venerdì 1 novembre 2019

Funicolare di S. Anna



primi anni del 1900 funicolare di S.Anna alla stazione superiore -  da GENOVA SCOMPARSA -ed. MONDANI

Una volta costruita la Circonvallazione a Monte, si presentò l'esigenza di collegare rapidamente questo nuovo insediamento abitativo con il centro città mediante ascensori e funicolari.
Ma qui lasciamo la parola alla AMT e leggiamo quanto dice in proposito:






Ad integrazione di quamto sopra possiamo aggiungere qualche ulteriore immagine.


Incrocio vetture nel 1903
1904 Vista dalla stazione superiore

Incrocio vetture - data non specificata - foto di Giovanna Secchi
crtolina edita da  GPM&BG spedita nel 1909
Qui si nota bene il percorso sorretto da arcate - da funicolare S.Anna da GENOVA SCOMPARSA -ed. MONDANI-

Vettura in uso nelgli anni 80 - foto Luigi Maurizio Iorio
16 novembre 1989  - incendio della stazione superiore -  foto di Filippo dell'Erna


Ed ora qualche foto recente fatta da noi














































Lo Scoglio di San Andrea a Cornigliano





Foto di MarioVanni


Prendiamo spunto (e testo) da un post di Mario Vanni sul "nostro" gruppo FB per raccontare una storia vera.  Una storia che, provvisoriamente si chiude oggi, ma a cui forse, un giorno, qualcuno aggiungerà ulteriori capitoli.
Mario Vanni, a sua volta, si è ispirato ad un testo della nota canzone di Branduardi, nel nostro caso quanto mai attuale.
Una storia che qui raccontiamo mettendo assieme le foto pubblicate da molti di noi.

La cantiamo tutti assieme? volete? :


Sulla spiaggia del Ponente con due esche un bel laxerto dallo scoglio pescai,

Matteo Vinzoni 1720ca.  Scoglio di S.Andrea




 E vennero i Benedettini che abbatterono lo scoglio per farci una badia che il Corniglianese dal mercato osservò,

Foto di Adriano Meneghini

Robert Smirke The Younger 1802 -  Isola di S.Andrea Apostolo.



poi venne la Repubblica che abbatté la badia che abbatté lo scoglio per farci un fortino che il Corniglianese dal mercato osservò,
Foto di Adelina Alice
foto dal web - forte visto da ovest

Foto di Adriano Meneghini - forte visto da terra



E venne Raggio che abbatté il fortino che abbatté la badia che abbatté lo scoglio per farci un castello che il Corniglianese dal mercato osservò,

Cast. Raggio - cartolina di Gueilleminot Paris

 Cast. Raggio - cartolina ed. Cartoleria Santamaria spedita nel 1928

Villa Raggio - cartolina ed. Paganelli-  spedita nel  1917


Foto dal Web


Poi venne l'Oscar Sinigallia che abbatté il castello che abbatté il fortino che abbatté la badia che abbatté lo scoglio per farci un'acciaieria che il Corniglianese dal mercato osservò,

 da Liguria tra 800 e 900 -  Sergio De.Nicolai

1952 foce del Polcevera - Alessandro Lombardo

stabilimento Siderurgico CornigIiano-fotografia aerea-anni50- Alessandro Lombardo



Poi venne la Crisi che abbatté l'acciaieria che abbatté il castello che abbatté il fortino che abbatté la badia che abbatté lo scoglio per farci un deserto di strade che il Corniglianese dal mercato osservò,

immagine emblematica di parte dell'area dello stabilimento.




Sulla spiaggia del Ponente con due esche un bel laxerto dallo scoglio pescai.







giovedì 24 ottobre 2019

Il Palazzetto Criminale





Il Palazzetto Criminale in una veduta aerea da Google Map. Lo vediamo circondato dai "centri del potere ufficiale" cittadino della Genova antica: Arcivescovado, Palazzo Ducale, chiostro dei Canonici, Cattedrale ed anche "fisicamente" collegato ad essi da passaggi "aerei" fra i vari palazzi.




Tornando a livello stradale... siamo in via Tommaso Reggio, tra il Palazzetto e l'Arcivescovado. In fondo, illuminato, il Palazzo Ducale.

Foto di Roberto Crisci - via Tommaso Reggio




Foto di Roberto Crisci - portone Palazzetto Criminale



Non staremo a raccontarvi la Storia  dell'edificio perché potete leggerla direttamente  qui sotto, raccontata da uno storico vero, che certamente ne sa più di noi.





Avevamo visitato il Palazzetto il 19 maggio 2018...si, 2018, e ne parliamo qui solo ora.  Ne avevamo accennato nel gruppo omonimo, riservandoci di sviluppare meglio il tema su questa pagina, poi...  poi, presi da altri impegni, ce ne eravamo dimenticati.

Ma non è mai troppo tardi... e ne parliamo adesso, riservandoci di aggiornarvi sui progressi dei lavori e studi in corso alla prossima occasione di apertura al pubblico.

Era stato aperto al pubblico nel maggio 2018 dalla direzione dell'Archivio di Stato in occasione della manifestazione dei "Rolli". Visitabile solo parzialmente in quanto lo stavano restaurando, dopo anni di abbandono, allo scopo di restituirlo all'uso da parte dell'Archivio di Stato.

Infatti nel corso della prima visita abbiamo trovato lavori "in corso" quasi dappertutto.
Ci sarebbe piaciuto visitare i sotterranei ma non erano accessibili in quanto ci stavano scavando gli archeologi, perché sono state scoperte antiche tombe ancora da datare.  Anche le murature dei sotterranei sono ancora oggetto di studio.   Questo è quel poco che avevamo potuto vedere.

primo vano a vista e passaggio ai vani con tombe

Pezzo di muro antico ancora da datare tramite esami delle malte etc etc.
 





Nell'atrio ci accoglieva una reception  improvvisata per l'occasione  nobilitata dalla presenza della Dott. Annalisa Rossi, allora Direttrice dell'Archivio Storico.




Reception dove abbiamo potuto acquistare le cartoline ricavate da documenti dell'archivio di stato.




Dall'atrio una breve scala sale al cortile interno su cui si affacciano le logge


Foto di Roberto Crisci



Cortile interno, tagliate facce, impalcature ed altri rebighi


La torre vista dal cortile
A sinistra vediamo spuntare la cima della torre in questa foto che riprende i due passaggi sopraelevati che collegano il pallazzetto al Palazzo Ducale ed all'Arcivescovado/Cattedrale



Cortile interno che raccoglie acqua per la vecchia cisterna situata nei fondi del palazzo (non visitabile)
tombino in pietra della cisterna


Qui  la nostra bravissima "guida". ci nasconde un bel cancello di ferro che a sua volta ci chiude la strada verso un passaggio che conduce ai sotterranei (solo una sbirciatina, dietro una parete, niente foto, ci manca la faccia tosta necessaria






Come avrete letto più sopra, nella relazione del Dott. Santamaria, dal 1817 questo edificio ospitava l'Archivio di Stato, traslocatosi nel Complesso di S.Ignazio nel 1992.  Pertanto, quando lo abbiamo visitato, lo abbiamo trovato così come lo avevano lasciato nel 94.   Come dei "fantasmi" ci sono apparse le targhe degli uffici che  si affacciavano sul cortile:

 






 insieme ad altri "cimeli" 

parla della estinzione di una  gabella... ma lascio la spiegazione ai latinisti del gruppo



ed addirittura il "fantasma" di un proiettile che spunta dal muro




Ma gli echi dei fantasmi del palazzetto sono sopratutto nei graffiti che "ornano"le  pareti e le balaustre degli scaloni.

Graffiti eseguiti per lo più dalle guardie nelle lunghe ore di veglia, disegni facilmente identificabili ma difficilmente fotografabili con le nostre modeste risorse. Ne riporteremo i meglio riusciti.







 




Stato dell'edificio e progetti:



Presentazione Progetto di Restauro






Dove non altrimenti indicato le foto sono state scattate dagli autori del post.
In attesa di una nuova visita al Palazzetto o di ulteriori notizie sul suo restauro per ora chiudiamo qui.