcuno mi "illuminerà" al riguardo?


Per inquadrare meglio l'argomento ci metto una mappa del Grondona del 1846 dove ho segnato la posizione della chiesa con una freccia.

Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori





Ed ora qualche foto del "risanamento edilizio"  che ha "cambiato la faccia" di un pezzo di Genova.

Una vista di via Giulia presa dal basso. Il fotografo è probabilmente "appostato" su Porta degli Archi (o quel che ne resta) e punta l'obbiettivo verso il palazzo Ducale.  A sinistra procedono le demolizioni, arrivate fino alla chiesa .

Album fotografico di Genova antica edito da Mondani




Qui siamo in via Giulia, vista dal basso, all'inizio delle demolizioni. A sinistra "troneggia indisturbata" la mole della chiesa del Rimedio, in quanto l'edificio che le stava davanti è già stato demolito.  Questo scatto sembra coevo al precedente o forse è lo stesso scatto con ingrandimenti diversi?

Album fotografico di Genova antica edito da Mondani


E questa è la fase successiva, con le macerie della chiesa ancora da sgomberare. La foto non è della mia collezione (devo averla "pescata" in fretta non so dove (o da  chi) senza riferimenti, e me ne scuso,  ma è troppo "significativa" per non mostrarla.




E qui la chiesa "rifatta" in piazza Alimonda quasi uguale a quella demolita in via Giulia.












































































mercoledì 25 settembre 2013

Piazza De Ferrari - "" i grandi lavori""




Abbiamo visto la costruzione della "strada Carlo Felice"  e dell'omonimo teatro.

Siamo alla fine del 1800 , tempo di grandi lavori e .... grandi distruzioni.

Ora tocca alla piazza De Ferrari, che vi mostriamo "prima della cura".

Vediamo a sinistra l'inizio della palazzata di via Giulia che sarà demolita e troviamo a destra il Ducale ed i palazzi in linea con questo che non saranno interessati dalle demolizioni.
In piazza S.Domenico  (o è già piazza De Ferrari, la cartolina non è datata....)  c'è il mercato dei "besagnini" (frutta, verdura e fiori) che in seguito sarà trasferito  in via XX Settembre , nel Mercato Orientale.
I tram non ci sono ancora, niente binari, solo "omnibus" trainati da cavalli.

cartolina, ed. Mangini - non circolata


Spostiamo la visuale a sinistra: vediamo l'angolo del palazzo dell'Accademia e ritroviamo la palazzata di via Giulia di cui abbiamo visto l'inizio nell'immagine precedente.
Facciamo notare sulla destra  la struttura in legno tipo "baita" del ristorante "Labò", costruito nel 1892 in occasione dell' expo Colombiana .
E qui la didascalia della cartolina è sbagliata perchè in quegli anni la piazza era già stata ribattezzata piazza De Ferrari.

Vediamo già un tram elettrico.... il tempo passa .... ed il piccone si avvicina....


cartolina - ed. Dossi e Bolognini - non circolata


In questa immagine i palazzi sono già transennati e sembrano vuoti, pronti per la demolizione.

cartolina , ed. Mangini - non circolata


Torniamo all'inizio di via Giulia, tutta da demolire, e vediamo la cupola della chiesa di Nostra Signora del Rimedio che sarà ricostruita in piazza Alimonda.
E' ancora l'Accademia il palazzo che spunta sulla sinistra e ci da la valutazione della differenza fra "ieri ed oggi".

riproduzione fotogradica non annotata


Per meglio chiarire la situazione pubblichiamo uno stralcio di piantina topografica con, segnate in rosso le zone che saranno interessate alle demolizioni per far posto alla piazza.

Le aree cerchiate di rosso saranno totalmente demolite per far posto alla piazza ed alle nuove costruzioni.


particolare da Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori


Nel 1875 la piazza ha cambiato nome :  diventa piazza De Ferrari dedicata a Raffaele  De Ferrari Duca di   Galliera, al quale Genova deve fra l'altro l'ampiamento del porto alla fine del 1800.

1899 :  vediamo già macerie a profusione.
Distrutta la palazzata di via Giulia si sbanca il colle di S. Andrea  con i soliti mezzi : i carrettini a due ruote ed il trenino a scartamento ridotto.

cartolina ed. Mangini - non circolata
 
Nel 1902 il primo palazzo di via XX Settembre sulla sinistra a scendere era già costruito mentre la collina di S. Andrea cercava di resistere

cartolina,  ed. Mangini - non circolata


Mangini qui ha "barato", questa è la stessa immagine venduta come 1902 in po' scolorita e spacciata come ripresa nel 1903 ....  un "errore voluto" ??  o una buggeratura per collezionisti poco pignoli ??


cartolina,  ed. Mangini - non circolata



Questa invece è una cartolina spedita in "ritardo" , nel 1922, quando già nel 1912 la collina era sparita ed era stato inaugurato il Palazzo della Borsa .  Giudicando dall' avanzamento dei lavori l'immagine dovrebbe datarsi intorno al 1906.

cartolina,  ed. Circolari - spedita 1922

Ecco invece la controprova: il Palazzo della Borsa nel 1912, notare la cupola del palazzo di fronte a quello della Borsa da poco aggiunta, forse per fare "pendant" a quella del palazzo di fronte.
(La borsa fu inaugurata il 20 luglio 1912 - ) http://www.borsaitaliana.it/borsaitaliana/chi-siamo/bicentenario/secoloxixgenova.pdf

cartolina , ed. non rilevato - spedita 1912

Palazzo della borsa e palazzo del Credito Italiano  nel 1914.
A destra manca ancora il palazzo della Navigazione Generale Italiana e ci sono ancora le vecchie casette davanti alle quali è stato allestito un palco per i festeggiamenti in occasione della Esposizione Internazionale del 1914, di cui abbiamo già parlato.
Sembra che in nottata sia caduta una spruzzatina di neve
Sulla destra si vede il campanile della chiesa del Gesù che nei primi anni 20 verrà abbattuto per far posta al palazzo della NGI e ricostruito un po' più indietro. 
 
cartolina,  ed. STA  -  sped.  1914

Pazza De Ferrari col Carlo Felice, il palazzo dell'Accademia ed il primo palazzo a sinistra di via XX Settembre nel 1907.

cartolina -  ed. Trenkler Lipsia - sped.  1907


Sembra la continuazione a destra della immagine precedente , che ci fa vedere via XX Settembre.
Spedita nel 1908, è già una cartolina a colori.



Ancora una cartolina di Piazza De Ferrari spedita nel 1909 (dopo tante immagini non datate non sappiamo resistere dal pubblicare dei "quasi doppioni" pur di poter dare dei riferimenti cronologici affidabili).

cartolina - ed Trenkler Bruxelles - sped 1909


Palazzo della Borsa, 1916.  In basso a sinistra una pensilina: ? Sala d'aspetto del capolinea del tram?

cartolina - ed. Barberis e Blundo - sped. 1916


Due immagini della chiesa di S. Ambrogio.  Entrambe prese con le spalle al Teatro Carlo Felice.
Nella prima vediamo la facciata "laterale" del Palazzo Ducale che si affaccia sulla piazza De Ferrari innevata.

Sulla sinistra la mole di S.  Ambrogio (chiesa del Gesù) sovrasta vecchie casette letteralmente "addobbate" di cartelloni pubblicitari di cui vi risparmiamo i dettagli.

La palazzata alta che la nascondeva alla vista è già stata abbattuta per allargare la piazza. Le casette saranno abbattute nella prima metà degli anni 20 per la costruzione dell'attuale palazzo della Regione.
A destra un curioso gabbiotto dalla forma caratteristica con cupoletta : un gabinetto.... 

 
da Album Fotografico di Genova Antica  ed.  Mondani


Nel 1920, davanti al Ducale, vediamo una aiola con le palme.
La mole di S. Ambrogio ora dà direttamente su quel lato della piazza.La vediamo senza il campanile che è stato demolito e non ancora ricostruito. Il Palazzo della NGI non c'è ancora ma ha già fatto "la prima vittima"
Dietro al tram, sulla sinistra,  davanti allo spigolo della chiesa, ci incuriosisce  una impalcatura a tenda indiana  .....

cartolina - ed Mangini - non circolata


In questa cartolina, spedita nel 1922, vediamo per la prima volta delle automobili a De Ferrari!
I giardini con le palme sono anche dalla parte di via XX .

cartolina - ed. Barberis - sped. 1922


Il passeggio tra via XX ed i portici dell'Accademia  nel 1923.

cartolina - ed. STA  - sped. 1923

Altro tentativo di cartolina a colori , nel 1924
L'aiuola ci sembra ora al centro della piazza, intorno alla quale girano i tram.

cartolina - ed. illeggibile - sped. 1924

E' "arrivato"  il palazzo della Navigazione Generale Italiana (1923) , la cartolina è del 1925.
Ora la piazza ha assunto la fisionomia attuale, salvo che  manca ancora la fontana.
Si vede il primo autobus, o dovremmo dire  .... "torpedone"!....
Dietro al nuovo palazzo fa capolino la cupola della chiesa del Gesù ma non si vede il nuovo campanile.

A destra due furgoni delle poste, ancora trainati dai cavalli (ma allora le poste funzionavano meglio di adesso: due consegne al giorno ed una cartolina per la città, impostata al mattino, veniva consegnata il pomeriggio stesso.

cartolina - es. Dell'Avo - sped.  1925

Le piccole palme crescono, queste sono fotografate nel 1927.

cartolina - ed. Calì - sped. 1927

E misteriosamente "spariscono" nel 1929 ..... qui non si vedono  più .....

cartolina - ed. SCAF - sped. 1929

E qui nemmeno, le palme sono cresciute e .... puff .... sparite ... lasciando la piazza vuota.
In compenso vediamo spuntare da dietro il palazzo della NGI oltre alla cupola, anche il campanile della chiesa del Gesù. Campamile ultimato nel 1928, che quindi contribuisce a datare lo scatto. 

cartolina - ed. Brunner sped 1931
Le palme... le abbiamo anche cercate dall'alto, in questa veduta aerea dell'epoca, ma non le abbiamo più viste.
Mistero, che fine hanno fatto le palme ?
In compenso vediamo dall'alto il nuovo campanile della chiesa del Gesù

cartolina - ed. Traldi Milano -  non circolata
Ed ecco chiarito il mistero, le avevano tolte per metterci la fontana, inaugurata nel 1936.
Intanto la Società che ha sede nel palazzo di fronte, ha cambiato denominazione in  "Italia Flotte Riunite"
Qui vediamo una foto in notturna con la fontana e la facciata dell'edificio illuminate per l'occasione.
cartolina - ed. propaganda Italia Flotte Riunite by Rizzoli Milano  1936

La fontana di giorno, circondata dalla folla dei curiosi.
Notiamo che ora il traffico sembra più disciplinato e la maggioranza dei pedoni attraversa la piazza in maniera ordinata nelle apposite "strisce pedonali".
Che sia una fontana "miracolosa"? ,   almeno dal punto di vista del traffico pedonale ?




La fontana di notte doveva "vendere molto" come dimostrano le sue molte "versioni" in cartolina.
Ne mettiamo altre due, entrambe di F. Calì , la prima non circolata e la seconda spedita nel 1942.





 
Ora la piazza ha tutto ciò che la caratterizza oggi: teatro, monumento e fontana , come vediamo in questa cartolina spedita nel 1939



Il Teatro, distrutto nel corso della seconda guerra mondiale, è stato ricostruito solo nel 1991 ....
.... ma questa è un'alta storia ......

2013 - foto degli autori

martedì 2 luglio 2013

Prima di Via XX Settembre - Via Giulia e Porta degli Archi




Nel 1846 chi avesse voluto andare da Piazza San Domenico (attuale p. De Ferrari)  al Bisagno avrebbe percorso via Giulia fino a Porta degli Archi,  di lì poteva prendere per via San Vincenzo verso Porta Romana o proseguire "quasi" diritto per via della Consolazione (o via della Pace)  ed infine imboccava la via al ponte Pila , ed usciva dalla città attraverso Porta Pila

Particolare da Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori

In questo particolare vediamo il percorso sopra citato leggermente ingrandito per miglior comprensione.

Particolare da  Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori

Abbiamo citato il doppio nome per via della Consolazione (ovvero via della Pace) in quanto questo tratto stradale, a seconda delle epoche, probabilmente rispondeva ad  entrambe le denominazioni.

Via della Consolazione prendeva nome dalla Chiesa e Convento della Consolazione (anche conosciuta come chiesa di Santa Rita  da un altare ivi dedicato alla Santa)  tuttora esistente .

Via della Pace prendeva nome dalla Chiesa della Pace, che si trovava quasi di fronte alla Chiesa della Consolazione, un pò più in basso, verso il Bisagno (vedi piantina qui sopra) e che è stata demolita a segiuto della costruzione di via XX Settembre.

Chiesa dell Pace- foto dal Web


Già, via XX Settembre, una della grandi opere della fine del 1800, che corre larga e dritta da piazza De Ferrari a piazza della Vittoria, si è mangiata tre strade, due chiese, e quasi tutte le case circostanti.

Oggi via della Consolazione è una traversa di via XX, che unisce la stessa con via Colombo passando a fianco della Chiesa della Consolazione. La Chiesa è sopravissuta ai radicali cambiamenti della zona ma per accedervi bisogna scendere alcuni gradini in quanto il piano stradale di via XX Settembre è sopraelevato rispetto all'antico percorso.


Ed ecco alcune immagini della zona prima dei "grandi lavori" : 


La via Giulia era stata aperta negli anni intorno al 1650 come strada carrozzabile per agevolare il traffico di carri e carrozze verso il levante e per realizzarla si dovette demolire un tratto delle mura del Barbarossa (ormai strategicamente inutili) in corrrispondenza del Portello di S. Egidio.



Qui siamo in piazza San Domenico (De Ferrari), all'altezza dei portici dell'Accademia e vediamo l'inizio di via Giulia con il campanile della chiesa di Nostra Signora del Rimedio, che verrà demolita e ricostruita in Piazza Alimonda.

Sulla sinistra, all'altezza della edicola del giornalaio, vediamo una vettura a cavalli che  sta imbarcando passeggeri per un viaggio verso il Bisagno; nei pressi uno spazzino con la scopa, mentre un tizio vestito di nero con un fagotto in mano corre per non perdere il "tram".

Sulla destra carrozze in attesa davanti alla farmacia Baudoin 

Cartolina - ed. Dossi e Bolognini - non circolata



Ecco una immagine della Chiesa di Nostra Signora del Rimedio in via Giulia prima della sua demolizione.  Mondani non ci da la data della stampa ma dai costumi  pensiamo che la stessa sia antecedente al 1800.

Partendo da sinistra ci par di vedere una donna con un cesto (di frutta?) sulla testa che fa l'elemosina (un frutto ?) ad una donna inginocchiata a bordo strada.

Due figure al centro sembrano un cacciatore a cavallo col fucile ed un servo a piedi che conduce un grosso cane al guinzaglio.

Completano la scena tre passanti a piedi ed un doppio tiro di buoi che trascinano una slitta con un grosso blocco squadrato di pietra (o marmo?) 


da Genova Antica e dintorni - ed. Mondani



Ancora la Chiesa del Rimedio in una via Giulia affollata nella prima metà del 1800 .

Partendo da sinistra si rileva una bambina che regge un cestino sul braccio destro ed un bidoncino tipo latte con la mano sinistra (ti ha mandato la mamma a fare un pò di spesa?)

Una signora in abito chiaro e capellino scuro sembra accompagnata da un signore in soprabito scuro e cilindro.

Dietro di loro un uomo trasporta a spalla un barile (speriamo per lui che fosse vuoto..... altrimenti gli sarà venuto un bel mal di schiena...)

Dalla parte opposta una "popolana"  con il cestino, ed un drappo di tela impigliato ad un lampione che sporge dalla facciata dell'edificio.

Al centro, in fondo, quasi a chiudere la strada si intravede un edificio con i ponteggi; lì forse già iniziano le demolizioni per far largo a via XX



da Album Fotografico di Genova Antica - ed.  Mondani



Qui invece siamo dalla parte opposta di via Giulia, vista da Porta d'Archi.

Per combinazione incontriamo nuovamente  la vettura a cavalli alla fermata di Porta D'archi  durante il viaggio di ritorno verso il centro, sovrastata da in'alto fanale a gas.

Possiamo notare la Farmacia Bignone al piano terra e l'insegna del Dispensario Medico Chirurgico al primo piano dello stesso edificio.

Sulla sinistra tanti manifesti pubblicitari fra i quali siamo in grado di riconoscere solo quello del Fernet Branca.

Sulla destra, accanto all'edicola un tizio con la camicia bianca espone merci su un banchetto ... sarà il giornalaio stesso che sta ampliando la supefice espositiva ?

Accanto all'edicola le scale portano alla soprastante Chiesa di Santo Stefano.

Cartolina - ed. Dossi e Bolognini - non circolata



La stessa veduta, con un campo più largo ed in un'epoca successiva in quanto vediamo già in avanzato stadio di costruzione i portici sotto la Chiesa di Santo Stefano al posto del muraglione con scala della foto precedente, mentre sulla sinistra vediamo le baracche di un cantiere e l'edicola è stata spostata davanti alla farmacia.

Il "dispensario medico" è diventato "gabinetto sanitario"
A sinistra il manifesto del "Fernet Branca"  in questa immagine ha un look più "moderno" di quella precedente.

Sul marciapiede di destra e sulla strada sono depositati mucchietti  di masselli di pietra del selciato stradale che forse è in riparazione o forse serviranno a ripavimentare le zone ancora transennate su entrambi i lati della strada.

cartolina - ed. Mangini - non circolata

Scendendo lungo via Giulia arriviamo alla chiesa di Santo Stefano (di cui parliamo in un post a parte) ed alla Porta degli Archi.

Li vediamo entrambi in questo acquarello di Cambiaso Domenico Pasquale, ripresi da via Giulia.
Più che la porta degli Archi, qui vediamo la facciata "a monte" del palazzo del Genio Militare che era stato costruito addossato alla struttura interna della Porta, in modo che , entrando in città, si dovesse transitare sotto il Palazzo stesso, il cui cavedio poteva risultare una trappola per un eventuale invasore che avesse sfondato la porta   




Per miglior comprensione ho indicato sulla mappa del Brusco del 1755 la Porta con la freccia nera ed il palazzo del Genio con la freccia rossa .  Da notare che a quel tempo la porta era "dell'Arco" in quanto aveva solo il fornice centrale.
I due fornici laterali sono stati aperti in epoca più "recente" per le aumentate esigenze del traffico essendo anche cessata l'importanza strategico-militare della porta stessa con l'avanzamento delle nuove mura della città verso il Bisagno.



Sulla porta e lungo i bastioni correva una stretta strada che congiungeva i due lati della valle e che veniva chiamata indifferentemente "ponte di S.Stefano" o "ponte dell'Arco" , ma che comunque faceva parte della struttura della porta stessa.

Per la costruzione di Via XX Settembre sia il Palazzo del Genio che la porta degli Archi sono stati smantellati. Pochi metri più a valle della Porta è stato costruito l'attuale Ponte Monumentale (a cui dedichiamo un post tutto suo).
Qui Vediamo il "ponte degli archi" ancora in piedi dopo che è stato smantellato il Palazzo del Genio che vi si appoggiava.

da Genova Scomparsa - edito da Mondani






Qui invece la porta/ponte degli Archi è in fase avanzata di demolizione e lascia scorgere la struttura portante del Ponte Monumentale

Foto pubblicata sul Web da Renzo Bonzini


Il "paramento" principale della Porta degli Archi è stato smontato  e rimontato su un portello preesistente in via Banderali, sotto le mura delle Capuccine.Ci mettiamo due nostro foto recenti.