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domenica 26 aprile 2020

Un teatro per Genova - Il Carlo Felice - atto II




Ci scuserete se oggi parliamo di una "musica diversa" ma, parlando di teatro, ci è venuta la voglia di descrivere un "teatro diverso", un teatro dove si mettono in scena le reali umane sventure. 
Abbiamo buttato giù la trama e,  per chi volesse musicarla, siamo disposti a scriverne anche la sceneggiatura.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


Riassunto dell'Atto I:  nasce un grande teatro, lo animano grandi personaggi, lo limita la penuria di palanche, lo soffoca una attenta censura. 
Il lussuoso "Ridotto"  del Carlo Felice - Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


Atto II : Carlo Felice muore (1831) ed entra in scena Carlo Alberto.

Cambiano i "personaggi" ma non cambia lo scenario politico e la "musica" è ancora scritta da von Metternich e diretta da Radeski, con i suoi metodi un pò rigidi ma molto efficaci.


Metternich - foto dal web


Carlo Alberto, pur apprezzando i metodi efficaci (che non mancava di usare in "casa" sua), si stanca della "musica" viennese, e si distacca pian piano dal "copione" del suo predecessore, avvicinandosi all'operà di Parigi.





L'Italia è in fermento, su tutte le piazze si rappresentano "pieces" patriottiche e "motivi" ispirati all'unità nazionale. In tanti stati italiani va in scena, con grande successo popolare, la prima della "costituzione".   Persino a Roma il Papa incoraggia le attese popolari con pubbliche "rappresentazioni" anti-autriache e  "sceneggiate"" rappresentanti amnistie ed indulti.

Pio IX - Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.



Spinto, dall'italica moda e dall'entusiasmo popolare verso le nuove tendenze artistiche nazionali Carlo Alberto fa qualche timido approccio verso le nuove tendenze musicali, abbandonando definitivamente la "scuola" viennese. 

Carlo Alberto firma lo "Statuto"


Gli Austriaci si sentono "traditi", si offendono e si arrabbiano con gli ingrati Savoia. 
Mentre in tutta Italia vanno in scena i moti popolari, Carlo Alberto ha un imprevisto moto di orgoglio e vuole insegnare agli austriaci una musica nuova.  Si arriva ai ferri corti, anzi, alle cannonate ed è il 48 (1848, per la precisione). 


1848 Carlo Alberto varca il Ticino ed inizia la prima Guerra di Indipendenza - Wikipedia


Il "48", ovvero "tanto rumore per nulla".  Nulla,  o perlomeno nulla di buono, tante "tragedie" svoltesi  sulle barricate di mezza Italia e concluse con i protagonisti in fuga ed una carneficina di comparse.    Infatti...  il "48" lascia le cose come prima dappertutto, salvo che nel Regno Sardo dove Carlo Alberto apre di nuovo "il sipario" nel 1849 solo per bissare l'insuccesso dell'anno precedente, al punto da dover dare le dimissioni e mettere in allarme i Genovesi.

1849 Carlo Alberto sconfitto a Novara wikipedia

 
Già, i Genovesi, che avevano applaudito le recenti iniziative di Carlo Alberto ed ora temono per il loro futuro. 
Molti genovesi temono addirittura il ritorno degli Austriaci e la "rimessa in scena" delle tragedie già vissute nel 1847,  nel 1800 e nel 1815. 
Altri, vedono l'occasione per cambiare musica e poter suonare una bella "marcia" indipendentista e rivoluzionaria. Con in testa questi due motivi, si mobilitano e si armano in tanti.   L'incerta guarnigione sabauda, non sa che "musica suonare" e lascia fare, finendo per arrendersi a quello che, partita come una "marcia" patriottica anti-austriaca,  era diventato un acceso "inno" rivoluzionario. 
Un inno rivoluzionario cui rispose il La Marmora dirigendo la sua "orchestra" di moschetti e artiglieria che presto finì per sovrastare e zittire la "misica" degli insorti.

Alfonso La Marmora - foto dal web



A sparatoria finita, i bersaglieri terminaroro il loro "concerto" a spese della popolazione inerme. cui "suonarono" una "musica" a base di stupri e rapine che fu poco gradita dai Genovesi,  che ancora la ricordano con estrema indignazione.

Lapide a ricordo del Sacco di Genova, posta in piazza Corvetto
   

Fine del  II  Atto e pausa di riflessione.









sabato 25 aprile 2020

Genova e Carlo Felice 1821-1831







Ci eravamo lasciati con la fine dei "moti del 1821",  l'abdicazione di V. Emanuele I e Carlo Felice che assume il potere, bacchettando il "reggente" Carlo Alberto, per la sua affrettata concessione della "Costituzione", subito rigettata.  
Carlo Felice, un principe "cadetto" promosso "re" da una insurrezione popolare che aveva "domato" con l'aiuto degli autriaci, rimanendo al sicuro a Modena (stato "straniero" dove era ospite).
Non era nato per fare il re, ma fece, a modo suo, il suo "dovere" con l'energia e la risolutezza che era mancata al suo fratello e predecessore.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.



Carlo Felice inizia il suo regno con piglio deciso sia dal punto di vista della repressione d'ogni idea "liberale" che da quello della costruzione di valide infrastrutture per il suo nuovo dominio.

Si inaugura la carrozzabile dei Giovi (peraltro già terminata nel 1821) e si amplia quella della Val Polcevera, si progetta la "Carrettabile Carlo Alberto" da piazza del Principe a Piazza Nuova di Ferreria (ora piazza Matteotti), e le famose "Terrazze di Marmo".  Si progetta la ferrovia e si mette mano alle strade di lunga percorrenza già progettate dai francesi.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.



Iniziative non sempre fortunate.  Come successe alla nuova carrozzabile verso Albaro, spazzata via nel 1822 dal "diluvio di San Crispino" mentre era in costruzione la prima parte, quella che doveva attraversare la valle del Bisagno (poi chiamata via Minerva)

L.Garibbo 1822 

Nel 1825 viene riaperta l'università genovese, sempre sotto la rigida direzione dei Gesuiti, che avevano l'arduo il compito di far rigare diritti i giovani ribelli. (era stata chiusa nel 1821)

Sempre ne 1925 Carlo Felice venne a Genova in forma ufficiale, per accogliere l'alleato, imperatore austricaco in visita di cortesia.

Francesco II d'Asburgo - foto dal web



Per quanto riguarda i Genovesi dobbiamo ricordare l'abolizione "ufficiale" della schiavitù e gli accordi con i governanti di Libia, Algeria, e Marocco per impedire la "tradizionale guerra di Corsa" contro i mercantili del Regno.
A questo proposito  ricordiamo la missione navale a Tripoli per costrigere il Bey locale a rispettare i trattati.

Il forte del porto di Tripoli . foto dal web



Di questo si avantaggiarono le navi liguri ed il commercio del regno in generale, che cominciò a riprendere vigore, nonostante fosse ancora gravato da onerosi dazi doganali.
Il Re diede anche il permesso alla fondazione di alcune banche private, istituzioni indispensabili per il progresso economico di Genova la cui economia era allora basata sul commercio.

1817 Elizabeth Frances Batty- panorama del porto commerciale genovese


 
Nel 1828 viene inaugurata la strata carreggiabile Nizza-Genova (iniziata da Napoleone).

Ma Carlo Felice non pensava solo alle infrastrutture (ed alle opere militari).  Da persona di buon gusto ed amante dell'arte, diede l'assenso (ed anche parecchie "palanche" dalla sua "cassa personale) alla costruzione a Genova del nuovo teatro (che prese e conserva ancora il suo nome).

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.



Il nuovo teatro, giudicato secondo solo a quello di Milano venne inaugurato il 7 aprile 1928.

Da: La Meravigliosa Storia Di Genova-Dal 1797 ai Nostri Giorni - Maurizio Lamponi -Mondani edit.


A Carlo Felice Genova piaceva, e ci risiedeva spesso, in forma privata ed in alternativa alla Savoia ed a Torino, città che non amava ma che doveva frequentare per "dovere d'ufficio".
A Torino Carlo Felice morì nel 1831, a 66 anni, lasciando a malinquore il regno a Carlo Alberto.

Ma di Carlo Alberto parleremo la prossima volta...
...male, naturalmente, vista la nostra dichiarata poca simpatia per Casa Savoia, antipatia  della quale non ci scuseremo nè oggi nè mai.   😎













giovedì 23 aprile 2020

Un teatro per Genova - Il Carlo Felice - atto I







Ogni tanto, ravattando, escono cose dimenticate... ed a volte, a suo tempo, mai lette. Il lavoro, una figlia da portar fuori... , amici, altri interessi... Metti lì che lo leggo dopo... perduto per sempre... o forse no.  Stavolta no, lo abbiamo letto e ne vogliamo parlare.




Ravattando, ecco un libro "vecchio"... anzi, nemmeno troppo "libro"...  in quanto si tratta di una ventina di fascicoli settimanali e dalla loro copertina, che da più di 30 anni erano stati dimenticati in una busta, in attesa di essere portati in legatoria.



Un piccolissimo tesoro che non sapevamo di possedere. Si tratta di una pubblicazione gratuita a dispense allegata al Corriere Mercantile del 1989 intitolata "Carlo Felice, un teatro nella storia" a cura di Roberto Iovino e Ileana Mattion.
Ne parleremo piano piano, a piccole dosi.



Del Carlo Felice abbiamo già parlato, in passato su queste pagine :  http://ceraunavoltagenova.blogspot.com/2013/09/piazza-de-ferrari-teatro-carlo-felice.html
perciò cercheremo di non ripeterci e ci atterremo a quello che riporta il "libro" in oggetto, pubblicandone per intero le pagine che giudicheremo più interessanti.

Seguendo l'ordine del libro inizieremo con una piantina su cui sono riportati i teatri genovesi che erano in funzione nel 1800, incluso o "teatro Colombo" non menzinato nel testo e di cui nulla sappiamo.



A seguire riportiamo 4 colonne che parlano delle origini del Falcone e degli altri principali teatri del tempo.




E torniamo al Carlo Felice, che nasce quasi per caso, al posto della progettata caserma del Genio militare, che era stato provvisoriamente alloggiato in piazza San Domenico nella ex chiesa ed ex convento dei Domenicani.  Tira e molla, progetto su progetto, prevale l'idea di farci un teatro monumentale per dare ai genovesi, ne vinti ne domi, un poco di "circenses" (visto che il pane i genovesi se lo continuavano a guadagnare con i propri mezzi, come sempre).



Il Tagliafichi  presentò diversi progetti, tutti bocciati con la motivazione:



E fu la volta del Barabino che riprese la situazione "per i capelli" , nel 1824, quando già si stava demolendo la chiesa.



Ma anche i progetti più belli hanno bisogno di palanche per essere realizzati.  Il comune era, come al solito, con le casse desolatamente vuote. Il Governo Sardo aveva altre priorità (militari) e per i nostri "circenses" non andava oltre le buone intenzioni.
Così, come tradizione, si ricorse ai privati, con la pre-vendita dei palchi.
Chiariamo che la vendita dei palchi inizialmente prevedeva metà somma in anticipo ed il resto rateato per contribuire al finanziamento annuo degli spettacoli. Ma, non bastando la cifra per coprire le spese di costruzione, si richiese (su base volontaria) il versamento della cifra completa. Questo aiutò la costruzione ma mise in difficoltà le successive gestioni finanziarie degli spettacoli.
Il re Carlo Felice ci mise del suo, dal suo patrimonio personale, ed il Comune coprì in costo restante.  Infine, il teatro venne inaugurato il 7 aprile del 1828, con l'opera "Bianca e Fernando"  di Vincenzo Bellini.

Carlo Felice da "Genova come era 1870-1915" di Luciana Frassati- edizioni Carige


Nel 1930, Landriani, scenografo della "Scala" lo definì:  ""il terzo teatro italiano in ordine di importanza, ed il primo come eleganza interna"".

Carlo Felice da Genova come era 1870-1915 di Luciana Frassati - edizioni Carige


Il libro ce lo descrive nei particolari che cercheremo di mostrarvi con altre immagini di Luciana Frassati  




Carlo Felice, sipario di F.Baratta - Canto del Sileno - da "Genova come era 1870-1915" di Luciana Frassati - Carige

Carlo Felice - sipario di G.Fontana - le feste partenopee - da "Genova come era 1870-1915" di Luciana Frassati - Carige


Ed ecco la piantina del teatro per chi vuole approfondirne la conoscenza  scoprire l'ingresso delle carrozze, e l'uscita alle portantine, il ristorante, i camerini degli artisti... 




Così lo descriveva Martin Piaggio nei suoi versi:




Lo spettacolo di inaugurazione,  7 aprile 1828, fu il melodramma "Bianca e Fernando" del Bellini.
A causa dei prezzi piuttosto elevati, lo spettacolo, pur molto applaudito, non fece il "pienone".



Il cartellone del primo anno


Il teatro era fatto, ora bisognava amministrarlo e farlo lavorare al meglio, con spettacoli di qualità. Ma abbiamo già visto che le spese di costruzione si erano "mangiate" una parte della dotazione destinata a finanziare gli spettacoli, i cui costi non potevano essere coperti dalla sola vendita dei biglietti.  Serviva un buon impresario.




Un grande teatro non poteva non attirare i grandi della musica contemporanea. E verdi a Genova ci stava proprio bene.

 



Sulla "scia" del Carlo Felice nascono nuovi teatri...  evviva la concorrenza












E qui ci fermiamo rimandandovi al secondo atto della "rappresentazione", e ricordandovi che tutte le immagini non altrimenti indicate sono tratte dal libro in oggetto.


















lunedì 1 febbraio 2016

Genova, una città in guerra - parte 11a -1941 -






1941, un anno che era cominciato male. Il bombardamento navale su Genova e le cattive notizie che filtravano dal fronte greco per bocca dei reduci in permesso e dei feriti avevano creato nei genovesi un clima di ansia cui la "roboante" propaganda del "partito" faticava a tener testa.

Le manifestazioni "patriottiche" si susseguivano incessanti così come le manifestazioni tese al "recupero" delle materie prime necessarie per la guerra.

In questa scena vediamo il recupero dei vecchi cimeli da avviare in fonderia.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


Nel recupero dei materiali venivano coinvolti i bambini, qui i "balilla" in azione

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.



Anche nelle scuole si esortavano i bambini a cercare rottami metallici da donare alla Patria posizionando apposite cassette "tricolore" nelle scuole.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2



Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.




Mancando di radar, il servizio antiaereo si doveva accontentare degli aerofoni,  apparecchi acustici che rilevavano il rumore degli aerei in avvicinamento. Qui vediamo una postazione sulle alture dietro a Quezzi (?)

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




Il tesseramento annonario ed i relativi razionamenti si facevano sentire come pure la propaganda del regime che cercava di giustificarlo e sostenerlo.  
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.


Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.


Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.



Il pesante razionamento alimentare provocava fenomeni di borsa nera sempre più diffusi e generalizzati

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.



I media di allora curavano delle rubriche di cucina "autarchica" e gli "esperti" davano dimostrazioni
di come si potevano ottenere ottimi risultati con quello che passava il mercato.

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.





Fu un inverno particolarmente freddo, che accolse l'arrivo del 1941, come dimostra la foto della nevicata in piazza Dante......

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


......e quella scattata al pupazzo di neve che vediamo in una piazza da identificare

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2





Faceva freddo, e la "Patria"  aveva bisogno anche di lana per gli indumenti dei soldati che "gelavano" sul fronte greco e così si invitavano le famiglie ad "alleggerire" cuscini e materassi e si promuovevano le raccolte anche a scuola di questo "strategico" prodotto.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




Ma i soldati avevano bisogno anche di leggere qualcosa  e quindi c'era la raccolta di libri e riviste da inviare al fronte. Quanto di questo materiale andasse al fronte, e quanto al macero per far carta per la propaganda non saprei dire.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2
Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




Oltre alla lana anche il cuoio e la gomma erano  diventati "materiali strategici" ed erano riservati alla produzione bellica, così i fabbricanti di scarpe per i "civili" si dovevano sbizzarrire con i materiali "autarchici" loro concessi , e ci facevano anche delle mostre per reclamizzare i nuovi prodotti.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




Faceva freddo, ed era un'ottima occasione per far sfilare i "giovani fascisti" sciatori, qui a De Ferrari .

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Già, le sfilate. A sfilare erano proprio bravi. Sfilavano tutti, impettiti e marziali, secondo i precetti di allora.  Sfilavano le "giovani italiane"

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


Sfilavano i piccoli "balilla"

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




Preceduti dai loro tamburini

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2



Con i loro piccoli fucili, in un gioco marziale e divertente. Quale maschietto non ha mai giocato alla guerra?  E lì si poteva fare, la mamma non ti sgridava ed i "grandi"  ti applaudivano ....

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2



Per i più grandi il gioco diventava "esercitazione"  e le mamme cominciavano a preoccuparsi (se non finisce presto la guerra questi me lo mandano al fronte.....)

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




Ad aprile, come aveva predetto Mussolini, viene il "bello":  Una bella dichiarazione di guerra alla Jugoslavia.
Naturalmente il "popolo" inneggia:

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


mentre la propaganda invita ad "odiare il nemico"

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


con volontà metodica, tenace, incrollabile  (in via Tolemaide).

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




"rinforzare il corpo per rinforzare lo spirito" : Erano bravi anche negli esercizi ginnici i genovesi di allora e lo dimostravano con lodevole frequenza.

Stadio "Littorio" di Cornigliano
Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Marassi

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


ma.....  se gli metto in mano un moschetto, la ginnastica gli riesce meglio.... avranno pensato al convitto Colombo......

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2





In aprile Hitler, dopo una guerra lampo contro la Jugoslavia ci toglieva dagli impicci in Grecia, costringendola alla resa.  Nemmeno il tempo di "respirare" ed il 26 giugno ci "troviamo"  ad essere in guerra con la Russia dove mandiamo 300.000 soldati, (troppi per le nostre limitate capacità logistiche, fosse che "l'alto comando" abbia pensato ad una cosa come il "vuoto a perdere"?)



Arrivano i militari in licenza dal fronte greco, sono visibilmente contenti, nonostante il viaggio in carro merci.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Per i militari in viaggio erano state disposte nelle stazioni appositi centri di ristoro. Qui alla stazione Principe


Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2
Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


A parte gli sconti sugli spettacolo pubblici,  per i militari erano previste rappresentazioni riservate solo a loro come questa , tenutasi al Carlo Felice.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


mentre le bande militari (qui quella della Marina) davano spettacoli anche per i civili.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


Nel 1941 veniva inaugurata a Di Negro la sede della Cassa Marittima Tirrena.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


A maggio si inaugurano le piscine di Albaro
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.




Qualche foto a caso:

Adunata alla "casa del GIL" in via Cesarea
Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


Consegna del pugnale agli universitari del GUF che si arruolano volontari per la guerra.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




protezione del chiostro di S.Andrea presso la Casa di Colombo
Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


Il 42° reggimento fanteria schierato davanti alla caserma di Sturla

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2



Ma a Genova non ci ci si limitava a sfilare. A Genova si lavorava, si costruivano armi ed anche divise

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.

Si costruivano anche aerei, come vediamo in questa foto, ma non credevo che allora fossero ancora rivestiti di tela

Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.



Partono 600.000 operai italiani, "arruolati" per andare a lavorare nelle fabbriche tedesche.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2




Partono anche i "balilla", per le colonie estive.

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2



 Coltivazione sul Bisagno
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.




mentre in città, negli "orti di guerra",  si combatte la "battaglia del grano"

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

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Patate in piazza Verdi.
Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 1.




Trebbiatura "artigianale"  del grano genovese

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2



Orti sul Polcevera a Bolzaneto
Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2





Giapponesi in visita al castello Mackenzie

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2

Storia Fotografica di Genova nella seconda guerra mondiale di Tito Tuvo Mondani editore vol 2


A dicembre il Giappone entra in guerra contro gli USA, lo fa anche la Germania e, naturalmente, anche l'Italia.