domenica 19 ottobre 2014

Genova: Piazza Caricamento






Abbiamo parlato del porto, che nei tempi antichi era compreso tra il Molo e la Darsena.
A quei tempi il porto era costituito solo da una stretta striscia di  moli, quindi le mura, e poi subito la città.

M.PGauthier 1818- da SAGEP  "Porto di Genova"


Va da sé che nelle immediate adiacenze del porto, al di là delle mura che ne costituivano anche la cerchia doganale, si svolgevano buona parte delle operazioni che riguardavano le merci imbarcate e sbarcate nel porto stesso.

Questi spazi ora si chiamano Sottoripa, piazza Caricamento e piazza Cavour.
Il fulcro della vita commerciale della città era il Palazzo San Giorgio, situato proprio tra piazza Caricamento e piazza Cavour, a cui dedichiamo un post a parte come pure un post è dedicato alla piazza Cavour .

Torniamo quindi a "Caricamento" , come viene chiamata oggi la piazza oggetto di questo post.
Questa piazza era una volta lo specchio acqueo interno del porto in quanto il mare arrivava davanti agli attuali portici di "Sottoripa" ovvero alla "ripa".



Con il tempo i moli sono stati prolungati in acque più profonde e lo specchio acqueo è stato interrato a formare l'attuale Piazza Caricamento.

La vediamo nella nostra cartina del 1846, chiamata appunto "Piazza della Dogana e dello scaricamento"


Carta Topografica della Città di Genova ed. Grondona 1846 - di proprietà degli autori
 


Ed ecco la prima delle cartoline che ci mostrano la piazza gremita di carri merci a trazione animale .
Non abbiamo la data dell'immagine, comunque posteriore al  1893, data dell'inaugurazione del monumento all'armatore e patriota Raffaele Rubattino, i cui due piroscafi Lombardo e Piemonte furono usati da Garibaldi per la Spedizione dei Mille.
In fondo a destra vediamo Palazzo San Giorgio.

Caricamento - ed.  Modiano Milano - non circolata



Ma facciamo un salto indietro di qualche anno per mostrarvi l'inaugurazione della ferrovia Torino-Genova, alla presenza del Re Vittorio Emanuele II nel 1854.


Il primo tracciato terminava appunto in Piazza Caricamento e serviva sia la linea merci che quella passeggeri. In seguito vennero create la stazione Principe e la derivazione portuale per il servizio merci da e per il porto.

Nella immagine non vediamo il treno ma il palco reale ed i palchi allestiti per le persone di "riguardo"
e sistemati a coprire i portici di Sottoripa.

Come al solito il pittore di corte tende a rappresentarci la "pompa" del cerimoniale, trascurando il "fatto" per cui la gente si era riunita.
 Questa infatti è l'immagine della parte della piazza tra il Palazzo S.Giorgio ed il palco reale che era al centro della piazza.

Caricamento inaugurazione ferrovia - 1854 -  Una Storia Dipinta ed. ggallery




I treni invece si fermavano nella prima parte della piazza come mostra questa altra immagine che abbiamo tratto dalla pubblicazione "Le più belle Strade di Genova" edita dalla Nuova Editrice Genovese.
Qui vediamo infatti  ben 4 "vaporiere" fumanti esibite sui binari davanti al palco reale.

Caricamento. Inaugurazione della "Strada Ferrata Ligure - Subalpina", acquarello di C.Binelli





Questa ristampa di cartolina (non circolata) ci da una vista di piazza Caricamento, via Gramsci, la terrazza panoramica sul porto ed i magazzini retro-portuali nel 1875.

 Caricamento e terrazza sopraelevata - 1875 - ed. Mangini - non circolata



La foto precedente non rende merito ai portici sotto alla terraza stessa (lato città) che costituivano una passeggiata coperta e davano accesso alla sovrastante terrazza. Li vediamo in una foto gentilmente fornitaci da Giuseppe Ruzzin.
Foto fornitaci da Giuseppe Ruzzin



Ancora Mangini ci propone una veduta della terrazza e dello specchio portuale in una panoramica della città in cui notiamo in alto a sinistra il Forte S.Giorgio (ora Istituto Idrografico della Marina Militare).
Sotto al Forte S. Giorgio, un pochino a sinistra, si nota una grande costruzione (non più esistente) che tendiamo ad identificare come la Caserma Avezzana (ex Arsenale di Terra?)  che ha dato il nome alla via Avezzana, tuttora esistente.

Caricamento - ed.  Mangini - non circolata



Sempre Mangini ci mostra la prospettiva contraria, partendo da via Carlo Alberto, ora via Gramsci, dove vediamo un vagone ferroviario  fermo sui binari.

La terrazza panoramica si vede in tutta la sua lunghezza ma è quasi deserta, quindi non è giornata di  "passeggio".

In porto, sulla destra, si vedono i velieri con il "cagnaro" montato (telone anti-pioggia per proteggere le merci in stiva dalla pioggia quando i "boccaporti sono aperti). Questo significa che ha piovuto di recente, e spiegherebbe anche perché la terrazza è così deserta.

Nel panorama cittadino notiamo la torre di Palazzo Ducale, il campanile di S.Lorenzo, e la cupola della chiesa di Carignano.  Al termine della terrazza vediamo il Palazzo S.Giorgio.

Caricamento - ed. Mangini - non circolata




 Sempre a proposito della terrazza di marmo notiamo nella foto precedente che nell'angolo interno, verso il porto, c'è una struttura semicircolare che possiamo vedere qui nel dettaglio (foto fornitaci da Pier Giorgio Gagna). All'interno c'erano le scale che dall'angolo via Carlo Alberto/piazza Caricamento salivano alla terrazza.

Foto fornitaci da Pier Luigi Gagna



Altra immagine di Caricamento, qui chiamata Piazza Carlo Alberto, nel pieno delle attività commerciali.
Sulla palazzata, davanti ai portici, si vedono le costruzioni "posticce" degli "scagni" di agenti e spedizionieri.

Caricamento - ed.  SCAF - non circolata



Qui la piazza viene chiamata Piazza del Banco S.Giorgio.
Piena di carretti a mano e carri a cavalli . Al centro della foto, un carro chiuso espone la dicitura "commissionario Genova-Bolzaneto".
La garitta a destra mostra sopra alla porta la dicitura ""CESSI"".
La garitta sulla sinistra non espone cartelli e resta per noi un mistero.





Una immagine dei portici di Sottoripa, subito dopo il loro restauro avvenuto nel 1900.


 portici sottoripa ripristinati 1900 - da I quartieri di Genova Antica - ed Tolozzi



Non abbiamo la data, e qui la chiamano piazza S.Giorgio .... ma l'editore è svizzero e va scusato....
I pali sulla destra sorreggevano fili elettrici ?

 Caricamento - ed. B&C Zurich - non circolata



Un particolare della palazzata ci viene offerto da questa immagine che immortala l' Hotel Feder
Purtroppo non abbiamo una datazione certa ma valutiamo sia negli ultimi anni del 1800.
L'edificio era stato costruito nel XVII secolo per Emanuele Filiberto Di Negro.
Il palazzo era iscritto nei ruoli dei "rolli" dal 1614 ed ospitava una preziosa quadreria.
Nel 1800 era stato adibito ad albergo e vi soggiornò fra gli altri anche lo scrittore statunitense Herman Melville.
In fondo a via  intravediamo piazza Banchi con una parte della facciata del Palazzo della Borsa, ora sede di mostre ed eventi culturali.

caricamento - I quartieri di Genova Antica ed Tolozzi



Finalmente un riferimento temporale, in questa cartolina spedita nel 1908, che ci mostra la solita moltitudine di carriole e carretti, i binari del tram, ed un chiosco adibito a bar.

Caricamento -  sped. 1908 - editore non rilevato



Sempre nel 1908, o poco prima, notiamo la coesistenza di tranvaietti a cavalli e tram elettrici

Caricamento - sped. 1908 - ed. non rilevato



Altra immagine da una cartolina spedita nel 1914. Vediamo i tram dalla forma un pochino più moderna ed i soliti carretti.

 Caricamento -  ed. Alterocca Terni - sped. 1914




Cartolina non circolata  che dateremmo prima del 1910 data la contemporanea presenza di tram abbastanza moderni e di carri merci a cavalli, mentre mancano automezzi con motore a scoppio.

 Caricamento -  ed. Scrocchi Milano - non circolata



Questa immagine è più moderna della precedente (anni 30)
 anche se il modello dei tram sembra lo stesso.
Notiamo però una nuova aiuola intorno al monumento a Rubattino ed un paio di motoveicoli.
I carretti a mano sono quasi spariti..... 

Caricamento - editore e data non rilevate




Abbiamo uno stralcio dalla cartina del TCI del 1916 che ci mostra la zona in quell'epoca e ci da il doppio nome della piazza, sia  come  "Piazza Banco San Giorgio"  che come "Caricamento" (fra parentesi).


Piantina del 1916 -  ed  TCI


 

Anche in questa cartolina, spedita nel 1932,  troviamo ancora impiegati i cavalli da tiro, ma ci sono anche un paio di veicoli a motore.
Interessante il primo piano della fontanella con gli abbeveratoi per i cavalli, che non avevamo notato nelle immagini precedenti.

Caricamento -  ed. Scrocchi Milano -  sped 1932



In questa cartolina, spedita nel 1936, l'abbeveratoio è sparito come pure ci sembra sparita l'aiuola davanti al monumento di Rubattino, ma forse è solo nascosta dai veicoli parcheggiati attorno alla statua.
Oltre a due carri a cavalli vediamo diverse auto ed autocarri a rimorchio.
L'editore, Calì, ci riporta di nuovo la dicitura : "Piazza Banco S. Giorgio"

Caricamento - ed. Calì -  sped. 1936


Poi venne la guerra, con le sue distruzioni e le sue "ricostruzioni"  quasi mai azzeccate, come nel caso della nostra piazza su cui ora torreggia una brutta costruzione moderna che fa "a pugni" con l'ambiente circostante.

 Qui vediamo gli effetti a Caricamento del bombardamento del 22.10.1942

dalla Rivista del Comune del Novembre 1942




Ecco la stessa zona in una foto del dopoguerra, a macerie già sgomberate

Archivio fotografico CAP

Ed ecco il risultato della "ricostruzione" post-bellica a conferma del detto che "a volte fan più danni gli architetti che le bombe"

2016 - foto degli autori



Poi arrivò la sopraelevata, necessaria quanto brutta a vedersi (ma coniugare l'utile col bello non è cosa di quest'epoca in questo mondo).

Caricamento anni 70


La dismissione delle strutture del vecchio porto e la conseguente riutilizzazione delle aree, pianificata da Renzo Piano alla fine degli anni 80, ha migliorato la "vivibilità" della zona creando vaste aree di passeggio e di svago lungo i moli.  Ma la completa pedonalizzazione ha trasformato la Piazza Caricamento in una area poco utilizzata, quasi sempre deserta,  tanto che molti rimpiangono il traffico caotico e la confusione d'un tempo...
Per pura combinazione, la foto che ho scelto mi smentisce in quanto ritrae invece la piazza durante un evento che la riguardava, gremita di gazebo e padiglioni. 

foto recuperata dal Web








lunedì 13 ottobre 2014

Genova : Porta Lanterna




Prima del 1600 per andare da Sanpierdarena a Genova  il modo più comodo era prendere una imbarcazione....
Già, perchè la collina di San Benigno strapiombava sul mare, costituendo un ostacolo al passaggio via terra, anche se vi era una strada , peraltro disagevole, che da Sampierdarena conduceva al convento di San Benigno e da questo giù fino a Genova.

Per ovviare a questo inconveniente, nel 1600  venne creata una strada costiera che aggirava il promontorio.  A "guardia"  di questa strada venne eretta  la "Porta Lanterna".

Questa è la Porta Lanterna originaria, costruita nel 1630 ca contemporaneamente alle mura "nuove" che scendevano da Forte Sperone fino alla Lanterna.
Costruita vicino alla Lanterna questa porta dava accesso al ponente, verso Sampierdarena. 
Questa è la visione della porta dall'esterno delle mura ovvero quello che si presentava a chi entrava in città provenendo da San Pier D'Arena.
In alto, la Madonna Regina di Genova, accoglieva i viaggiatori.  La statua, salvata alla distruzione della porta avvenuta nel 1877, venne prima sistemata al molo Giano, a ridosso della Torre Piloti. Di lì cadde in mare durante i bombardamenti della WW2. Recuperata e restaurata fa ora bella mostra di sé al Palazzo San Giorgio, mentre al Molo Giano è stata sistemata una copia

Cartolina ed. Dossi e Bolognini - non circolata


Qui invece la stessa porta, vista dall'interno delle mura,  disegnata da P.D. Cambiaso a metà del 1800

Aspetti di Genova nelle Vedute di P. D. Cambiaso - di P. D. Patrone & G. L. Blengino.  ECIG editore



A seguito di nuove esigenze di circolazione questa porta fu sostituita, nel 1831, dalla cosiddetta porta nuova, una struttura a doppio fornice scavata direttamente nella roccia e dotata di un ponte levatoio per ciascuna entrata. La vecchia porta venne definitivamente demolita nel 1877.
Qui vediamo la porta nuova in una litografia del  1850ca

Nicholas M.J.Chapuy-Isidore L.Deroy ca 1850 -Civica Raccolta Bertarelli Milano




In questa piantina vediamo la posizione delle due porte, la vecchia e la nuova

Forti di Genova di Stefano Finauri - edizioni servizi editoriali



Qui vediamo la porta nuova ripresa dal lato di Genova

Cartolina ed. VAT  - sped. 1922



Qui invece vediamo l'esterno della porta, che si presenta con la parete bugnata e lo stemma.

I due ponti levatoi erano sostenuti da catene che giravano su pulegge di bronzo e venivano manovrate dal lato interno..
Per ragioni pratiche i ponti levatoi vennero in seguito eliminati ma per lungo tempo restarono visibili  le pulegge e le tracce delle catene.
Le più belle cartoline di Genova V.E.Petrucci SAGEP 





Ancora la porta nuova con il traffico in uscita dalla città.

Cartolina ed. D.Menapace di Domodossola - non circolata



Anche questa porta venne superata dai tempi e ....  dagli sbancamenti del 1935.
Fortunatamente la sua facciata esterna venne conservata e ricollocata a ridosso della Lanterna.

Elio Berneri, specialista in "ricostruzioni" ci ha regalato questa ricostruzione delle posizioni delle "porte" su una odierna foto di Google .

Elaborazione di Elio Berneri


 
 Non sappiamo dire la data precisa in cui le due immagini seguenti sono state riprese in quanto entrambe non datate.

Entrambe sembrano mostrare la porta ormai in disuso, con le entrate parzialmente o totalmente murate. Comunque la seconda è  posteriore alla prima in quanto la porta vi  si vede già ricollocata a ridosso della Lanterna, come si presenta attualmente,  mentre nella prima ha ancora il suo assetto originario.
A nostro parere, il primo scatto è da collocarsi intorno al 1930 ed il secondo tra il 1935 ed il 1940.

Cartolina ed. Calì - non circolata



Cartolina Ed. Sbarbo -  non circolata

giovedì 2 ottobre 2014

Genova: il Porto - dalla Darsena al Mandraccio





Abbiamo già visto che il porto antico andava dalla Darsena al Molo ed abbiamo già visto gli sviluppi del Molo nel tempo.
Abbiamo già ricordato che la planimetria del porto non ha subito grandi mutamenti  dal medio evo fino all'inizio dei tempi moderni.
La seguente tela del 1640 "fotografa" la situazione del porto, che andava in pratica dalla Darsena al Molo Vecchio.


1640 Dipinto su tela di Domenico Fiasella



Il fronte, un tempo difeso solo da una catena tesa tra la Darsena al Molo, era stato fortificato con torri e mura tra la metà del 1500 e la metà del 1600e si presentava pressapoco così:

Immagine tratta da Guida Sagep n. 42



Abbiamo visto anche la costruzione in Darsena del primo Bacino di Carenaggio in muratura  che qui vediamo con sulla destra la Porta dei Vacca.

1850 Galata Museo del Mare


Lo stesso bacino fotografato in epoca più moderna e munito di gru elettrica,  (notare la Porta dei Vacca come nell'immagine precedente).

Immagine tratta da Guida Sagep n. 42



Altra immagini del Porto Antico, da prospettiva diversa,  sempre dalla stessa fonte

Immagine tratta da Guida Sagep n. 42



Da un dipinto d'epoca ospitato al Galata Museo del mare vediamo l'Arsenale, coperto da tetti di tegole, dove si costruivano e riparavano le galee militari. Nella Darsena venivano invece ospitate le galee pronte a prendere il mare e quelle in fase di "armamento ed approvvigionamento".

foto scattata al Galata Museo del Mare


Abbiamo già detto che il vecchio bacino portuale, dalla Darsena al Mandraccio aveva ciclici problemi di interramento per cui necessitava di periodiche operazioni di dragaggio del fondale per mantenere un accettabile "pescaggio" lungo i moli.

 Dal Galata Museo del Mare una tela del Grassi ci mostra le operazioni di approfondimento del bacino della Darsena (ci scusiamo per la qualità delle foto realizzate con poca luce, senza flash e "schiarite" elettronicamente).  Si può comunque vedere parte del bacino della Darsena messo in secca ed i lavoratori che scavano a mano il fondale e trasportano a spalla le coffe con il materiale estratto.
Più al largo, al  di fuori della Darsena, è al lavoro una draga.

1545 Cristoforo Grassi - foto scattata al Galata Museo del Mare



Anche il bacino del Mandraccio era stato approfondito con lo stesso metodo creando una palizzata "quasi" stagna tra il Molo Vecchio e il ponte Cattaneo.
Vediamo queste operazioni ben documentate nella tela di Dionisio de Martino del 1575. Possiamo notare lo scarico dei materiali su imbarcazioni a remi ed un pontone di sollevamento con argano a ruota. Vediamo inoltre le "cicogne"  , alti bilanceri sistemati sul molo con il compito di sollevare i secchi con cui una apposita squadra svuotava l'acqua che entrava nel bacino "quasi stagno" .

Dragaggio del Mandraccio nel 1575 - tela di Dionisio de Martino  Genova civico Museo Mavale - tratto da : il Porto di Genova ed. SAGEP



Al Galata Museo del mare abbiamo trovato anche un interessante plastico che riproduce la Darsena delle galee e l'Arsenale Navale

Arsenale Navale
Darsena delle galee



Vediamo ora qualche immagine più "moderna".
In questa abbiamo già una nave a vapore ormeggiata in Darsena, fuori dalla quale è già stato creato il Ponte Parodi. 
Non abbiamo una data precisa per questa immagine ma dal tipo di naviglio presente in porto azzardiamo una datazione appena precedente lo scoppio della prima guerra mondiale, diciamo intorno al 1910. Se qualcuno ha una idea più precisa è pregato di indicarcela e saremo lieti di correggere il testo.
Vediamo il bacino di carenaggio "vacante" e con la "porta" aperta.  Manca la gru elettrica che abbiamo visto nella foto precedente (che è molto più recente) ed al suo posto vediamo un bigo bianco sulla sinistra del bacino; non si distingue se è "fisso" oppure montato su rotaia.
 
Cartolina Ed. Bianco&Pancaldi - non circolata



In questa immagine del 1904: da sinistra, l'antico Bacino di Carenaggio che in questo momento ospita una nave ed ha la "porta" chiusa;  si vede il "bigo" che è sostenuto da una strana struttura che vediamo ergersi in sezione triangolare sulla banchina di destra, tra il bigo ed il magazzino; al centro della foto vediamo  Ponte Morosini che all'epoca era  sede della Capitaneria del Porto;  a destra in calata vediamo una gru piccola ed una più grande alle prese con le solite chiatte ed infine un veliero ormeggiato al Ponte Calvi .

Cartolina Ed. Garzini e Pezzini Mi - sped. 1904



Questa immagine, del 1910,  tramanda la partenza da Ponte Morosini della regina  Alessandra d'Inghilterra (1844/1925) per imbarcarsi sul panfilo reale.

riproduzione fotografica -  autore sconosciuto - data da definire

La data delle foto ci è stata confermata da Marco Cazzulo con questo articolo:





Questa cartolina è stata spedita nel 1916  e ci mostra la Darsena e il Ponte Reale visti dal mare.

Cartolina Ed. EBG-GPM - sped.1916



La Darsena nel 1910 e il Ponte Reale;  più in là, il Ponte Morosini.

Cartolina Ed. Mangini - non circolata



Panoramica del "porto antico", da destra : Stazione Marittima (ora Ponte dei Mille),  Silos Granario con Ponte Parodi, Darsena, Ponte Morosini, Ponte Calvi, Ponte Spinola, Ponte Embriaco, Mandraccio, e infine il Molo Vecchio.  La cartolina non è datata ma, vista la struttura della Stazione Marittima di Ponte Federico Guglielmo ( ora Ponte dei Mille), azzarderemmo una data tra il 1910 ed il 1915.
Cartolina Ed. Dell'Avo - non circolata



Terminiamo con questo panorama della città e porto in cui si notano i magazzini di  Ponte Spinola e Ponte Embriaco, il Mandraccio ed il Molo Vecchio. La nave Andrea C  ormeggiata al Mandraccio,  ci fa collocare la foto tra il 1948 e il 1958.

Cartolina Ed. Sbarbo - non circolata