sabato 24 maggio 2014

Genova : il Porto dal 1850 al 1900






Con l'Unità d'Italia qualcosa si muove,  forse sono solo  i tempi che cambiano, l'industrializzazione del nord del paese,  o le diverse esigenze delle nuove navi a vapore,  chissà ?  (nel 1853 si inaugura la ferrovia Torino/Genova e "nasce" a Genova l'Ansaldo e nel 1880 viene fondata  la Piaggio)
O forse è  l'apertura del Canale di Suez, avvenuta nel 1859, che riporta in auge i porti del Mediterraneo riportandovi, dopo alcuni secoli bui, gli importanti traffici marittimi provenienti dall'Oriente.

Comunque sia,  anche a seguito della generosa donazione di 20 milioni da parte di Raffaele De Ferrari, Duca di Galliera, partono i progetti per l'ammodernamento del porto come mostra la seguente mappa del porto datata 1876 che "dovrebbe" essere tratta dalla guida ufficiale del Consorzio Autonomo del Porto di Genova (ci scusiamo per il condizionale ma non abbiamo ancora  avuto modo di verificare)



Vi si nota:

l'allungamento del Molo Nuovo verso levante 
l'allargamento della Darsena e la creazione una calata unica con riempimento a mare dalla Darsena fin quasi alla Lanterna ovvero il banchinamento di quasi tutto lo specchio portuale.
E finalmente possiamo mostrare qualche immagine fotografica dell'epoca con i lavori in corso per il banchinamento delle prime calate.

Sulla destra si vedono le calate degli Zingari e di Santa Limbania ancora incomplete.
In fondo la Lanterna e le caserme di S.Benigno; sulla destra la Cava della Chiappella
Copertina di Pubblicazione Periodica



Ancora Calata S.Lazzaro in costruzione e sulla destra la Passaggiata Panoramica  sopra ai magazzini portuali.

Cartolina Ed: Leonar - non circolata




La stessa epoca e zona ma vista dalla Lanterna 

Genova Antica e dintorni  ed. Mondani




Altra immagine di ampliamento portuale.
Tolozzi fa riferimento alla costruzione di Calata Lazzarini anche chiamata  S.Lazzaro
Copertina di Pubblicazione Periodica


La situazione nel 1883 è ben descritta da questa planimetria proveniente da un album acquarellato di Pietro Giaccone ( archivio CAP).
Vi si nota la Cava della Chiappella, da dove venivano estratti  i materiali necessari alla costruzione dei nuovi moli; il prolungamento in corso di Molo Lucedio (Duca di Galliera)  ed il banchinamento parziale del Molo Nuovo (molo al Passo Nuovo). Inoltre: un abbozzo del Ponte Federico Guglielmo (Stazione Marittima, ora Ponte dei Mille); Ponte S.Teodoro (ora Andrea Doria) e Ponte S.Lazzaro (ora Ponte Colombo) ed il Ponte Parodi, davanti alla Darsena, appena impostato (in costruzione).
Cosa ancor più importante, si vede il Molo Nuovo, poi Diga di Galliera, ancora in fase di prolungamento a doppio angolo per proteggere il porto dai venti meridionali (libeccio e scirocco). Operazione che verrà completata a breve con la costruzione del Molo Giano, che partendo dalle costa si allungherà verso la nuova diga per proteggere un nuovo ampliamento del porto a Levante.
Ma di questo parleremo diffusamente in un altro post. 


Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep


Piano delle cave della Chiappella nel 1883 da un album acquarellato di Pietro Giaccone ( archivio CAP).
Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep

Rappresentazione della costruzione della diga foranea da un album acquarellato di Pietro Giaccone (archivio CAP).
Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep



Contemporaneamente (1883/1888) veniva creato un nuovo molo a levante, il Molo Giano, che proteggeva l'ingresso del porto a est  del Molo Vecchio.  Qui vediamo i lavori di fondazione in corso.  In rada la nave scuola   "Scuola Officina Redenzione" (Garaventa).

Cartolina Ed. Leonar - non circolata




E finalmente, nel 1890,  terminati i lavori ed i fondi concessi dal Duca di Galliera, la rada interna fu completamente banchinata e dotata di moli sporgenti dalle calate.  come possiamo vedere dalla mappa seguente, anche se in questa data (1890) molte delle strutture riportate non erano ancora operative ed alcune erano solo in costruzione o persino solo in progetto  Col tempo ( e fondi permettendo) i moli sarebbero stati equipaggiati con capienti magazzini e moderni mezzi di lollevamento (almeno per il metro di allora).
 


 Con questa configurazione il porto era finalmente protetto dalle mareggiate di scirocco e libeccio, e presentava strutture portuali all'altezza delle esigenze industriali dell'epoca, anche se il paesaggio era stato snaturato ed aveva perduto il fascino d'un tempo.

Era finita l'epoca dei velieri ed iniziava l'epoca del ferro e del cemento.


Cartolina Ed. Brunner Zurigo


 Il porto nel 1900 sarà oggetto di un altro post,



lunedì 24 marzo 2014

Genova : Il Porto dal 1800 al 1850






Alcune vedute della costa, dalla darsena alla Lanterna, dal 1800 al 1850:

Borgo S.Lazzaro e S.Teodoro in una acquaforte colorata ad acquarello di G.Piaggio e di Del Pino 1818 ca Collezione topografica del Comune di Genova

Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep

Convento di S. Benigno e la Lanterna in una acquaforte colorata ad acquarello di G.Piaggio e di Del Pino 1818 ca Collezione topografica del Comune di Genova
Notare la draga al lavoro.

Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep



M.PGauthier 1818 - Porto di Genova storia e attualità ed. SAGEP


Il fortunale del 1821 -  Acquaforte di Luigi Garibbo , Collezione topografica del Comune

Porto di Genova storia e attualità ed. SAGEP


Veduta dalla spiaggia di San Lazzaro - tela ad olio Luigi Garibbo 1832 (collezione CARIGE)
La terrazza in basso a sinistra fa parte della Villa Torrazza.
La chiesa che si intravede a sinistra è San Teodoro.

Porto di Genova storia e attualità ed. SAGEP


Qui ci dovrete scusare la qualità della foto ma abbiamo dovuto fotografare il quadro con il vetro e dei vari scatti "riusciti" questi due rappresentano il meno peggio.
La prima immagine arriva solo alla Darsena mentre la seconda mostra il quadro completo.
Questa litografia a colori è con stata ripresa dalla terrazza del Palazzo del Principe in un periodo che va dal 1818 al 1849.
In primo piano al centro il Capo d'Arena con la chiesa e convento di San Tommaso.  Sopra l'Arsenale si intravede il forte di Castelletto (che data l'opera). Su questa asserzione vorrete fare un "atto di fede" ma noi ne siamo sicuri perchè sotto al disegno  sono riportati i nomi dei luoghi, in corrispondenza di ciascuno di essi.
Abbiamo letto quindi, da sinistra a destra: Forte S.Giorgio, Forte Specola, Porta S.Tommaso, Chiesa S.Tommaso, S.Giovanni di Prè, Forte Castelletto, Darsena, San Siro, Commenda della Croce di Malta, S.Lorenzo, S.Giorgio, S.Salvatore, Porta del Molo.

Litografia di A.St. Aulaire, Panorama dalla Villa del Principe,  propprietà degli autori
come sopra


Cambiamo Terrazza : da quella del Principe alla "terrazza di marmo".
La "terrazza di marmo" lunga 400 metri fu costruita tra il 1835 ed il 1840   a copertura di negozi e magazzini e  si sviluppava da Porta dei Vacca a Caricamento, lungo la appena costruita via Carlo Alberto (ora via Gramsci).
Particolari da dipinto su tela di Carlo Bossoli ca 1840 - (Genova coll. privata)

Porto di Genova storia e attualità ed. SAGEP

La Darsena, all'epoca ancora militarizzata, passerà al servizio del porto commerciale solo nel 1873.
Particolare da un dipinto su tela di Carlo Bossoli c.a 1840 - (Genova coll. privata)

Porto di Genova storia e attualità ed. SAGEP

Lanterna, Porta Lanterna, Molo Nuovo con navi in quarantena. In banchina si intravede la cupola della stazione di quarantena istituita presso il Molo Nuovo nel 1846.
Particolare di incisione di  Nicholas M.J.Chapuy-Isidore L.Deroy ca 1850 - Civica Raccolta Bertarelli Milano.

Porto di Genova storia e attualità ed. SAGEP

 Capo D'Arena e campanile S.Tommaso. Sullo sfondo l'Arsenale  - da una tela di Ippolito Caffi 1851 Gall. Arte Moderna - Venezia

Porto di Genova storia e attualità ed.


Come già detto, e come dimostrato dalle immagini,  il porto non ha subito sostanziali cambiamenti tra il 1800 ed il 1850.


lunedì 13 gennaio 2014

Genova : Il Porto dal 1600 al 1800




Tanto per....  cominciare dalla fine ..... pubblichiamo questo stralcio di mappa del 1766 che è il più chiaro ed esauriente che abbiamo, anticipando che dal 1600 al 1766 nel porto non vi erano stati molti cambiamenti.

particolare dalla  Pianta di Giacomo Brusco 1766 - dalla raccolta dei Giolfi - Palazzo Rosso ufficio Belle Arti


Chiarito quanto sopra, andiamo ora a mostrare e commentare, in ordine cronologico, le immagini che abbiamo.

In questo dettaglio di una veduta del porto attribuita a G.Bordoni e datata  1616, vediamo il fronte del porto già dotato di mura difensive ma solo dal Molo fino al palazzo S. Giorgio.

Fino al XVI secolo, gli unici baluardi difensivi portuali si trovavano nella Darsena/Arsenale ed alla base del Molo Vecchio mentre il porto era difeso solo da una catena che andava dal Molo alla Darsena.

Infatti, nel XVI secolo, minacciata dalle mire espansioniste dei due colossi di allora, Spagna e Francia, la repubblica decise di dotarsi di una cinta difensiva anche sul lato del mare, (le "MURAGLIETTE") che venne costruita a partire dal 1551 iniziando dalla porta del  Molo. Nel 1611 le mura arrivavano all'attuale Ponte Calvi e furono terminate solo nel 1638 quando si congiunsero con quelle della Darsena.


Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep

Altra immagine del "Fronte del Porto Murato" ed il .... barchile.

 Sottoripa fortificata  - da guida SAGEP n. 42



Non abbiamo una data esatta per questa incisione di A.Giolfi che mostra il Ponte Reale con il "barchile"  ed il Palazzo San Giorgio dietro le mura. (seconda metà XVIII sec)  .

Facciamo notare che "quel" Ponte Reale è davanti al palazzo S.Giorgio e non ha nulla a che fare con il futuro Ponte Reale che, dopo l'anessione al Regno di Sardegna, congiungerà il Palazzo Reale con lo specchio acqueo della Darsena.

Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep


Altra veduta un pò "fantasiosa"  con Palazzo San Giorgio "murato"  e  ... barchile.

da Genova Antica e dintorni ed. Mondani



Bastione della Darsena da un quadro del Dellepiane.  Di qui veniva tesa la catena difensiva che era fissata al Molo in corrispondenza di Porta del Molo.

da Genova Antica e Dintorni ed. Mondani



Nel dipinto su tela di Domenico Fiasella, del 1640, sono ben delineate le mura dal Molo verso oriente, a strapiombo sul mare. 
La prospettiva invece non ci da una buona visuale delle mura dal Molo alla Darsena.




Per proteggere la rada dagli effetti del libeccio  si cominciò a costruire un molo foraneo, il Molo Nuovo, che dalla Lanterna si allungava verso levante (approssimativamente ESE)  ma la sua iniziale lunghezza e direzione non si rivelarono sufficienti.

Questa interessante mappa, custodita nell'Archivio Topografico del Comune di Genova,  riporta  i progetti di ampliamento insieme alle antiche strutture portuali.
E' anche riportata la catena dal Molo  alla Darsena a protezione del porto di cui abbiamo poch'anzi accennato.

Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep


I primi lavori  del "Molo Nuovo" nel seguente dettaglio della veduta di Gio. D. Rossi datata attorno a 1643.
Si nota che in questa prima versione c'è uno spazio navigabile fra il molo e la Lanterna, che verrà chiuso in seguito. Notiamo anche che la direzione del molo è "sbagliata"  ... licenza pittorica ??
Giusta o sbagliata questa immagine andava pubblicata, se non altro come "curiosità".

Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep

In questo dettaglio di veduta di "anonimo" databile al 1651 vediamo invece il Molo Nuovo completato fino alla Lanterna ed in una direzione un poco più verosimile anche se è disegnato  molto più lungo di quanto fosse in realtà.

Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep

Nel 1684 Genova fu bombardata dai Francesi.
Nel seguente dipinto, che rappresenta questo evento, (museo Galata -Genova) si vede il Palazzo del Principe con i giardini ed il Gigante e sono ben delineate le due cerchia di mura cittadine.

Notiamo il prolungamento a Sud-Ovest del Molo, del 1639, in direzione del "Molo Nuovo", che qui è riportato con direzione e lunghezza più "verosimili" rispetto alle immagini precedenti.

Questa soluzione  avrebbe dovuto riparare la rada interna dal "Libeccio"  ma il Molo Nuovo era troppo corto per essere adatto allo scopo e creava solo un piccolo "ridosso" nell'angolo vicino alla Lanterna, lasciando il centro della rada interna ancora esposto alle tempeste dai quadranti meridionali.




A questi limitati ed insufficienti interventi  non fanno seguito ulteriori migliorie per più di un secolo come ci mostra la foto della pianta di Genova  del 1750  di F. Maria Accinelli  (biblioteca Berio).

1750  di F. Maria Accinelli  (biblioteca Berio)

Ma passerà ancora quasi un altro secolo prima di vedere ulteriori sviluppi nelle strutture portuali nonostante ci fosse l'impellente bisogno di un prolungamento del Molo Nuovo per proteggere la rada interna che era ancora esposta al libeccio il quale  ha ancora colpito duro nel 1821.

Porto di Genova Storia e Attualità ed. Sagep


Se confrontiamo la mappa portuale  del 1854 di Celestino Foppiani conservata nel Museo di S. Agostino con le due precedenti constatiamo che poco è cambiato:
- dopo il disastroso fortunale del 1821 si sono finalmente realizzati un  prolungamento del Molo Vecchio a levante (parallelo al molo nuovo) ed un prolungamento del Molo Nuovo a ponente per chiudere un pò meglio la rada interna ai catastrofici effetti del libeccio.
- nel 1851 è stato inaugurato il piccolo bacino in muratura accanto alla darsena.

Due secoli di stasi quindi, ma non sta a noi spiegarne le cause.


1854 - Celestino Foppiani



martedì 31 dicembre 2013

Genova : Il Porto di Genova - fino al 1600





Roma non fu costruita in un giorno, recita un vecchio adagio, che potremmo applicare anche al porto di Genova.
In questo post cercheremo di ricostruirne l'evoluzione nel tempo attraverso mappe e disegni, perchè dell'epoca di cui palriamo, le foto non c'erano ancora.
Se lo trovate troppo tedioso passate oltre, nessuno se ne accorgerà.

Incominciamo dalla preistoria (chi ben comincia....) 
Questa pianta topo-idrografica  ci da una idea di come poteva essere il territorio della città e del porto prima che la "civiltà" avesse il sopravvento sulla natura.

Vediamo che il punto di attracco più favorevole è proprio il seno naturale del Mandraccio, dalla cui estremità occidentale inizierà la costruzione del Molo, che verrà  man mano allungato (ed allargato) per seguire le sempre maggiori esigenze del traffico marittimo della Città.

da: Genova Antica e dintorni -  periodico ed. Mondani


Dai primi pontili in legno, il porto si sviluppò lentamente nel corso dei secoli acquisendo pontili e moli in pietra ma non abbiamo documenti di quell'epoca per poterne documentare i progressi.

Ci vengono in aiuto gli studi del Poleggi che con alcune interessanti piantine.

Qui siamo all'anno zero del porto nel sec XI : non vediamo nessuna struttura permanente.
Le navi "spiaggiano"  sulla riva dei torrenti e nel seno di Giano, oppure stazionano all'ancora al riparo del promontorio che diverrà il seno del Mandraccio.

sec XI da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep


Ed ecco i primi sviluppi del Porto Antico , nel XII secolo:  vediamo la penisola che lentamente si trasforma in un molo atrezzato ad ormeggio e magazzini (61) e presto, a cura degli Streggiaporco, una chiesa (S.Marco).


sec XII da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep
Qui abbiamo anche un poco di legenda

crescita urbana sec XII tav II da Una città portuale del Medioevo di bianchi e Poleggi


La fase seguente, secondo il Poleggi avviene dal XII al XIV secolo.
Sembrerà "poco preciso" ai profani, "spalmare" su tre secoli la nascita di una struttura portuale, avvenuta certo per gradi, anno dopo anno, generazione dopo generazione, un molo dopo l'altro. Ma i documenti dell'epoca sono pochi e spesso confusi, e certe datazioni dubbie. Quindi procediamo "con i piedi di piombo" e seguiamo la prossima mappa del Poleggi:

crescita urbana sec XII-XIV tav.VI a da Una città portuale del Medioevodi Bianchi e Poleggi
crescita urbana sec XII-XIV tav  VIa da Una città portuale del Medioevodi Bianchi e Poleggi



Ed eccoci arrivati al sec, XV con l'ultima mappa del Poleggi che ci mostra i moli costruiti in questo secolo di forte espansione marittima. Abbiamo già la Darsena e l'Arsenale Una selva di moli mercantili e la penisola del Molo già munita di mura. (così come in parte la Darsena)

sec XV da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep 5



Fin qui abbiamo mostrato disegni  "contemporanei", ricostruzioni plausibili di strutture antiche di cui i documenti dell'epoca ci hanno lasciato solo lacunose informazioni .  Ma dalla fine del secolo XV iniziamo ad avere immagini "originali" dell'epoca come questa, che è probabilmente la più antica carta a stampa di Genova. E' stata pubblicata nel 1493 nelle Cronache di Norimberga di Hartmann Schedel,  ed una copia si trova nella Biblioteca Universitaria di Genova.


Vediamo la Lanterna, il Molo con la Torre dei Greci, la Darsena ed i "pennelli"  di ormeggio perpendicolari alla costa banchinata (oggi Caricamento e via Gramsci).  Ma il tutto è rappresentato in maniera piuttosto "fantasiosa", specialmente nella parte di ponente, raffigurando un golfo molto più angusto del reale con la Lanterna molto vicina alla testa del  Molo.







Il porto antico è più realisticamente illustrato da questa veduta del 1561 di Jan Massys conservata nel museo nazionale di Stoccolma che mostra un prolungamento del Molo al di là della Torre dei Greci.

Porto di Genova Storia e Attualità  - ed. Sagep


Anche in questa acquaforte del 1572 di Franz Hogenberg, per l'opera "Civitates Orbis Terrarum" di Georg Braund,  vediamo il Molo allungato ma non ancora fortificato.
 
Porto di Genova Storia e Attualità  - ed. Sagep


Con questa struttura il porto non era protetto dagli effetti delle tempeste da libeccio che facevano frequenti danni al naviglio ancorato nella rada.

Lo specchio d'acqua più protetto era il Mandraccio, che però aveva un diffetto: aveva poco pescaggio e si interrava facilmente a causa dell'apporto dei rivi che sboccavano nella rada. Questo rendeva necessari frequenti dragaggi e addirittura opere di scavo imponenti per i mezzi di allora, come lo scavo eseguito nel 1575, e testimoniato dalla seguente tela di Dionisio de Marino.

Vediamo la palizzata di contenimento dell'acqua posta tra il Molo e Ponte Cattaneo.   Lo scavo del fondale è eseguito a mano con conferimento dei detriti su imbarcazioni mentre una draga esegue il dragaggio del fondale al di fuori della palizzata.

Civico Museo Navale - Genova


Ma non tutte le navi potevano ancorarsi al sicuro al Mandraccio e per quelle ancorate nelle zone meno protette a volte erano guai....
Nella seguente  illustrazione di J.Furttenbach del 1627  vediamo descritta  (con una certa "licenza Pittorica")  la libecciata del 11 novembre 1613.
Una "licenza Pittorica" che restringe la rada e piega il Molo di 45°  verso sud-ovest ma in compenso ci mostra con buona approssimazione il Palazzo del Principe, Capo d'Arena, l'Arsenale, la Darsena ed i moli mercantili evidenziando la differenza delle condizioni del mare tra questi ultimi (al riparo) e la parte occidentale della rada, esposta alla mareggiata.

Porto di Genova Storia e Attualità  - ed. Sagep


In questo particolare di Civitas Janue (olio su tela del 1600 di G. Bordoni) vediamo il Molo fortificato con una  nave ormeggiata alla Marinetta. La Porta del Molo, le mura ed il carcere di Malapaga. In alto la Darsena e l'arsenale.
A differenza della immagine precedente il Molo è qui riportato nella direzione corretta rispetto agli altri elementi della costa.
Sul Molo la Torre dei Greci è già stata "spianata"  e l'estremità dotata di una batteria di cannoni che qui vediamo sparare a salve, ma sembra manchi di un faro che sarebbe utile per segnalare la posizione del Molo.

Palazzo San Giorgio è "con i piedi a bagno" munito solo di uno "sporgente" e circondato da piccole imbarcazioni ed il "fronte del porto" non è difeso da mura.

edit. SAGEP :  porto di Genova storia e attualità


Necessitano nuovi lavori, sia per difendere la rada dalle tempeste da Libeccio che per difendere il porto dai nemici vecchi e nuovi della Repubblica.




domenica 15 dicembre 2013

Genova : Il Porto - Molo Vecchio




In principio era il Mandraccio e il Mandraccio era il Porto.

Una affermazione un pò categorica, lo ammetto, perchè probabilmente in principio,  in mancanza di strutture portuali vere e proprie, si ancorava o meglio si "spiaggiava" nel "Seno di Giano"  ed allo sbocco del Bisagno e dei vari rivi che si riversavano nella rada di Genova come possiamo vedere dalla mappa idrogeologica tratta da "Forma Genuae" e pubblicata da Mondani nella sua pubblicazione periodica  "Genova Antica e Dintorni" .




Come abbiamo visto nella mappa il Mandraccio si prestava bene allo scopo, offrendo un buon ridosso,  ma aveva un problemino.... solo due palmi di fondale  (50 cm.) e si interrava volentieri grazie all'apporto di materiali che i vari rivi  portavano giù dai monti.  Di qui la necessità di continui interventi di dragaggio di cui parleremo in un prossimo post.

Il Poleggi ce lo mostra come doveva essere nel XII secolo, con i primi interventi "umani"  per migliorare la sicurezza e la capienza del "porto"

Molo sec XII da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep




Poi venne il Molo. Oggi "Molo Vecchio"   ma allora era il Molo, non solo un  riparo dal Libeccio  ma anche ormeggio e poi magazzino.
Il Molo venne iniziato nel 1247 utilizzando materiale proveniente dalla "Cava"  ( prima cava , poi sepolcreto ed infine Batteria della Cava) ed allungato ed ampliato in varie riprese.

Il Molo  in epoca medioevale si presentava pressapoco così.

Molo da Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep-r





Abbiamo detto "pressapoco" perchè all'epoca, mancando la fotografia, ci si doveva affidare all'estro dei pittori più che alla loro precisione nel rappresentare la realtà delle cose.

Nel 1324 all'estremità del Molo venne eretta una torre-faro chiamata Torre dei Greci (si dice prendesse il nome dalla "colonia" di Greci che abitavano e commerciavano nella zona del Molo).
Qui vediamo il Molo e la Torre dei Greci rappresentati in un disegno del 1493.

1493 la più antica carta a stampa di Genova  copia trovasi nella biblioteca universitaria di Genova


Il Molo venne prolungato a più riprese, seguendo l'aumentare delle esigenze di spazio del porto.
Qui vediamo la Torre dei Greci in una rappresentazione del 1537, con il Molo già prolungato

particolare della Mappa di Antonio Lafrery-roma 1537- copia a stampa 1581 Palazzo Rosso ...




Nel 1553, sotto la direzione di Galeazzo Alessi, venne costruita la monumentale porta che dal Molo  dava accesso alla città: Porta del Molo (oggi chiamata comunemente quanto impropriamente Porta Siberia).

La vediamo in pianta in un disegno del Poleggi

Una città portuale del Medioevo di Bianchi e E.Poleggi   ed. Sagep



Ed in una illustrazione un poco più "tarda" purtroppo non datata.

riprod. da  I quartieri di Genova Antica - ed. Tolozzi



Porta del Molo e calata della Marinetta in un acquarello firmato "Smith" , non datato, appartenente alla Collezione Topografica del Comune di Genova ,che la SAGEP ha datato come "inizi del secolo XIX"  nella sua pubblicazione "Porto di Genova storia e attualità".

Da notare che il battello a ruote ormeggiato alla Marinetta è un tantino sbandato sulla dritta col bigo di carico ammainato in coperta tanto da far pensare ad una pausa durante le operazioni di sbarco.




In questo disegno del 1822 di Roberts (British Museum - London) il Molo ci appare da una prospettiva "inusuale" .  Lo vediamo già ulteriormente prolungato verso  ponente con un faro a due piani con pianta quadrata (ma nel 1820 dovremmo già trovare sulla testata del molo il  "nuovo Lanternino" di forma rotonda su base circolare...  come la mettiamo??)  .

"Porto di Genova storia e attualità" ed. SAGEP


Altra immagine della Porta del Molo a fine 1800 vista dal Molo.

cartolina ed. Mangini  non circolata



Ma non possiamo parlare del molo senza mostrare la via del Molo
Una via antica, che risale a prima del XIV secolo.
Il Cambiaso ce ne offre un aspetto inconsueto databile alla metà del 1800.
Sulla sinistra vediamo un lavatoio sormontato da una grande edicola (chissà che fine hanno fatto?)
Sullo sfondo si intravede la porta del Molo (costruita nel1533 su progetto dell'Alessi) .
La sagoma che sporge sulla destra è la chiesa di San Marco, costruita nel 1177 dalla famiglia Streggiaporco (poi Salvago), proprio sulla (allora) riva artificiale che delimitava il Mandraccio. (vediamo spuntare il campanile della chiesa)
Aspetti di Genova nelle Vedute di P. D. Cambiaso - di P. D. Patrone & G. L. Blengino.
Acquarello a seppia





Purtroppo non abbiamo la data di spedizione per questa cartolina perchè è stato asportato il francobollo timbrato, che si trovava in alto a sinistra, come talvolta  si usava tra la fine 1800 e l'inizio del 1900.
Notiamo il campanile della chiesa di San Marco circa a metà della via.

Cartolina Ed. Dell'Avo circolata ma non abbiamo la data di spedizione 


All'inizio di Via del Molo c'è ancora l'antica cisterna da cui le imbarcazioni si rifornivano di acqua potabile attraverso i "cannoni"  (tubi con rubinetto) di cui possiamo notare ancora uno integro sulla facciata a destra dell'edicola

Foto 2013



Porta del Molo vista da Via del Molo nel 2013

Foto 2013


Porta del molo vista dalla città agli inizi del 1900 presentava una immagine piuttosto trascurata

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi



La stessa veduta oggi dopo i restauri.

Foto 2013


La stessa Porta vista dal porto agli inizi del 1900:

da:  Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona e Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi



Porta del Molo vista nel 2013 

Foto 2013

Foto 2013



Questa era la fisionomia del porto nel  1855  prima dell'inizio dei lavori di ampliamento a Levante. Il prolungamento del molo Vecchio verso ponente, parallelo al Molo nuovo, data dal1815

Portolano della Liguria di Giuseppe Albini - Ist. Idrografico della Marina


Mentre già nel 1890 erano a buon punto i lavori di ampliamento come mostra la mappa qui di seguito.



La stessa planimetria si trova in questa cartolina circolata ma che non riusciamo a datare.

Cartolina ed. Modiano Milano - data illegibile su francobollo da 2 cent.


Qui il Molo Vecchio da un'altro punto di vista, quasi soffocato da un "mare di chiatte".
(In basso a destra Basilica della Nunziata ed edifici del Carmine)

Parte di cartolina doppia ed. Fotocromo Milano - non circolata


Il  Molo in una cartolina spedita nel 1907, che mostra l'ampliamento a Levante, sia del molo stesso che del bacino portuale. Il molo viene ampliato e vengono costruiti nuovi magazzini. A levante viene costruito il Molo Giano con la zona dei cantieri e dei Bacini di Carenaggio.

Cartolina ed. Trenkler Lipsia - sped. 1907

Con i nuovi magazzini e l'ampio spazio aperto in radice ed in testata, il Molo Vecchio diventa in quegli anni il principale punto di stoccaggio merci del porto.
L'immagine che segue mostra la radice del Molo Vecchio ed i Magazzini Generali del Porto Franco.

Cartolina ed. Brunner Como - non circolata -


Ecco il "Lanternino"  nel punto terminale del Molo Vecchio.
Era stato costruito intorno al 1820, sulla testata del Molo.  E' stato demolito nel 1929 insieme alla parte terminale del molo per consentire il passaggio sicuro ai nuovi più grandi transatlantici (Rex etc.) da e per le stazioni marittime.

Cartolina Ed. Bianchi&Pancaldi - non circolata



Il Tempo passa, si aggiungono nuovi moli a ponente, via via più moderni ed efficienti. Anche le dimensioni delle navi aumentano e la meccanizzazione del lavoro portuale acquista via via più importanza, richiedendo spazi più ampi e strutture più moderne.
Di conseguenza la Darsena ed i vecchi moli del Porto Antico perdono via via importanza ma il Molo Vecchio resiste, con i suoi magazzini della lana e delle merci varie, come dimostra questa immagine ripresa in tempi  "relativamente"  moderni (la nave "Andrea Costa" in primo piano data la cartolina  tra il 1948 ed il 1958)

Cartolina Ed. Sbarbo - non circolata

Nel 1961 il molo è stato allargato di 6 metri, sia per aumentarne il pescaggio che per consentire la costruzione di nuove gru di banchina con portata maggiore delle precedenti. Qui vediamo i lavori in corso.

da:   Autorità Portuale di Genova - Archivio Storico - Il Porto visto dai fotografi - a cura di Danilo Cabona r Maria Grazia Gallino - ed. Amilcare Pizzi

Dagli anni 80 il progressivo affermarsi del servizio contenitori mette in secondo piano le strutture portuali tradizionali ed alla fine, come tutto il Porto Antico,  anche il Molo Vecchio va in "pensione".

Il resto è storia recente:  in occasione delle Colombiadi del 1992 le strutture portuali sono state "riqualificate"  in centro ricreativo e commerciale ed oggi possiamo gustare un gelato, pranzare e andare a vedere un film dove una volta fatica e sudore caratterizzavano il duro mestiere dei "camalli".