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lunedì 18 settembre 2017

I "leoni viaggiatori" della basilica di San Siro

 



Oggi parleremo di due  "leoni viaggiatori" . Roba antica... si stima risalgano al 1180. 
Ho letto che per certi versi sembrano opera di maestranze pisane, per altri particolari potrebbero attibuirsi a maestranze lombardo-provenzali. E qui mi fermo perchè leggerete da soli il testo allegato.
Leoni viaggiatori, dicevamo, perchè hanno "traslocato" più volte di noi, ed anche questo potrete leggerlo da voi, inutile ripetere facendo finta che è farina del nostro sacco (sacco aimè penosamente vuoto quando si tatta di questi argomenti).
Quindi alleghiamo il testo tratto del libro ""VirginiaCenturioneBracelli"" di Gianluigi e Riccardo Magaglio-Edisigma editore-Genova:
Ora ne sapete quanto noi, non ci resta che mostrarvi le foto:
Ecco un leone a colori, quello nominato nel testo? Boh, uno dei due, fate voi...
Ed ecco i due leoni, con le loro pesanti colonne nella attuale ambientazione, al museo di S.Agostino.
Dove erano collocati in origine questi leoni? Quasi sicuramente all'entrata sud della basilica di S.Siro.
5-Come mai lo sappiamo? C'è un affresco nella chiesa, sopra l'altar maggiore, che lo dimostra, qui in B/N sotto la freccia rossa.
 
L'affresco ripreso da vicino, a colori.
In un certo momomento i leoni spariscono e li ritroviamo nel convento delle Brignoline, in Montesano. Non abbiamo la foto della loro collocazione interna e ci limitiamo ad una immagine dell'esterno del complesso.
Le Brignoline ricevono dalle Ferrovie l'ingiunzione di demolizione del loro complesso e si trasferiscono nel nuovo monastero a Marassi portandosi dietro leoni e colonne. 
Ma le suore non sanno dove metterle e così le affidano al comune che le "posteggia" prima all'Accademia Ligustica di Belle Arti. 
Poi a Palazzo Bianco
Quindi nella ex chiesa/deposito di S.Agostino,
Da dove vengono finalmente sistemate nel nuovo museo, si spera definitivamente 

lunedì 23 gennaio 2017

S.Agostino, da convento a Museo




Fin dal 1191 i frati Eremitani di S.Agostino si erano insediati nell'eremo di S.Tecla, dove oggi sorge l'omonimo Forte di Santa Tecla.
Nel 1256 il papa Alessandro IV invita tutti gli Eremitani a lasciare gli eremi e stabilirsi nelle vicine città.   Quelli di S.Tecla, dopo un paio di "traslochi" in sedi provvisorie, trovarono finalmente una definitiva sistemazione in Sarzano, dove eressero una chiesa che dedicarono a Santa Tecla.
Nella cartina che segue vediamo appunto chiesa e convento in una cartina del Poleggi che rappresenta la localizzazione delle comunità religiose dal XIII al XIV secolo.

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secolo X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep



La chiesa ebbe un gran seguito popolare e numerose corporazioni vi stabilirono le loro cappelle ed i loro altari. I frati godevano di grande prestigio ed ebbero un ruolo di mediazione fra le fazioni che si contendevano il potere nella città.

Con il passare del tempo, il nome di Santa Tecla passò in secondo ordine e chiesa e monastero vennero nominati come "di S.Agostino" con sempre maggiore frequenza. Cosi, andando incontro alla consuetudine, nel 1447 venne loro attribuito "ufficialmente e definitivamente" il titolo di S. Agostino.
Qui però il Poleggi usa ancora il nome S.Tecla nella mappa del XV secolo... (?)

Una città portuale del Medioevo - Genova nei secolo X-XVI di  L.G.Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep



Nel 1700 il complesso monastico si presentava così

S.Agostino-Dizionario delle strade di Genova-T.Pastorino-B.M.Vigliero- edit. Tolozzi



Tanto per dare un riferimento toponomastico possiamo utilizzare la nostra cartina del TCI del 1916 in quanto gli spazi edificati che ci interessano erano rimasti quasi immutati.





Dal XV sec. in poi l'interno della chiesa subì varie trasformazioni seguendo i gusti delle varie epoche e nel XVII sec. l'originale struttura gotica venne completamente nascosta sotto un rifacimento barocco.
Nel 1798 chiesa e convento furono confiscati a seguito delle leggi napoleoniche e per la struttura, priva di manutenzione e spogliata di marmi ed arredi, cominciò un rapido declino.

Già nel 1846 Banchero e Alizeri avevano lamentato le condizioni di abbandono dell'antico edificio ma il comune cominciò ad interessarsene solo nel 1867 quando venne cercata una sede per il neo istituito il museo delle Belle Arti. 

 Ma le trattative con le autorità militari, proprietarie dell'edificio, e le relative pratiche burocratiche andarono avanti per quasi 40 anni finché nel 1902 il comune prese possesso del fabbricato a solo titolo di "custodia" senza ottenerne la proprietà.  Mancando i fondi, e non volendo impegnasi nel restauro di un bene ancora di proprietà statale, il comune si limitò alle urgenti riparazioni del tetto, ed utilizzò la chiesa come falegnameria fino al 1911 quando venne utilizzata come ricreatorio e teatrino.


S.Agostino-Dizionario delle strade di Genova-T.Pastorino-B.M.Vigliero Edit. Tolozzi


Magazzino militare, officina, laboratorio di falegnameria, teatro dei burattini, fino al 1918 la povera chiesa ne vide di tutti i colori...


S.Agostino-Dizionario delle strade di Genova-T.Pastorino-B.M.Vigliero edit. Tolozzi



Infine, nel 1918 il comune "fece un baratto" con il Genio Militare ottenendo la proprietà di  chiesa e chiostro in cambio della cessione allo stesso dell'avancorpo medioevale del Palazzo San Giorgio, che poi, tramite l'intermediazione del Ministero della Pubblica Istruzione cederà al Consorzio Autonomo del Porto di Genova costituito nel 1903).

I lavori di restauro, eseguiti sotto la direzione di Orlando Grosso, andarono a rilento ed il museo venne inaugurato solo nel 1939, giusto in tempo per essere distrutto dai bombardamenti pochi anni dopo. 

Qualche foto del restauro e reimpiego degli anni 30

SAgostino-MarioMercenaro-MedioevoRestaurato-C.D.Bozzo-Pirella

SAgostino-MarioMercenaro-MedioevoRestaurato-C.D.Bozzo-Pirella


SAgostino-MarioMercenaro-MedioevoRestaurato-C.D.Bozzo-Pirella

S.Agostino-Dizionario delle strade di Genova-T.Pastorino-B.M.Vigliero edit. Tolozzi

S.Agostino-Dizionario delle strade di Genova-T.Pastorino-B.M.Vigliero edit. Tolozzi

S.Agostino-Dizionario delle strade di Genova-T.Pastorino-B.M.Vigliero edit. Tolozzi



S.Agostino-Dizionario delle strade di Genova-T.Pastorino-B.M.Vigliero edit. Tolozzi



S.Agostino-Dizionario delle strade di Genova-T.Pastorino-B.M.Vigliero edit. Tolozzi


I bombardamenti, nel 1942 e nel 1944 hanno danneggiato tutti gli edifici del complesso.

Foto da FB di Paolo Bruzzone





Foto da FB di Paolo Bruzzone

Altri lunghi restauri ce lo hanno restituito solo nel 1984.

foto da FB di Paolo Bruzzone


Foto degli autori




venerdì 25 marzo 2016

Genova - una città in guerra - parte 13a - 22 ottobre 1942








bengala sulla città da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



22 ottobre 1942, una data che ormai pochi dei nostri lettori saranno in grado di ricordare.
Una data che a coloro che sono nati dopo la guerra non dice nulla di particolare; c'era la guerra,          si ma... l'oscuramento, le bombe, i racconti dei veccchi.... si sa.... racconti....
Abbiamo fatto ormai l'abitudine a sentir parlare di guerra come di una cosa remota. La guerra in casa degli "altri" ci è fin troppo familiare  ....... bosniaci, afgani, irakeni, africani, siriani....

Teatro Paganini in via Caffaro  da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Poi dai una occhiata a queste foto e provi un nodo alla gola, un magone.... vedi la guerra in casa tua, nei luoghi più cari, come è stata, come potrebbe essere ancora....

S.Maria in Passione da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Ma non vogliamo spaventare nessuno, solo mostrare le fredde immagini di ciò che è stato, senza "colonna sonora". Senza le sirene, gli scoppi ,le grida, il fischio delle bombe, il rumore dei crolli.

Vico Casana da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


I genovesi avevano passato un 1942 abbastanza tranquillo: qualche falso allarme, qualche esercitazione, e tanta propaganda che voleva convincerli che la vittoria era vicina e le privazioni passate sarebbero presto finite in gloria.

Pammatone da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Non sapevano che gli inglesi sarebbero presto passati al contrattacco e sarebbero stati proprio loro i primi ad assaggiare quel "menù di ferro e fuoco" che i tedeschi, con il "piccolo ma sincero" aiuto dell'aviazione italiana, avevano servito fino ad allora ai londinesi in primis ed agli inglesi in generale.

Pammatone da : Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Un centinaio di aerei, partiti dall'Inghilterra, attraversarono ad alta quota Francia Svizzera e pianura padana. Arrivati su Genova, dall'altezza di 4000 metri, sganciarono poco meno di 200 tonnellate di bombe sul centro della città andandosene indisturbati e lasciandosi dietro una città in fiamme.  Fiamme che in certi casi ardevano ancora il giorno dopo, in quanto erano stati usati spezzoni incendiari al fosforo.
Qui siamo in corso Sardegna e l'incendio è forse nel "nuovo" parco ferroviario di Brignole.

corso Sardegna da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Biblioteca delle Missioni Urbane da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Portici Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Caricamento da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Pal. Ducale da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Pal. Reale da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2




Pal. Rosso da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Pal. delle Torrette, fronte Tursi, da:  Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


Villetta Di Negro da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


S.Agostino da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2


S.Silvestro da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2



Un'altra incursione si verificò la sera successiva, ma un denso strato di nuvole protesse la città e limitò i danni in quanto la maggior parte dei bombardieri ripiegarono sugli obbiettivi secondari provocando ingenti danni a Vado e Savona e gli altri scaricarono a casaccio da sopra le nuvole.

Ma, mentre la notte del 22 si erano contati 39  morti e circa 200 feriti, il bilancio del 23 ottobre fu molto più pesante. Infatti ben 354 persone perirono nella calca, capestati o soffocati, sui 112 gradini che scendevano al rifugio della galleria delle Grazie. Le cause dell'incidente non furono mai chiarite, forse la fretta, i gradini scivolosi (chi disse che i cancelli inferiori erano ancora chiusi)....
Le indagini "ufficiali" si conclusero con un nulla di fatto.

La scala della morte della galleria delle Grazie  da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2

Rifugio della Galleria delle Grazie da: Genova nella seconda guerra mondiale di Carlo Brizzolari, Valenti editore, vol 2